Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

La mia Festa della Misericordia

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Amici miei,

Per i credenti cristiani oggi è la festa della Divina Misericordia. Bella occasione per riconoscere e ricordare che esiste – la Misericordia – e che siamo perdonati e vogliamo perdonare per coerenza, voglia di guarigione del cuore e gratitudine a Dio.

È il perdono ricevuto e donato che trasforma il deserto in terreno fertile. È lui il ponte che avvicina alla gioia.

Non è questo però che desidero condividere con voi. Non solo almeno.

Stamattina molto presto mi sono svegliata sconvolta a causa di alcuni sogni strani in cui ero particolarmente arrabbiata con alcune persone presenti nei suddetti sogni. Qualcuno è vivo, altri non più.

Per questo motivo, mentre mi facevo aiutare a prepararmi per uscire e andare a Messa, ero seria e silenziosa.

Il più delle volte mi chiedono se sono arrabbiata. Non lo sono. Soltanto ho bisogno di silenzio e solitudine perché il mio spirito e la mia mente mi parlino.

E lo hanno fatto mentre non me lo aspettavo! Dio è grande!

Mentre ascoltavo il Vangelo, ma soprattutto al momento dell’offertorio, ho guardato verso l’altare e in brevi attimi ho visto don Alessandro cambiare d’aspetto e trasformarsi in Gesù. Già questo era per me una grande emozione che però non mi ha sconvolta, anzi, mi ha riempito di una gioia profonda, composta, leggera.

Una brezza che dalla quale mi sono lasciata accarezzare… Come se non dovessi turbare e rovinare un momento così intimo.

Non so se riesco a spiegarmi. Lo spero di vero cuore.

Di lì a poco accanto a lui, intorno a Lui, ho cominciato a scorgere figure di persone a me care che ho perso. A cominciare da mia madre, mio padre, mio marito, i miei fratelli. Via via riconoscevo volti che col tempo avevo dimenticato e che apparivano più “indefiniti” rispetto ad altri.

In quegli attimi così interminabili ho sentito una profonda consolazione passare attraverso i miei occhi, attraversare il mio corpo e la mia anima fino a illuminarla e riscaldarla come solo raramente è successo nella mia vita.

La sensazione di leggerezza mi ha accompagnato per molto tempo e sto sperimentando una pace e una tenerezza speciali ancora ora.

Credo di essere stata guarita da una pesante ansia e da una tristezza che appesantivano sia la mia psiche che il mio corpo nell’ultimo periodo della mia esistenza.

Se qualcuno volesse darmi della visionaria, sappiate che lo prenderò come un complimento! Perchè le mie visioni e i miei sogni mi danno il coraggio di vivere una vita piena e degna. Così come fa il sole quando si affaccia all’improvviso tra le nubi. 

Vi dedico la mia gioia, sperando che superi questo monitor e vi raggiunga!

Un abbraccio non virtuale. Sempre Vicky!

 

 

28 aprile 2019 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 21 commenti

Storia di un bruco

Da quando ho trovato quest’immagine nel Web non ho potuto smettere di guardare alla sua bellezza, seppure artificiale oppure modificata. Il mio sguardo si è posato su di lei proprio come attraverso le ali di una libellula. È come se ci guardassimo a vicenda, come se lei sapesse di me, della mia nascita, delle mie innumerevoli rinascite e anche delle inaspettate e incredibili trasformazioni della mia vita.

La guardo. Come tutte le trasformazioni i passaggi da uno stato all’altro la morte del bruco a favore della nascita della libellula non è indolore, ciò nonostante non raggiunge chi osserva, anzi, quello che io vedo è l’esaltazione della grazia, l’accenno di un passo di danza. Una danza nuova, potremmo chiamarla la morte del bruco.

Non so se qualcuno l’abbia mai celebrata questa morte a favore della nascita di una creatura effimera eppure meravigliosa. Non so se esista un balletto, un’opera, una poesia oppure uno scritto qualsiasi che descriva il flusso di vita che passa da una creatura all’altra. Impressionante è poi la rappresentazione di entrambi i personaggi con sembianze di donna.

Rifletto e mi pongo la domanda: quale delle due soccombe per fare spazio all’altra? Nessuna in realtà. Apparentemente il bruco perde la vita per donarla alla libellula ma…in realtà nel bruco è contenuta tutta la libellula e viceversa. L’uno non avrebbe senso di essere esistito senza l’altra, e il volo leggero e fluttuante non è meno affascinante di quanto resta sulla terra a ricordo del passato, proiettato nel futuro, qualunque sia la sua durata.
La felicità, questo grandissimo volo che tutti cerchiamo di spiccare, nasce da quello che ci lasciamo alle spalle senza rancore, con riconoscenza per l’eredità ricevuta, la vita stessa, la forza che ci fa trovare il coraggio di iniziare il viaggio della vita con tutte le potenzialità interiori e non.

Per troppo tempo siamo stati bruco, ci siamo nutriti, pur avendo nel nostro DNA il destino del volo della libellula, abbiamo strisciato per un tempo indefinito, probabilmente a volte ci è apparso interminabile eppure… il tempo dello splendore dei colori e della leggerezza è arrivato, non per pochi fortunati, per tutti. Il nostro volo si chiama VITA.

Una pausa. Ne ho bisogno. Un breve sguardo indietro, prendo fiato e… MI LANCIO! Ancora una volta!

Dedicato a tutti quelli che come me tengono lo sguardo fisso in avanti, attenti a non cadere, pronti ad alzarsi se dovessero procurarsi ferite, con una scintilla nello sguardo che contraddistingue quelli che il futuro lo intuiscono, quelli che il futuro lo stanno già vivendo in volo.

Un bruco quasi 49 anni fa (mancano solo circa quattro ore) ha lasciato il posto alla libellula Vicky, perché potesse continuare il suo ciclo e non interrompesse il meraviglioso viaggio.

Cara Vicky, era il 1 ottobre 1963 quel giorno… Benvenuta libellula!

30 settembre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Idee, Persone | , , , , , , , | 23 commenti

   

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