Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Braccia

Risultati immagini per braccia (Google)

Quando ho capito che non avrei più potuto prenderti in braccio, farti girare, stringerti… il freddo della morte mi ha afferrato per poi lasciarmi cadere, vinta.

È un giro di giostra, la disperazione. senza biglietto.

Braccia, vi prego, tornate a prendere vigore, ho bisogno di voi! Mi manca sentire la forza attraversarvi come un fiume, il calore pervadervi come corrente… quanta vita…
Dio solo sa cosa darei per riavervi con me!

Mi dicono che non devo lamentarmi, che c’è sempre chi sta peggio. Io in cuor mio mi dico: “Ma tu chi c…. sei per insegnarmi e sentire e vivere?” Il buon senso mi ha sempre dato il voltastomaco, basso compromesso con la ricerca della  felicità.

Bisogna che tu ti chini su di me, da vent’anni, per aiutarmi ad afferrarti al collo con la poca forza che ho, e farti sentire quanto tu mi sia cara, Amore mio!

Sto pensando alla lettera da scriverti e… si sta facendo posto nel mio cuore.  Con le mani che non ho e le “piccole” braccia che mi sono rimaste.

Braccia che altri usano per imbracciare armi. No, vi prego no! Se solo potessi parlare al vostro cuore… e confidare quanto siano utili per amare. Rifiutatevi, braccia, di uccidere ancora a qualsiasi latitudine!

Ovunque nel mondo c’è bisogno di braccia, di forza, di amore.

Un abbraccio, sempre Vicky!

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6 marzo 2016 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , | 3 commenti

La guerra e Dio

 

Lasciate Dio a chi crede e a chi nega la sua esistenza. La terza via, il dio guerriero e vendicativo, è fuori dalla storia. Di qualsiasi religione. Attaccatevi al vostro piccolo grande libro: vi resterà solo quello quando le religioni finiranno di avere un senso.

Sempre Vicky!

 

21 novembre 2014 Posted by | Mondo, Musica, Persone | , , , | Lascia un commento

Armi e rosso

Penso alle guerre, alle vittime e ai carnefici, penso all’orribile e cruda bellezza di questo film… penso allo schifo delle fabbriche di morte e all’odore del sangue con cui si impastano alcuni prodotti che mangiano i nostri bambini, agli spaghetti al pomodoro rosso…

Stasera la musica è suonata dalle armi.

Sono triste, sono arrabbiata, non voglio dimenticare.

Sempre Vicky.

20 novembre 2014 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , | Lascia un commento

The big match

 

Non so se a Gaza, come in altri luoghi della Terra, ci sarà un futuro. The winner is…

Sono solo certa che non esiste una sola guerra vinta.

Portatemi Dio. Presentatemi Allah. E tutti gli ‘altri’, qualunque nome abbiano. Io credo nell’Uomo che lui è stato, è, sarà.

Tutto il resto è morte, buio, freddo. Ho paura. Dell’abitudine, la morte che ho dentro.

Triste, fredda, sempre Vicky.

 

 

31 luglio 2014 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo | , , , | Lascia un commento

Syria: I care blogging day

 

L’11 novembre giornata di mobilitazione 2.0 per la Siria.

Questo blog aderisce all’appello lanciato da Articolo21:

http://www.articolo21.org/2012/11/1111-siria-i-care-blogging-day/

Sempre per la pace, sempre Vicky!

 

4 novembre 2012 Posted by | Idee, Mondo, News, Persone | , , , , , , | Lascia un commento

L’occhio e la tastiera/Il razzismo è già guerra!

   Immigrati a Lampedusa (Google)

Da www.ondanomala.org il mio ultimo pezzo pubblicato nella rubrica  ‘L’occhio e la tastiera-Pensieri’:

“Le armi dei tiranni non tramontano.
La crudeltà del seminare l’odio è da tempo immemorabile strumento di ricatto e di sangue. Quando finirà questa escalation di disumanità? Il mio occhio osserva un mondo in migrazione forzata, la mia tastiera descrive con estremo dolore la divisione e le potenziali polveriere a rischio. Non c’è bisogno di spostarsi molto da casa. E’ sufficiente uno scambio acceso di vedute con uno degli interlocutori a me più vicini: mia madre. Fondamentalmente le argomentazioni sono due racchiuse in un’unica domanda: dove metteremo tutta questa gente che non sappiamo nemmeno chi sia? Entro subito in polemica, non resisto. Penso  al  buonismo di pie donne che in parrocchia raccolgono coperte per i poveri e sgranano il santo Rosario. Sto attenta a star loro lontana: appartenendo a una delle categorie che sfruttano lo Stato – sono una persona con disabilità – potrei  essere assimilata agli ‘invasori’ Africani e divenire obiettivo di cecchini…

E’ di oggi la dichiarazione ultima di uomini di pace del calibro di Gheddafi: l’Europa sarebbe come Hitler. Devo guardarmi le spalle. Mi chiedo: saranno accessibili i nostri centri (campi)? Basta guardare un’immagine qualsiasi: sono luoghi di detenzione da dove chi può, scappa, evade.

Do’ un’occhiata al sito di Human Rights Watch(www.hrw.org) per cercare informazioni riguardo la situazione non presenta e avere la mia cartina di tornasole, cruda, attendibile. Leggo.

Italia: Agire subito per porre fine alla violenza razzista

Le autorità dovrebbero riconoscere l’entità del problema e garantire i procedimenti penali idonei.

Judith Sunderland, ricercatrice senior per l’Europa occidentale di Human Rights Watch

(Roma, 21 marzo 2011) – Il governo italiano non sta prendendo le giuste misure atte a prevenire e perseguire la violenza razzista e xenofoba, afferma Human Rights Watch in un rapporto pubblicato oggi. Gli immigrati, gli italiani di origine straniera e i Rom sono stati vittime di brutali attacchi occorsi in Italia negli ultimi anni.

Il rapporto “L’intolleranza quotidiana: la violenza razzista e xenofoba in Italia” documenta in 81 pagine le mancanze dello Stato italiano nel prendere misure efficaci contro i crimini imputabili a odio discriminatorio. Sono rari i casi in cui l’aggravante razzista venga contestata nelle azioni penali per violenze, e le autorità italiane tendono a sminuire la portata del problema e non condannano con la necessaria forza gli attacchi. L’inadeguata formazione delle forze dell’ordine e del personale giudiziario e l’incompletezza della raccolta di dati aggravano la situazione. Allo stesso tempo, la retorica dei politici, le misure del governo e la cronaca  mediatica collegano gli immigrati e i Rom alla criminalità e contribuiscono ad alimentare un clima di intolleranza.

“Il governo dedica molta più energia a incolpare i migranti e i Rom dei problemi che attanagliano l’Italia di quanto non faccia per fermare gli attacchi violenti contro di loro”, ha detto Judith Sunderland, ricercatrice senior per l’Europa occidentale di Human Rights Watch. “Le dichiarazioni allarmiste del governo su una invasione di ‘proporzioni bibliche’ dal Nord Africa è solo l’ultimo esempio di retorica irresponsabile. I funzionari dovrebbero proteggere i migranti e i Rom dalle aggressioni “(continua su http://www.hrw.org/en/news/2011/03/21/italia-agire-subito-porre-fine-alla-violenza-razzista) .

Non aggiungo altro. All’estero ci conoscono… e non è un bel pensiero.

Vincenza Rutigliano”

Questa è la Sicilia e l’Italia che sento mia… La Bellezza! Un abbraccio, sempre Vicky!

2 aprile 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone | , , , | 6 commenti

L’occhio e la tastiera/Gheddafi è responsabile di atrocità.


Guardo la data dell’articolo CNN pubblicato sul sito di Human Rights Watch. La confronto con quella odierna. Purtroppo nulla è cambiato, se non nell’inasprimento del comportamento di Gheddafi e delle sue truppe, che oggi come venti giorni fa continuano ad accanirsi con ogni mezzo sulla popolazione. Significativo l’esordio del pezzo allegato: “Il destino della Libia è nelle mani dei suoi cittadini…”.

 Che non sia questo il nucleo della democrazia? Potrà mai un paese come la Libia farci tornare indietro ai tempi in cui avevamo questa voglia di libertà che ha generato la Resistenza in Italia? Me lo sto chiedendo seriamente, penso e mi domando: “Dov’è finito il nostro senso di giustizia, di uguaglianza, di voglia di condivisione che era dei nostri nonni oppure dei nostri padri?”

Osservo la società che mi circonda: il sentimento che si respira è la provvisorietà, la precarietà, il sentirsi sottomessi a un potere enorme, inattaccabile, protetto. Tutto il contrario di come si sente il cittadino medio: infinitamente piccolo, ricattabile perché bisognoso, solo.

Sarà questo quindi a incoraggiarci a uscire dai nostri problemi di tutti giorni, per rivendicare l’umanità rubata, il senso di libertà di parola e di pensiero, che continuamente un regime travestito da governo vuol far credere di concederci con magnanimità, quasi non fosse un diritto civile e prima di tutto umano inalienabile.

Il tiranno non è padrone della vita.  Importante è individuare cos’è la vita.

E’ forse il desiderio stasera di non vedere più il telegiornale, non perché queste notizie abbiano cessato di esistere, ma solo perché è morto il nostro desiderio di conoscere, è morto ciò che ci distingue dall’essere pietre: la curiosità del sapere, del penetrare la vita dall’interno, le relazioni con l’essere umano che è il nostro ‘altro’.

Non vogliamo essere più disturbati dal nostro sopore, non vogliamo che il nostro piccolo equilibrio sia turbato. Questa meschinità è diventata la verità che ci portiamo dentro tutti giorni, che non ci fa fermare più davanti allo specchio la mattina per chiederci, come facevano i liberi pensatori, CHI SONO, DOVE VADO, DA DOVE VENGO.

 Apparentemente le popolazioni del nord Africa possono dare l’impressione di non avere risposte. Questo è l’errore del nostro essere europei: pensiamo che il progresso sia solo una macchina più comoda o un computer che aiuti a impiantare a distanza un by-pass cardiaco. Quanto siamo ciechi! A cosa ci servirà muoverci più velocemente e avere un cuore che funzioni regolarmente se la nostra meta è un enorme niente? Assenza di idee nuove, apatia, rassegnazione

Guardiamo con pietà i morti abbandonati per le strade di Bengasi o Tripoli e non ci rendiamo conto che qualcuno ci ha già rubato la vita vera, o lo sta facendo in questo momento.

 Vincenza Rutigliano

 Dal sito HRW Human Rights Watch 4 marzo 2011

Articolo pubblicato ieri su http://www.ondanomala.org/2011/03/13/gheddafi-e-responsabile-di-atrocita/

Traduzione

Ritenere Gheddafi responsabile di atrocità

di Fred Abrahams

Pubblicato in: CNN.February 22, 2011

Materiali correlati:
Libia: i Comandanti dovrebbero affrontare il giudizio per gli omicidi
Libia: i governi dovrebbero chiedere la fine di uccisioni illegali.
Più informazioni: aggiornamenti in diretta dal Medio Oriente
Più reporting Human Rights Watch sulla Libia (CNN) -.

Il destino della Libia è nelle mani dei suoi cittadini e un intento sovrano di mantenere il potere a qualunque costo a prezzo del sangue dei manifestanti. Ma le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e altri governi possono contribuire a proteggere i manifestanti dalle armi di Gheddafi e favorire un risultato democratico. Per fare ciò, essi devono sostituire rapidamente gli slogan di condanna con azioni decisive.

Per iniziare, Washington e le capitali europee dovrebbero fare il nome di Gheddafi come l’autore di quanto sta accadendo. Gli Stati Uniti e altri Governi hanno condannato fermamente le autorità libiche e i funzionari per il loro uso della forza mortale contro i manifestanti, compreso il fuoco fatto da elicotteri lunedì a Tripoli. Ma le dichiarazioni ufficiali non menzionano il “fratello Leader” per nome.

Non ci sono “autorità libiche” o “funzionari libici” in grado di agire con indipendenza. La Libia ha una sola autorità e un funzionario che conta: Gheddafi, l’uomo che ha governato il paese per più di 41 anni. Washington e altri governi dovrebbero capire che questa rivolta è proprio contro di lui. E le morti in ascesa provengono dal suo rifiuto di tollerare il dissenso.

In secondo luogo, Washington e le capitali europee dovrebbero smettere di rinviare a Gheddafi, vedendo lui come necessario per i legami commerciali e di sicurezza, o temendo che un’azione forte potrebbe indurlo ad assumere comportamenti peggiori.

Proprio l’assenza di misure forti dà ora il via libera a Gheddafi di agire ancora peggio, come ha dimostrato con gli attacchi aerei sui manifestanti che ha lanciato lunedì.

Gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e gli altri Stati dovrebbero articolare le conseguenze concrete che Gheddafi dovrebbe affrontare se egli impiegasse ulteriore forza illegale. Le azioni vanno dal congelamento dei beni e un embargo sulle armi a un procedimento penale contro Gheddafi e i suoi luogotenenti senior per sparatorie indiscriminate e uccisioni illegali su vasta scala. Gheddafi deve sapere che sarà chiamato a rendere conto per gravi violazioni dei diritti umani.

In terzo luogo, gli Stati Uniti e paesi dell’Unione europea, che prendono la maggior parte della produzione di petrolio della Libia, dovrebbero intraprendere azioni in maniera uniforme, in modo che Gheddafi capisca che egli affronta un fronte comune. Troppo spesso negli ultimi anni Gheddafi ha messo paesi l’uno contro l’altro, facendo penzolare lucrosi contratti come esca di divisione.

Gli Stati Uniti e altri governi occidentali hanno isolato con successo il leader libico Muammar Gheddafi in passato per i suoi attacchi terroristici contro gli occidentali. Essi non dovrebbero essere da meno per il terrore che egli sta infliggendo oggi al popolo libico. 

Washington e le Capitali Europee dovrebbero sollecitare gli Stati arabi e africani a partecipare, in modo che un loro intervento deciso non sarebbe visto come un assalto occidentale. Insieme, i governi dovrebbero chiedere che la Libia sia trattato come argomento urgente e discusso in una sessione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. E il Consiglio di sicurezza dovrebbe esaminare la situazione facendo riferimento alla Corte Penale Internazionale.

La famiglia Gheddafi capisce esattamente quanto sia importante la posizione degli Stati Uniti. Ecco perché il cosiddetto figlio riformatore, Saif al-Islam, ha tenuto un discorso molto pubblicizzato in televisione alle ore 01:00 lunedì a Tripoli – in prima serata negli Stati Uniti. E ha mandato il suo messaggio all’Occidente: i combattimenti in corso porteranno al caos che minaccia la stabilità e le imprese. È necessario, lascia sottintende Saif al-Islam, continuare a sostenere la famiglia.

Washington e gli altri non dovrebbero indulgere in quella linea. I manifestanti sono cittadini libici che sono stufi di quattro decenni di nepotismo e di violenza. Sono stanchi di governo irresponsabile da parte della famiglia Gheddafi.

Facendo pressione su Gheddafi, gli Stati Uniti e gli altri governi si procurano un enorme sostegno tra una moltitudine di libici nel paese e all’estero. Una posizione rapida e coerente incoraggerà i diplomatici libici, i comandanti militari e i capi tribù che si stanno unendo ai manifestanti di giorno in  giorno. E darà forza alle decine di migliaia di libici che sono coraggiosamente insorti.

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano.

Link al testo originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/02/22/hold-gadhafi-accountable-atrocities

HRW (Human Rights Watch) non è responsabile di eventuali inesattezze e differenze.

Non lasciamoci ingannare! Sempre Vicky!

14 marzo 2011 Posted by | Esperienze, Idee, News | , , | 4 commenti

Il colore rosso.

        
Poche parole, essenziali, ho la nausea… Il colore rosso del sangue scorre appena sotto quello della pelle… è però uguale per tutti. Ora basta!

Diciamo NO! Non esistono guerre giuste, civili o no. LA GUERRA FA SCHIFO. LA GUERRA UCCIDE SEMPRE. Apriamo gli occhi.

Sempre non-violenta Vicky.

28 febbraio 2011 Posted by | Esperienze, News, Persone | , , | 3 commenti

   

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