Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Raffaella

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Margherita di Savoia (Puglia)

È iniziato tutto qui, quando i nostri genitori si sono incontrati e innamorati 61 anni fa. Prima di noi sono venuti al mondo i nostri due fratelli. 

Quanto mi viene difficile parlare di te ora. Non mi risuoni dentro da 31 anni…
Da quanto tempo non pronuncio il tuo nome, Raffaella… il dolore che mi da’ è profondo.
È bastato sentirlo, anzi leggerlo in una chat con la nostra amica Franca e mi ha detto che tu “Era matta, in senso bonario”.
È stato un pugno allo stomaco, perché mi sono accorta di quanto tu fossi sconosciuta per me.

C’è un buco temporale enorme nella mia memoria che ti riguarda.
Poche immagini dell’infanzia, la colonia estiva a Villa Litta della quale conservo una foto con te ereditata da mamma. La cornice ha la stessa età della fotografia. E poi quella vacanza a Serina dalle suore Vincenziane. Così mi sembra di ricordare… quante lacrime in due settimane!

Non sono stata brava a consolarti, ho fallito tante volte. Mi dimenticavo di essere anch’io piccola, ma ero cresciuta con un senso di responsabilità verso di te, nonostante fossimo gemelle.

Ricordo di aver preso una strada diversa nella mia testa e nel mio cuore dopo i tuoi anni persi a scuola a causa delle bocciature. Restavi indietro io mi sentivo chissà chi nella mia immensa presunzione. Probabilmente volevo primeggiare in famiglia perché mi fosse riservato un po’ più di bene. Da noi però mamma e papà, soprattutto mamma, incoraggiavano gli ultimi con affetto e piccoli regali di consolazione, secondo le nostre povere possibilità. Ricordo le mie lacrime sincere per te quando in prima elementare ti punivano perché eri mancina.

Ci divertivamo a leggere i fumetti porno che trovavamo nascosti in casa dai nostri fratelli. Siamo cresciute in fretta sessualmente… sai che ti avevo visto un giorno in bagno di nascosto? Siamo state gemelle anche da quel punto di vista.

È stato bello vederti felice con Mario, progettare la vostra vita insieme, mostrarmi la vostra casa in affitto a Siziano. A mamma piaceva tanto, ti ricordi? Ricordo quanto ti piacessero i bambini, dicevi sempre che se avessi avuto un maschio l’avresti chiamato Diego… avevi sogni semplici e grandi insieme, quelli di formare una famiglia. 

Ecco, qui si spegne la macchina da presa che ho nel cervello e insieme di lì a poco anche la tua vita all’ospedale di Niguarda. Gli ultimi fotogrammi: ti aiuto a mangiare e, senza saperlo, ti abbraccio per quella che sarà l’ultima volta, nel tentativo di sollevarti dal letto.

Ancora una volta mi sono dimenticata di avere la tua stessa età e di non essere così forte. In ogni senso.

Al tuo funerale mancavo io. Non sopportavo di vederti cambiare casa in quel modo… la tua casa dell’immagine sotto.

Cara Raffa, volevo dirti che anche a distanza di tanti anni mi manchi tantissimo, perché solo dopo tanto tempo ho realizzato quanto una sorella sia preziosa nella mia vita. La tua gioia di vivere avrebbe compensato come un dono dal cielo la mia aridità di anni e anni.
Ti avevo messo da parte lasciandoti vivere una vita parallela alla mia già troppo piena di amiche e tanto altro che ritenevo importante.

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Il cimitero di Bruzzano a Milano

Da un po’ di tempo hai parecchia compagnia lì… Da ultima è arrivata anche mamma. Hai visto come è invecchiata? Ha perso tutta la sua severità che forse ricordi e con l’età ha guadagnato tenerezza e dolcezza. Ha finito il suo compito qui con noi e ha raggiunto la parte di famiglia con la quale era giusto riposare in attesa di ritrovarci tutti insieme!

Ora ti saluto, sorella cara… avevo ancora tante cose da dirti. Leggile nel mio cuore. Con tutto l’amore di cui sono capace da adulta non troppo cresciuta però ti dedico questa canzone che spero ti piaccia.

Ti abbraccio forte più che posso, sempre tua Vicky!

26 marzo 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , | 48 commenti

Per piangere bisogna essere forti.

‘Quando sono debole, allora mi accorgo di esser forte’ (S. Paolo Apostolo). Il primo pensiero che mi attraversa la mente dopo un dialogo con te, carissimo amico mio. Il titolo di questo post riassume quanto è racchiuso nel tuo cuore così fragile e gentile, sensuale eppure capace di dolcezza smisurata.
Ci vuole coraggio a lasciarsi andare, per te uomo velato da clichè ancora di più. Ti hanno insegnato che durezza è sinonimo di forza, che piangere è da donnette.

Io amo la donnetta che è in te. Mi attira col suo profumo di rosa, mi incanta coi suoi giochi, con la sua voce acuta di momenti tutti tuoi, tutti nostri. Hai detto bene. E io ti ho rubato le parole, perchè ti riconoscessi in questo post.

Ti amo, amico mio. Perchè sei debole. Perchè sei forte.

Sempre Vicky.

Un amore di quelli che consolano.

11 dicembre 2011 Posted by | Anima, Persone, Sentimenti | , , , | 15 commenti

Il dolore è un diritto.

  

…così come le lacrime, piante nel privato della propria stanza oppure in piazza Duomo, a Milano, sola anche tra molte persone. Davanti ad una vetrina o in libreria. Guardarti intorno per un attimo e sentirti del tutto inutile, fuori posto. Brutto momento.

http://www.le-cercle.it/argArt.php?id=26 è la rubrica che con gratitudine e gioia tengo sul Caffè Letterario online Le Cercle da qualche mese. Spero condividiate il mio pensiero, il mio stato d’animo…

Non piango spesso. Quando accade per me è un dono… che guarisce piano piano una ferita e mi fa sentire una persona viva.

Con un grazie a tutti, in particolare a… tu sai! E’ stata una tua dedica… Sempre Vicky!

5 settembre 2010 Posted by | Esperienze, Sentimenti | , | 12 commenti

   

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