Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Un giorno perfetto

 

18 ottobre 2019: cronaca di una giornata perfetta.

07.00  Mi sveglio al suono della recita del Santo Rosario. Sto bene. Sto ancora meglio al pensiero del sogno nel quale sto fluttuando. Ricordo ancora la morbidezza e il tepore del coniglio che sto tenendo in braccio. Io sono in piedi su un tavolo in una scena che adesso non ricordo più.

07.30  Ora sono del tutto sveglia e mi ricordo che è il 18 ottobre: non vedo mio padre da trentasette anni. Magnifico! Invece di essere triste per la sua assenza sono felice di essermi ricordata di lui e di sentire quanto mi stia ancora accompagnando ogni giorno la mia vita. Papà, ho voglia di scriverti da tanto.

08.30 Uno dei momenti più preziosi della giornata: la Santa Messa. È il cibo vero di cui non posso e non voglio fare a meno. È il mio Amico che bussa alla porta. Gli apro e Lui mi dona Parole e santa compagnia. Com’è il suo viso? Non saprei dire. Lo riconosco dal battito del suo cuore. E dal sussulto del mio.

09.30 Qualche istante di relax. Ora mani che non mi appartengono mi lavano, mi profumano con crema alla fresia – uno dei miei fiori preferiti -, una limatina alle unghie di mani e piedi e poi… Scelgo cosa indossare oggi. Armadio spalancato e via! Se non ricordassi che ho una disabilità motoria potrei pensare di trovarmi avvolta dalle coccole di una Spa e quindi da braccia che mi vestono come una principessa! Amo i sogni che rivestono di nuvole il cielo nudo.

11.00 A quest’ora di solito prendo una medicina che fa rilassare i muscoli (miorilassante), in modo da non avere spasmi dolorosi durante la giornata. Grazie a Dio le hanno inventate queste gocce!

11.15 Il pensiero di mio padre mi rimanda a un altro ad esso strettamente collegato: il mio mancato matrimonio. cito questo collegamento solo per il piacere di ricordarmi di Lorenzo in questa giornata particolare. Finalmente l’ombra del mio sollevatore mi ricorda che sarebbe ora di alzarmi e mettermi in carrozzina per iniziare finalmente la mia giornata seduta. A qualcuno fa impressione il mio sollevatore, invece per me e per chi deve spostarmi è un alleato prezioso e quasi invisibile. Quasi, ripeto!

14.30 È venerdì, dopo pranzo mi preparo per uscire. Un’ora dedicata al volontariato presso una casa di riposo di Rozzano. Il pomeriggio alle 15 30 arrivo lì e mi fermo un po’ di tempo a parlare con delle signore anziane ospiti della casa di riposo. Vi devo confidare che mi sento un pochino a casa in quel luogo da quando nel cuore sento nascere una gioia come se andassi a trovare la mia mamma scomparsa ormai da quattro anni e mezzo. Sento una profonda consolazione, e questo non è poco!

16.30 Oggi mi sento proprio come una bambina allegra e svolazzante. Chi mi guarda non lo sa, probabilmente vede solo un sorriso che sfreccia sulle ruote, senza poterne condividere la sorgente. Per oggi va bene così! Mi aspettano altre mete in questa giornata speciale, in cui mi sento assolutamente in compagnia di anime belle. Mi dirigo  così verso il tram numero 15 per andare a fare la spesa. “Che ci sarà di speciale e di allegro?”,  magari vi chiederete. Vi rispondo con una domanda: quante persone tetraplegiche che usano una carrozzina elettronica vedete salire su un tram per andare a fare la spesa da sole? Questo è il motivo della mia leggerezza.

17.30 Dopo aver ultimato la spesa e predisposta la consegna a domicilio, devo ingranare la quarta con la mia “Ferrari” perché ho un appuntamento molto importante con uno dei gruppi che suonano genere metal e che ho scoperto non più di una decina d’anni fa: Metallica!
Infatti oggi dalle 18 presso la multisala dove vado abitualmente proiettano un evento musicale che celebra i vent’anni del loro concerto insieme all’orchestra filarmonica di San Francisco nel 1999.

19.00 Non potevo certo farmi scappare quest’occasione, S&M2 di Metallica 2019! Che meraviglia! Mi sembra di essere un’adolescente emozionata al suo primo concerto! È come ripercorrere un viaggio che avevo già fatto, ma farlo con consapevolezza e conoscenza almeno parziale di ciò che sto vivendo.
Sono venuta qui da sola, insieme a me nella sala un po’ di gente, un po’ meno di quella che mi aspettavo ma poco importa. A me sembra di essere lì, ad applaudire nella mia mente tante e tante volte, con il piccolo rimpianto di non potermi alzare e stendere le mani e le braccia verso il cielo per gridare la mia gioia.

23.00 Piano piano sto tornando verso casa, gustando ancora l’ultimo evento della giornata e poi… ecco arrivare il brano che mi accompagna sino a letto, quello che condivido qui sotto con tutti voi, amici miei. E, naturalmente, con tutti i miei amori.

È stata una giornata perfetta. Un abbraccio, sempre Vicky!

 

 

11 novembre 2019 Posted by | Anima, Cinema, Cose, Dialogo, Dio, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, vita indipendente | , , , , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

Esselunga? Adesso basta!

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Amici miei,

A tutto c’è un limite. Quello di sopportare Esselunga è colmo.

Ma racconto per ordine, fotogramma per fotogramma. Cerco di restare calma.

Qualche giorno fa sono andata in Esselunga a fare la spesa. È mia abitudine prima fermarmi al bar a bere latte caldo, rigorosamente senza lattosio, perché sono intollerante da anni. Il bar Atlantic fortunatamente ce l’ha sempre.

Devo fare una premessa, però: il personale di Esselunga sorride poco o nulla. È mia convinzione che se si lavora a contatto con i clienti il sorriso non sia un optional, ma piuttosto un must. Chi arriva al supermercato non c’entra nulla con gli eventuali guai personali dei lavoratori. Anche i clienti hanno i propri problemi.

Ciò detto, mi avvicino alla cassa del bar per ordinare il mio solito latte con un po’ di cacao e dolcificante. Altrove tutto il personale, su mia richiesta, di solito non fa nessuna storia per portare al tavolo la mia ordinazione. Non è la prima volta però che nel supermercato di Rozzano (Milano) numerosi addetti alla vendita mi trattino con sufficienza, facendo finta di non vedermi o addirittura ignorandomi. Questo è il giorno sbagliato!

Faccio notare la cosa a una collega che sembra più sorridente, infatti questa mi serve subito, scusandosi per il comportamento dei colleghi. Non c’è cosa più sbagliata, a parer mio avrebbero dovuto scusarsi loro con me.

Mi sento profondamente umiliata, mentre bevo il mio latte appena tiepido. Quando mi succedono queste cose, al momento non riesco a reagire. Sono fatta così. Così come per la gioia anche per la rabbia devo lasciar decantare le cose che accadono. Oggi però sembra non esserci tregua per me.

Altra premessa. Forse qualcuno di voi non sa che ho problemi a usare le mani e le braccia, quindi non posso servirmi da sola in un supermercato. Esselunga è praticamente l’unico brand che non mi mette a disposizione neppure per un quarto d’ora una persona che mi dia una mano a prendere le cose dagli scaffali. Penso a quanti come me e a tanti anziani in difficoltà ai quali verrebbe data l’opportunità di essere indipendenti nel fare la spesa e di godere della gioia anche di queste piccole cose.

Non sono ancora così avanti nella loro politica aziendale.

Mio grande sconforto è sentire una cassiera dire: “La signora dovrebbe farsi accompagnare da qualcuno visto che lo Stato le passa l’accompagnamento“. Nessuno replica. Io ne ho cancellato anche il viso dalla memoria.

I miei complimenti a questa persona per la sua statura culturale. Non voglio nemmeno pensare a qualcosa di simile all’intelligenza e alla gentilezza, perché probabilmente non sono contenute nella lista dei requisiti per i dipendenti Esselunga.

Capita così che in quelle poche volte in cui faccio la spesa in questo supermercato io debba avvalermi prevalentemente dell’aiuto di altri clienti come me, che su mia richiesta mi aiutano a mettere gli articoli in un grande sacchetto che pongo dietro la mia carrozzina elettronica. L’unica motivazione che mi spinge ancora a frequentare questo esercizio è la consegna a domicilio, per me molto comoda visto che mi sposto con i mezzi pubblici e non posso portare con me una quantità superiore di articoli.

Amici miei, voler avere una vita indipendente costa un alto prezzo.

A questo disagio aggiungo quello di alcune cassiere che si scusano apertamente con gli altri clienti in coda se io esercito il mio diritto di precedenza alla cassa dedicata alla spesa a domicilio. Incrocio di sguardi con gli altri clienti molto eloquente: si chiedono il perché di quelle scuse e mi invitano a passare senza problemi.

Arrossisco e sento un gran calore al viso.

Improvvisamente mentre scrivo questo post mi torna in mente qualcosa di molto forte e doloroso che ho vissuto col mio orgoglioso e forte Lorenzo, l’amore mio perso tanti anni fa. È un’immagine che mi colpisce come una spada al cuore. Io ancora non usavo la carrozzina elettronica, quindi mio marito doveva spingere la mia carrozzina ovunque andassimo, anche a fare la spesa. Nonostante i limiti continuavamo a fare le commissioni per quanto possibile insieme, e fare la spesa con lui era piacevole nonostante fossimo soli. Sapete come la facevamo? Lorenzo mi accompagnava al supermercato Unes di Basiglio (Milano), il quartiere in cui abitavamo, poi riusciva a prendere il carrello e lo posizionava all’interno del supermercato. Insieme andavamo in giro a prendere gli articoli che volevamo e poi tornavamo a metterli nel carrello. Al momento di andare alla cassa mi spingeva oltre per poter imbustare la spesa. Quindi mi riportava in macchina e poi tornava a prendere la spesa e a riportare a posto il carrello.

In tutto questo nessuno si è degnato di aiutarlo almeno a portare la spesa lasciata incustodita. Amore mio, quante ne abbiamo dovute sopportare insieme… qualcosa di salato mi fa bruciare gli occhi.

Un’ultima cosa, per non annoiarvi troppo. Mi accorgo di un errore nel mio scontrino, un articolo battuto due volte. La cassiera chiama la responsabile per lo storno. Eccola, arriva. Ora capisco…

È ancora attuale il proverbio: “Il pesce puzza dalla testa”.

Da Esselunga non esistono due espressioni: “Prego” e “Mi scusi”.

A presto, sempre Vicky!

P.s.: dalla concorrenza mi è capitato solo due volte che mi fosse rifiutato l’aiuto, perché effettivamente c’era poco personale in quel momento. Per il resto… conosco i nomi delle persone che mi aiutano. Una cosa lodevole per Eurospin!

 

 

23 Mag 2019 Posted by | Diritti umani, Esperienze, Mondo, Persone, vita indipendente | , , , , , , , , , , , | 36 commenti

Anniversario 💕

 

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Un anniversario.

Due uomini diversi.

26 marzo 1983 – 26 marzo 2019: 36 anni di matrimonio col mio unico marito. Lui non è più in questo mondo da più di 14 anni, purtroppo.

26 marzo 2014 – 26 marzo 2019: 5 anni fa ho incontrato il mio ultimo compagno.

Voi credete alle coincidenze? Io no.

Oggi, come in ogni anniversario, mi sono regalata dei fiori.

Sono romantica e mi voglio bene. Sempre Vicky.

 

26 marzo 2019 Posted by | amore, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 30 commenti

11 febbraio 2019

lourdes

 

Una giornata particolare, la mia di oggi.

L’11 febbraio è la giornata mondiale del malato. È la giornata dell’apparizione della Vergine Maria a Lourdes 160 anni fa. È il giorno in cui io ho amato Lorenzo più di quanto abbia fatto in tutta la mia vita con lui, giorno in cui mi ha lasciato fisicamente 14 anni fa.

Al mio risveglio stamattina il primo pensiero è stato per lui e per quanto amore ci siamo donati a vicenda a partire dal 20 agosto 1981 – giorno in cui ci siamo trovati su un lungo mare pugliese – fino alla fine dei suoi giorni. Proprio come ci eravamo promessi nel giorno del nostro matrimonio, il 26 marzo 1983 in chiesa a Milano.

A Lourdes c’era stato prima di me. Poi ci siamo andati insieme altre due volte. due esperienze di gioia pura, mai provata prima, non trovo paragoni. In un mare di sofferenza fisica, spirituale e psichica ho sperimentato l’ordine, la pace interiore e ovunque intorno a me, un’allegria nuova e fresca, come l’acqua della sorgente miracolosa.

La prima volta nel 1994 ero ancora fisicamente e apparentemente sana. Tuttavia non ero completamente felice, probabilmente non sapevo neanche che cosa fosse la felicità. quella che nessuno può più rubarti. Sono tornata a casa piena di una luce, di una forza sconosciute. Di lì a qualche mese ho capito che quel viaggio mi era servito per prepararmi a uno ben più lungo e difficile che dura ancora adesso, ancora oggi.

Sono tornata nelle due volte successive a pregare e ringraziare Dio per il dono della vita e della mia famiglia. Anche se stavo facendo quel sorriso interiore e sulle mie labbra seduta su una sedia a rotelle.

È il mio “trono” da 23 anni.

Stamattina molto presto ho fatto accendere la tv su TV2000 e a quell’ora trasmettevano il Santo Rosario e più tardi, alle 8.30, trasmettevano alla Santa Messa in diretta da Lourdes. Un modo bellissimo di iniziare la giornata!

Oggi il mio “trono su ruote” mi ha portato in pullman in una casa di riposo a Rozzano dove vado una volta al mese per farmi pesare.

È proprio lì che inaspettatamente ho visto tanta Bellezza.

Mi sono fermata per la messa delle 16 insieme ad anziani e al personale della casa di cura. Tantissime carrozzine, deambulatori, anziani stanchi eppure curati nel loro aspetto compatibilmente con le proprie limitazioni, i propri gusti, le necessità di ognuno.

Li ho guardati a lungo, disposti davanti a me e di fianco. Mi sono sentita in famiglia, quella spirituale di Dio, ho osservato uno ad uno quegli uomini e quelle donne, come se fossero evocati di mio padre e di mia madre.

Ho provato una tenerezza così profonda da farmi  sciogliere in lacrime di gioia, che non apparivano da non so quanti anni. Probabilmente le ultime le avevo spese osservando mia madre mentre dormiva sulla poltrona di casa mia. Dolce e indifesa, finalmente aveva inconsapevolmente sconfitto il muro che avevo costruito dentro di me ed ero riuscita ad accarezzarle i capelli, a dirle quanto l’amavo; è quanto ora sono capace di ripeterle libera e leggera, anche oggi mentre osservo altre teste bianche come la sua.

Questi casi mi fanno pensare al profondo agire dello Spirito che cambia le cose intorno a noi ma soprattutto cambia noi stessi. Recuperiamo la vista, recuperiamo il modo di volare che avevamo quando eravamo puri di cuore, quando le mani erano strumenti d’amore, le parole carezze ingenue d’infanzia.

Mi sono portata appresso questi momenti preziosi durante la mia passeggiata al centro commerciale e successivamente al ritorno verso casa, mentre in pullman cantavo.

Come al solito prima di raccontare a chiunque ciò che sento, lascio decantare per qualche momento. Non so se oggi qui a casa qualcuno si è accorto di quello che è successo. Io voglio comunque testimoniarlo. Per oggi qui sul blog, domani tra le persone più care.

Lorenzo, avrei voluto venire a trovarti a Basiglio, dove il suo corpo giace da 14 anni, ma sono sicura che tu avresti condiviso la mia scelta.

Una dedica a te, che amavi questo brano. Io continuo a cantarlo quando la mia anima è triste…

Ti amo, menestrello di Dio! Sempre la tua Vicky!

 

 

 

 

 

12 febbraio 2019 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 28 commenti

a Lorenzo

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Che non si muore per amore
è una gran bella verità
perciò dolcissimo mio amore
ecco quello, quello che, da domani
mi accadrà

Io vivrò senza te
anche se ancora non so
come io vivrò
Senza te, io senza te
solo continuerò e dormirò
mi sveglierò, camminerò
lavorerò, qualche cosa farò
qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò
qualche cosa di sicuro io farò: piangerò
sì io piangerò

E se ritorni nella mente
basta pensare che non ci sei
che sto soffrendo inutilmente
perchè so, io lo so, io so che non tornerai


Senza te, io senza te
solo continuerò
e dormirò, mi sveglierò
camminerò, lavorerò
qualche cosa farò qualche cosa farò
sì qualche cosa di sicuro io farò,
piangerò, io piangerò
Sì piangerò, io, piangerò…

 

Mi facevi ascoltare questo brano trentasei anni fa. Quasi sempre facevamo l’amore, a volte con passione, altre con dolcezza, altre ancora con qualche lacrima.

Amavamo entrambi Battisti, lo ascoltavamo e, insieme ai Rolling Stones, è stata ed è nel mio cuore la colonna sonora del nostro amore.

La tortura dolce di questo brano sembrava un presagio che anni dopo si è avverato.

Noi… lo sapevamo.

Avevamo bisogno perfino delle lacrime per vivere la pienezza della gioia di quel presente proiettato su un futuro nascosto da veli.

Siamo stati felici. Tutto qui.

Arrivederci, Lorenzo. Sempre la tua Vicky.

 

 

 

31 gennaio 2018 Posted by | amore, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 27 commenti

11 febbraio 2005 – The day after

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Questa è la chiesa Gesù Salvatore a Milano 3, Basiglio. Pochi kilometri a sud di Milano, nel cuore del parco agricolo Milano Sud. È qui che per l’ultima volta sono stata a fianco di Lorenzo, mia marito e padre di mia figlia. È il giorno dopo la sua morte, avvenuta non più di trentaquattro ore prima al Policlinico di Pavia.

Dicono che si nasce e si muore soli. Tu non sei rimasto solo, Amore. Ti ho portato via con me, rannicchiato tutto nel mio cuore. Ho lasciato lì solo il tuo corpo non più dolorante perché prossimo al viaggio più bello. Noi ci eravamo già dati tutto. Lo sappiamo solo io e te…

“The day after” comincia la tua, la nostra festa… un nuovo matrimonio, il nostro! Organizzato fin nei minimi particolari, a cominciare dal tuo vestito, lo stesso di 23 anni prima. Finite le pratiche burocratiche relative alla custodia di ciò che rimane di te fisicamente, è ora di pensare al rito religioso, ai brani della Bibbia, ai canti e al mio spirito che resta ancora qui in me.

Se solo ne avessi avuto il tempo avrei preparato anche gli inviti e un piccolo ricordino, ma forse è stato meglio così… noi siamo persone semplici.

È tutto pronto, stai per arrivare preceduto dai nostri fratelli (preti) nello spirito, Don Franco, Don Leone, Fra’ Emilio e tanta, tanta gente.

Soltanto i nostri ruoli si sono invertiti: io sono la sposa che ti aspetta vestita con un abito meraviglioso che puoi vedere solo tu. Non l’ho indossato perché gli altri non fossero scandalizzati… so che a te avrebbe dato fastidio, vero Lorenzo? È una cosa tra noi due, la comunità con questo non c’entra.

Arrivi insieme ai primi invitati che insieme agli altri prendono posto piano piano qualcuno piange, qualcuno distratto a guardare in giro, qualcuno mi cerca con lo sguardo perché io sono piccola da vedere. Hai sentito il mio bacio quando sei entrato? Ora devo andare, il coro dei nostri amici più cari ci aspetta per cominciare la festa. Qualcuno rimane fuori insieme ai bambini, perché è sabato, precisamente sabato grasso e passano i carri del carnevale. Anche per i non credenti è festa!


Questa è la musica che ti piace cantare, soprattutto suonare con la tua chitarra mentre preghiamo, danziamo e ridiamo insieme! E noi siamo qui oggi a cantare per te, con te, perché la gioia sia in noi che ti amiamo e cantiamo anche tra le lacrime… come ora faccio io.

Come brano del Vangelo scelto per te quello della Samaritana, perché come lei anche tu un giorno hai fatto un incontro che ti ha tolto molto di più della sete di acqua. Lo so, anch’io sono quella donna che ha dato dell’acqua e ha trovato l’Amore, quello da non vivere nel nascondimento ma da proclamare a tutti quelli che incontra.

È felice! Così come lo sei tu oggi, che hai lasciato l’uomo vecchio affidandolo alla terra, in partenza per un viaggio dove non serve bagaglio né zavorra. Bisogna essere leggeri, così come la musica.

Gli amici e parenti mi salutano, uno di loro mi dà conferma dell’intenzione che volevo arrivasse con questa festa: “Mi sembrava di essere un matrimonio!”

Ecco, arriva il momento di cui la festa finisce e torno a casa, la mia, la nostra. Improvvisamente è solo silenzio. Mi sento come ubriaca e stanca, proprio come ci si sente al ritorno da un pranzo di nozze. Le nostre strade si sono divise fisicamente, torno a casa solo in compagnia della mia carrozzina e un po’ più in là mia madre.

Nell’aria la voce di nostra figlia che parla con delle sue amiche in camera sua, l’odore di uno strudel messo in forno all’ultimo momento da offrire alle ragazze. Mia madre, seduta sul divano, fissa il vuoto.

È tutto. Tutto ciò che conta. Sempre Vicky!

12 febbraio 2017 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Non è stato un addio

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Gromo, la “nostra” casa dei sogni

Amore mio, penso a questi lunghi e veloci undici anni che ci separano fisicamente eppure… annuso la tua pelle, ascolto il tuo respiro – ora di piacere e poi di dolore – che si sovrappone al mio, le nostre risate, le preghiere e le litigate… non abbiamo sprecato nulla, solo molte ore a discutere su persone inutili.
Tu lo sai, spesso sei stato ingiusto con me. Ti ho perdonato, sempre.
Se si ama non è difficile.
Hai visto la nostra Cipì, non è un capolavoro? Quanto ti somiglia!
Continua a starci accanto, facciamo la strada insieme, con le mie brusche accelerate e a volte la mia andatura da lumaca…
Ho ancora con me la lettera che ti avevo scritto… Sai, ora posso leggerla a Cipì, con orgoglio e con l’amore di cui ancora adesso sono capace.
Ti dedico un canto che amiamo e ancora adesso canto di gioia con te! Arrivederci, “Cecio”!
Sempre tua, sempre Vicky!

12 febbraio 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | Lascia un commento

Proud Vicky

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In questi giorni scorrono davanti ai miei occhi alcuni fotogrammi della mia vita con te, amore dell’amore mio volato via…

Li metto in ordine cronologico solo per comodità senza che perdano la forza dell’emozione che danno, tutta da regalare a chi è passato, sta attraversando e navigherà nella tua vita e nella mia, con la forza e l’istinto della pennellata del pittore che vuole fermare qualcosa per sempre su una tela, quasi senza bisogno di grammatica. Come viene viene…

Primo fotogramma:
Eccoti, arrivi disperata per la dalla fame. Testa nera, ti distingui tra tante urla senza capelli. Uccellini dal becco spalancato. Sto aspettando, il seno scoperto, il tuo altare. Mi faccio verme per te

Secondo fotogramma:
Ho ereditato da mio padre la passione di cibare i passerotti. Note di vita e di musica nella grigia Milano della mia infanzia. Quel balcone è il mio parco naturalistico e diventa il tuo quando a tua volta vorresti portare il pane che la nonna ti ha appena dato fra le mani fino alle piccole bocche che mi ricordano tanto la tua… infatti la tua è più grande e non resiste al richiamo. È già piena prima di arrivare alla meta… io mangio te di baci!

Terzo fotogramma:
Vengo a prenderti a scuola, quella elementare. È una di quelle poche volte in cui non ti vedo sorridere. La ricordo come la prima spina che ho sentito. Ho provato la voglia di uccidere chi ti stava facendo soffrire. Non ho alcuna paura a dirlo. Un piccolo idiota ti ha fatto piangere dicendo che puzzi e il branco di imbecilli intorno ha riso di te. Mi dimentico di avere di fronte un bambino. Il giorno dopo lo fermo, ricorderà quello che ho detto per un pezzo, ne sono sicura. Io… sto meglio, tu anche, credo.

Quarto fotogramma:
Io e papà sembriamo due bambini, nascosti in corridoio… Cerchiamo di ascoltare qualche tua parola, mentre dai il tuo esame di maturità. Mi sa che siamo due dei pochi genitori presenti, forse gli altri pensano che i figli siano troppo grandi per avere quel momento da condividere. Ma non importa, nonostante il tuo divieto ti ho visto felice di trovarci là in quel momento, anche solo per qualche minuto, giusto il tempo di arrivare a casa ed essere finalmente libera! Noi con te, piccola.

Quinto fotogramma:
Sono immobile, stesa sul mio letto che ho condiviso con papà fino a circa un mese prima… prima di quel momento. Ti ho vista seduta fisicamente sola, in corridoio, senza respiro… ho maledetto il mio corpo fermo, incapace di darti qualsiasi consolazione e calore. Ho sentito tutta la tua rabbia di tutto il mio assurdo senso di colpa per essere ancora viva, contro ogni pronostico… Ricordo solo di averti chiamato per nome. Mi sentivo sola come te. Ho aspettato… Ti ho accarezzato da lontano. Forte, più forte che potevo con le mie braccia invisibili, piccola… mi senti ancora?

Sesto fotogramma:
Cara Dottoressa Frontino, quanto sono fiera di te! Proud Vicky ricorda con tanta tenerezza il giorno in cui le hai chiesto di aiutarti a correggere e curare la tua tesi di laurea… a me, una che si è fatta da sola in anni di esperienza più che sui libri, pur amandoli tantissimo. Soprattutto di notte, come col più appassionato degli amanti. Ho vissuto il tuo momento, sono stata all’ombra della maestosa quercia. Felice come un piccolo fiorellino al culmine della fioritura. La tua.

Settimo fotogramma:
Come ti muovi leggera! Ti prepari a uno dei giorni più importanti della tua vita. Uscirai fisicamente per sempre da questo appartamento per entrare nella tua nuova vita a due. Ricordo due cose più di altre, due pennellate più decise: due bellissimi sorrisi, uno per Giulia, l’altro per Emilio. Io sto in disparte, ma non sono sola… c’è un menestrello che conosciamo in festa con noi!

Ottavo fotogramma:
L’appartamento in cui vivi lo amo come se fosse il mio. È merito tuo e di Emilio. Rispetto a me siete molto più rilassati quando siete in casa, io non mi ricordo più il giorno in cui lo sono stata nella mia. Saranno le difficoltà del mio corpo, del suo stare nello spazio… io mi sento bene quando sono in giro eppure nel vostro nido, cari “passerotti”, sto bene.
La tua grazia innata mi contagia

Ultimo fotogramma (per ora…):
Se questo riprodursi sulla tela è l’intreccio delle nostre vite, lascio un ringraziamento particolare all’Artista e alla sua Musa per tanta Bellezza depositata goccia su goccia, colore su colore, fremito su fremito dentro la cornice che ancora dobbiamo trovare. Se mai ne esiste una. L’ultima scena la lascio a un brano che papà ama tanto, in caso non lo sapessi. L’ho ascoltato di recente e mi ha dato un momento di felicità che voglio regalare anche a te!

Sempre Vicky!

21 febbraio 2015 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , | 2 commenti

Bob Dylan Intro

 (Google) 

Milano, 3 Novembre 2013, Teatro degli Arcimboldi

Ciao Bob, tu non lo sai ma in platea, in mezzo a tanta gente che potrà alzarsi per applaudirti e cantare con te, ci sarò anch’io...
Ti conosco da parecchi anni. Ci siamo persi di vista per un bel po’… ai tempi non mi piacevi, non ti capivo, non ti apprezzavo. Devi il mio cambiamento a due persone in particolare, una delle quali davvero speciale!

La prima è Eddie Vedder, front man dei Pearl Jam (non è lui quella speciale, però).

Lui ti ha ripresentato, Bob, cantando in modo efficace e del tutto originale la tua “Masters of war”. Quanto ti ho apprezzato quel giorno! Quanto mi hai fatto amare Eddie, come artista e come persona! E con lui anche i PJ stessi…  Un grazie di cuore per quel giorno.

La seconda persona è Lorenzo, Il mio amore che è iniziato a soli 17 anni. Lui mi ha parlato di te, mi faceva ascoltare Pat Garrett OST e io sbuffavo…
Lui è la persona speciale. Purtroppo fisicamente non c’è più dal 2005 ma stasera Lorenzo lo porto con me! In ogni senso.
Insieme vedremo te, ti sentiremo cantare insieme a tanta gente!

E’ il mio regalo oggi per l’Amore che è stato e che si è fatto un posto nel mio cuore. Per sempre!

Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=EwuWL7uUFl0

https://www.youtube.com/watch?v=Mvr72uTd7kc

3 novembre 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | Lascia un commento

Alessandro Rolfini

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This crazy busy life

the crazy busy life of the working Mom

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Il Pensator Cortese

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Il Blog per TE

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We Build Confidence through Inspiration & Motivation

In this Blog we mostly focus on building confidence, to motivate, help to release stress and ways to deal with social problems.

Artliteral

Aqui trago contos e pensamentos, de personagens que passaram e passam por mim, pela minha mente. Emprestei fragmentos meus, a cada um dos mesmos... ou talvez tenha sido o contrário. Resumindo o que disse Lispector "escrever é uma maldição. Mas escrever apenas uma linha, basta para salvar a alma." E escrever é isso. Lançar em letras, o que não se pode medir, o que não se pode tocar com as mãos. Também trarei trechos de livros e crítica de artes em geral, bem como, desenhos autorais. Música Indie também fará parte do acervo.

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

EnigmaDebunked

Thoughts that provoke yours. (Season II coming in Dec 2019)

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