Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

20 dicembre 1926

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Ciao mamma… già mi verrebbe voglia di fermarmi per un nodo in gola che mi impedisce di dettare oltre, ma mi faccio forza e continuo, perché ne sento il bisogno.

Approfitto di questa data per farti i miei auguri di compleanno, sarebbero stati novanta se fossi stata ancora fisicamente qui con me. Voglio farti un regalo insieme a questi piccoli luccichii di sale, che accompagnano la tua mancata presenza.

Porta un grazie da parte mia a Dio e alla mia cara nonna Vincenza, che ti hanno generato e dato la vita in questa data impressa nella mia carne e tatuata sul mio cuore per sempre, nei secoli dei secoli, amen!

Oggi mi sono venuti in mente tanti pensieri, belli e brutti. Posso parlartene, vero?

Ora so che tu sai. Non provo più vergogna neanche a pensarli, spero solo fermamente che nel luogo dove la nostra fede ci fa credere che saremo eternamente felici tu lo sia pienamente, alla fine della tua vita terrena che ha conosciuto momenti tragici uniti a momenti bellissimi nei quali c’ero anch’io a partire dalla mia nascita, quella consapevole dei primi anni dell’infanzia e molto ancora.

Devo fare una pausa, infastidita da rumori nella stanza di voci che entrano senza bussare (proprio come facevi anche tu) e squilli sul cellulare di H. che mi fanno incazzare e diventare gelosa, perché mi chiedo chi cavolo possa avere l’autorizzazione per sentirsi libero/libera di chiamare a quest’ora (sono le 23:44). Preferisco non pensarci e andare oltre entrambi i disturbi per concentrarmi su di te, mamma.

Vorrei tanto che tu riuscissi a parlarmi,a spiegarmi tante cose che non riesco a capire e per le quali, nonostante i miei cinquantatre anni, non riesco ancora a darmi pace.

Ora però devo interrompere momentaneamente perché i disturbi continuano e non ho la privacy necessaria per parlarti come vorrei. Io di privacy ne ho sempre pochissima, vicina allo zero ma questo è un altro discorso…

Sappi comunque che ci ritroveremo presto, molto presto. Senti che bello questo testo! Ti parla di me, di noi!

Buon compleanno, mamma!

Sempre la tua “Cenza” Vicky!

 

21 dicembre 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , | 31 commenti

Infanzia

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– Google –

Ho ascoltato in questi giorni più volte il brano di ELISA e pensando al testo mi sei venuta in mente, piccola mia Cipì.

Il giorno in cui sei venuta al mondo è stato strano, accompagnato da malinconia e una vena di tristezza che solo dopo anni mi sono spiegata. Quel giorno ho pensato che la gioia di averti davanti a me e addosso a me, già fisicamente “altra” da me sarebbe stata una dolce sofferenza. Avevo bisogno di tempo per crescere anch’io e nove mesi forse non mi sono bastati. Ho dovuto correre per raggiungerti e stare al tuo passo, cercando di non invadere, sbagliando tanto e cercando di riparare con l’amore di cui sono capace, ieri come oggi, amore mio. Questo è solo un pezzettino infinitesimale della nostra storia, della tua e della mia che scorrono su binari paralleli e, contro ogni legge, a volte si incontrano…

Ti vedo, da lontano aspetto e mi raggiungi. Sei l’unica testa riccioluta nera in mezzo a tante bocce rosa, gridi disperatamente perché hai fame. Non vedo l’ora che tu finisca di percorrere il corridoio dell’ospedale per attaccarti al mio seno, per farti succhiare la vita da me. Mi sento importante per te. Sono l’albero che stende il suo ramo perché l’uccellino possa posarsi e finalmente arrivare… Vieni, riposa su di me.

Non ho pensato a registrare la tua voce, quel giorno in cui per la prima volta mi hai chiamato per nome: mamma. Un nome che sarebbe stato sempre e solo mio. Non so ancora esprimere cosa mi succede quando lo pronunci. Nulla è scontato… la tua voce per me è un dono dal Cielo, traduzione sonora di quello sguardo che mi ha parlato per qualche mese in una lingua sconosciuta, quella delle anime… mi sento come neve che si scioglie, anche ora e la mia voce non è ferma, adulta.

Avrei voluto fotografarti di più, ma tu sai già che mi emoziona troppo a vedere le foto e ancora di più con i filmati. Esercito la memoria per non dimenticare nulla di te, anche il minimo particolare. Eccoti, ti sei messa in piedi e piano piano avanzi con i tuoi piedini minuscoli nelle scarpine blu, uguali a quelle che avevo io da piccola quando andavo all’asilo. Tengo le tue manine e ti accompagno come se ci fossero fili invisibili che ci uniscono. Io non sono il burattinaio, però. Finalmente avanzi da sola e mi sembra di essere Sole per te, talmente grande è la gioia della conquista che vedo sul tuo viso! Ti abbraccio e gioco con te fino al punto di dimenticarmi che hai appena cominciato il tuo viaggio da sola.

Il primo giorno in cui ti ho lasciata cadere in mare ho rischiato il linciaggio da parte del tuo papà. Hai poco più di un anno, io neanche ventidue, eppure amo tanto le nostre avventure, come questa. Per me è un immaginario riaccoglierti nelle acque del mio corpo… Diventiamo tutt’uno con fratello mare. Ti vedo riemergere dopo pochi istanti ed è come se ti vedessi rinascere da un’altra prospettiva. Sono felice!

Ti accompagno all’asilo, tu sei sorridente come con un giocattolo nuovo. Io… sinceramente no. Mi costa così tanto staccarmi da te, ma capisco che è il tuo bene, la tua vita è anche sociale. Tu non sei mia. Piano piano sto capendo, sta entrando dentro la mia testa e nel mio cuore. Ti seguo con lo sguardo, poi vengo a spiare la tua vita da una finestra… lo faccio anche oggi, cercando di essere discreta, indietro di un passo rispetto a te.

Camminiamo mano per mano sulla strada che ci porta a Rozzano, andiamo al mercato e poi da papà al lavoro. Quando finisce torniamo insieme a casa. Questa è la felicità. Amore mio, non riesco a non piangere…
Sei piccola, forse hai quattro anni, cinque al massimo. Piano piano passeggiamo, dobbiamo percorrere quasi quattro chilometri, ma abbiamo tempo… quello che dedico a te vorrei non finisse mai. Queste sono le gite più belle della mia vita, paragonabili solo a quelle ore che passavo nei campi a raccogliere cicoria o tarassaco con mia sorella e tuo nonno. Ero poco distante da casa, come noi adesso ma mi sembrava di essere in vacanza. Ero felice anche di mangiare quelle erbe amare, ma le condividevo con la mia famiglia e questo mi bastava, come bastavano in mancanza di denaro i regali del campo accompagnati col pane quel giorno…
Percorriamo tanta strada insieme osservando con meraviglia, mia e tua, tutte le erbe, i fiori, anche più minuscoli, gli insetti che volano e quelli che camminano. Parliamo. E, senza esserne consapevoli, scriviamo insieme una parte della tua piccola vita, la più bella della mia!

Sempre vicina, sempre mamma, sempre Vicky!

7 febbraio 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , | 7 commenti

Natale a casa mia

 

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Quel raggio di sole oggi è passato a casa mia, si è fatto posto, si è seduto a tavola con noi…

È stato come un balzo indietro e insieme con il cuore in festa per l’arrivo di un ospite inatteso anzi insperato.

Mamma, avevo lasciato, come tu sai sono abituata a fare, la sedia vuota per qualcuno… se solo avessi potuto abbracciarti!

Mi sei scivolata tra le dita come l’acqua, come l’aria, come l’anima per essere libera da pesi.

Ti sento. E non è un’impressione o mio vaneggiamento.

Resta ancora. Abbiamo bisogno di te perché la nostra gioia sia piena.

Buon Natale,

sempre Vicky!

 

 

 

25 dicembre 2015 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Uncategorized | , , , , , , | 10 commenti

Io e una mela

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Io non corro eppure volo, così come fa la libellula che esce e nasce dolorosamente dal bozzolo. Entro ed esco dalla vita ogni giorno, raggio di sole o di luna. La musica, espressione del pensiero di Dio e dell’Io, è la lucciola che guida i miei passi immaginari.

Io sono la mela.

La realtà? Chi morde la mela lo sente.

Dio pensa. E io, immenso puntino nell’Universo, viva da sempre e per sempre nella Sua mente, mi elevo fino all’Altissimo pensandolo, in quella mela come nel grembo della vita.

Io sono il seme.

Torno alla terra dalla quale sono venuta, abbracciata da incalcolabili Parti di polvere, illuminata ed eternamente riscaldata dal sole  dell’Amore ricevuto e non trattenuto.

Io sono.

 

Il testo (Claudio Rocchi)

Quando stai mangiando una mela tu e la mela siete parti di Dio,
Quando pensi a Dio sei una parte di ogni parte e niente è fuori da tutto
Quando vivi tu sei un centro di ruota e i tuoi raggi sono raggi di vita;
puoi girare solo intorno al tuo perno o puoi scegliere di correre e andare
Quando dormi tu sei come una stella e il respiro è come fuori dal tempo;
Quando ridi è come il sole sull’acqua, sai che farne della vita che hai
Quando ami tu ridoni al tuo corpo quel che manca per riempire un abbraccio,
Quando corri sai essere lepre e lumaca se hai deciso di arrivare o restare
Quando pensi stai creando qualcosa, illusione è di chiamarla illusione,
Quando chiedi tu hai bisogno di dare, quando hai dato hai realizzato l’amore.
Quando gridi la realtà non esiste hai deciso di essere Dio e di creare.
Quando chiami tutto questo reale hai trovato tutto dentro ogni cosa.

Quando ho ascoltato questo brano sono stata rapita e ho provato l’emozione di essere irrigata da una lacrima e dal pensiero di sentirmi viva pur annegando in ombre di morte fertile.

Così quando si rivive una persona che credevi persa. Buon compleanno, mamma! Ovunque tu sia, là sono pure io.

Sempre tua, sempre Vicky!

 

20 dicembre 2015 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti, Uncategorized, Vita nuova | , , , , , , , , | 1 commento

Trouble

Non riesco a dirlo se non con quest’urlo e questo strazio:

sto male

e nonostante tutto vivo.

Ho tremendamente freddo e sono viva.

Sempre Vicky.

21 novembre 2015 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 7 commenti

Buco

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Mi manca scrivere. Mi manca il blog.
E il mio spirito.
Ho bisogno di tempo.
Spero mi sia concesso tutto quello di cui ho bisogno.
Per tornare da dove sono.
E ancora amo. Respiro. Vivo.
Volo.

Sempre Vicky.

21 agosto 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , | Lascia un commento

5 giugno 2015

La mia Mamma

E così sei andata via.
Non lo avevi mai fatto prima.
Hai stretto la mia mano per l’ultima volta,
così forte da farmi male.

Io… non ho potuto ricambiare
se non incollando il mio sguardo su di te,
rubando ogni segno sulla tua pelle,
bevendo i tuoi respiri. 

Ho avuto paura di quel sicuro presagio.

Oggi sono entrata in casa tua
come nell’utero che mi ha generato.
Vuoto da cinquantun’anni.

Vado. La porta si chiude dietro di me. 
Mi porto addosso tutto di te.
Piango, 
anche oggi mi hai partorita,
venuta al mondo con dolore

e l’assenza di te mi ha accecata.

Vicky, la tua “Cenza” da sempre.

22 giugno 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , , , | 18 commenti

Chi è mamma davvero

La maternità nasce prima nel cuore e poi nel corpo. La pensavo così già trent’anni fa, non ho cambiato idea… non ancora.
Credo la pensino così anche le mamme degli operai morti sul lavoro qualche anno fa.
Loro il sorriso lo hanno perso.

L’azienda che ridà sorriso e serenità alla famiglia qui sotto l’ha tolto ad altre. Per sempre.

mamma...

Sono disabile. Non userei un prodotto sporco di sangue

Ci penso con dolore tutte le volte che vedo i tapis roulant nei centri commerciali.

Sempre mamma, sempre Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=zcoE89oEHoI

14 Maggio 2014 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 2 commenti

Di nascosto.

 (Google)

 

Ogni volta che l’ascolto mi emoziono e piango.

Io non sono anziana ma so lo stare dietro un vetro e aspettare cos’è… Mi giro un attimo: guardo mia madre, sta seduta di là e non sa che sto pensando  a entrambe, che abbiamo età diverse, ma che siamo molto simili… è solo a pochi metri da me, sono fortunata, non vede le mie lacrime anche per lei.

Ho voglia di abbracciarla e di farle sentire che non è sola, che non la lascio sola. La tentazione immediata dettata da mie vecchie ribellioni e ritrosie è pensare: “Ma sì, domani…”

Poi tutti i giorni mi dico: “Potrebbe non esserci un domani per una di noi due”. Lo farò stasera quando, come tutti i giorni da non so quanti anni, verrà a salutarmi e darmi il bacio della buona notte.

Oggi dietro quel vetro c’eravamo entrambe… L’una aspettava l’altra. Ci siamo incontrate.

Tenerezza. Sempre Vicky.

 

2 dicembre 2012 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , | 4 commenti

Mia madre

Dorme, mia madre,

sulla sua poltrona preferita
è quella di casa mia.

Mi accorgo di lei,
abbiamo lo stesso respiro
quando le braccia eterne ci avvolgono.

La raggiungo
non la guardo neppure,
ho solo voglia di accarezzarla,
con semplicità, con tenerezza, senza pudore.

Che capelli morbidi…
Non li ricordavo più.
Mi ritrovo all’improvviso in un cerchio
di ricordi e vite al femminile.

Mia nonna, mia madre, me stessa, mia figlia
accomunate dalla stessa fragilità,
assimilate dalla stessa forza,
generate dall’amore.

Sempre Vicky!

 

29 aprile 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | 33 commenti

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