Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Filastrocca delle domande

Amici,
vi invito a leggere queste parole così dirette e vere da non lasciare vie d’uscita: o si tenta di rispondere o si continua a scappare.

Io ho scelto la prima opzione.

Proverò a lasciarmi inquietare dagli interrogativi che da Geni mi arrivano attraverso il blog Altrove, che seguo con interesse e stima.

Eccomi.

La psiche e io siamo due aspetti della mia persona, pur restando una.
San Paolo, mio grande amico, dice che la psiche è l’anima. O io l’ho intesa così dai suoi scritti. Essa è dunque stampata in ogni parte di me.
Non è piccola o grande.

È. Esiste. Nella sua originalità è immensa e diversa per ogni essere umano.

Questa diversità da tanti dottori e sapienti è chiamata follia. Non incomprensibile, forse non amata nè rispettata.

Siamo tutti malati di solitudine. Non dobbiamo farlo sapere a nessuno, altrimenti la nostra psiche/anima sarà nuda, debole e vedrà la verità su sè stessa.

Lo psicanalista è l’amicizia che abbiamo perso.

È quella persona che, pagata o no, ha il nostro permesso di entrare nella stanza segreta.

Non l’abbiamo data a nessuno questa password. Non possiamo che dare la colpa a qualcun altro per la nostra infelicità, per la nostra non-autosufficienza, la nostra paura.

È la nostra certezza, la paura.

Il mago-terapeuta è chi nei nostri fallimenti ci fa mettere fuori le radici del perdono nel terreno e i rami della speranza nel cielo della consapevolezza della nostra bellezza.

Si può guarire. Non siamo soli.

Un abbraccio di cuore. Sempre Vicky!

 

 

https://youtu.be/ZhweM3V3L_o

 

altrove*

PsicastroccheFILASTROCCA DELLE DOMANDE
…dal suggerimento di un bambino

…la psiche, l’inconscio, la psicologia, lo psicoanalista, la psicoterapia… ???

Dov’è questa psiche, e poi com’è fatta?
È grossa o sottile, è sana od è matta?
È dentro la testa o si trova nel cuore?
Funziona in silenzio o fa qualche rumore?

È solo una parte o tutta la mente?
Ce l’ho solo io o tutta la gente?
E quest’inconscio sarebbe quel posto
dove nascondo un pensiero nascosto?
Lo psicoanalista è un grillo parlante
oppure somiglia a una cartomante?
E quando propina la sua terapia
è come Merlino che fa una magia?
Oppure riavvita qualche rotella
e infila un bullone nella rondella?
Qualcuno mi ha detto che dice parole
perché le persone non siano più sole
e trovino ancora in un sogno, in un posto,
pensieri, emozioni che avevan nascosto….

da “Le psicastrocche. Primizie di psicoanalisi
di Geni Valle

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20 ottobre 2018 Posted by | Anima, Dialogo, Idee, Persone, Viaggi | , , , , , , , , , | 17 commenti

Io credo

Risultati immagini per io credo dal web

 


Da tanto tempo avevo il desiderio di scrivere questo post e stasera sembra il momento buono, quello in cui nel profondo convivono sentimenti opposti come la pacatezza e l’ansia. La sera è il tempo favorevole per le mie riflessioni, di ogni genere. Allo stesso modo è il momento nel quale si sprigionano energie negative da domare, da vivere, da lasciar andare. 

Io non sono una santa, anzi sento molto vicino a me Maria Maddalena e come lei, in momenti di intimità con lo Spirito Santo Dio, mi sento ai piedi di Gesù per offrirgli quel poco e spesso quel niente che ho. Tranne me stessa, totalmente e senza vergogna.

Come tanti dopo la Cresima su di me ha prevalso lo spirito di ribellione, di disobbedienza e la voglia di avere totale libertà, nel mio caso una blanda idea di cosa fosse davvero. Ho condotto così come tanti ripeto la mia vita in nessuna direzione particolare, tanto meno quella interiore. Unico scopo della vita è stato trarre il massimo piacere da cose e persone.

Poi…il ritorno, avvenuto come l’incontro o meglio il richiamo tra innamorati.

Quando si ha il dono di innamorarsi di qualcuno qui sulla terra si può capire cosa accade dentro e fuori di sè, anche quando Dio ci attrae e, come nel Cantico dei Cantici, ci porta nel deserto e parla al cuore con parole nuove, comprensibili solo a chi le “pronuncia” e a chi le recepisce. Il suo linguaggio è sia verbale che metafisico, supera il limite dell’essere un corpo di carne per parlare al corpo spirituale.

Ciò avviene, come per ogni forma di amore, sia nella gioia e nel dolore, nel sorriso e nelle lacrime. Addirittura nel frastuono interiore o negli immensi silenzi che accompagnano il corso della vita.

Per quanto mi riguarda ho sentito la Sua presenza nel controsenso del mio canto durante i funerali di mio padre. Avevo diciannove anni e da parecchio non mettevo piede in una chiesa. Ciò nonostante ho ricordato e cantato tutto mentre avevo il viso bagnato di lacrime e qualcosa di strano dentro. Anni dopo ho realizzato che avevo trovato un nuovo Padre che non mi avrebbe più lasciato.

Questo tipo di consapevolezza non è così facile da spiegare. Durante gli anni nei quali ho trovato la fede ho imparato l’unica verità che nessuno potrà mai togliermi: di Dio c’è bisogno di fare esperienza; io avevo letto e lo avevo cercato invano in tanti libri, troppi. Una relazione d’amore si vive. Poi può anche capitare di scriverla ma il pilastro, il centro sta nel cuore e nella mente.

Ho trovato il cibo per entrambi cercando l’Amato nei posti in cui sapevo che l’avrei trovato: la Bibbia, la preghiera – soprattutto quella spontanea – e l’eucaristia. È come quando si cerca una persona da cui siamo attratti. Cerchiamo i posti che frequenta, le persone che entrambi conosciamo, le abitudini e i gusti che abbiamo in comune. Io stessa ho passato tantissime ore della mia vita nelle chat in cerca di qualcuno con cui parlare, con cui uscire e, perché no, riuscire ad avere una relazione. Sono stata fortunata, qualche volta mi è riuscito. Perché dunque non avrei dovuto mettere lo stesso impegno nel mio viaggio con Dio?

Mi fermo solo un attimo a condividere con voi che mi state leggendo un sentimento forte che emerge quando si impara a pregare e parlare senza vergogna con Dio e con le altre persone. Dopo questo tipo di apertura della mente e del cuore per la quale devo ringraziare anche il movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito, che ho frequentato in periodi alterni insieme alla mia famiglia, per circa quindici anni, ho avuto la gioia di riuscire a pregare con persone di religioni e confessioni diverse dalla mia. 

Non ho sentito nessuna difficoltà nello spirito a scambiare Bellezza e Amore con evangelici, testimoni di Geova, protestanti, buddisti e altri. È meraviglioso scoprire che esiste una lingua che ci unisce: quella della fratellanza umana prima che la ricerca di regole.

Ho un ultimo desiderio riguardo quanto sopra. Vorrei tanto riuscire, oltre che a parlare e dialogare, a pregare con le nostre parole, così come viene, con un musulmano.

Pongo questo come tanti altri miei sogni nelle mani di Dio.

Un caro abbraccio, sempre Vicky!

 

15 aprile 2018 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Viaggi | , , , , , , , , , , , | 12 commenti

Ordinary day

Risultati immagini per allo specchio

 

Svegliarsi all’inizio di un nuovo giorno, apparentemente uguale a tutti gli altri.
Accompagnare con rassegnazione i gesti altrui sul mio corpo. Anche oggi. Essere paziente. In ogni senso. Tra poco la libertà e tutto questo vederlo divenire immagine sfuocata.
Concedersi altro riposo. Nessuna fretta.
La prima lezione di vita dopo il brusco arresto vent’anni prima e la successiva ripresa.
Da sola.

Finalmente pronta. Tarda mattina. 
Mangiare qualcosa prima di uscire, liberazione dopo circa una settimana di influenza in fase acuta.
Sognare le cose semplici. Aria un po’ gelida. Persone per strada. Vedere perfino l’autista musone più sopportabile.

La prima meta: controllare il peso. Trovare le solite facce sbuffanti alla casa di riposo e osservare. Porca miseria! Ancora due chili persi. Il mio minimo degli ultimi trentacinque-quaranta anni.
La seconda meta: vedere un film al cinema ma tempo rimanente insufficiente.
Restare e fare merenda con gli anziani da incontrare in tali occasioni.
La messa pomeridiana rara e così attraente.
Mangiare vita.

Salutare e ripartire. Un po’ di tristezza per quella umanità al tramonto.
O all’alba? Prospettive diverse.
Una corsa in autobus per un pullman da prendere. Quello per casa.
Incontrare e riconoscere un ragazzo d’oratorio.
Freddo. Voglia di scaldarsi l’anima. Sfiorare un’anima senza invadere.

Lasciarsi toccare e insanguinare il cuore da fresco dolore. Ventitrè anni finiti tra le braccia del sonno sereno eterno. Senza appello. Basta Whatsapp, fine corsa in un capolinea precoce. 
Piangere dentro per braccia incapaci di stringere un ex-sconosciuto.
Avere la speranza di essere arrivata comunque. 
E non solo a casa.

Guardare ogni centimetro dell’ideale tracciato. Sognare, respirare, contare gli attimi di separazione dagli ordinari amori di ogni giorno.
Telefonare e bere le semplici parole del momento, le eterne parole da dire con tutto l’affetto possibile.
Riempire Vicky con cibo per corpo, anima e mente per provare a guarire. 
Musica e parole.
Ancora. 
E ancora. 

 

Una Canzone meravigliosa, dedicata alla ragazza allo specchio oggi!

Ben ritrovati, sempre Vicky!

 

15 febbraio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Dio, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 24 commenti

Colpo di fulmine

Così è successo...

Così è successo…

Sei entrato nella mia vita così.
Hai scosso tutti i sensi.
Anche quelli sconosciuti.

Non mi hai trafitto.
Hai illuminato tutto.
Incenerito le mie resistenze.

Ti resto dentro.
Vivo della tua energia.
Ti regalo e ti passo la mia.

Restiamo in contatto.
Fondente Eros.
L’hai fatto.

Sempre tua. Sempre Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=NZcDuV4UaSc

11 giugno 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 21 commenti

Harem/3 Evoluzione

 (Google)

Potrai mai accettare queste nuove regole oppure, forse per te peggio, nessuna regola?

Ho creduto potessi “amarmi” fino a questo punto, cioè aprire il nostro rapporto ad altri rendendolo universale, fertile, distaccato delle passioni terrene così basse da imprigionarci. Detto da me fa ridere ma… cerchiamo di muovere insieme ai primi passi.
Il nemico più inatteso e forse imprevedibile è la gelosia. Mi piace chiamare le cose col loro nome, perché nel momento in cui do loro nome le sottometto biblicamente  e intellettualmente. Divento signora e padrona delle mie emozioni più nascoste, soprattutto di quelle che non confesserei a nessuno, tantomeno a te che amo.

Tutto fila liscio, si fa per dire viste le mille difficoltà  di conciliare tempi di persone, finché ognuno ignora l’esistenza dell’altro o – perché no? – dell’altra. Si pensa ma non si dice, non si fanno domande, si fa finta di non sapere.

Questo non è harem… questo è un classico tradimento tollerato per secoli, millenni… l’importante è che il velo resti a coprire ciò che non si deve vedere o meglio a far intravedere senza avere la certezza dell’occhio nitido. Squarcio questo velo  come quello di un tempio per violarlo e vedere e mostrare finalmente la verità.

Io non ho paura. Sono la sacerdotessa dell’Amore, a lui solo render servizio, non sentendomi sottomessa, inferiore ma elevata a creatura sacra, universalmente disponibile e per questo definitivamente agli occhi della società sola.

Ho rischiato di cadere in questa suggestione e di non poterne più uscire. Perché… lo sappiamo tutti, omologarsi, adeguarsi fa sentire sicuro, protetti. Io non mi sento affatto così. Io mi sento irrimediabilmente debole e vulnerabile.

Questa la mia riflessione frutto di un periodo di esperienza di questa nuova dimensione di vita. Accetto con dolore la mia solitudine perché sacrificata sull’altare del mio Io ultimo perché tutti possano “nutrirsi” di me. Quella vera, non il frutto della proiezione di idee o aspettative altrui sulla mia persona. Non sono un fantasma, sono una Donna. Diversa, sempre Donna.

Alla prossima, sempre Vicky!

2 dicembre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , | 14 commenti

Onde.

Sulla scia del mio post precedente “Quello da non dire”, pubblico il commento di ‘Raggio di Sole’, un amico carissimo col quale riesco a parlare di tutto, nel più ampio significato del termine. Quando un amico o un’amica diventa un altro te stesso in quanto a fiducia, allora puoi permetterti di farti conoscere sul serio, senza falsi pudori. Un miracolo. Può succedere…

“Ciao Vicky che Tu possa essere,a livello sessuale Normale! Non l’HO MAI PENSATO (ehhii!! calmati e bevi un po d’acqua..tranquilla!..) perchè Ti ritengo ,(dopo i primi tempi della conoscenza) Una ragazza ipersensibile…capace di assaporare fino in fondo ogni movimento erotico…in quello che normalmente vengono chiamati “i preliminari” sono CERTO che la fantasia viene superata daila Realtà…Quello che in genere il maschio,dopo poco abbandona,la ricerca di punti di piacere per entrambi, Sbagliando per incapacità,fretta,egoismo….Tu Avvalori,esalti,porti all’apice poi,ti ritrai per riprendere….come le onde s’infrangono,poi ritraendosi danno il Tempo per l’arrivo di un altra Onda…mai eguale,ma intensa… un sali csendi continuo- Chi mai ha messo Dei tempi al piacere? Sbagliava!! Ma questo NON toglie Nulla al prosieguo dell’Eros…è un inizio! il resto appartiene a Te e ai movimenti dell’Amante (nel senso puro del termine) Anche qui il darsi e ritrarre è.secondo me,basilare…i Tempi li detti Tu e l’Amato ..non il l’orologio..E anche qui sono convinto che NON SEI Normale!! :)…La Normalità appartiene a chi NON domanda molto,a colui/ei che s’accontenta…Tu Dolce “Raggio di Luna”..NON CONSIDERARTI NORMALE,non per superbia..i fatti parlano,la Sensibilità,Sensualità..SONO nel Tuo essere Donna che vuole di più di altre,non Come LE ALTRE…Un Baciottolissimo”.

Volutamente non ho modificato nulla, nè una virgola nè una maiuscola. Così mi è piaciuto, così ve lo dono!

Un abbraccio! Sempre Vicky.

16 marzo 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Idee, Persone | , , , , , | 10 commenti

Vita indipendente Roma 1-2/ ottobre 2011

VIII Congresso Nazionale Associazione Luca Coscioni
Roma, 1-2 ottobre 2011

Il mio intervento del 02/10/2011

“Un grazie a tutti per l’opportunità che mi date oggi. Non sono esperta, se non dell’argomento che posso rappresentare di piu in quanto vissuto sulla mia pelle: La vita indipendente. Cito da “Relazione al primo congresso dell’Associazione Coscioni

di John Fischetti
“Indipendent Living non significa che noi non abbiamo bisogno di nessuno, che vogliamo fare tutto da soli o che vogliamo vivere in isolamento. Vita Indipendente significa che vorremmo avere la stessa possibilità di controllo e di scelte nella vita quotidiana che i nostri fratelli e sorelle, vicini di casa e amici considerano come garantite. Vorremmo crescere nelle nostre famiglie, frequentare la scuola vicina a casa nostra, usare lo stesso autobus, svolgere lavori secondo la nostra istruzione e le nostre capacità. E la cosa più importante è che abbiamo bisogno di essere responsabili delle nostre vite, e, proprio come chiunque altro, di pensare e di parlare per noi stessi”

Queste parole sono state pronunciate da Adolf Ratzka, leader del movimento europeo per la vita indipendente.” (dal sito di Associazione Luca Coscioni).

In queste poche righe il manifesto, nonchè programma di vita, che una persona con disabilità come me si sente di sottoscrivere ora a conferma della svolta che ha voluto dare alla sua esistenza qualche anno fa trasformandosi da oggetto di trattamenti e servizi in soggetto giuridico presente e consapevole della possibilità e del diritto di decidere senza dover essere influenzata. Nel mio caso lo sono stata, pur con intento positivo, in prima istanza dall’amore per mio marito Lorenzo e dall’enorme gratitudine che avevo e sempre avrò per lui, purtroppo scomparso nel febbraio 2005, per mia figlia e suo marito, per mia madre e per tutte le persone che si sono prese amorevolmente cura di me. Poi sono arrivata io, finalmente!

A nessuno piace essere un numero e noi persone con disabilità lo siamo, a volte spesso con presunto valore zero e non considerate come risorse. Sono qui per raccontarvi in tre punti fondamentali ciò che vorrei vedere sempre piu attualizzato come VITA INDIPENDENTE., ossia la RICERCA E IL DIRITTO ALLA FELICITA’.

1. VITA DI RELAZIONE E MOBILITA’In piena consapevolezza ho il diritto di muovermi in sicurezza quando lo desidero e verso la destinazione che desidero come chiunque altro nel mondo. Se oggi sono qui devo dire senza falsa modestia grazie alla mia forza di volontà, alla possibilità di avere con me la mia migliore amica nonchè compagna di viaggio e assistente contemporaneamente in quanto OSS per professione e passione. Un bacio a lei. Di cuore. Da ultimo, solo in termini di tempo, al mio migliore amico e compagno di questo pezzo di vita, che non smette di incoraggiarmi ad essere me stessa e non mollare. Il mio diritto di scelta per l’assistenza non si può esercitare con le risorse attuali. La legge 162 non basta. L’abbiamo osservato in questi anni. Se il diritto ad una vita indipendente fosse riconosciuto non solo a livello morale ma anche e soprattutto economico, sarebbe un primo passo verso la felicità, scopo della vita umana universalmente e costituzionalmente riconosciuto, preesistente alla vita stessa.

2. DIRITTO AL LAVOROE’ uno dei cardini per una vita dignitosa. Oggi quasi tutti mi vedono solo con i miei limiti, ma io possiedo capacità cognitive, professionalità, esperienza provata per svolgere un’attività, la mia…non una qualsiasi, ma la mia. Perchè accontentarmi? Non voglio vegetare ma vivere. Per l’assistenza personale lo Stato dice di provvedere con la pensione e nel mio caso con l’accompagnamento. Ho bisogno di aiuto, è vero, ma io ho in mente già un mio progetto di vita, LA MIA! ME LO VOGLIO REGALARE OGGI, NEL GIORNO DEL MIO 48mo COMPLEANNO. Amore, lavoro, disposizioni per progetti, in una parola: FUTURO. Che dovrei fare per colmare il gap tra il mio limite e il lavoro? Mi viene in aiuto la tecnologia – pc con software vocali, trackball, domotica, ecc… E’ ora di abolire le barriere e gli incentivi oppure le multe per le aziende in caso di mancata assunzione di persone con disabilità nel proprio organico. Occorre piuttosto incoraggiare progetti di telelavoro concordati tra l’azienda e la persona con disabilità. La legge va completata e superata con l’intelligenza. Finalmente. Si può fare. Io lo voglio fare!

3. DISCRIMINAZIONE. Io mi sento semplicemente e completamente donna e persona. Voglio guardare al mi0 futuro – perche io ne ho uno come tutti voi – potendo alzarmi ed avere una giornata avanti fatta di momenti che non sono affatto scontati. Studiare, lavorare, vivere in un ambiente adatto anche grazie alla tecnologia che già esiste o che arriverà con la ricerca, insieme alle persone che amo e che vorrei vedere libere insieme a me dallo stress e dall’angoscia di un affetto spesso abbruttito dalla forzata copertura di piu ruoli che altri demandano senza scrupoli sempre e solo alla famiglia.

Chiedo a nome di chi non ha voce e per me stessa, per i miei cari, di essere parte consapevolmente attiva, utile e produttiva della società. SENZA BUONISMI NE’ ASSISTENZIALISMO. SOLO RISPETTO.

Grazie per la vostra attenzione.”

VINCENZA RUTIGLIANO

Con immensa gratitudine, sempre Vicky!

3 ottobre 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Idee | , , , | 11 commenti

   

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