Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Virus, danno i numeri

Oddio… Quanti numeri, quante parole mi frullano in mente…
Sono confusa, sono arrabbiata!
Sono privata della libertà personale senza neppure la minaccia armata.
Il grande fratello non ha più bisogno di telecamere. Siamo inchiodati alla tv – meglio se Sky e affini – e i cellulari.
Non c’è più bisogno di catene.

Ho paura. Sto ricominciando a pensare e dubitare.

È pericoloso. Buona lettura! Resto sempre vicky!

Il simplicissimus

dare-i-numeri-1Oh i numeri, la struttura del mondo fin dai tempi di Pitagora e del suo teorema che disgraziatamente era già stato formulato in India da Baudayana tre secoli prima senza che però la cosa sia mai stata presa in considerazione. Tuttavia i numeri bisogna saperli leggere altrimenti possono diventare la base di qualsiasi fantasia o narrazione ingannevole, compresa quella di una terribile epidemia da sfruttare per la  lotta di classe al contrario passando dallo stadio di crisi sanitaria per diventare  crisi economica, crisi finanziaria e in definitiva crisi sociale che si va a sostanziare anche nello sdoganamento di controlli capillari dei cittadini, dei loro movimenti, delle loro idee e dei loro contatti. Cosa per la quale – tanto per fare un esempio –  già Google e Microsoft hanno annunciato la realizzazione di un sistema di controllo via cellulare per scansionare i movimenti degli “infetti” ma anche dei loro contatti. Per…

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16 aprile 2020 Posted by | Diritti umani, Idee, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , | 20 commenti

Dieci

 

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Venezia, compleanno

 

Uno. Il minuto passato tra l’istante in cui ci siamo guardati e quello in cui ho visto il tuo sorriso per me perfetto, per niente oscurato da tante cose e persone intorno.

Due. I secondi di perplessità che ho avuto nello scambiare con te il numero di cellulare.

Tre. I giorni che sono passati prima che ci ritrovassimo davanti a un caffè molto lungo, tanto quanto bastava per imparare il tuo viso e il suono della tua voce.

Quattro. Più o meno l’ora del pomeriggio in cui ti incontravo, sempre più spesso. La giornata di lì a poco sarebbe sembrata sempre più lunga fino al momento del tuo arrivo.

Cinque. Le dita della tua mano che mi ha accarezzato la prima volta. Mi sono sentita fiore e tu, in realtà, mi chiamavi così quando mi scrivevi messaggi.

Sei. I tuoi giorni lavorativi fino all’anno scorso. Poi quasi un giorno intero da passare insieme, con le ore che volavano.

Sette. Le note che fanno da intreccio alla nostra storia, la musica che abbiamo ascoltato, quella che continuiamo a conoscere, che ci avvicina e ci allontana secondo i gusti.

Otto. L’ora in cui di solito arriva l’infermiera di sabato. Non ti ho mai sentito sbuffare e innervosirti per il sonno interrotto, per l’intimità rubata e molto altro ancora.

Nove. I mesi necessari per partorire il figlio che non potrò mai darti. Ti basterà che io sia “la tua bambina”?

Dieci. È il voto che do alla tua pazienza, a volte anche troppo saggia rispetto alla mia irrequietezza e inquietudine.

Dedicato.

 

 

Sempre stregata dalla luna, sempre Vicky.

24 gennaio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | Lascia un commento

   

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