Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

I baci

Risultati immagini per baci sul collo dal Web

 

 

  1. innocenti con Fernando all’asilo
  2. spiati su giornali porno nascosti in casa
  3. proibiti perchè immaginati mentre fiorivo
  4. bagnati, repellenti e soffocanti del primo ragazzo, lui, Mario, sedici anni io quasi tredici
  5. a quattordici anni avevo fame di baci più della stessa aria; me ne fregavo della gente, ero provocatoria ed eccitata per ogni centimetro di pelle
  6. delicati e timidi di Marco, conosciuto a quindici anni al SioSi, una discoteca modaiola di Milano
  7. perlopiù estivi in avventure al mare
  8. alcuni top secret
  9. approdo alla meta che sarebbe durata ventiquattro anni, senza noia, con tutti i brividi, le fantasie, le voglie che a Lorenzo e me attraversavano cuore e mente. Per anni ci siamo divorati; fino allo stop dei movimenti del mio corpo.
    Avevo ancora baci in sospeso per te.
    Ricordo ancora l’odore di quelli più gentili e quello dei più audaci e intimi.
    La mia bocca ti ha voluto inutilmente per molto ancora…
  10. non posso che inorridire al pensiero di approcci troppo espliciti nell’età adulta, in cui molti danno tanto, troppo per scontato… unico vantaggio: mi sono risentita femmina e “padrona del gioco” con alcuni.
    Sorrido ogni volta che penso a Marcello, a Luca e ai baci rubati a un’altra…
  11. in fase pseudo-adolescenziale e quasi da studenti l’uno dell’altra i baci con il mio giovane e attuale affetto… pochi slanci e molti tocchi e sfioramenti.
    A volte penso al cesello, allo scalpello, all’opera ancora incompiuta…
  12. belli, sognati, inaspettati sono quelli ancora sospesi tra labbra e pelle.

 

Un brano meraviglioso!

Più che mai viva, sempre Vicky!

 

 

 

 

23 gennaio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 25 commenti

Tacchi a spillo

 (Google)

 

La femminilità è un paio di tacchi a spillo. Anche. La vanità e la voglia di piacere e piacersi non conoscono confini nè barriere mentali. Che male c’è?

Mi vengono in mente le donne di Pedro Almodovar, così eccessivamente provocanti e profondamente femmine. Le amo! Vorrei somigliare a una di loro. Ci provo… Per ‘una come me’ un volo con la fantasia, una provocazione a me stessa e alla gente che mi sta intorno.

Diamo inizio al sogno! Esco idealmente a fare acquisti. Sola come sempre o quasi. Meta: il centro di Milano.

Cosa hanno in comune scarpe con tacco a spillo e me? Io non cammino nè lo farò più… eppure… L’apparenza non è fondamentale, figuriamoci se ho cambiato idea però… scegliere è sempre meglio, se possibile. Oggi scelgo di “mascherarmi” e sentirmi ancora donna come quelle che mi passano accanto, non accorgendosi che lo sono anch’io.

Faccio vincere la femmina che è in me. Indosso le scarpe col tacco a spillo. Le vorrei rosse, in vernice. Vorrei indossare un tubino nero. L’ho sempre sognato. Non ne ho mai indossato uno. Quando camminavo ancora, cioè fino al 2 novembre 1995, non ritenevo di avere il fisico adatto perché pensavo quasi 25 chili in più, questo era lo stesso motivo per cui non indossavo quasi mai pantaloni, meno che meno aderenti. Mi sono sempre vergognata del mio corpo per motivi diversi.

Le rarissime volte in cui mi sono sentita davvero bella ha coinciso con quelle in cui sono stata amata com’ero. Ha coinciso con quelle in cui mi sono voluta bene. A prescindere dal giudizio degli altri o da loro incoraggiamento, che in ogni caso è sempre benvenuto.

Da qualche anno ha prevalso la stima di me, l’apprezzamento della mia femminilità prima di tutto da parte mia. Sono cambiata fuori e dentro. I tacchi sono un simbolo di “potere”… di rivalsa forse sulla vecchia Vicky.

Mi domando e mi domandano quale sia lo scopo dell’indossare un tale ornamento. Penso. L’unica risposta che trovo è piacersi, sentirsi misteriosamente un oggetto del desiderio, in alcuni casi il soggetto di sensualità. Essere semplicemente donna, pur non potendo muovere neanche un passo e mantenere quel paio di scarpe peccaminosamente rosse, come potrebbero essere delle labbra con un rossetto, “forever young”.

La mia immaginazione si esercita ad occhi chiusi. Immagina e intravede una voglia personificata che si arrampica su quei tacchi fino alle mie gambe, andando oltre e dimenticandosi che sono ferme ma che comunque conservano intatto il loro fascino. 

Questo è quanto il “maschio” che è in me vede in quest’oggetto del desiderio. Vicky donna-femmina ha sempre invece adorato i sandali infradito, i piedi nudi, appena possibile a contatto con la terra, con l’erba o come ultimo sogno realizzato col mare. Il piacere che ne deriva è altissimo, di fusione con la natura prima che con gli esseri umani i quali hanno bisogno di oggetti per compiacersi, per compiacere.

Mi guardo immaginariamente allo specchio mentre indosso la passione rossa. Sono diversa, ma mi piaccio. Manca la gonna o l’abito che scopra le mie gambe. Ma questo è un altro discorso.

Appassionata, sempre Vicky!

20 marzo 2013 Posted by | Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 30 commenti

Colori

(Google immagini)

Dammi il rosso

sarò il sangue di una nuova verginità violata,

dammi il bianco

sarò la benda che nasconde alla tua vista

quello che profuma tra noi due,

dammi il nero

sarò la cinghia che si batte

come farò io tra poco,

dammi l’azzurro

sarò il fresco che ti disseta dopo il piacere.

https://www.youtube.com/watch?v=8tfWgPIbN_U

11 gennaio 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , | 8 commenti

Un insegnante racconta

   (Google)

‎”Dovrei, forse, provare rabbia.
Provo, invece, vergogna.
La vergogna di essere uomo.”

P. Levi

Io e un amico ci scambiamo emozioni…

Io: Perchè? (riferito alla vergogna)

Giorgio Carratta:  ‎..non c’è un perchè visibile.. prima in piazza, una collega/amica mi chiedeva, come ti trovi ad Anzio come è la scuola???

Io ho risposto, che alcune volte mi vergognavo di far parte di una classe di lavoratori troppo passiva.. rassegnata.. la maggior parte tira a campare.. non ha passione ne la coscienza del ruolo di educatore..
..certo sono molte le cause esterne alla didattica (vedi i tagli ecc.) non aiutano.. ma l’essere asserviti.. nel miglior dei casi poco attenti.. ignavi e un pò struzzi.. non è quello che auspicavo..
..anche se la situazione è generalizzata.. anche in altri campi..
..per me la scuola e la base della società futura.. che io spero migliore.. invece oggi il messaggio che passa è di fregarsene.. farsi furbi anche a spese degli altri..ecc
Non so… per quanto riguarda la frase di P. Levi per me è un pò uguale alla mia situazione lavorativa… e non solo…

QUESTA DICHIARAZIONE MI FA VENIR VOGLIA DI ABBRACCIARE E RINGRAZIARE TUTTI GLI EDUCATORI CHE HANNO CONTRIBUITO A  FORMARE LA COSCIENZA E FAR EMERGERE E CRESCERE LA CONSAPEVOLEZZA. UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE LA SUA… MI FA RICORDARE SALVATORE BORSELLINO CHE GIRA PER LE SCUOLE. UNA LEZIONE IN PROGRESS.

GRAZIE. Sempre Vicky!

Nel 1971 la vita si imparava anche così.

20 maggio 2012 Posted by | Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 5 commenti

   

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