Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Passeggiata

Ieri sono uscita per una passeggiata distensiva qui nel mio quartiere, sola come quasi sempre. Mi piace. Sia quando sono arrabbiata che quando sono felice, mi serve per lasciar decantare i miei sentimenti, le mie emozioni, tutto di me.  Durante queste scorribande tempestose ho preso decisioni piccole e grandi, prendendomi tempo per pensare, lo stretto necessario perché quando decido lo faccio rapidamente. Prima ho riflettuto fin troppo e quando arrivo a quel momento non vedo l’ora che finisca. Un parto. Tutto. Fin qui sembrerebbe il racconto di una normale giornata e invece all’improvviso

Eccolo che arriva, è il mio piccolo compagno di oggi, avanza incerto mettendo un piedino dopo l’altro davanti a sé, la mamma alle sue spalle non lo perde di vista un attimo. Sta utilizzando uno di quei “guinzagli” per bambini che compiono i primi passi. Anch’io a suo tempo l’ho comprato e utilizzato con la mia piccolina, passando poi al contatto piacevole della sua manina nella mia. I miei passi a fianco ai suoi. Dieci anni prima di abbandonare l’uso dei miei piedi per sempre, di accompagnarla con il corpo nel suo cammino, in ogni senso… Ancora adesso sono travolta dalle emozioni di trent’anni fa e di ieri, tutte gioiose e dolorose allo stesso tempo. La mente si affolla con innumerevoli fotogrammi. Ve li mostro come posso… Come qualcuno di voi conosce già.

Mi limito a condividere quattro immagini che violentemente mi attraversano, come scariche ad alto voltaggio lasciandomi il sapore di sale.

Ha solo dieci mesi Emanuela quando un pomeriggio, uno dei tanti belli in cui ci troviamo a casa della zia Lina, come per gioco la colloco in piedi al centro dell’ingresso e le dico: “Vieni dalla mamma!” spalancando le braccia per accoglierla. Ed eccola avanzare piano piano sorridente verso di me con una gioia sul viso simile a quella di chi corre verso la felicità... io non so veramente quale espressione avessi sul viso, avrei tanto voluto che qualcuno fotografasse questi momenti ma così non è stato. Ora, oltre le lacrime, mi rendo conto di essere diventata mamma in quel momento, quando per la prima volta si è staccata da me per poi ritornare. Continuiamo ancora questo movimento. Mi trova sempre a braccia aperte anche se lei adesso non ha più bisogno di me per “camminare”. Io ho smesso di farlo già quasi diciannove anni fa.

Nel mese di agosto la sabbia è davvero bollente e bisogna attraversare di corsa il tratto che dalla passerella porta all’ombrellone. Sento ancora perfettamente la sensazione di scottatura e la fretta tremenda di arrivare fino a un triangolino d’ombra per lasciar respirare la pelle dei piedi. E che sollievo poter immergere tutto il corpo nell’acqua fresca del mare… mio elemento naturale. Vedere all’improvviso le immagini di Cesenatico del 1985 è inevitabile. Non voglio pensare a quanto è cambiato solo dieci anni dopo, piuttosto rivivo scene mai più ripetute che sono tatuate nella mia mente e sul mio cuore. Emanuela cammina con i piedini nudi sulla sabbia per la prima volta e come quando ero piccola io sento le stesse sensazioni, fa piccoli salti finché non la prendo in braccio e corriamo insieme all’ombra… Poco più tardi fa il suo primo bagnetto in mare con la sua mamma scapestrata che la butta sott’acqua dopo averla lanciata in aria per poi vederla riemergere come un pesciolino, il mio!

Quando devo infilare le scarpe ho molte difficoltà perché il mio piede fermo non è certo di aiuto… Ciò nonostante devo ringraziare la sensibilità della mia pelle se posso dire di sentire la scarpa messa bene, stretta oppure troppo larga e farla modificare da chi ogni giorno mi veste. Mi piacciono ancora le scarpe abbastanza femminili anche se non porto più nessun tipo di tacchi con un po’ di dispiacere perché ogni tanto mi piaceva indossarli ed essere ancora più alta del mio 1,68 fregandomene nella mia presenza piuttosto robusta rispetto a ora… La mia vera passione però non sempre state le passeggiate di sera in spiaggia, i sandali in mano e la sensazione di fresco che arrivava fino alle cosce provocando brividi bellissimi che sento ora nella mia immobilità fisica. Il bagaglio però è rimasto intatto, idealmente quei sandali sono ancora tra le mie mani...

Ho scoperto la mia passione fisica ed erotica per i piedi solo abbastanza recentemente. Probabilmente le suggestioni che arrivano dall’esterno attraverso i media e le persone, la gioia di aver mantenuto comunque la mia sensibilità, la riscoperta del mio corpo con potenziale diverso da prima di restare seduta per sempre, la pazienza di ascoltarlo e a mia volta regalarlo a chi mi ama mi ha fatto perdere le inibizioni che avevo per esplorare il mio corpo e quello altrui. Apprezzo sempre di più la corporeità, la fisicità in tutte le sue espressioni. Un esempio: non vedevo da tempo una persona conosciuta correre oppure fare ginnastica in mia presenza, non solo perché o forse sì… credo che semplicemente chi mi sta a fianco tenga i miei ritmi nel movimento e si sia adeguato. Io so soltanto che mi è balzato il cuore in gola nel vedere la corsa, il movimento in generale.  È stato gioia, è stato dolore, per qualcosa ancora vivo dentro soltanto nel desiderio e per qualcosa irrimediabilmente perso del quale però ricordo tutto, calore, sudore, odore, fatica.

Torno verso casa lentamente. Un altro viaggio è finito. Ora.

Sempre Vicky!

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20 agosto 2014 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | 4 commenti

Piedi

 (Google)

Sono lunghi i miei piedi. È una delle parti del mio corpo che mi è sempre piaciuta, anche quando ero più in carne, cioè circa 20-25 chili fa. In un test ho scoperto che chi ha i piedi come i miei sembra abbia origini egizie. Per me questi test sono un gioco col quale mi diverto qualche volta.I due alluci sono più lunghi del resto delle dita, dando al resto un aspetto affusolato quando non sono gonfi. Indosso scarpe o stivali a volte numero 40 o 41, secondo i modelli e secondo il fatto che senta toccare il piede contro la punta interna della calzatura. Sento… ecco lì, in agguato, i miei ricordi tradotti in sensazioni, in ipersensibilità, in qualsiasi cosa possa dirsi contatto… incredibilmente piacevole per ogni occasione.

Oggi ve li racconto.

L’erba. È l’emozione del colore verde, del fresco. L’ultima che ho calpestato a piedi nudi è stata in montagna, in una valle bergamasca, l’alta Val Seriana, ero a Gromo in vacanza, agosto 1995. Con noi dei cari amici di allora. Mi è sempre piaciuto il contatto con la terra, con l’erba, perfino con i sassi gelidi del torrente che avevamo ai piedi della collina dove avevamo affittato un appartamento. Uno dei ricordi più belli: tolgo i sandali e prendo in braccio Emanuela che ha paura, voglio passare sull’altra riva del torrente e approfitto di un tratto in cui ci sono sassi lisci e grandi dove poter appoggiare i piedi. I miei piedi… Mi fermo, datemi un attimo… la corrente dei ricordi è talmente potente che mi sta portando via… Dicevo che piano piano siamo arrivate sull’altra sponda e mi sono accorta di essere a piedi nudi.  Non è un problema, i fili d’erba come dita sottili di mani nascoste accolgono le mie orme regalandomi freschezza e morbidezza.
Ho gli occhi chiusi ora… questo mi basta per essere presente in quel momento come accadesse in quest’istante. Sono sola, malinconia… sono felice di esserci.

Il mare. È il freddo abbraccio del blu. Tre fotogrammi, tre sensazioni diverse, tre vite distinte. Il primo: sono con mio padre in acqua, al mio paese d’origine, Margherita di Savoia in Puglia, è il luogo delle mie radici, della mia infanzia, dei parenti, i primi amori, il mio grande amore… Dicevo che sono con mio padre, insieme cerchiamo vongole e telline, lui mi insegna come scavare coi piedi nella sabbia… un divertimento e una spensieratezza unica, raccogliere i frutti di mare che emergono come figli partoriti dal fondo, agitare i piedi a mia volta per imparare. Mi sembra di ballare il twist! L’acqua diventa tutt’uno con i granelli finissimi e fanno solletico ai miei piedi. Piccoli vortici freddi che regalano tanto, tutto il possibile. Il secondo: sto imparando a nuotare, da sola, come quasi tutte le cose che da bambina come anche da adulta ho fatto. Sto sbattendo i piedi per stare a galla in uno stile tutto mio… I miei piedi… ricordo la loro mobilità, l’acqua che passa dappertutto, la felicità dell’obiettivo raggiunto anche grazie a loro… amici miei!
Il terzo: è il più recente, il più sconvolgente. Sono a Rimini insieme a un caro amico, lui magari non immagina nemmeno quanto lo sia… Dopo 18 anni torno dal mio fratello mare, uno degli abbracci più belli ed emozionanti della mia vita. Il mare lo saprà? Lo penetro, mi avvolge, mi copre e mi possiede. Il mio è un ritorno per sempre, lo sappiamo io e lui. Con le sue onde mi fa festa e io rispondo con le mie risate… non ho paura, non più.

I baci. Sono la calda invasione del rosso. Sentire il calore di una bocca sui miei piedi per la prima volta è una cosa estremamente eccitante, non immaginavo così tanto. Ho sempre riso quando sentivo della passione di qualcuno per questo tipo di attenzione, di coccola. Mi devo ricredere… questa sensazione nuova di calore, di umido, di… penetrazione e accoglienza… Bellissimo.
Sento di far parte di un tutt’uno con il corpo dell’altro, di aver scoperto una parte del mio corpo che non conoscevo, che non avevo mai conosciuto in tutta la vita da questo punto di vista, come fonte di appagamento, di intimità, di gioia!
Non so perché ma un senso di perbenismo, un certo tabù in un primo momento mi impedisce di godere appieno… è come spogliarsi di un ultimo velo, come buttare giù un muro inutile, prendere possesso totalmente del proprio corpo e attraverso di esso del piacere altrui.

Se considerassi i miei piedi solo come mezzo di mobilità sarei davvero tagliata fuori da un mondo che neppure credevo potesse esistere. Invece…il mio corpo, i miei piedi lasciano orme più importanti di prima... lasciano orme dentro, lasciano tracce sulla pelle di un altro che gli dedica attenzione e cura con baci e carezze, regalano a me sensazioni nuove e inaspettate. 

Amo i miei piedi. Ancora. Sto bene con loro.

Sempre Vicky!

5 gennaio 2014 Posted by | Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , | 37 commenti

   

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