Arrivederci, Franco

Ascolto la tua musica immortale. Come la tua, come la mia anima.
Ti stimo e sento affetto per te. Sempre Vicky!
Ti dedico due dei brani che mi hanno toccato nel profondo. Insieme alla splendida Juni Russo. Quanta Bellezza ❤
Luna Fortuna
In questa giornata fatta di sentimenti misti, a cavallo tra malinconia e tristezza, ascolto e assaporo questo brano fatto di colori, sapori, odori, immagini e suoni capaci di appagare ed affamare i sensi prima e sedurre e incantare l’anima poi.
Buon ascolto e profondo piacere, sempre Vicky.
LUNA FORTUNA
Notte calda come tante in mezzo al fiume che canta
Aria piena del barlume di un lume fioco in distanza
E di lucciole sfuggenti con cui la notte si ammanta
E si ammanta di fantasmi, o di un ricordo lontano
Mentre al buio della notte che mi trascina per mano
Cerco i segni delle piante che mi circondano piano
Piano, all’ombra della notte, mi sembri fatta di fumo
Sento appena il tuo calore ed il tuo strano profumo
Con l’odore del tuo corpo e in questo io mi consumo
Ma dal monte all’improvviso spunta la bianca luna
E ogni cosa in un istante schiarisce e non è più bruna
Questa luna esagerata ci procurerà fortuna
La fortuna di un amante è un fiore d’esile stelo
Una favola inquietante, fugace e fragile velo
Il respiro di un istante che scomparirà nel cielo
Cielo e luce all’infinito come se fosse di giorno
Mondo magico e fiorito che mi risplende d’intorno
Io ti sfoglio con le dita e indovino il tuo contorno
Il contorno del tuo corpo ora si è fatto reale
È qualcosa bianco e vero, bello da far quasi male
E si insinua in un pensiero che all’improvviso mi assale
Contro il cielo trasformato sorride un’altra luna
Ma io so qual è la vera, l’altra non è più nessuna
Questa nuova luna piena mi procurerà fortuna
Milano è…
Durante una delle mie piccole grandi passeggiate a Milano mi ritrovo per spese a questo incrocio apparentemente qualunque di periferia sud.
Vi chiederete cosa ci sia di speciale in questa foto, a parte che l’ha scattata una “fotografa” a ridottissime capacità manuali come la sottoscritta.
Regalatevi un paio di secondi per ingrandire le indicazioni del nome delle vie che si incrociano e…
Il viale dei Missaglia è una grande strada che collega piazza Abbiategrasso al quartiere Gratosoglio a sud di Milano ed è dedicata a una famosa famiglia di armaioli vissuti nel XV secolo a Milano in quella famosa via Spadari in centro.
La piccola via che vedete a sinistra è dedicata a un poeta (è scritto così), tale FABRIZIO DE ANDRE’.
I miei complimenti. Non aggiungo altro.
Rispondo con un testo universalmente noto. Sempre Vicky!
Mi sento così
Amici miei,
mi sento sospesa come la foglia che vedete e non credo proprio di essere la sola.
Per condividere questo stato d’animo ho pensato di dedicarmi e dedicarvi questa meraviglia ermetica piena di umanità.
Soldati – Giuseppe Ungaretti
Bosco di Courton luglio 1918
Si sta come 3
d’autunno
sugli alberi
le foglie
Un brano struggente… Un abbraccio a tutti, sempre Vicky!
Lo chiedo agli alberi
Amici miei,
ho scoperto di recente una realtà di vita che mi ha fatto tremare il cuore e ci ha lasciato entrare gioia e speranza: è Romena.
Un luogo, delle persone, una vita credibile e possibile.
Poichè la similitudine con l’albero me la sento addosso e dentro, per ora lascio parlare questo brano anche per me.
Come restare immobili
Fra temporali e fulmini
Invincibili
Che le radici sono qui
E i loro rami danzano
All’unisono verso un cielo blu
E d’inverno i germogli gelano
Come sempre, la primavera arriverà
E non riesci a fermar le lacrime
Già domani un bacio di sole le asciugherà
Come restare umile
Se la ricchezza è vivere
Con due briciole
Forse poco più
“Noi siamo nate libere”
Cantando in pace ed armonia
Questa melodia…
Un abbraccio, sempre Vicky!
Vorrei

Marocco
Vorrei
(F. Guccini)
Vorrei conoscer l’odore del tuo paese,
camminare in casa nel tuo giardino,
respirare nell’aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’Appennino dove risuona
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…
Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’infinito
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…
Una poesia che canta l’amore… Sempre Vicky ❤
Potessi solo correre!
Questa sono io, mentre vado incontro alla mia vita ogni giorno! Non voglio e non oso cimentarmi in una qualsiasi spiegazione dei versi che seguono…
Confido solo ai tuoi occhi, che mi guardano e mi leggono, e al tuo cuore, che si avvicina al mio per parlare in lingue nuove, che anch’io vorrei essere ape e chiedere un passaggio a una nuvola per sperimentare la libertà e la leggerezza del volo.
Invece…
Resto galeotta nel mio corpo, sconto la pena per un reato non commesso. La mia “cella” però è nell’aria, seppur ancorata alla terra.
Un tocco d’ali. Un abbraccio. Sempre Vicky!
Potessi solo correre infinitamente – Emily Dickinson
Potessi solo correre infinitamente
come l’ape del campo
e visitare solo chi volessi
senza che nessuno visitasse me
e corteggiare tutto il giorno i ranuncoli
e sposare chi mi va
e abitare un po’ ovunque
o meglio, darmela a gambe
senza polizia alle calcagna
o inseguire lei se lo fa
finché saltasse penisole
per sfuggire alla mia caccia –
Dico “Fossi solo un’ape”
su una zattera d’aria
e remassi nel nulla tutto il giorno
e ancorassi “oltre la barra”
Che libertà! Così pensa il prigioniero
stretto nella cella sotterranea.
(Traduzione di Massimo Bacigalupo)
I traduttori, di Juan Vicente Piqueras
Sono traduttrice e… questo è il mio bellissimo lavoro!
Con entusiasmo, sempre Vicky!
I traduttori Sono una tribù strana sparsa per il mondo perché spostano il mondo. Portano mondi da una lingua all’altra. Ecco il loro mestiere. Fanno nevicare in arabo, cambiano il nome al mare, portano cammelli in Svezia, fanno che don Chisciotte cavalchi su Ronzinante dalla Mancha in Manciuria. Fanno delle cose strane, pressappoco impossibili. Dicono […]
via I traduttori, di Juan Vicente Piqueras — Il colibrì rosso
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