Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

“ Ti voglio bene”

Amici miei, dopo aver letto questo post di Emozioni/Dina non ho potuto fare a meno di mandare un messaggio ai miei affetti più cari scrivendo semplicemente “Ciao, ti voglio bene”.
La mia precarietà mi ha insegnato a non rimandare e a mollare i pesi inutili.
Un abbraccio e una dedica.

Sempre Vicky!

 

https://youtu.be/u9736ypR_8s

Emozioni: idee del cuore

Per certe persone, questa semplice ma vitale frase, è così difficile da pronunciare!

Queste parole hanno un potere tale, che provocano un benessere immediato.

Ne senti l’effetto , quasi inebriante…

L’incantesimo si dirama per tutto il corpo. E quando arriva al cuore, s’insinua con delicatezza ed alita brividi di felicità.

Io, essendo estroversa, lo dico praticamente tutti i giorni, alla mia famiglia.

Se sono in cucina e rientra mio figlio dal lavoro o Rebecca, il pomeriggio da scuola, urlo ” Lo sai che ti voglio bene?”.

E loro ” Si, lo so. Anche io”.

Un paio di anni fa, ho assistito un ragazzo, che ha rinforzato in me, il potere di questa frase.

Era sera.

Un sabato di settembre.

La temperatura era piacevole.

Io, mio marito Alex e Rebecca, decidiamo di andare al Cinema.

Saliamo in auto e partiamo.

Percorsi un paio di chilometri circa, giungiamo ad un incrocio.

Ci…

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4 marzo 2018 Posted by | amore, Anima, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 18 commenti

Non c’è pace per Calì

“Eh sì, caro Liborio… s fa presto a tingersi il viso di rosso, bianco e azzurro per il (giusto e condiviso) dolore per vittime lontane. Il QUI E ORA invece è un certo signor Calì, consapevole e lucido, presente al suo problema. Sì, IL SUO. Cosa sua, non “cosa nostra”.
Ha ragione Calì, la sua/nostra bambina…
Ha ragione ancora oggi Peppino Impastato: “La mafia è una montagna di merda”. I sottoprodotti umani rientrano in questo stato. Uno stato di merda. In tutte le sue accezioni.”

Così ho commentato la notizia che segue, una di quelle invisibili che mi sento ONORATA di ospitare e divulgare. Gianluca Calì mi fa sentire migliore. La sua bambina ancora di più.

bloggheggiamo

gianluca-calì

Eh già, dice bene il titolo di questo articolo, ed è la verità.  Voi vi chiederete perché quest’uomo con la sua famiglia, con il suo lavoro non debba avere pace? La risposta sta solo in una parola “coraggio”. Ed è quello che senza indugi ha mostrato l’imprenditore siciliano sin dal primo momento che ha ricevuto richieste di estorsione. Quel coraggio che purtroppo manca a tanta gente, la quale pur di vivere una vita apparentemente tranquilla e senza sorta di preoccupazioni si accolla anche di mostrare le terga pronte per essere infilzate. Pregiudizio ed ignoranza fanno si che le persone spesso facciano valutazioni e prendono decisioni che vanno al contrario di come logica vorrebbe che andassero soprattutto quando di mezzo ci sono dei bambini in età scolastica. Chiedere ad una famiglia come quella dell’imprenditore Cali, di subire un altro smacco,quello di accompagnare da soli la propria bambina ad una recita teatrale…

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1 dicembre 2015 Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone, Uncategorized | , , , , , | 4 commenti

Volevo essere nero

 

Senza alcun intento offensivo, anzi con il massimo del rispetto per tutte le vittime della violenza, qualunque sia stato il motivo che l’abbia originata o provocata (su questo avrei in termini molto offensivi…), ho voluto dare questo titolo al mio post pensando a quanto siamo diversi e a quanto poco ci indigniamo rispetto ad altri popoli.

Non voglio dilungarmi perché la riflessione è molto amara e consapevolmente limitata. Nelle emozioni e nelle parole. Siamo vittime anche noi nel nostro stesso silenzio e della nostra indifferenza. Non così altrove, dove la gente si riversa nelle strade e nelle piazze per dimostrare… dimostrare di essere ancora vivi!

Faccio solo dei nomi che evocano tutto: Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi… e tantissime altre persone che hanno subito il loro stesso destino: rimanere ragazzi per sempre. Come è successo pochi giorni fa negli Stati Uniti a Ferguson.

Anche Michael Brown avrà diciotto anni per sempre. Nessuno pagherà il conto.

Oggi sono nera come lui. ma sono anche bianca e con ecchimosi come i miei “fratelli bianchi”.

Triste e arrabbiata. Sempre Vicky.

 

27 novembre 2014 Posted by | Esperienze, Mondo, News, Persone | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Prigione

È successo ancora. È sufficiente un avvenimento per altri insignificante come il bloccarsi di un ascensore, un contrattempo senza troppo peso, ed eccomi reclusa tra le mie stesse cose, tra le mura della mia casa, in questa pelle che è il mio corpo… a volte maledico il giorno in cui l’ho incontrato.

Eppure oggi mi piaccio così tanto…

I miei progetti della giornata dipendono da un pulsante sul pianerottolo, non ho vie di fuga io. La rabbia mi soffoca. Non riesco a pensare. Sento perfino il mio corpo in modo diverso. Lo odio. Una macchina inutile, incapace di mettersi in moto. Quando sono così arrabbiata mi viene voglia di fare l’amore. Non è l’ora giusta, non è il momento giusto. E soprattutto manca la persona giusta. Non mi sopporto più.

Capisco i neonati. Anche loro imprigionati nell’incapacità di parlare, di muoversi e comunicare. Quando ci provano piangendo e urlando rompono le scatole a tutti. Ci somigliamo molto sotto tantissimi punti di vista. La dipendenza quasi totale da un altro essere umano, dalle macchine, dai propri umori, dai propri bisogni affettivi, fisiologici, emotivi.

Mi trovo davanti a questo foglio elettronico quasi mio malgrado, forzata da una situazione indipendente dalla mia volontà.

Vicky, dove sei?

Sapere che qualcos’altro o qualcun altro tirano i fili della mia vita è terribile. Faccio dei “passi indietro” dolorosi. Superarli è un’impresa di tutti i giorni, l’equilibrio è molto instabile, sensibile ad ogni piccola incrinatura.

Vago per casa come una leonessa in gabbia. Una leonessa che sogna di uscire e salire sugli alberi…

Tra poco arriva l’ora della libertà, almeno quella dalle mura. Quella invece dal mio corpo non è ancora arrivata, oggi no.

Non ho mai dovuto esercitare la pazienza come in questo periodo; come al solito poi le cose arrivano un po’ tutte insieme. Oggi non mi sento attrezzata… aspetto.

Spero che qualcuno si ritrovi nelle mie parole e comunichi magari meglio di me quello che succede in questi casi. Ora io non riesco fare di meglio.

Sempre Vicky!

3 luglio 2014 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , | 9 commenti

La catena.

Lo osservo. Ogni giorno, ogni volta che passo.
E’ un cane. Legato a una catena.
Metafora applicabile a me, a te che leggi.

E’ lui il protagonista, pur essendo sottomesso.
Fa sentire la sua voce.
Mi sforzo di capirla, di decifrarla.

La catena è la sua condanna.

Immagino che tirando si spezzi.
Due possibili esplosioni.
Di rabbia: troppe volte è stato maltrattato.
Di festa: non vedeva l’ora di mostrare il suo affetto fedele.

Voglio che si spezzi la mia catena.

Che la rabbia esca, che la gioia emerga, che la vita scorra!

Sempre Vicky!

13 gennaio 2012 Posted by | Esperienze, Sentimenti | , , | 12 commenti

   

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Aqui trago contos e pensamentos, de personagens que passaram e passam por mim, pela minha mente. Emprestei fragmentos meus, a cada um dos mesmos... ou talvez tenha sido o contrário. Resumindo o que disse Lispector "escrever é uma maldição. Mas escrever apenas uma linha, basta para salvar a alma." E escrever é isso. Lançar em letras, o que não se pode medir, o que não se pode tocar com as mãos. Também trarei trechos de livros e crítica de artes em geral, bem como, desenhos autorais. Música Indie também fará parte do acervo.

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