Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

28 aprile 2022 Posted by | amore, Anima, Esperienze, famiglia, Persone, Sentimenti | , , , , , | 8 commenti

Oggi che hai fatto?

Amici,

che avete fatto oggi?

Io, in sintesi, ho costruito bei ricordi con la mia famiglia.

Emozioni piccole e vere.

Vi abbraccio da qui, sempre Vicky! ❤

7 marzo 2022 Posted by | amore, Anima, Benedetta, Dio, famiglia, Persone, Sentimenti | , , , , | 9 commenti

Il trasloco

Amici miei,

sono ancora troppo sconvolta per descrivere ciò che mi succede dentro…

Ho lacrime che non riesco a piangere.

Nonostante tutto… Sempre Vicky.

Un brano per non vedere tutto nero.

21 ottobre 2021 Posted by | Anima, Cose, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | 71 commenti

A mia madre

gerani – dal web

È stato soltanto il tempo
di un ricordo
i tuoi gerani rossi

le chiacchierate in balcone
case popolari che sembravano ville
ai miei occhi innamorati

Così mi son lasciata piangere
e dopo anni ho sentito
un singhiozzo risalire la gola
e dopo anni vederti dentro di esso

Un abbraccio e una dedica. Sempre Vicky!

(Tutti i diritti riservati CC)

4 aprile 2021 Posted by | amore, Anima, Dialogo, famiglia, Sentimenti | , , , , | 47 commenti

Cara mamma

Cara mamma" di Giuseppe Fabrizio per Farepoesia - Napoliflash24 - Giornale  di informazione su Napoli e Campania

Cara mamma,
spero tanto che possa sentirmi da dove ti trovi ora.
Prima di tutto voglio augurarti buon compleanno, sarebbe stato il tuo 94º su questa terra.

Ho un groppo alla gola e tanta voglia di piangere, mamma. Mi manchi!

Un altro compleanno senza di te, un’altra giornata cominciata senza il tuo bacio quotidiano. Quanto sono stata stupida e superficiale, anche un po’ egoista nel rifiutarti qualche volta in malo modo quella tua “invadente” manifestazione dell’amore che avevi per me. Mi sentivo troppo grande per essere ancora la tua bambina e adesso… Quanto vorrei esserlo! Ho bisogno della tua consolazione, del tuo ascolto, del tuo amore incondizionato.


La solitudine è la mia compagna di vita in troppi momenti.

Oggi l’ho cercata, perché ti meriti, mamma, i miei pensieri e perché no le mie lacrime lontano da tutti. Ci siamo solo tu e io.
Voglio raccontarti un po’ di cose. Prima di tutto voglio dirti che nonostante siano passati cinque anni e mezzo da quando ti ho vista l’ultima volta non ho smesso neanche per un minuto di volerti bene.


Sto cercando di mettere in parole una piccola tempesta che ho dentro, che trova sfogo scendendo come cascata dai miei occhi, gocce di acqua salata nel deserto che a volte è la mia esistenza senza di te.
In mezzo a questo gorgheggiare che è la mia dettatura tramite la sintesi vocale sento risuonare la mia voce che trema, sono costretta a tradurre in suoni i miei pensieri e le emozioni, insomma i miei ricordi così vivi e ancora traducibili nei particolari.


Tu sei principalmente in questo momento una serie di odori, collegati uno ad uno a ricordi precisi.
Sei l’odore della tua pelle che sa di buono, tanto che da bambina mi piaceva molto morderti e avrei voluto mangiarti!
Sei l’odore della tua crema sempre la stessa, sempre nella stessa confezione blu in metallo. La vedo ogni volta che vado al supermercato e mi sembra di incontrarti, di averti vicina in quel momento. L’ho comprata, per avere una a casa con me. Un altro piccolo pezzo di te che mi fa compagnia.
Ti sento quando indosso alcuni vestiti che tu non hai mai potuto conoscere, eppure sembra che mi parlino di te, perché quando li indosso ogni impressione che tu mi guardi, ho l’impressione di piacerti e questo mi dà gioia, cara mamma.
Mi manca l’odore delle frittelle pugliesi che non ci facevi mai mancare il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre di tutti gli anni.
Uno dei tanti odori che mi hanno sempre fatto sentire a casa, la tua, la nostra.

Mamma, c’è tanta emozione nel pronunciare questo nome perché solo tu lo porterai sempre. Da quando lo sono diventata anch’io, ne ho capito il valore unico e universale, irripetibile.


Ti saluto, ora e ti do appuntamento a presto.
Ti dedico questa canzone, credo che tu l’avresti apprezzata anzi, sono convinta che ti piaccia ora.
Ciao, amore mio!

Sempre la tua “Cenza”, e sempre la tua grande bambina Vicky!

20 dicembre 2020 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , | 25 commenti

Ricordo le canzoni

Dedicato a te, Cristina Baroni, che dal balcone sopra il mio mi hai fatto divertire, cantare, tornando bambina spensierata.
Ho sognato grazie a Dio e a te che potrebbe davvero andare tutto bene, magari con l’auspicio di un arcobaleno.
Tu già sei lì e continui a intonare il tuo “Azzurro” .
Ti siamo debitori di una grigliata condominiale in giardino. Perdonami.
Arrivederci. Ci manchi.
Credo proprio che i versi scritti dal mio amico Daniele Corbo siano pennellati su di te.
Un abbraccio a te,
sempre Vicky!

ORME SVELATE

Flowers on balcony Painting by Diana Encea |

Noi cantavamo dai nostri balconi,
convinti che sarebbero venuti giorni migliori,
ma noi uomini del nostro tempo
ora abbiamo smesso di cercare il bello
abbiamo deposto le note nelle bare
e ci siamo nascosti dietro le mascherine
illudendoci che un arcobaleno avrebbe cancellato tutto.
La natura non si è mai fermata
ed ha pensato di fare a meno di noi,
le case silenziose incoraggiavano gli animali,
ma poi siamo tornati più affamati e crudeli,
veri lupi immemori di tanto dolore,
i cattivi più assetati ed i sensibili più spaventati.
Adesso mi affaccio alla finestra
ed osservo le imposte chiuse,
l’isolamento è finito ma siamo di nuovo soli
nessuno canta più sul balcone,
tacciono anche le anime assorte
io ho smesso di sognare la morte
disilluso su un mondo fatiscente
voglio ancora sperare nella gente.

Daniele Corbo

Immagine: Flowers on balcony (Diana Encea)

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27 settembre 2020 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti, social, Vita nuova | , , , , , , , , , | 19 commenti

Piedi/2020

Amici miei,
rileggo e rivivo stanotte vita ed emozioni di anni fa. Confermo tutto. Con sempre più gioia!

Sono lunghi i miei piedi. È una delle parti del mio corpo che mi è sempre piaciuta, anche quando ero più in carne, cioè circa 20-25 chili fa. In un test ho scoperto che chi ha i piedi come i miei sembra abbia origini egizie. Per me questi test sono un gioco col quale mi diverto qualche volta.I due alluci sono più lunghi del resto delle dita, dando al resto un aspetto affusolato quando non sono gonfi. Indosso scarpe o stivali a volte numero 40 o 41, secondo i modelli e secondo il fatto che senta toccare il piede contro la punta interna della calzatura. Sento… ecco lì, in agguato, i miei ricordi tradotti in sensazioni, in ipersensibilità, in qualsiasi cosa possa dirsi contatto… incredibilmente piacevole per ogni occasione.

Oggi ve li racconto.

L’erba. È l’emozione del colore verde, del frescoL’ultima che ho calpestato a piedi nudi è stata in montagna, in una valle bergamasca, l’alta Val Seriana, ero a Gromo in vacanza, agosto 1995. Con noi dei cari amici di allora. Mi è sempre piaciuto il contatto con la terra, con l’erba, perfino con i sassi gelidi del torrente che avevamo ai piedi della collina dove avevamo affittato un appartamento. Uno dei ricordi più belli: tolgo i sandali e prendo in braccio Emanuela che ha paura, voglio passare sull’altra riva del torrente e approfitto di un tratto in cui ci sono sassi lisci e grandi dove poter appoggiare i piedi. I miei piedi… Mi fermo, datemi un attimo… la corrente dei ricordi è talmente potente che mi sta portando via… Dicevo che piano piano siamo arrivate sull’altra sponda e mi sono accorta di essere a piedi nudi.  Non è un problema, i fili d’erba come dita sottili di mani nascoste accolgono le mie orme regalandomi freschezza e morbidezza.
Ho gli occhi chiusi ora… questo mi basta per essere presente in quel momento come accadesse in quest’istante. Sono sola, malinconia… sono felice di esserci.

Il mare. È il freddo abbraccio del blu. Tre fotogrammi, tre sensazioni diverse, tre vite distinte. Il primo: sono con mio padre in acqua, al mio paese d’origine, Margherita di Savoia in Puglia, è il luogo delle mie radici, della mia infanzia, dei parenti, i primi amori, il mio grande amore… Dicevo che sono con mio padre, insieme cerchiamo vongole e telline, lui mi insegna come scavare coi piedi nella sabbia… un divertimento e una spensieratezza unica, raccogliere i frutti di mare che emergono come figli partoriti dal fondo, agitare i piedi a mia volta per imparare. Mi sembra di ballare il twist! L’acqua diventa tutt’uno con i granelli finissimi e fanno solletico ai miei piedi. Piccoli vortici freddi che regalano tanto, tutto il possibile. Il secondo: sto imparando a nuotare, da sola, come quasi tutte le cose che da bambina come anche da adulta ho fatto. Sto sbattendo i piedi per stare a galla in uno stile tutto mio… I miei piedi… ricordo la loro mobilità, l’acqua che passa dappertutto, la felicità dell’obiettivo raggiunto anche grazie a loro… amici miei!
Il terzo: è il più recente, il più sconvolgente. Sono a Rimini insieme a un caro amico, lui magari non immagina nemmeno quanto lo sia… Dopo 18 anni torno dal mio fratello mare, uno degli abbracci più belli ed emozionanti della mia vita. Il mare lo saprà? Lo penetro, mi avvolge, mi copre e mi possiede. Il mio è un ritorno per sempre, lo sappiamo io e lui. Con le sue onde mi fa festa e io rispondo con le mie risate… non ho paura, non più.

I baci. Sono la calda invasione del rossoSentire il calore di una bocca sui miei piedi per la prima volta è una cosa estremamente eccitante, non immaginavo così tanto. Ho sempre riso quando sentivo della passione di qualcuno per questo tipo di attenzione, di coccola. Mi devo ricredere… questa sensazione nuova di calore, di umido, di… penetrazione e accoglienza… Bellissimo.
Sento di far parte di un tutt’uno con il corpo dell’altro, di aver scoperto una parte del mio corpo che non conoscevo, che non avevo mai conosciuto in tutta la vita da questo punto di vista, come fonte di appagamento, di intimità, di gioia!
Non so perché ma un senso di perbenismo, un certo tabù in un primo momento mi impedisce di godere appieno… è come spogliarsi di un ultimo velo, come buttare giù un muro inutile, prendere possesso totalmente del proprio corpo e attraverso di esso del piacere altrui.

Se considerassi i miei piedi solo come mezzo di mobilità sarei davvero tagliata fuori da un mondo che neppure credevo potesse esistere. Invece…il mio corpo, i miei piedi lasciano orme più importanti di prima... lasciano orme dentro, lasciano tracce sulla pelle di un altro che gli dedica attenzione e cura con baci e carezze, regalano a me sensazioni nuove e inaspettate. 

Amo i miei piedi. Ancora. Sto bene con loro.

Un abbraccio! Sempre Vicky!

4 settembre 2020 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , | 10 commenti

Milano è…

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Durante una delle mie piccole grandi passeggiate a Milano mi ritrovo per spese a questo incrocio apparentemente qualunque di periferia sud.

Vi chiederete cosa ci sia di speciale in questa foto, a parte che l’ha scattata una “fotografa” a ridottissime capacità manuali come la sottoscritta.

Regalatevi un paio di secondi per ingrandire le indicazioni del nome delle vie che si incrociano e…

Il viale dei Missaglia è una grande strada che collega piazza Abbiategrasso al quartiere Gratosoglio a sud di Milano ed è dedicata a una famosa famiglia di armaioli vissuti nel XV secolo a Milano in quella famosa via Spadari in centro.

La piccola via che vedete a sinistra è dedicata a un poeta (è scritto così), tale FABRIZIO DE ANDRE’.

I miei complimenti. Non aggiungo altro.

Rispondo con un testo universalmente noto. Sempre Vicky!

 

24 luglio 2020 Posted by | Esperienze, Mondo, Musica, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , | 23 commenti

Il peso del dolore

 

Lo sento ancora come qualcosa di ingombrante che sta lasciando una scia dietro di sé, anzi, dentro di me e sul mio petto.

È il peso del dolore. L’ho riconosciuto oggi, con estrema distinzione tra le altre emozioni, l’ho sentito scendere dagli occhi.
ll suo sapore salato, il suo colore di un grigio inaspettato. Come la nebbia dalla quale non capire come uscire.
Sì, perchè in esso ci si può perdere. A lui ci si può assuefare. È bravo ad ingannarci.

Ci trasforma dentro e fuori e ci trasporta nella grande illusione: un mondo perfetto. Una dimensione asettica, ovattata, surreale.

Come me che indosso questa mascherina dietro la quale so di non essere me stessa.

Passa una mamma alla giusta distanza, quella del manuale di sopravvivenza da coronavirus. Tiene per mano la sua bambina, anch’essa protetta. Tra le sue manine una Barbie, a viso muto e indifferente, ma in un modo stranamente libero. “Hai visto? È tornato il Carnevale!” le dico sorridendo per tentare di trovare una leggerezza giocosa in una scena che vorrei non fosse reale.

Passano velocemente oltre. Si chiama PAURA.

Esiste un luogo dentro di me, un tempo dietro di me e una porta oltre la quale succede di dover andare: è il momento di realizzare la realtà. Game over.

Mi sento sola.

È sufficiente una sola telefonata per provare a far finta di poter smettere di soffrire quando voglio. È una crepa che rompe la diga. È la luce che investe l’oscurità. La verità che trionfa sulla menzogna e sull’illusionismo mediatico e dei social. Non è più il film che credevo di vedere sul mio schermo, comodamente sdraiata a letto o seduta come ora sul mio “trono su ruote” davanti al PC muto. Senza maschera, come Barbie.

Sento la voce di mia zia, una delle poche mie radici materne nella mia terra di Puglia. Prima che possa rendermene conto sono risucchiata dai ricordi dei bellissimi giorni trascorsi insieme l’estate scorsa.

È come rientrare nel grembo di mia madre, della terra, del sangue, della gioia e del dolore. Un impasto di umana esistenza che genera e si sovrappone al grigio presente.

Sono pochi momenti eppure sembrano lunghissimi. Tanto basta per sentire e capire che c’è stato davvero un prima e che c’è un adesso. È DOLORE per ciò che ho finora vissuto, l’assurdità di questo presente ed aspettare “il giorno che verrà”.

Guarirò. Guariremo. E avremo parecchie ferite da curare. 

Amerò il mio dolore, guarderò le cicatrici e, osservandole come fotografie, ricorderò a me stessa di essere viva.

Un abbraccio fraterno e una dedica. Sempre Vicky!

 

8 aprile 2020 Posted by | Anima, Diritti umani, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, social | , , , , , , , , , | 29 commenti

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