Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

John Lennon

Risultati immagini per notte stellata

La musica bella accompagna la mia notte fatta di pensieri, emozioni, battiti, sensi…

Ciao a tutti, sempre Vicky.

 

 

 

27 giugno 2017 Posted by | amore, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , | 26 commenti

Le mani.

In questa sera di silenzio, attesa, un po’ di nostalgia mi sono ritrovata.
Questa sono io. Mi presento agli amici follower, blogger e lettori che mi accompagnano da poco in questo bellissimo viaggio.
Sempre Vicky.

Vincenza63's Blog

C’era una volta… la mia storia. La racconto senza rispettare una cronologia, attraverso le mie mani, come la direbbe una persona che amava cantare e alla quale hanno rubato la voce o solo il fiato… Questa è stata sostituita in parte dai segni, ma quali di questi sa e può esprimere emozioni? Ho perso le parole… ho perso le mie mani. Percorro insieme a te che leggi questo viaggio. Ogni tanto mi guarderò alle spalle, oppure con un balzo in avanti.

Non avercela con me. Perchè tu e io siamo il viaggio. Il più difficile. Il più bello.

Sali, voglio parlarti di alcune cose in libertà, senza aver paura di giudizi oppure solo per dirti che io non sono solo quella che vedi, ma che ho avuto un passato e desidero un futuro proprio come te… solo che vorrei spiegarti che ci sono cose che non potrò più dirti con le mani…

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14 aprile 2017 Posted by | Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , | 9 commenti

Dieci

 

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Venezia, compleanno

 

Uno. Il minuto passato tra l’istante in cui ci siamo guardati e quello in cui ho visto il tuo sorriso per me perfetto, per niente oscurato da tante cose e persone intorno.

Due. I secondi di perplessità che ho avuto nello scambiare con te il numero di cellulare.

Tre. I giorni che sono passati prima che ci ritrovassimo davanti a un caffè molto lungo, tanto quanto bastava per imparare il tuo viso e il suono della tua voce.

Quattro. Più o meno l’ora del pomeriggio in cui ti incontravo, sempre più spesso. La giornata di lì a poco sarebbe sembrata sempre più lunga fino al momento del tuo arrivo.

Cinque. Le dita della tua mano che mi ha accarezzato la prima volta. Mi sono sentita fiore e tu, in realtà, mi chiamavi così quando mi scrivevi messaggi.

Sei. I tuoi giorni lavorativi fino all’anno scorso. Poi quasi un giorno intero da passare insieme, con le ore che volavano.

Sette. Le note che fanno da intreccio alla nostra storia, la musica che abbiamo ascoltato, quella che continuiamo a conoscere, che ci avvicina e ci allontana secondo i gusti.

Otto. L’ora in cui di solito arriva l’infermiera di sabato. Non ti ho mai sentito sbuffare e innervosirti per il sonno interrotto, per l’intimità rubata e molto altro ancora.

Nove. I mesi necessari per partorire il figlio che non potrò mai darti. Ti basterà che io sia “la tua bambina”?

Dieci. È il voto che do alla tua pazienza, a volte anche troppo saggia rispetto alla mia irrequietezza e inquietudine.

Dedicato.

 

 

Sempre stregata dalla luna, sempre Vicky.

24 gennaio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | Lascia un commento

Pelle

Mare rosa solcato da mani.
Ogni onda e ogni increspatura sono segni e tracce dei brividi,
solchi lasciati dall’aratro.
Alba e tramonto lo stesso colore su di me.
Ogni piccolo forellino ponte tra tocco ed emozione.

Tu mi sfiori.
Io ci sono. Tutta.
Seta della creazione che corre su alture
e su tratti pianeggianti.

Ogni volta un viaggio, sempre nuovo e sconosciuto
su quest’organo tutto da suonare.
Lascia che ti faccia dono di questa armonia,
con le sue impennate improvvise, le sue accelerazioni e le sue soste.

Vibrami addosso quando sei in cima.
Parlami piano ora.
Sto ascoltando il silenzio della tua.

Sempre Vicky.

15 dicembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , | 30 commenti

Pagina

 (Google)

Per chi non la conoscesse o non l’avesse letta, questa è la motivazione della mia pagina Facebook “Io, l’altra”

“Conosciamoci, dialoghiamo… le parole contano. Si semina amicizia, amore, stima.

‘Io, l’altra’ ha un doppio significato. Il primo è la diversità in senso fisico, sociale, culturale che io vedo come differenza e ricchezza. Il secondo, ‘altro’ dal primo è che io sono l’altra rispetto alle donne ufficiali e ‘istituzionali’. Qualcuno mi ha detto che dovrei nascondermi e vergognarmi. Perchè? Non si accetta che il proprio uomo/donna pensi a un’altra, figuriamoci se per giunta è ritenuta inferiore!
Io, onestamente, sorrido. E mi sorprende l’ipocrisia.

Chiunque è il benvenuto e mio compagno di viaggio.”

La rileggo oggi dopo un anno e dieci mesi. Confermo. Quanto è accaduto… eppure apparentemente nulla è cambiato!

La persona o le persone che leggendola si erano scandalizzate non occupano più alcun posto nella mia vita. Un pensiero in particolare va a chi mi ha soffocato di gelosia da una parte e poi a chi, senza tanti fronzoli, si è piacevolmente occupato del mio benessere sessuale restando praticamente nel più totale o quasi anonimato. Al primo ho detto addio poco tempo fa, il secondo l’ho rivisto…

La storia della mia pagina corre quasi parallela a quella di questo blog e della mia vita. Tanti eventi affollano la mia mente ma il principale è questo: io mi sento AMORE. Senza condizioni, senza distinzioni, senza ombre. Regalato. Per alcuni sprecato.

Non la penso così. Neanche oggi, tuttora single eppure non triste e sola.

Mi sto riaffacciando sul mondo. Era lì che aspettava anche me.

Sempre Vicky!

https://www.youtube.com/watch?v=7rJkRaE6erM

8 novembre 2013 Posted by | Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 26 commenti

Gambe/2013

 (Google)

Oggi, dopo quasi 18 anni in cui sta seduta tutti i giorni per tutto il giorno, Vicky ha guardato alle sue gambe con sguardo diverso. Ogni tanto le capita di osservare il proprio corpo cambiato da un’altra prospettiva, con un’altra impostazione mentale e non solo. Basta cambiare l’oggetto verso il quale dirige la sua attenzione, gli occhi, i pensieri… le emozioni che emergono.

Guarda le sue gambe Vicky. Poi lancia un’occhiata fuori, in quella piazza di Milano dove tutti corrono appresso al tram per non perderlo. E si ritrova catapultata nel passato improvvisamente, ricorda quando anche lei correva come una pazza per non perdere la metro, saltando da una persona all’altra. Ha sempre avuto fretta, come se la sua vita fosse legata a quel vagone che fuggiva. Riusciva a correre anche quando portava i tacchi, ci era cresciuta sopra, le erano amici. Oggi ha pensato: “Se fossi in piedi sulle mie gambe con la moda corrente con tacchi da 12 cm sarei un gigante di un metro e ottanta!”

Ha appena finito di formulare questo pensiero che due grosse lacrime scendono spontaneamente sul viso. Una per ogni tacco. Una per ogni piede. Una per ogni gamba… È sommersa dalla nostalgia di quella corsa spesso inutile eppure… sente come allora il cuore battere forte per la fatica ma è solo emozione, solo… nessuno si accorge del piccolo grande dramma che la sta travolgendo, tutto si svolge sul palcoscenico di quella sua stanza piccola e segreta dove tiene gioie e dolori solo per se stessa.

Guarda le gambe delle donne Vicky. Si ritrova a esaminare un campionario umano fuori da sé. Si sofferma a guardare delle gambe decisamente imbruttite da un paio di collant dal colore demodé. Ne guarda la forma. Il polpaccio non è molto femminile. Ne segue l’andatura. Non attira gli sguardi, per i suoi gusti. Poi osserva con attenzione quella che sembra essere una ragazza cinese ferma sul marciapiede. Il corpo è magrissimo, le gambe anche. Ciò nonostante è bellissima e  il richiamo femminile che emana da lei, contrariamente alla sua apparenza androgina, è irresistibile. Se solo fosse un uomo… Torna a guardare le sue gambe Vicky. Non le trova brutte, solo irrimediabilmente FERME e incapaci di generare calore. Questa è la realtà. Questa è la sorgente dalla quale sgorgano due piccole stelle che illuminano il suo viso cupo da quel momento.

Non sente invidia Vicky. È solo la realtà, lei è diversa.  Uno schiaffo all’improvviso l’ha colpita, si va ad aggiungere a molti altri invisibili ma non per questo meno  dolorosi. Non è una scoperta di oggi, naturalmente, ma ogni volta in cui la consapevolezza emerge violentemente e improvvisamente è come se accadesse un nuovo piccolo risveglio. La sua mente si adegua alle sue gambe e viceversa. Devono innamorarsi l’una delle altre ancora e ancora prima di accettare di convivere per sempre.

Nelle relazioni con gli uomini Vicky non si è mai sentita fisicamente brutta, anzi alcuni hanno espresso il piacere di ammirarla, apprezzando anche le sue gambe immobili ma belle ai loro occhi. Uno di loro in particolare la fa sentire sexy e desiderabile, soprattutto quando muove il suo corpo come a lei piace… pur non essendo in grado di farlo autonomamente. Le sue gambe in certi momenti prendono vita, le è ancora nascosto il motivo per cui succede. Questo è il bello e il mistero dell’attrazione… ancora viva dopo tempo.

Con questo pensiero che le riscalda il cuore Vicky scende dal tram e si sente misteriosamente leggera nonostante porti appresso ogni giorno il bagaglio di se stessa. È tempo di concedersi ancora alla vita e farlo al meglio che può, con la femminilità che supera in modo fantastico l’apparenza. Ora può correre per non perdere il suo pullman!

Uno dei miei video clip preferiti in tema di gambe. Sempre Vicky!

18 ottobre 2013 Posted by | Corpo, Esperienze, Idee, Sentimenti | , , , , | 34 commenti

Colpo di fulmine

Così è successo...

Così è successo…

Sei entrato nella mia vita così.
Hai scosso tutti i sensi.
Anche quelli sconosciuti.

Non mi hai trafitto.
Hai illuminato tutto.
Incenerito le mie resistenze.

Ti resto dentro.
Vivo della tua energia.
Ti regalo e ti passo la mia.

Restiamo in contatto.
Fondente Eros.
L’hai fatto.

Sempre tua. Sempre Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=NZcDuV4UaSc

11 giugno 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 21 commenti

Harem/3 Evoluzione

 (Google)

Potrai mai accettare queste nuove regole oppure, forse per te peggio, nessuna regola?

Ho creduto potessi “amarmi” fino a questo punto, cioè aprire il nostro rapporto ad altri rendendolo universale, fertile, distaccato delle passioni terrene così basse da imprigionarci. Detto da me fa ridere ma… cerchiamo di muovere insieme ai primi passi.
Il nemico più inatteso e forse imprevedibile è la gelosia. Mi piace chiamare le cose col loro nome, perché nel momento in cui do loro nome le sottometto biblicamente  e intellettualmente. Divento signora e padrona delle mie emozioni più nascoste, soprattutto di quelle che non confesserei a nessuno, tantomeno a te che amo.

Tutto fila liscio, si fa per dire viste le mille difficoltà  di conciliare tempi di persone, finché ognuno ignora l’esistenza dell’altro o – perché no? – dell’altra. Si pensa ma non si dice, non si fanno domande, si fa finta di non sapere.

Questo non è harem… questo è un classico tradimento tollerato per secoli, millenni… l’importante è che il velo resti a coprire ciò che non si deve vedere o meglio a far intravedere senza avere la certezza dell’occhio nitido. Squarcio questo velo  come quello di un tempio per violarlo e vedere e mostrare finalmente la verità.

Io non ho paura. Sono la sacerdotessa dell’Amore, a lui solo render servizio, non sentendomi sottomessa, inferiore ma elevata a creatura sacra, universalmente disponibile e per questo definitivamente agli occhi della società sola.

Ho rischiato di cadere in questa suggestione e di non poterne più uscire. Perché… lo sappiamo tutti, omologarsi, adeguarsi fa sentire sicuro, protetti. Io non mi sento affatto così. Io mi sento irrimediabilmente debole e vulnerabile.

Questa la mia riflessione frutto di un periodo di esperienza di questa nuova dimensione di vita. Accetto con dolore la mia solitudine perché sacrificata sull’altare del mio Io ultimo perché tutti possano “nutrirsi” di me. Quella vera, non il frutto della proiezione di idee o aspettative altrui sulla mia persona. Non sono un fantasma, sono una Donna. Diversa, sempre Donna.

Alla prossima, sempre Vicky!

2 dicembre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , | 12 commenti

Le coccole.

Ho voglia di te. Non del tuo corpo…non solo. Di te, che sei l’altro o l’altra. Fuori da me. Sei il centro dei miei pensieri, oggetto e soggetto di calore, vicinanza, effusioni. Le coccole sono per te. Puoi riceverle quando vuoi. Puoi darmele appena puoi. Aspetto.
Tutta l’umanità è in attesa di questo travagliato parto globale che unisca l’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Non è misurabile, eppure c’è chi da’ vite, patrimoni, onore per avere in cambio ciò che resta l’ultimo altare, l’ultimo angolo segreto da scambiarsi: il proprio sè.
Da dare attraverso i sensi, i cinque fisici e quelli innumerevoli fatti di intuito, scintille, aria da scambiarsi a fior di labbra… Con un bacio oppure una carezza al cuore sussurrata piano piano al tuo orecchio, che tu sia amante o amico…in tutta la tua sacralità ti chiedo: mettimi al centro… mettiti al centro…anche per quel momento che mi faccia sentire di essere viva perchè ho donato. Quell’attimo in cui sono felice di esistere perchè ti ho ricevuto.

Non lasciamoci. Teniamoci in ‘contatto’ fino alla fine. Come i cuccioli d’uomo che non vivono che di questo…un abbraccio ci accoglie quando entriamo nella vita, un altro ci saluta quando ne usciamo. E’ il nostro desiderio che manteniamo lungo tutto il viaggio. Ti tocco, con le mani, con lo sguardo, col respiro, col pensiero. E tu cerchi le mie stesse cose.

Siamo soli. Ma…nell’intervallo tra l’istante in cui il palmo della Mano della Vita ci ha infilato in quella fessura dell’io che chiamiamo cuore,  perchè fossimo ‘noi’ e non più ‘io’ e generassimo contatti d’amore gli uni con gli altri…siamo in cerca e abbiamo continuamente nostalgia. Fino all’ultimo tocco, fino all’ultimo respiro. E’ questa la felicità?

Una certezza emerge ripensando, fermandomi a osservarti…a guardarmi in giro.

L’affare del secolo non è il petrolio. La scommessa della finanza e degli investitori è il bisogno di benessere dell’umanità. Sono le coccole negate. Sono le carezze rubate. Sono gli abbracci strappati. Siamo dilaniati e morti dentro… e il Grande Investitore, che ben conosce le debolezze umane come anche le forze che esse generano quando unite strettamente le une alle altre, ci vende la più grande illusione: poter comprare amore e tenerezza!

I nuovi templi sono i centri benessere, dove l’Io-Dio viene adorato e curato. Purchè paghi il prezzo, confondendo il benessere con la felicità.
Mani sapienti stuzzicano il corpo, saziano momentaneamente la sete di attenzioni e di ascolto che uno porta come bagaglio con sè, oltre alla carta di credito. Quanto dura il beneficio di questa nuova prostituzione del nostro cuore, della nostra mente e del nostro spirito? Il nuovo mercato che si è aperto è immenso… quanto la fame moderna del mondo grasso e opulento.

Penso. Se in fondo a un vicolo apparentemente cieco ci chiediamo quale sarà il nostro futuro, non abbiamo che da aprire gli occhi sul nostro presente.
Abbiamo disperatamente bisogno d’amore. E spesso paghiamo un prezzo per averlo. Qualunque esso sia è troppo alto. E’ una fame interiore ed esteriore che ci accomuna trasversalmente… Lasciamoci afferrare, abbracciare, coccolare e restituiamo quanto ricevuto!

Un abbraccio, sempre Vicky!

18 agosto 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 18 commenti

Il sesso negato

Dopo aver visto queste scene sento due onde diverse: una mi schiaccia e mi sommerge, l’altra mi porta su e mi fa affiorare violentemente. Ho bisogno di scrivere e non fermarmi. Non posso. Eccola, la sento arrivare…la  tenerezza mi scioglie, la sensualità mi coinvolge, non posso restare indifferente… è una scena erotica, dolce, passionale, eccitante. Si interrompe bruscamente, con l’irrompere di un’estranea a quel momento, una che getta fango e sporca tutta la carica di Bellezza scandalosamente nuda. Ora la rabbia mi scoppia dentro, non voglio tenerla, io persone come questa stronza ipocrita le picchierei con il solo mio sguardo di disprezzo estremo.

La mia natura non violenta prevale e… piango.

La tentazione di entrare nel corpo, nel cuore, nella vita della DONNA del film è troppo forte… e io poi so com’è e ho voglia di raccontarlo senza tabu.

Sono una persona fortunata. Ho un corpo quasi completamente fermo, ma dall’aspetto normale, per molti uomini attraente. Anche per alcune donne, ad essere sincera fino in fondo. Chi mi conosce sa che non posso usare le dita delle mani, però sa anche che posso accarezzare molto dolcemente. Come la donna-femmina del film. Avete visto il suo sguardo quando, finalmente nuda, è accarezzata ed eccitata? E’ lo sguardo di una ragazza che vuole godere, in modo totale, senza aspettare, senza pietismi. Desidera baci, carezze, tutto.
Quando quell’uomo così intelligente da vederla donna la farà venire, sarò con lui ad assaporare la gioia che tutto il sesso desiderato e donato può dare.

In molti, in modo simile alla suddetta stronza che irrompe nella stanza, non riconoscono alle persone bis-abili il diritto ad avere una vita sessuale, ancorchè una sentimentale.

Qual è la sorprendente Bellezza di questa sequenza e della vita in generale, anche della mia?

Cari bigotti e ipocriti, che storcerete le labbra e distoglierete lo sguardo dalla nudità offensiva perchè non canonicamente bella dell’attrice chiamata puttanella, ho una cosa da dirvi dal profondo del cuore, anzi due. Non osate più toccare i nostri corpi come se non sentissimo stimoli – le donne continuano ad avere un clitoride, gli uomini il proprio pene – e siate rispettosi quando ci lavate, ci asciugate e ci toccate per qualsiasi motivo… il nostro corpo è vivo! Infine… l’insegnamento che questa piccola grande donna dà è una cosa quasi terribile, soprattutto agli occhi di chi vuole legare e incatenare, o peggio, impasticcare: il piacere lei lo conquista, non ne chiede il permesso a nessuno.

Quanto è sfacciatamente sexy!

Sempre dolce e appassionata, sempre Vicky!

28 maggio 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , | 29 commenti

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