Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Harem/3 Evoluzione

 (Google)

Potrai mai accettare queste nuove regole oppure, forse per te peggio, nessuna regola?

Ho creduto potessi “amarmi” fino a questo punto, cioè aprire il nostro rapporto ad altri rendendolo universale, fertile, distaccato delle passioni terrene così basse da imprigionarci. Detto da me fa ridere ma… cerchiamo di muovere insieme ai primi passi.
Il nemico più inatteso e forse imprevedibile è la gelosia. Mi piace chiamare le cose col loro nome, perché nel momento in cui do loro nome le sottometto biblicamente  e intellettualmente. Divento signora e padrona delle mie emozioni più nascoste, soprattutto di quelle che non confesserei a nessuno, tantomeno a te che amo.

Tutto fila liscio, si fa per dire viste le mille difficoltà  di conciliare tempi di persone, finché ognuno ignora l’esistenza dell’altro o – perché no? – dell’altra. Si pensa ma non si dice, non si fanno domande, si fa finta di non sapere.

Questo non è harem… questo è un classico tradimento tollerato per secoli, millenni… l’importante è che il velo resti a coprire ciò che non si deve vedere o meglio a far intravedere senza avere la certezza dell’occhio nitido. Squarcio questo velo  come quello di un tempio per violarlo e vedere e mostrare finalmente la verità.

Io non ho paura. Sono la sacerdotessa dell’Amore, a lui solo render servizio, non sentendomi sottomessa, inferiore ma elevata a creatura sacra, universalmente disponibile e per questo definitivamente agli occhi della società sola.

Ho rischiato di cadere in questa suggestione e di non poterne più uscire. Perché… lo sappiamo tutti, omologarsi, adeguarsi fa sentire sicuro, protetti. Io non mi sento affatto così. Io mi sento irrimediabilmente debole e vulnerabile.

Questa la mia riflessione frutto di un periodo di esperienza di questa nuova dimensione di vita. Accetto con dolore la mia solitudine perché sacrificata sull’altare del mio Io ultimo perché tutti possano “nutrirsi” di me. Quella vera, non il frutto della proiezione di idee o aspettative altrui sulla mia persona. Non sono un fantasma, sono una Donna. Diversa, sempre Donna.

Alla prossima, sempre Vicky!

2 dicembre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , | 14 commenti

Le coccole.

Ho voglia di te. Non del tuo corpo…non solo. Di te, che sei l’altro o l’altra. Fuori da me. Sei il centro dei miei pensieri, oggetto e soggetto di calore, vicinanza, effusioni. Le coccole sono per te. Puoi riceverle quando vuoi. Puoi darmele appena puoi. Aspetto.
Tutta l’umanità è in attesa di questo travagliato parto globale che unisca l’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Non è misurabile, eppure c’è chi da’ vite, patrimoni, onore per avere in cambio ciò che resta l’ultimo altare, l’ultimo angolo segreto da scambiarsi: il proprio sè.
Da dare attraverso i sensi, i cinque fisici e quelli innumerevoli fatti di intuito, scintille, aria da scambiarsi a fior di labbra… Con un bacio oppure una carezza al cuore sussurrata piano piano al tuo orecchio, che tu sia amante o amico…in tutta la tua sacralità ti chiedo: mettimi al centro… mettiti al centro…anche per quel momento che mi faccia sentire di essere viva perchè ho donato. Quell’attimo in cui sono felice di esistere perchè ti ho ricevuto.

Non lasciamoci. Teniamoci in ‘contatto’ fino alla fine. Come i cuccioli d’uomo che non vivono che di questo…un abbraccio ci accoglie quando entriamo nella vita, un altro ci saluta quando ne usciamo. E’ il nostro desiderio che manteniamo lungo tutto il viaggio. Ti tocco, con le mani, con lo sguardo, col respiro, col pensiero. E tu cerchi le mie stesse cose.

Siamo soli. Ma…nell’intervallo tra l’istante in cui il palmo della Mano della Vita ci ha infilato in quella fessura dell’io che chiamiamo cuore,  perchè fossimo ‘noi’ e non più ‘io’ e generassimo contatti d’amore gli uni con gli altri…siamo in cerca e abbiamo continuamente nostalgia. Fino all’ultimo tocco, fino all’ultimo respiro. E’ questa la felicità?

Una certezza emerge ripensando, fermandomi a osservarti…a guardarmi in giro.

L’affare del secolo non è il petrolio. La scommessa della finanza e degli investitori è il bisogno di benessere dell’umanità. Sono le coccole negate. Sono le carezze rubate. Sono gli abbracci strappati. Siamo dilaniati e morti dentro… e il Grande Investitore, che ben conosce le debolezze umane come anche le forze che esse generano quando unite strettamente le une alle altre, ci vende la più grande illusione: poter comprare amore e tenerezza!

I nuovi templi sono i centri benessere, dove l’Io-Dio viene adorato e curato. Purchè paghi il prezzo, confondendo il benessere con la felicità.
Mani sapienti stuzzicano il corpo, saziano momentaneamente la sete di attenzioni e di ascolto che uno porta come bagaglio con sè, oltre alla carta di credito. Quanto dura il beneficio di questa nuova prostituzione del nostro cuore, della nostra mente e del nostro spirito? Il nuovo mercato che si è aperto è immenso… quanto la fame moderna del mondo grasso e opulento.

Penso. Se in fondo a un vicolo apparentemente cieco ci chiediamo quale sarà il nostro futuro, non abbiamo che da aprire gli occhi sul nostro presente.
Abbiamo disperatamente bisogno d’amore. E spesso paghiamo un prezzo per averlo. Qualunque esso sia è troppo alto. E’ una fame interiore ed esteriore che ci accomuna trasversalmente… Lasciamoci afferrare, abbracciare, coccolare e restituiamo quanto ricevuto!

Un abbraccio, sempre Vicky!

18 agosto 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 18 commenti

Il sesso negato

Dopo aver visto queste scene sento due onde diverse: una mi schiaccia e mi sommerge, l’altra mi porta su e mi fa affiorare violentemente. Ho bisogno di scrivere e non fermarmi. Non posso. Eccola, la sento arrivare…la  tenerezza mi scioglie, la sensualità mi coinvolge, non posso restare indifferente… è una scena erotica, dolce, passionale, eccitante. Si interrompe bruscamente, con l’irrompere di un’estranea a quel momento, una che getta fango e sporca tutta la carica di Bellezza scandalosamente nuda. Ora la rabbia mi scoppia dentro, non voglio tenerla, io persone come questa stronza ipocrita le picchierei con il solo mio sguardo di disprezzo estremo.

La mia natura non violenta prevale e… piango.

La tentazione di entrare nel corpo, nel cuore, nella vita della DONNA del film è troppo forte… e io poi so com’è e ho voglia di raccontarlo senza tabu.

Sono una persona fortunata. Ho un corpo quasi completamente fermo, ma dall’aspetto normale, per molti uomini attraente. Anche per alcune donne, ad essere sincera fino in fondo. Chi mi conosce sa che non posso usare le dita delle mani, però sa anche che posso accarezzare molto dolcemente. Come la donna-femmina del film. Avete visto il suo sguardo quando, finalmente nuda, è accarezzata ed eccitata? E’ lo sguardo di una ragazza che vuole godere, in modo totale, senza aspettare, senza pietismi. Desidera baci, carezze, tutto.
Quando quell’uomo così intelligente da vederla donna la farà venire, sarò con lui ad assaporare la gioia che tutto il sesso desiderato e donato può dare.

In molti, in modo simile alla suddetta stronza che irrompe nella stanza, non riconoscono alle persone bis-abili il diritto ad avere una vita sessuale, ancorchè una sentimentale.

Qual è la sorprendente Bellezza di questa sequenza e della vita in generale, anche della mia?

Cari bigotti e ipocriti, che storcerete le labbra e distoglierete lo sguardo dalla nudità offensiva perchè non canonicamente bella dell’attrice chiamata puttanella, ho una cosa da dirvi dal profondo del cuore, anzi due. Non osate più toccare i nostri corpi come se non sentissimo stimoli – le donne continuano ad avere un clitoride, gli uomini il proprio pene – e siate rispettosi quando ci lavate, ci asciugate e ci toccate per qualsiasi motivo… il nostro corpo è vivo! Infine… l’insegnamento che questa piccola grande donna dà è una cosa quasi terribile, soprattutto agli occhi di chi vuole legare e incatenare, o peggio, impasticcare: il piacere lei lo conquista, non ne chiede il permesso a nessuno.

Quanto è sfacciatamente sexy!

Sempre dolce e appassionata, sempre Vicky!

28 maggio 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , | 29 commenti

Le coccole.

Ho voglia di te. Non del tuo corpo…non solo. Di te, che sei l’altro o l’altra. Fuori da me. Sei il centro dei miei pensieri, oggetto e soggetto di calore, vicinanza, effusioni. Le coccole sono per te. Puoi riceverle quando vuoi. Puoi darmele appena puoi. Aspetto.
Tutta l’umanità è in attesa di questo travagliato parto globale che unisca l’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Non è misurabile, eppure c’è chi da’ vite, patrimoni, onore per avere in cambio ciò che resta l’ultimo altare, l’ultimo angolo segreto da scambiarsi: il proprio sè.
Da dare attraverso i sensi, i cinque fisici e quelli innumerevoli fatti di intuito, scintille, aria da scambiarsi a fior di labbra… Con un bacio oppure una carezza al cuore sussurrata piano piano al tuo orecchio, che tu sia amante o amico…in tutta la tua sacralità ti chiedo: mettimi al centro… mettiti al centro…anche per quel momento che mi faccia sentire di essere viva perchè ho donato. Quell’attimo in cui sono felice di esistere perchè ti ho ricevuto.

Non lasciamoci. Teniamoci in ‘contatto’ fino alla fine. Come i cuccioli d’uomo che non vivono che di questo…un abbraccio ci accoglie quando entriamo nella vita, un altro ci saluta quando ne usciamo. E’ il nostro desiderio che manteniamo lungo tutto il viaggio. Ti tocco, con le mani, con lo sguardo, col respiro, col pensiero. E tu cerchi le mie stesse cose.

Siamo soli. Ma…nell’intervallo tra l’istante in cui il palmo della Mano della Vita ci ha infilato in quella fessura dell’io che chiamiamo cuore,  perchè fossimo ‘noi’ e non più ‘io’ e generassimo contatti d’amore gli uni con gli altri…siamo in cerca e abbiamo continuamente nostalgia. Fino all’ultimo tocco, fino all’ultimo respiro. E’ questa la felicità?

Una certezza emerge ripensando, fermandomi a osservarti…a guardarmi in giro.

L’affare del secolo non è il petrolio. La scommessa della finanza e degli investitori è il bisogno di benessere dell’umanità. Sono le coccole negate. Sono le carezze rubate. Sono gli abbracci strappati. Siamo dilaniati e morti dentro… e il Grande Investitore, che ben conosce le debolezze umane come anche le forze che esse generano quando unite strettamente le une alle altre, ci vende la più grande illusione: poter comprare amore e tenerezza!

I nuovi templi sono i centri benessere, dove l’Io-Dio viene adorato e curato. Purchè paghi il prezzo, confondendo il benessere con la felicità.
Mani sapienti stuzzicano il corpo, saziano momentaneamente la sete di attenzioni e di ascolto che uno porta come bagaglio con sè, oltre alla carta di credito. Quanto dura il beneficio di questa nuova prostituzione del nostro cuore, della nostra mente e del nostro spirito? Il nuovo mercato che si è aperto è immenso… quanto la fame moderna del mondo grasso e opulento.

Penso. Se in fondo a un vicolo apparentemente cieco ci chiediamo quale sarà il nostro futuro, non abbiamo che da aprire gli occhi sul nostro presente.
Abbiamo disperatamente bisogno d’amore. E spesso paghiamo un prezzo per averlo. Qualunque esso sia è troppo alto. E’ una fame interiore ed esteriore che ci accomuna trasversalmente… Lasciamoci afferrare, abbracciare, coccolare e restituiamo quanto ricevuto!

Un abbraccio, sempre Vicky!

27 ottobre 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 11 commenti

Something beautiful 6/Il profumo.


Ti ricordo. Il profumo della pelle.
Così come è vivo il suono della voce. Fresco il sapore delle labbra. Caldo il tocco delle mani. Dolce lo sguardo che si posa.
Tutto questo sei tu.

Ti sento.
Non hai bisogno di indossare essenze. Mi basta la tua.
Se solo chiudo gli occhi… eccoti, ci sei.
Come un incantatore mi attiri… un passo indietro con la memoria e uno avanti col desiderio.
Mi manchi.

Ti sento.
Attraverso le tue mani che si prendono cura di me.
La crema che stendi sul mio corpo diventa una con il profumo e il calore delle mani.
Essenza nuova, per gli altri formula sconosciuta.
Se solo sapessero sentire nell’aria… Non sarebbe più una cosa da fare, ma un piacere da scambiarsi.

Ti sento.
Ancora il cuoio che stai tagliando per me diventa vivo tra le tue mani per costruire una cosa nuova,
che solo la fantasia dell’amore utile e pratico sa inventare, per regalare una libertà in più…
Tutte le volte che uso quell’oggetto per gli altri strano per aiutarmi a mangiare… ci sei tu.
Se solo sapessero quanto conta questo profumo, più dell’odore del cibo… vorrebbero imparare la felicità che procura.

Ti sento.
Sei il tuo corpo con il mio, profumo unico e irripetibile.
Tutte le volte in cui sono l’unica donna al mondo diversamente bella, assolutamente desiderabile, dal profumo unico…
Ci sei.
A tutti quelli che non smettono di sperimentare. E vivere. Sempre Vicky.

10 gennaio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 11 commenti

Something beautiful 4/L’ascolto.

 

Eccomi qui. Sono davanti, a fianco, addosso a te. Mi senti? Mi metterò di fronte a te, per capire se mi stai seguendo, se riesco a comunicare con te, se anche oggi avverrà questo miracolo.

Devo raccontarti una cosa buffa e drammatica allo stesso tempo. Mia madre ha quasi 84 anni ed è ipo-udente, cioè quasi sorda. Tu puoi capire di cosa parlo… Quando viene a casa mia la tv mi fa impazzire, per avere una conversazione spendo tutto il poco fiato che ho… Il lato drammatico: dovessi sentirmi male e non poter gridare?

Torno a seguire la scia dei miei precedenti post sui nostri sensi. Voglio iniziare dall’immagine sopra. Un classico, direi. Accostare una conchiglia all’orecchio per sentire il rumore del mare… La fantasia, la nostra mente, il nostro corpo ci vengono in aiuto se solo ci lasciamo andare e ‘stiamo in ascolto’. Non a caso ho dato il titolo ‘L’ascolto’ e non ‘L’udito’ a questo pezzo.

Provo sempre a fare i miei tentativi per raggiungere l’altro, in questo caso chi sta apparentemente nel silenzio.

A cosa potrei paragonare il rumore della conchiglia? O meglio il rumore del mare? Metto due tappi nelle orecchie per immergermi nel silenzio, tenendo sempre presente che io quei tappi li posso togliere e tornare a udire i suoni, tutti. Non devo dimenticarlo…

Riguardo il linguaggio del mio corpo balza subito nella mia memoria un particolare, meraviglioso e da non trascurare: il linguaggio dei segni… In una coppia lo trovo così intimo, sensuale, solo per il fatto di rimandare ad altro… E poi, cosa molto più bella, il guardarsi, non poterlo evitare per essere attenti a recepire il messaggio, non parlare distrattamente. Sto ‘parlando’ a te, guardami. Bellissimo.

Oddio, se fossi sorda non potrei usare neppure quello! Lascerò sciogliere ancora di più la mia fantasia.

Tutto il nostro corpo parla, comunica. Anche il mio. Basta l’attenzione, l’amore, la passione di volerlo fare. Torno all’esempio della conchiglia. Cosa posso paragonare a quel rumore che non posso udire? Qualcosa che posso ‘sentire’ sulla pelle o nell’orecchio: l’aria, emessa forte come il vento oppure incalzante come la passione, o ancora leggera come un soffio per esprimere la delicatezza della conchiglia o il sussuro di una voce. L’aria, il sospiro, il soffio che tutto il corpo può percepire, anche se non ne può udire il suono. ‘Sentire’ che qualcuno ci comunica amore con l’intensità e il calore del respiro è un linguaggio nuovo. Come sempre nuovo è il nostro spirito, la nostra mente che guidano il corpo in luoghi sconosciuti ma raggiungibili.

Penso ingenuamente al linguaggio che inventerei con il mio partner. Ridete se vi va… Io stessa lo sto facendo! Usare per esempio un codice ‘nostro’: un soffio per dirti ‘va bene così’, due per dirti ‘bellissimo’ e così via… Non ci sono limiti.

Da ultimo, in questa riflessione, ma non per importanza sentire il corpo dell’altro con le carezze, i baci, le strette, i battiti, il respiro, i muscoli e allo stesso modo comunicare anche non verbalmente – in caso non ci si possa guardare – se e quanto apprezziamo il contatto, il tocco… tutto. Niente è escluso.

Tolgo i tappi. Ritorno nel mondo delle onde sonore. Mi accorgo che sono appena tornata da un’altra dimensione, diversa ma così attraente. Una vera scuola, questa, per capire che siamo attraversati da una moltitudine non udibile di onde e che noi… potremmo essere quella bellissima conchiglia!

Un brano dedicato a chi voglia provare a comunicare con intensità e ritmi diversi. Con fantasia. Sempre Vicky.

 

13 ottobre 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 8 commenti

Something beautiful 3/Lo sguardo.

Si possono dire mille cose con uno sguardo. Oppure lo sguardo è assente, non è mai esistito.
Penso a tante frasi fatte, troppi luoghi comuni… Uno per tutti: Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Che dire per chi uno sguardo consapevole e volontario non ce l’ha più oppure non l’ha mai posseduto? Che non possiede un’anima da rivelare?

Cosa si può immaginare di più bello, stimolante, tenero di uno sguardo che ti avvolge o che ti attraversa da parte a parte per la sua profondità ed intensità… Eppure, qualcosa ci deve pur essere! Parto verso quest’altra meta.

Come nei due precedenti post, mi isolo e provo ad immergermi in questa dimensione sconosciuta. Devo resistere e restarci il più a lungo possibile, provando la stessa angoscia e mancanza di via d’uscita che provai quindici anni fa quando mi dissero con tre parole: Non camminerà più… Non è difficile, non per me, non più.

Eccola. Arriva come un’ondata di nausea quell’orrenda sensazione, di fine-vita… Sto ferma. Mi aggrappo al mio respiro, lo assecondo. Piano piano rallenta. Il cuore pure. Sono già in ascolto del mio corpo, del linguaggio che mi vuole insegnare.

Mi esploro lentamente. Devo imparare a memorizzare la forma, la consistenza, lo spazio che occupo. Mi ricordo: il tocco viene in mio aiuto. Come riconoscere l’altro/l’altra? Molte volte ho visto, per lo più in film e qualche volta in istituti, che qualcuno si identificasse dal tocco del volto. Anche a me è successo.

Ricordo. Ammetto con vergogna che mi sono sentita a disagio e totalmente nuda e senza difese… Voglio riprovarci ora ed immedesimarmi, tentare. Mi cerco con queste mie mani, che già sono limitate, ma che hanno imparato ad essere delicate. Devo essere l’altro per me stessa ora. Cerco. Tocco i capelli, ne imparo lo spessore, la lunghezza, la forma, ne sento il profumo. Di che colore saranno? Del colore del sole, penso. Già… per chi il sole lo ha conosciuto… e gli altri?

Il calore! Lo senti il calore? Se c’è sole lo senti sulla pelle, se fuori piove io sarò il tuo sole e ti dirò: il calore che senti col contatto della mia pelle può essere per te il giallo dei miei capelli! Più il caldo del sole cresce, più il calore che ti trasmetto sale… ecco il rosso! Quello delle mie labbra per esempio. Imparo. L’imperfezione della pelle, le forme del viso, del collo e via via di tutto il mio corpo.

Un cieco esplora il corpo di una donna. Per conoscerla o riconoscerla. Questo è quello che noi ‘vedenti’ stiamo osservando. Onestamente siamo davvero ciechi. Non andiamo oltre l’apparenza. E’ un tipo di conoscenza molto personale, molto intima. Ecco, capisco, sento ora il perchè del mio disagio.

Quell’uomo, quella donna stanno facendo un’esperienza sensoriale, sessuale, erotica. Non c’è nulla di male in questo. Solo nella malizia dello sguardo di chi giudica. Perchè osserva e spia, come dal buco della serratura e non ha il coraggio di aprire quella porta!

Il cinema, ce lo insegna, ci invita a farlo. Due esempi:

   

 

In entrambi i casi la vista, o la mancanza di essa, è uno stimolo di conoscenza. Il calore, un veicolo di sensazioni, informazioni… Un universo sconosciuto dal quale a fatica esco.

Ci metto un po’ a ripredere il contatto con la realtà visibile che nulla o quasi lascia alla fantasia e all’immaginazione. Sole ricchezze di artisti a tutto tondo.

Concludo con una citazione da ‘Il piccolo principe’: NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE. L’ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI.

Dedico questo brano a tutti quelli che inizieranno finalmente un viaggio per conoscere e conoscersi, per rinascere. Sempre Vicky!

 

3 ottobre 2010 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , | 7 commenti

Signor Giudice.

 

Sono rea confessa.

 

Ho amato. Non importa se ricambiata. Sarebbe un’attenuante.
Confesso. Ho ancora amore dentro.
Ammetto. Ho ancora voglia di carezze.

Rivendico. La tenerezza è una ricchezza da dare e ricevere.
Protesto. Il sesso da’ piacere se non implorato.
Celebro. La mente e l’anima femminile pronte a generare.

La mia colpa. Sono io.
La mia pena. Ancora io.
Signor Giudice, non mi resta che la libertà!

 

 

Un abbraccio, sempre Vicky!

28 agosto 2010 Posted by | Esperienze, Sapienza | , , | 18 commenti

Ci sono tanti modi di dirlo…

Proprio così. Probabilmente molti di voi che leggono staranno scorrendo mentalmente, come rivedendo un film, le occasioni della vita in cui questa o quella cosa avrebbero voluto sentirla dire con altre parole o in un altro tono.

Come dico e mi dico sempre le parole sono importanti. I messaggi non verbali anche. Potrebbe sembrare più facile esprimersi a voce, con suoni articolati e convenzionali ma non è quasi mai così. Questo film mi ha fatto aprire un po’ di questioni circa la comunicazione in quella fase della vita in cui molti, se non tutti, gridano le proprie idee per attirare l’attenzione su di sè:

 

 

 

Dopo una scena e un dialogo (un dialogo… sì) così dolce, romantico e vero viene davvero voglia di lasciar ‘parlare’ il silenzio, quello del cuore, quello degli sguardi, degli odori… del tocco.

 

 

 

Condivido poi questo bellissimo brano eseguito da un uomo a cui davvero non manca nulla…

Dedico questo blog a tutti quelli che in seguito a un handicap (sensoriale, motorio o altro) credono di aver perso tutto e si sentono ‘figli di un dio minore’. Un grazie a loro perchè Dio conosce linguaggi che insegna a tutte le persone che amano. Con affetto, sempre Vicky.

 

5 maggio 2010 Posted by | Anima, Sentimenti | , , | 7 commenti

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