Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Pensiero

download

 

 

La mia gioia?

Una carezza data e ricevuta e un pezzo di me-pane condiviso.

Le lacrime?

Un dono che allarga il cuore.

Vita che irriga e rende fertile il sogno.

Il mio amore?

Stare accanto e fare il viaggio insieme.

Un abbraccio,

sempre Vicky!

 

 

 

17 aprile 2019 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Diritti umani, Persone | , , , , , | 20 commenti

Solitudine e essere soli

vuoto (da Google)

 

Su ispirazione di un blog che seguo,  A piedi scalzi, ho pensato di fare una breve riflessione e condividerla con chi mi legge.

Io do a “solitudine” un significato attivo, come una volontà. Questo non ci deruba della leggerezza, anzi ci aiuta a liberarci di zavorre inutili. Chi non ne ha?

Essere soli” lo percepisco invece come qualcosa di passivo, di subito, che ci mette ansia e inquietudine. Vorrei onestamente vivere la prima dimensione, ma pur illudendomi di scegliere, so già che talvolta altri lo fanno e lo faranno senza chiedere il permesso alla mia sensibilità.

Mi ritrovo così a “essere sola”.

Emerge un dubbio che diventa certezza ora: non c’è un “o” “o”, ma un “e” “e”, cioè facciamo esperienza di entrambi gli stati mentali ed emotivi. Siamo carnefici e vittime, secondo le circostanze.

In entrambe ci “muoviamo”, respiriamo e viviamo.

Come nella musica, compagna di vita. Sempre Vicky!

 

 

1 febbraio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 8 commenti

Sensibilità

 (Google)

Giorni fa una persona a cui tengo molto mi ha ferito. Mi sono detta: “Non sono una persona permalosa, sono semplicemente sensibile”. Cosa vuol dire in realtà questo? Ho così incominciato a ragionarci su a modo mio, naturalmente.

Ho cercato di dare una definizione accettabile di “sensibilità” senza essere troppo conformista o accondiscendente con me stessa.
Inspiegabilmente parto dal mio punto di arrivo… È sempre meglio ogni tanto cambiare prospettiva in modo da vedere le cose sotto una luce diversa e riceverne nuove suggestioni e spunti.

Sono arrivata alla conclusione che se rimango ferita non dipende dalla mia sensibilità, intesa in senso passivo, cioè le persone mi toccano più o meno profondamente e io di conseguenza ne rimango segnata. Al contrario sono partita da un punto di vista differente. Se, infatti, questo modo di sentire è correlato a quanto proviene dall’esterno, tanto più sarà elevata la sollecitazione tanto più dovrebbe essere proporzionata la reazione. La sensibilità, quindi, dipende non più da ciò che sento io ma dal tipo e dall’intensità della provocazione esterna, sia essa materiale che non immediatamente misurabile.

Mi tornano in mente i miei post precedenti sui sensi. In particolare quello sul tocco. Dal punto di vista puramente fisico la sensibilità è tradotta come la nostra risposta a uno stimolo esterno, una carezza per esempio. Fin qui il discorso è estremamente evidente: più la carezza è piacevole, maggiore e più intensa sarà la nostra reazione. Lo stesso naturalmente accade con uno stimolo negativo, uno schiaffo per esempio.

Nonostante però tutti i miei bei ragionamenti di cui sopra ciò che mi ha colpito di più e ferito è stato sentir dire parole profondamente sentite espresse in modo estremamente freddo e impersonale. Come una comunicazione di servizio. Tutta la teoria causa-effetto tra sollecitazione e reazione è andata in frantumi.

L’indifferenza non si addice ai sensi, né a quelli che sperimentiamo né tantomeno a quelli che desideriamo o sogniamo.

Ho una tale confusione dentro… Vorrei tanto riuscire a spiegarmi e comunicare nel modo giusto, non essere fraintesa o peggio.

Quando ti trovi di fronte a parole vuote, asettiche, che definiresti impersonali se solo non ne pagassi le conseguenze, non puoi controllare né il tuo corpo né la tua mente e il tuo cuore. Vicky è fatta così, non è frazionabile e cedibile a pezzi. Tutto o niente. Prima di tutto nel dare.

Non sopporto chi gioca con la mia vita, con i miei sogni. Questa, per Vicky, non è sensibilità. Questo è semplicemente rispetto di quella altrui.

C’è un brano di Moby che contiene le seguenti parole: “Noi siamo fatti di stelle”. Sono d’accordo con lui.

Tu distruggi la sensibilità quando ti dimentichi ciò che delle stelle è anche dentro di te. In tutti coloro che incontri per la tua strada… perché anche le stelle cadono. E non è dimostrato che sia per soddisfare un desiderio.

Mentre invece è dimostrato che le ferite avvengono. Nel nostro cuore emozionale e nella nostra mente. Questo ci fa sentire “creep”, non all’altezza delle aspettative. Un errore da non commettere più.

Sempre Vicky.

 

11 settembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Sentimenti | , , , , , , | 20 commenti

Raffaello

(Google)

Ha 15 anni da quel giorno.
Dicono che si nasca il giorno in cui
si è dati alla luce.
Lui, la luce, non l’ha mai vista.

Lei l’ha investito
con tutto il suo potere,
lo avrebbe circondato per accoglierlo.

Non può gettare il suo sguardo indietro,
gli è stato rubato.
Non può neppure guardare avanti a sè.

Hanno spazzato il passato,
hanno rubato il futuro.
Il presente invece è qui, ora.

Giustizia!

Qualcuno gli racconti i colori,
l’amore e il colore della pelle che non è sua madre,
quello del sesso che scoprirà,
del bacio che prenderà il suo cuore.

 Giustizia!

18 aprile 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone | , , , , | 16 commenti

Aver paura… eppur sentire!

Aver paura di innamorarsi troppo.

Ascolto musica.
E’ la compagna della mia vita soprattutto da quando sono sola, intendo senza l’uomo che è stato il più grande amore della mia vita.

All’improvviso arriva.
Torna.
Quel senso di vuoto, quel sentirsi non a posto, in un ruolo che non è il tuo, che non ti appartiene.
Questa prigione non sono io!

Non posso sopportarlo.
Non sono nata per rimuginare e restare a piangere sui ‘falliti amori’ e voglio ‘ubriacarmi di fiducia’ per ricominciare ancora.
Provarci.
Sono impulsiva, istintiva.
Ragionare troppo, studiare particolari, tattiche, strategie di corteggiamento e stare attenta alle parole giuste da dire… non è Vicky questa.
E’ quella che gli altri si aspettano.
Io non sono prudente.
Io non calcolo i rischi.

Non posso vivere la vita di un’altra.
Sono io.
Lascio spazio come sempre a quello che deve venire.
Ho paura.
Vorrei dire quello che non riesco a pronunciare… neppure a scrivere.
E’ un’emozione che è imprigionata.

Ascolto musica.
Battisti mi ha colta d’improvviso mentre penso a queste cose
.

Quanto ha ragione…
Si aspettano i tempi, i modi, i messaggi di amori e di amici per paura di rovinare tutto.
A volte invece accade una sincronia, una magia.
Quante volte però si sottovaluta una persona, una situazione, un sentimento solo perché non rientra nei clichè socialmente accettati?

L’uomo giusto, l’amico giusto… perfino l’io giusto, quello sfaccettato secondo chi deve affrontare.
Quello che per non rischiare non si lascia conoscere per com’è, per non deludere.
O peggio, per non restare deluso.

Ascolto il mio cuore e la sua musica.
Non accadrà più.
Il falso rispetto umano non mi impedirà più di essere me stessa, anche in queste esperienze e occasioni alle quali aprire le resistenze.

Tu… non lo sai ancora, ma sei già parte di me.
Ti ho già dentro.
Non ho alternativa.

Un regalo della vita… l’eterno albero che conta anche dopo il Natale.
Quest’anno per me è già arrivato.

Metto in circolo il mio piccolo amore perché… solo perché quello che per me conta possa arrivare.”

Da www.le-cercle.it/argomenti.php

Un eterno grazie a Dio e al poeta Lucio Battisti. Sempre Vicky…

15 dicembre 2010 Posted by | Anima, Persone, Vita nuova | , , | 18 commenti

Something beautiful 4/L’ascolto.

 

Eccomi qui. Sono davanti, a fianco, addosso a te. Mi senti? Mi metterò di fronte a te, per capire se mi stai seguendo, se riesco a comunicare con te, se anche oggi avverrà questo miracolo.

Devo raccontarti una cosa buffa e drammatica allo stesso tempo. Mia madre ha quasi 84 anni ed è ipo-udente, cioè quasi sorda. Tu puoi capire di cosa parlo… Quando viene a casa mia la tv mi fa impazzire, per avere una conversazione spendo tutto il poco fiato che ho… Il lato drammatico: dovessi sentirmi male e non poter gridare?

Torno a seguire la scia dei miei precedenti post sui nostri sensi. Voglio iniziare dall’immagine sopra. Un classico, direi. Accostare una conchiglia all’orecchio per sentire il rumore del mare… La fantasia, la nostra mente, il nostro corpo ci vengono in aiuto se solo ci lasciamo andare e ‘stiamo in ascolto’. Non a caso ho dato il titolo ‘L’ascolto’ e non ‘L’udito’ a questo pezzo.

Provo sempre a fare i miei tentativi per raggiungere l’altro, in questo caso chi sta apparentemente nel silenzio.

A cosa potrei paragonare il rumore della conchiglia? O meglio il rumore del mare? Metto due tappi nelle orecchie per immergermi nel silenzio, tenendo sempre presente che io quei tappi li posso togliere e tornare a udire i suoni, tutti. Non devo dimenticarlo…

Riguardo il linguaggio del mio corpo balza subito nella mia memoria un particolare, meraviglioso e da non trascurare: il linguaggio dei segni… In una coppia lo trovo così intimo, sensuale, solo per il fatto di rimandare ad altro… E poi, cosa molto più bella, il guardarsi, non poterlo evitare per essere attenti a recepire il messaggio, non parlare distrattamente. Sto ‘parlando’ a te, guardami. Bellissimo.

Oddio, se fossi sorda non potrei usare neppure quello! Lascerò sciogliere ancora di più la mia fantasia.

Tutto il nostro corpo parla, comunica. Anche il mio. Basta l’attenzione, l’amore, la passione di volerlo fare. Torno all’esempio della conchiglia. Cosa posso paragonare a quel rumore che non posso udire? Qualcosa che posso ‘sentire’ sulla pelle o nell’orecchio: l’aria, emessa forte come il vento oppure incalzante come la passione, o ancora leggera come un soffio per esprimere la delicatezza della conchiglia o il sussuro di una voce. L’aria, il sospiro, il soffio che tutto il corpo può percepire, anche se non ne può udire il suono. ‘Sentire’ che qualcuno ci comunica amore con l’intensità e il calore del respiro è un linguaggio nuovo. Come sempre nuovo è il nostro spirito, la nostra mente che guidano il corpo in luoghi sconosciuti ma raggiungibili.

Penso ingenuamente al linguaggio che inventerei con il mio partner. Ridete se vi va… Io stessa lo sto facendo! Usare per esempio un codice ‘nostro’: un soffio per dirti ‘va bene così’, due per dirti ‘bellissimo’ e così via… Non ci sono limiti.

Da ultimo, in questa riflessione, ma non per importanza sentire il corpo dell’altro con le carezze, i baci, le strette, i battiti, il respiro, i muscoli e allo stesso modo comunicare anche non verbalmente – in caso non ci si possa guardare – se e quanto apprezziamo il contatto, il tocco… tutto. Niente è escluso.

Tolgo i tappi. Ritorno nel mondo delle onde sonore. Mi accorgo che sono appena tornata da un’altra dimensione, diversa ma così attraente. Una vera scuola, questa, per capire che siamo attraversati da una moltitudine non udibile di onde e che noi… potremmo essere quella bellissima conchiglia!

Un brano dedicato a chi voglia provare a comunicare con intensità e ritmi diversi. Con fantasia. Sempre Vicky.

 

13 ottobre 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 8 commenti

   

Il Ragno dal Buco

Blog personale di Stefano Manganini

Blog di Demonio

Storie e riflessioni di un povero diavolo

Mădălina lu' Cafanu

stay calm within the chaos

La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Laura Berardi

La vita è un uragano di emozioni

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

The Grief Reality

~ As lived by Katie & Evee ~

Paul Militaru

Photography Portfolio

Thinking Chitalia

As opposed to a “not thinking chitalia”

Le cose minime

Prendo le cose gravi alla leggera, e le cose piccole molto sul serio.

Il Pensator Cortese

Penso quindi so(g)no, tra un bicchiere di vino, una canzone e un libro

Il Blog per TE

psicologia, curiosità, musica, cinema, moda e tanto altro!

Ideal Inspiration

We Build Confidence with Inspiration and Motivation.

Artliteral

Aqui trago contos e pensamentos, de personagens que passaram e passam por mim, pela minha mente. Emprestei fragmentos meus, a cada um dos mesmos... ou talvez tenha sido o contrário. Resumindo o que disse Lispector "escrever é uma maldição. Mas escrever apenas uma linha, basta para salvar a alma." E escrever é isso. Lançar em letras, o que não se pode medir, o que não se pode tocar com as mãos. Também trarei trechos de livros e crítica de artes em geral, bem como, desenhos autorais. Música Indie também fará parte do acervo.

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

EnigmaDebunked

Thoughts that provoke yours. (Season II coming in Dec 2019)

giro bloggando ...

Tutti i pensieri intelligenti sono già stati pensati; occorre solo di tentare di ripensarli 🌞J. W. Goethe

Il Blog di AltreAfriche

oltre gli stereotipi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: