Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Senz’anima.

Apro gli occhi, come tutti i giorni. Non è scontato. Lo so da anni, ormai.
Ogni singolo respiro mi ricorda che la gioia di vivere sarà accompagnata anche oggi dalla fatica di cercare un senso nuovo.
Vorrei essere senz’anima, non avere consapevolezza. Chi dice che quella è libertà?
La ragione è la più terribile delle prigioni che si costruiscono fuori e dentro.

Sento uno strappo. Sei forse tu che vuoi usarmi? Oppure anche tu che alzi la voce per schiacciare i miei battiti e uccidermi dentro?
Quando avrai succhiato dalle mie vene virtuali tutto ciò che ti sarà servito, mi scarterai.
Vorrei fuggire e non dover restare ad osservare il mio corpo non carnale essere ridotto a brandelli.

Cosa lasci di quanto hai trovato? Io non servo più al tuo ego caritatevole. Ora puoi pensare nuovamente ed esclusivamente al tuo unico bene: te stesso.
Non potrò neppure godermi lo spettacolo. Non guarderò. Non sarò vittima e pubblico.
Con l’ultimo respiro mi rialzo idealmente dal mio trono e ti dico: VA’ ALL’INFERNO!

Con tutta la forza, sempre Vicky!

23 ottobre 2011 Posted by | Esperienze, Idee, Persone | , , | 8 commenti

Non mi basta.

 
Di seguito riporto il testo del mio post pubblicato su www.le-cercle.it/argomenti.php relativo alla riflessione sui cinque punti oppure regole di vita sopra esposti. È chiaro che non voglio stabilire nuove regole, poiché ognuno di noi ha la propria interiorità, il proprio bagaglio culturale, la propria esperienza di vita. È vero però che le regole di vita, dato che sono fondamentali per ogni nostra decisione, debbano essere prese per quello che sono: regole. Ecco perché ho intitolato il mio post “Non mi basta”…

 

Le Cercle – 5 settembre 2010

Non mi basta.

Ho trovato postate in un blog in un noto social network queste cinque regole di vita, che vorrebbero rappresentare probabilmente un invito a guardare la strada che porta alla felicità vera e ad avere il coraggio di intraprenderla e percorrerla. Eccole qui di seguito:

–          lavora come se non avessi bisogno di denaro

–          ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire

–          balla come se nessuno ti guardasse

–          canta come se nessuno ti ascoltasse

–          vivi come se il paradiso fosse sulla Terra.

Vorrei rivisitare, a modo mio, quanto sopra. Il titolo dato a questo post è motivato da due termini che hanno attirato la mia attenzione: “come se”.  

 Le parole, lo sapete, per me hanno un’importanza fondamentale, sia pronunciate sia scritte. Mi permetto di sostituire questi termini -chiave contenuti negli enunciati. Perciò li riscrivo così:

–          lavora perché hai bisogno di denaro

–          ama perché qualcuno almeno una volta ti ha fatto soffrire

–          balla perché qualcuno ti guarda

–          canta perché qualcuno ti ascolta

–          vivi perché il paradiso è sulla Terra.

Voglio percorrere idealmente questa strada una tappa per volta, brevemente, per lasciare spazio alle riflessioni che man mano affiorano al riguardo.

Lavora! Tutti abbiamo bisogno di lavorare per vivere poiché non esiste più la società retta sull’economia del baratto, dobbiamo arrenderci al denaro che in sé non ha nulla di negativo, se solo facciamo memoria del “Dare a Cesare quel che è di Cesare”.Il “come se” in questo caso sembra dare un’accezione negativa al bisogno. Il lavoro, al contrario, non è esclusivamente dettato da un bisogno economico, ma anche – e, mi piacerebbe pensare, soprattutto – dal sentirsi vivi, attivi sia mentalmente sia fisicamente, utili in quel ciclo di cui siamo parte che è la vita.

Ama! L’amore fondato sulla sola gioia non esiste. Tutti almeno una volta abbiamo sofferto per raggiungere il cuore della persona amata, senza successo… Quella spina ci ricorda la nostra capacità di trasmettere emozioni, intuizioni, sensazioni che altrimenti daremmo per scontate. La sofferenza passa, la nostra possibilità di amare invece si presenta sotto forme diverse e inaspettate e ci dà opportunità nuove attraverso innumerevoli volti.

Balla! Canta! Ballare e cantare per me è un tutt’uno, perché la voce fa parte del corpo, è l’espressione della mente e dell’anima verso l’esterno per cui la colloco di diritto nel movimento che è visibile, anche se in realtà è udita. Siamo sempre sotto lo sguardo di qualcuno, per me si chiama Dio oppure può essere l’occhiata sbadata di un passante oppure di un amante che non sa vedere né provare gioia per la danza e il canto…

Infine… Vivi! Vivo il Paradiso qui sulla Terra. Non tutti giorni, perché il nostro non riconoscerci perfetti già qui e ora ci impedisce di assaporare quanto è stato preparato già per noi. Diciamo di essere sempre in cammino ma è realtà restiamo fermi. E magari lo facessimo per intraprendere un percorso dentro di noi! Non lo dico io, ma l’Uomo perfetto che nascondiamo sotto tante regole vuote e inutili.”


Un abbraccio, sempre Vicky.

5 novembre 2010 Posted by | Persone, Sapienza, Vita nuova | , , | 6 commenti

Fotonotizia.

          … volti albanesi (da Google)

   … un volto senza patria (da Google)

“…per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.” Questo uno degli innumerevoli commenti inopportuni della persona sorridente qui sopra. Senza patria. O almeno senza quella di quegli italiani che ragionano.

           

…alcune belle ragazze…

Una donna ‘bellissima’ secondo Bertè. Sempre Vicky.  

 

21 maggio 2010 Posted by | Cose, Persone | , , | 4 commenti

Ed è subito sera.

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

(Salvatore Quasimodo)

 

Oggi mi sento così. Un dono. Musica. Sempre Vicky.

 

 

16 febbraio 2010 Posted by | Persone, Sentimenti | , , | 4 commenti

Come in uno specchio.

     Uomo 

   o Donna che tu sia.

E non solo nella vetrina del virtuale… Quante volte sarà capitato a te che mi leggi… Scrivi, ‘parli’, se tutto va per il verso giusto ti apri, ti doni, ti ‘spendi’ senza risparmiarti. La delusione è dietro l’angolo, come la sorpresa di un amore e, perchè no?, di un’amicizia forte, temprata magari da una discussione iniziale piuttosto animata.

Mi è successo spesso. Anche nei social network. Vorrei raccontare due storie simili eppure tanto diverse al tempo stesso.

La prima riguarda una delle prime persone conosciute in una chat. Un uomo che stava all’estero per lavoro, un tecnico dell’Agip. Ci siamo raccontati molto delle nostre vite. Lui, romano, lontano dalla famiglia. Io, milanese, che ero rimasta sola da pochissimo. Non è stato difficile entrare in sintonia e condividere il senso di solitudine (lui e il suo staff  lavoravano sotto scorta), una vita via da casa e dagli affetti per dare loro agi e ‘vizietti’ a fronte di grandi sacrifici. Un capovolgimento di valori che io (che avevo perso la persona a me più cara) non avrei mai potuto condividere. Le discussioni non si contavano, ma contemporaneamente io cominciavo a capire che il mondo era molto più grande di casa mia e piano piano iniziavo a dialogare davvero, senza giudizio. Ho cominciato ad ‘ascoltare’. Ho smesso di parlare così ad un mio alter ego che mi aveva delusa. Inevitabilmente.

Attenzione, ci sono sempre ricadute. E’ importante ammetterle, prima di tutto con se’ stessi e poi con gli altri.

E’ quanto mi è successo poco tempo fa. Con una donna. Molto più giovane di me, del sud. Ci siamo conosciute parlando di razzismo, pregiudizi, ingiustizie. Mi ci trovavo bene, si parlava di idee, sentimenti, rabbia a volte per le rispettive diversità vissute come giogo sotto il quale essere prigioniere. Sono convinta ora che quella rabbia ci impediva di essere vere. Si parlava di tutto, tranne che della verità vissuta.
Grazie a Dio un giorno un commento innesca la bomba. Una vera reazione a catena. Ci si incazza entrambe. Per un po’ nessun commento, silenzio. Finchè una non ricomincia, lasciando parlare il cuore, chiedendo a modo suo scusa della freddezza. Si inizia un percorso nuovo, da donne impulsive ma… ci scopriamo dolci ed affettuose ora. Libere. Anche di farci complimenti!

Questo il mio piccolo contributo in una ‘dimensione’ a volte dilatata ed esasperata nei modi di sentire e di esprimersi anche. Però capace di generare ‘figli’ autentici e sinceri. Teniamoceli da conto. Non è poco, no davvero.

Un caro saluto – musicale – a tutti, in particolare a…. (non si dice!). Sempre Vicky.

 

22 gennaio 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , | 5 commenti

Un ragazzo (Pacifico), un’amica (Nomadi).

Mostra immagine a dimensione intera

 

Un testo da leggere, da rileggere, da interiorizzare.

 

Un Ragazzo

Eccoli fermarsi in piedi
Intorno al tavolo di alluminio
Arrivano in silenzio, si sparpagliano
Qualcuno schiarisce la voce,
nessuno ha una frase opportuna
Si tratta solo di guardare
Un ragazzo è morto

Il viso è stato risparmiato
L’hanno pulito, l’ hanno asciugato
e addosso gli hanno appoggiato un lenzuolo duro
Il padre non capisce niente,
sta fermo con le mani in tasca
Le mani sono grosse,
di buccia, di scorze,
di unghie sporche
Lavorerà al mercato o guida un camion, forse ha
una pompa di benzina
Sembra uno che ha preso molto freddo
che è uscito sempre presto la mattina
Ha una vena piena in mezzo alla fronte
che spartisce e attraversa le rughe
E gli occhi rossi rossi rossi rossi …

Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
E’ che la morte non si fa capire,
da appuntamento e non si fa trovare
A spaventare e’ il rumore dell’incidente,
la carne rovesciata bianca
ma quella è ancora vita , che si dimena,
è poco da vivere ma ancora ne manca
Il ragazzo qui davanti non fa paura,
semplicemente non si sa che dire
E’ troppo presto per capire che si capirà
improvvisamente,
senza vedere
Un citofono che non suona
Un suggerimento che non arriva
Una porta che non sbatte
Ciabatte da piscina
Una ricetta con un segreto (.. forse la buccia di limone)
Un bigliettino giallo al vetro,
un cellulare, un nome…

Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
Il padre non capisce niente
La madre non vorrebbe mai andare
.

 

 

Non è che io ami la morte. La morte fa schifo. E’ fredda, buia, maleodorante. Solo che, in caso non ci pensassimo abbastanza, ci passa vicino, dentro, accanto, sopra di continuo… E quando lo fa non va via senza ‘bottino’. Non fa sconti.

Per festeggiare la vita, per festeggiare ogni uomo, donna o bambino al quale magari sulla strada, per colpa di qualcuno oppure no… sarà risparmiata la vita e potrà arrivare a casa, non consapevoli di avere un grosso dono in più, voglio dire:

BENTORNATO A CASA! TI VOGLIO BENE!

Un regalo a te, che oggi non hai bevuto, sballato o che semplicemente sei stato evitato da chi lo ha fatto.

Un caloroso abbraccio, Vicky.

 

 

21 gennaio 2010 Posted by | Esperienze, Persone | , , | 11 commenti

Impressioni di settembre… o di sempre.

 

 

 

 Ero malato e mi sono distratto: ero troppo occupato a vivere!

 Portatemi qualcosa di più bello, semplice e vero da dire, scrivere, regalare…

E che dire del contrario: ero troppo occupato per vivere!

Si può trovare qualcosa di più triste?

 

Questo brano mi fa sempre pensare. Lo sapete, da 14 anni Qualcuno ha deciso che il corso della mia vita sarebbe cambiato. Poi ancora 5 anni fa. E ancora da circa un anno. E ancora, ancora… Quante volte è accaduto ed accadrà? Io poco alla volta osservo la malattia, la separazione, la morte di persone o di una parte di me stessa. Lo so che niente ritorna. Che la vita continua non è un luogo comune.

Il mio pensiero va in due direzioni opposte sostanzialmente, legate ad una decisione consapevole.

Posso stare a guardare, come nel brano, e dire: cosa ho perso! Oppure: quanto possiedo!

Io faccio parte di questo tutto che ho e che a sua volta mi ha.

La malattia uccide, gli eventi naturali uccidono, il dolore uccide. E’ vero. Che fare?

Ognuno decida per sè. Senza offesa… Ho da fare, ho una vita da vivere, OGGI!

Una dedica particolare a chi si sente solo e vuole rinunciare.

Uno dei miei brani preferiti. Feel. Sempre Vicky.

 

 

14 gennaio 2010 Posted by | Senza categoria | , , , | 4 commenti

   

.:alekosoul:.

Just another wanderer on the road to nowhere

onceuponahug

è il momento giusto per andare via, sempre, soprattutto adesso

The Godly Chic Diaries

Smiling • Writing • Dreaming

Sfumature d'arcobaleno

Blog di sfumature di vita, scritto da qualcuno, da qualche parte, in qualche momento...

alemarcotti

io e la mia vita con la sm

solomari

"se scrivo ciò che sento è perchè così facendo abbasso la febbre di sentire" (F. Pessoa)

inpuntadipiedinaturalmente

dai rimedi naturali fatti in casa alla riflessologia

lucialorenzon

"La mia diversitá é la mia forza,la mia debolezza,la mia dignitá."

Not an Autism Mom

Hold Tight... It's a Wild Ride!

quel quid in più

mi hanno detto che ho quel "quid" in più: che cazzo è?

marcellocomitini

il disinganno prima dell'illusione

The Diary Of A Muslim Girl

Dare ◦ To ◦ Live ◦ Your ◦ Legacy

words and music and stories

Let's recollect our emotions in tranquillity

nz

Online zeitung

Be Bold be Beautiful Be you

this and that the tid bits of life

Scrivere creativo

Esercizi di scrittura creativa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: