Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Io, l’altra.

Mi presento. Tu non mi conosci. Non che io sia una persona che voglia isolarsi. Anzi. Chi mi conosce sa che sono l’esatto contrario.
Sono semplicemente l’altra. Quella trasparente o quasi.
Fisicamente, intellettualmente e psicologicamente ho un’esistenza del tutto simile alle altre persone.
Semplicemente non ho apparentemente sentimenti nè emozioni, perchè quelle son proibite con l’interlocutore che io chiamo ‘amore.
No a carezze e baci o altre effusioni in pubblico. Non siamo più ragazzini…
No a telefonate quando mi passa per la testa. No a feste nè compleanni insieme. Sciocchezze….

Sì al cellulare possibilmente libero. Sì alla priorità assoluta su tutti gli impegni. L’altra non ne ha.
Sì alla tua voglia in orari per altri quasi impossibili. Sì alla completa libertà di disporre del mio corpo. Completa.
Sì a quel tempo ‘dedicato’… Sì a quel tuo prezioso tempo ‘strappato’ agli altri impegni.

Io, infatti, non sono un impegno. Io sono l’altra.

A me puoi dire tutto: sono il tuo muro di gomma.
Puoi raccontare dei tuoi guai di lavoro, dei problemi di comunicazione coi figli, mi parli perfino di quanto non sopporti più tua moglie, di come non ti piaccia fare l’amore con lei. Eh sì, tu con lei l’amore lo fai ancora.

Posso farti due domande?

Lei sa di essere l’altra rispetto a me?
So che tutto questo finirà. Tralasciando chi di noi avrà il coraggio di trovare ancora il rispetto per sè stesso, posso chiederti un favore? Non dire ‘Mi dispiace’ e non sfiorarmi mai più. Io da quel momento in poi sarò me stessa. Ancora.

Dedicata a chi ricomincia. Sempre Vicky.

20 luglio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 7 commenti

Amore… sarà vero?

Quella sopra… potrei essere io, oppure tu che leggi.
Siamo donne, abbiamo in comune il desiderio di dare e ricevere piacere, amore, amicizia.
Perchè allora tu, quello che dice ‘ti voglio bene’ non fai un fottutissimo salto di qualità e mi dici con sincerità chi sono per te?
Non aspetterò, non a lungo stanne certo o certa, di essere la tua seconda scelta.

Io so chi perdo se finisce… tu sei certo o certa di saperlo?
Ho voglia di fare l’amore e il soggetto/oggetto sei tu.
Fino a quando?

Il deserto prosegue l’opera di erosione.
Dammi da bere.

Sempre Vicky.

13 luglio 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 5 commenti

Ancora oggi… io sono mia!

 

Eccomi. Io non ho paura. Soprattutto di te, che con la complicità dell’assenza o quasi degli altri, vuoi sottomettermi.
Ascoltami. E’ vero, puoi toccarmi, in modo delicato oppure brutale. Lo sappiamo solo io e te. Tu puoi scegliere. A me… non crederanno.
Pensa. Tu credi di avere in mano le redini della situazione. Un potere invisibile.
Sentimi. Voglio dirti una cosa. Io non sono una situazione. Io ho una vita, un cuore, dei pensieri. Mi appartengono.
Guardami. Non ti lascerò approfittare della mia sensibilità e della mia solitudine per rubarmi l’anima.

Tu non sei mia amica. Tu non sei mia sorella. Non fingere, non lo sopporto.

Prenditi i miei fottutissimi soldi e lasciami in pace!

Dedicato a chi in certi giorni vorrebbe non essere mai nato. E nonostante tutto… lotta.

Niente musica oggi. Sempre Vicky.

Il più bel film io abbia mai visto.

23 giugno 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone | , , , | 9 commenti

L’amore è un diritto.



L’AMORE E’ UN DIRITTO

Tra il 17 e il 19 giugno il popolo del Liechtenstein sarà chiamato a esercitare il diritto primario alla libertà di espressione universalmente riconosciuto: il referendum. La questione è delicata, importante, giusta. Nessuno spero si tiri indietro. Favorevole e non.
Solo menti libere da pregiudizi potranno permettere che l’amore, a qualsiasi genere appartenga, sia un diritto da riconoscere e legalizzare, posti gli stessi requisiti che valgono ora per le coppie eterosessuali.
Mi sorprende il mio stesso pensiero di credente cattolica “immersa nel peccato” per le sue convinzioni umanitarie decisamente non allineate. Sono una figlia della Chiesa che ama e che pensa liberamente. Cammina velocemente. Davanti a Dio, poi agli uomini.
Sono una laica che si stupisce di vivere in una società ipocrita e bigotta, che nega di vivere in uno Stato di Diritto a un numero notevolmente alto dei propri cittadini sessualmente ‘diversi’.
Il dibattito è aperto. Per la sinistra che si professa progressista, per la destra che finge di conservare valori che, di fatto, non vive. Le nostre petizioni giacciono, come cadaveri. Altrove prendono vita e cambiano le cose. Chiedo coerenza. A me, a voi.

Questo l’articolo tradotto integralmente:


“Liechtenstein: dire ‘sì’ a coppie dello stesso sesso

Le persone dovrebbero approvare la legalizzazione nel prossimo referendum

25 maggio 2011

“Il popolo del Liechtenstein non deve isolare il paese dall’Europa occidentale o i propri cittadini LGBT dal resto della società. Il diritto fondamentale di non essere discriminati deve essere osservato in Liechtenstein e le coppie omosessuali devono essere riconosciute dalla legge. Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare “sì” al referendum.
– Boris Dittrich, responsabile del patrocinio per i diritti LGBT presso Human Rights Watch.

(New York) – Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare “sì” nel referendum di giugno 2011 sulla questione se il loro parlamento debba procedere per legalizzare unioni omosessuali, ha dichiarato oggi Human Rights Watch.

“Il Parlamento ha già compiuto i passi giusti per garantire che tutti in Liechtenstein, indipendentemente dall’orientamento sessuale, abbiano diritto alla tutela da parte della legge”, ha dichiarato Boris Dittrich, responsabile del patrocinio di Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender (LGBT) Diritti sul programma di Human Rights Watch. “Ora i cittadini del Liechtenstein hanno un’opportunità per approvare questa mossa contro la discriminazione.”

Se la maggioranza degli elettori votasse “sì” al referendum che si svolgerà dal 17 giugno al 19, le coppie lesbiche e gay avrebbero diritto per legge alla maggior parte degli stessi diritti delle coppie sposate eterosessuali, tranne che in alcune aree, come ad esempio l’adozione da parte di un secondo genitore, l’inseminazione artificiale, e la maternità surrogata. In caso si votasse “no” le coppie dello stesso sesso resterebbero al di fuori della tutela della legge.

” Votando ‘sì’ non solo riconosce la realtà che non c’è assolutamente alcuna ragione per cui lesbiche e gay non debbano avere il diritto alla tutela da parte della legge per i loro rapporti personali, ma è anche coerente con gli sforzi europei per modernizzare il diritto di famiglia,” ha dichiarato Dittrich.

Un progetto di legge sull’unione registrata è stata adottata all’unanimità dal Parlamento del Liechtenstein (Landtag) il 16 marzo. Il disegno di legge avrebbe dovuto entrare in vigore il 1 ° settembre.

Tuttavia, secondo il diritto del Liechtenstein a un disegno di legge può essere impedito di diventare legge se il popolo lo blocca attraverso un referendum, che deve avvenire entro tre mesi dalla data di adozione del disegno di legge. Tale referendum richiede una petizione firmata da un minimo di 1.000 elettori iscritti. Il 21 aprile un gruppo chiamato “Vox Populi” ha presentato 1.208 firme al governo, di fatto chiedendo un referendum. Il governo ha annunciato le date di referendum il 26 aprile. Il risultato sarà vincolante.

Il Liechtenstein è membro del Consiglio d’Europa (CoE). Sette dei suoi 47 paesi membri concedono alle coppie dello stesso sesso pari opportunità di accesso al matrimonio – Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Norvegia, Svezia e Islanda. Altri 13 Paesi membri hanno adottato una normativa che consente alle coppie dello stesso sesso di registrare le proprie relazioni – Andorra, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia, Svizzera e Regno Unito. Questi includono i vicini Liechtenstein, Svizzera e Austria.

Recentemente, nel novembre 2010, la Corte europea dei Diritti dell’uomo ha affermato che il rapporto stabile di una coppia di conviventi dello stesso sesso rientra nella nozione di “vita familiare”, come protetta dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La Corte ha riconosciuto che negli ultimi dieci anni ci sia stata una rapida evoluzione di atteggiamenti sociali nei confronti delle coppie omosessuali in molti paesi membri, tra cui l’offrire loro il riconoscimento giuridico.

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa non dovrebbe continuare a lasciare la vita familiare delle coppie dello stesso sesso senza tutela legale, Human Rights Watch. La decisione del governo del Liechtenstein di riconoscere i loro diritti alla tutela giuridica e di prevedere per legge le unioni registrate è in linea con gli impegni assunti dal paese nella tutela dei diritti umani.

“Il popolo del Liechtenstein non deve isolare il paese dall’Europa occidentale o i propri cittadini LGBT dal resto della società”, ha detto Dittrich. “Il diritto fondamentale di non essere discriminati deve essere osservato in Liechtenstein, e le coppie dello stesso sesso dovrebbero essere riconosciute dalla legge. Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare ‘sì’ al referendum”

Link al testo originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/05/25/liechtenstein-say-yes-same-sex-partnerships

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano, disponibile a richiesta in versione integrale.

Human Rights Watch non è responsabile di eventuali inesattezze e discrepanze

Vincenza Rutigliano

31 maggio 2011 pubblicato il 5 giugno 2011 su www.ondanomala.org

Un pezzo applicabile a tutti, senza distinzione.

5 giugno 2011 Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone | , , , | 5 commenti

Le mani.

C’era una volta… la mia storia. La racconto senza rispettare una cronologia, attraverso le mie mani, come la direbbe una persona che amava cantare e alla quale hanno rubato la voce o solo il fiato… Questa è stata sostituita in parte dai segni, ma quali di questi sa e può esprimere emozioni? Ho perso le parole… ho perso le mie mani. Percorro insieme a te che leggi questo viaggio. Ogni tanto mi guarderò alle spalle, oppure con un balzo in avanti.

Non avercela con me. Perchè tu e io siamo il viaggio. Il più difficile. Il più bello.

Sali, voglio parlarti di alcune cose in libertà, senza aver paura di giudizi oppure solo per dirti che io non sono solo quella che vedi, ma che ho avuto un passato e desidero un futuro proprio come te… solo che vorrei spiegarti che ci sono cose che non potrò più dirti con le mani. Tu penserai e mi risponderai che ci sono svariati modi per comunicartele. Le mani però concentrano in sé tanti linguaggi. Quello tattile, il visivo, l’uditivo, il figurativo. E chissà quanti altri che ora non mi vengono in mente.

Sai che mi piacciono le carezze, riceverle e soprattutto darle, perché se solo ti metti in ascolto sanno dirti molto più delle parole. Non ho dimenticato quando le potevo dare, per esempio al mio uomo oppure a mia figlia per farli addormentare, oppure solo per giocare a farci il solletico. Le carezze dell’amore sono quelle che mi mancano di più. Tutte. A cominciare dal toglierti i vestiti fino a quelle più eccitanti che io te conosciamo, oppure vorremmo scoprire. Abbiamo tempo, se vuoi. Se vuoi… è difficile a dirsi, ma spesso è la fretta ad essere padrona delle situazioni, anche quelle più intime come esplorare i propri corpi per conoscersi.

Ho bisogno di tempo. Io più di te.
Perché? Ho dovuto, devo e dovrò imparare ad usare quel che resta delle mie mani in modo piacevole, per te e per me, a continuare a studiare le mie forze, piccolissime, e sfiorarti mentre magari tu vorresti essere stretto e non me lo dici.

Io lo sento. Forse perché è quello che desidererei fare anch’io e non posso. Sappi che in quel tocco c’è tutta me stessa. Basterà?

E’ bellissimo quando la mia mano si trova nella tua e prende la forma di una conchiglia, che accoglie e fa risuonare tutto al suo interno mostrandosi senza pudore. Diventiamo una cosa sola, riprendo a vivere come quando la mia mano si muoveva da sola, sapeva cosa fare e come… ora sei tu il motore e non mi dispiace per niente. L’importante è usare insieme i corpi. Come durante un amplesso. Ce la farò?

Guardo le persone che si prendono cura di me e ogni giorno penso: chissà se sanno cosa stanno facendo, chissà se sanno quanto importante sia la mano che lava, quella che pettina, quella che massaggia…
Ricordi quanto mi piaceva prendermi cura di te anche quando non c’era la necessità, solo per il piacere di dare un po’ di felicità anche in questo modo? Non ho cambiato idea, neanche ora che mi trovo dall’altra parte della barricata. Il bisogno delle amorevoli cure, da qualsiasi parte provenga da chiunque sia generato, è un bisogno primario. Oserei dire che è l’ascolto per eccellenza.

Per i bambini avviene la stessa cosa, lo sai vero? Vogliono sempre stare in braccio e coccolati ma qualcuno di molto intelligente ha deciso che questo non va bene e che sono solo capricci… questo qualcuno è diventato grande troppo presto e ha smesso di toccare l’altro molto tempo fa.

Di tutto quanto detto ne ho piena consapevolezza ed esperienza. I più bei ricordi legati a mio padre, per esempio, sono di quando in qualche occasione ormai malato ha permesso che gli lavassi i piedi, e gli tagliassi capelli oppure le unghie perché non poteva più farlo da solo. Ne ho di tantissimi altri, ma questi so che sono i più intimi. L’emozione che ne traevo e quella che davo non trovano altro paragone.

Dopo le carezze del sesso, dell’amore, dell’affetto e della generosa e vera compassione  non resteranno che quelle della cura reciproca, del corpo e dello spirito. Le amerai?

Mi viene in mente una cosa piccola, quasi ridicola in confronto ad altre ritenute molto più importanti. Sai quanto amo la quotidianità, per cui le cose che mi mancano di più e che più vorrei fare per te sono quelle più semplici, un caffè per esempio. Sarei tentata di rimpiangere la mia incapacità, tra le migliaia di altre, di preparartelo. Non so perché, ma in questo momento mi sento di rallegrarmi di più di quanto sto ricevendo da te, e non solo, piuttosto che lamentarmi di quanto non posso dare, almeno materialmente. Questo è il mio tempo…

Grazie per il dono del tuo. Sempre Vicky.

14 aprile 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 33 commenti

Io non sono un clone.

Ho sempre detto e messo in pratica che le situazioni si vivono, si affrontano, si prendono decisioni.
Anche oggi è così.
Mi ritrovo, come 30 anni fa, a subire l’umiliazione di essere giudicata, umiliata e dover agire di conseguenza.
Dirò addio alla mia ‘vecchia’ vita, alla mia ‘vecchia’ casa e soprattutto di nuovo alla ‘vecchia’ Vicky per reinventarmi tutto.

Il mio passato di morte non mi appartiene più,
chi non mi ama così come sono non è degno di me
e nonostante io soffra nel prendere questa decisione… è pregato di uscire dalla mia vita.
Non dal mio cuore… purtroppo.

Io… non mi vergogno di me stessa, del mio desiderio di esserci per qualcuno,
del coraggio di trovare la forza ogni giorno di difendere il mio pensiero alla luce del sole.
Non mi nasconderò.

Io… ho diritto di cercare amicizia, amore, contatto.
Io… non sono un corpo da accudire, ma una persona completa.
Io… semplicemente vivo!

A te, che dici di volermi bene e in realtà sei ai margini della mia vita
e non vuoi conoscere la mia anima solo perchè non è il clone della tua…
con tutto il mio cuore ferito grido muta: ADDIO. 

Senza rancore. Sempre Vicky.

4 febbraio 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , | 13 commenti

Something beautiful 6/Il profumo.


Ti ricordo. Il profumo della pelle.
Così come è vivo il suono della voce. Fresco il sapore delle labbra. Caldo il tocco delle mani. Dolce lo sguardo che si posa.
Tutto questo sei tu.

Ti sento.
Non hai bisogno di indossare essenze. Mi basta la tua.
Se solo chiudo gli occhi… eccoti, ci sei.
Come un incantatore mi attiri… un passo indietro con la memoria e uno avanti col desiderio.
Mi manchi.

Ti sento.
Attraverso le tue mani che si prendono cura di me.
La crema che stendi sul mio corpo diventa una con il profumo e il calore delle mani.
Essenza nuova, per gli altri formula sconosciuta.
Se solo sapessero sentire nell’aria… Non sarebbe più una cosa da fare, ma un piacere da scambiarsi.

Ti sento.
Ancora il cuoio che stai tagliando per me diventa vivo tra le tue mani per costruire una cosa nuova,
che solo la fantasia dell’amore utile e pratico sa inventare, per regalare una libertà in più…
Tutte le volte che uso quell’oggetto per gli altri strano per aiutarmi a mangiare… ci sei tu.
Se solo sapessero quanto conta questo profumo, più dell’odore del cibo… vorrebbero imparare la felicità che procura.

Ti sento.
Sei il tuo corpo con il mio, profumo unico e irripetibile.
Tutte le volte in cui sono l’unica donna al mondo diversamente bella, assolutamente desiderabile, dal profumo unico…
Ci sei.
A tutti quelli che non smettono di sperimentare. E vivere. Sempre Vicky.

10 gennaio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 11 commenti

Something beautiful 5/Il sapore.

 

Avvicino come posso qualcosa alla bocca.
So che è una delle cose che preferisco fare: leccarmi le dita, come fanno i bambini.
Per me è un po’ più difficile: devo ruotare la testa a volte intorno alle mie dita per poterle assaggiare ed assaporare.
Stavolta è marmellata.

Mi domando… se mi vedesse qualcuno cosa vedrebbe?
Una persona in difficoltà, perchè non riesce ad alimentarsi da sola…a causa dei suoi limiti?
Oppure una donna inconsapevolmente maliziosa che vuole provocare chi la osserva?
Tutto o quasi dipende da chi guarda.

Io sento il sapore. Lo vivo, lo esamino, lo godo senza scompormi… senza chiedermi chi o cosa sono.

Da ‘sana’ e consapevole anni fa accarezzavo il sogno di un’esperienza del genere.
Ora da ‘non-sana’, e limitata secondo molti, posso permettermi questo ed altro e non sentirmi compatita.
Dipende sempre o quasi dall’occhio che guarda… ricordalo.

Altri sapori, stesso gioco del dubbio ‘insano’ che mi fa sorridere, anche ora.
Assaggio cozze che mi mette in bocca un quasi perfetto sconosciuto. 
Mi ha invitata a cena per conoscermi. Con me anche L. e suo marito. Un uomo tutto d’un pezzo, lui.

La provocazione che emerge dalla necessità effettiva è troppo forte… non sono in ospedale – lì non servono cozze alla marinara – e neppure a casa mia – lontano da sguardi curiosi e criticoni… anzi.
Sono al ristorante, in mezzo a tanta gente e penso a distanza di tempo…stavamo mangiando insieme?
Dallo stesso piatto.
L’uomo tutto d’un pezzo chiede a L. da quanto io e il mio aiuto/complice di turno ci conosciamo. Da quel giorno stesso.
Il blocco granitico va in pezzi. Che scandalo! Che roba! Ma perchè Vicky non esce con ‘quelli come lei?’

Caro uomo tutto d’un pezzo, ti saluto da questo blog pensando a te con tenerezza.
E un piccolo rimpianto. Un po’ sbiadito ma ancora prepotentemente vivo.
Te lo voglio dedicare.

Sai, non c’eri quel giorno con me in largo Cairoli e non potevo mangiare il gelato.
Da sola no. Che faccio? Rinuncio?
Penso: prendiamo un bicchierino con due cucchiaini per me e il mio aiuto/complice.
Questa volta devo a lui la mia ‘liberazione’: prende un cono con due gusti. Uno a testa. E basta…

Mi domando dove sia iniziato l’aiuto e dove abbia stravinto il gioco sempre fantastico della sensualità.

Dipende dall’occhio che guarda. Dipende dall’occhio che vede e intravede oltre.

Dedicato a chi ha smesso di essere tutto d’un pezzo e ha cominciato ad assaporare anche così la vita. Sempre Vicky!

 

28 dicembre 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 22 commenti

Tre domande.

La felicità sessuale è per tutti. Fin qui non ci piove. Per alcuni di più, per altri meno, per altri ancora è nulla oppure solo a livello mentale. Quando questa è però allineata secondo principi moralmente e bigottamente accettati… tutto va bene. Fuori da queste categorie… non se ne può parlare, figuriamoci accettarle. Io, notoriamente insofferente verso chi mi vuole ingabbiare in una categoria, ne parlerò eccome!

Qui e ora. Aperta al confronto, al dialogo, anche alle provocazioni. Non mi tiro indietro.

Questa sono io, Vicky, 47 anni, capelli legati, in una foto di circa 2 anni fa a Civitanova Marche.  Sono una persona dinamica e attiva ( non ridete… ), attenta, sensibile (dicono…) e… sessualmente viva. Già, perchè per chi pensasse che le persone con disabilità il desiderio, la passione, l’affettività cessino perchè sostituite o uccise da una qualsiasi limitazione….. si sbagliano.

Di questo ho già trattato tempo fa in un post. Desidero condividere un episodio che si replica nel tempo e non ha fine. Come l’imbecillità.

Vorrei solo brevemente fermarmi su un particolare davvero sgradevole, per non dire vomitevole – ooopppsss l’ho detto! – che vivo sulla mia pelle quasi tutte le volte in cui un uomo mi contatta in rete: le tre domande ‘di rito’, spesso senza alcun preliminare.

Eccole servite in forma un po’ depurata:

– che ti è successo?
– puoi ancora farlo?
– hai sensibilità?

‘Interessanti’ argomenti, non c’è che dire. Ancor più interessante è la completa assenza di sensibilità. Molte donne e uomini che mi leggono possono certamente confermare che di queste domande ormai non ci si stupisce più… che è la norma… Non sono d’accordo. Se le si accetta diventano la norma. E si subiscono tutte le regole e le conseguenze, senza lamentele. Per me è sempre una scelta.

Oggi scelgo di dare la risposta a modo mio, ovviamente. Per l’ambito che mi riguarda, fin dove mi sento. Molto brevemente, perchè fare ‘outing’ o ‘coming out’ sulle proprie preferenze sessuali è un conto, raccontare nei dettagli solo per soddisfare la curiosità effimera degli altri è un altro. L’unica regola valida, non solo per me, sarebbe VIVIMI.

Le mie risposte? Per chi mi conosce già… non servono, non hanno senso. Per chi non mi conosce ed è interessato è presto detto. Giusto 15 anni fa ho avuto un’ischemia al midollo spinale che mi ha rubato il movimento volontario della parte inferiore  del mio corpo e delle dita delle mani.  Questo non sempre è direttamente collegato e proporzionato anche al danno che si può riportare per la sensibilità al tocco, al calore, alla pressione… In casi misteriosi come il mio, la lesione causata dall’evento vascolare non è completa, come potrebbe avvenire in un trauma alla colonna causato da un incidente stradale per esempio. E’ un rebus, piacevole.

Nel tempo, poi, si acquisisce una conoscenza e consapevolezza del proprio corpo ancora maggiore a prima… Sembra strano, ma gesti e sensazioni che in precedenza passavano velocemente oppure addirittura inosservati – come ho descritto nel mio post precedente ‘Il tocco’ , diventano fondamentali e mettersi in ascolto del proprio corpo e di quello altrui  è ‘un esercizio’ che paga…

Mi fermo qui. Credo di essere stata sufficientemente chiara per ora. Ci tengo qui a ringraziare proprio te, sì, tu che leggi… Con la tua curiosità non ti rendi conto che, in mezzo a molta sfacciataggine, mi hai aiutato ad affrontare l’io malato con la sfrontatezza e la strana incoscienza che molti di noi diversamente abili crediamo di aver perso. Insieme all’enorme dolore da lasciarci alle spalle!

Un grazie particolare a un Uomo che oggi è riuscito a farmi cantare dopo non so quanto tempo. A lui dedico il brano che segue… lui sa perchè.

Un caloroso abbraccio a tutti, sempre Vicky!

1 novembre 2010 Posted by | Esperienze, Persone | , , | 18 commenti

Something beautiful 4/L’ascolto.

 

Eccomi qui. Sono davanti, a fianco, addosso a te. Mi senti? Mi metterò di fronte a te, per capire se mi stai seguendo, se riesco a comunicare con te, se anche oggi avverrà questo miracolo.

Devo raccontarti una cosa buffa e drammatica allo stesso tempo. Mia madre ha quasi 84 anni ed è ipo-udente, cioè quasi sorda. Tu puoi capire di cosa parlo… Quando viene a casa mia la tv mi fa impazzire, per avere una conversazione spendo tutto il poco fiato che ho… Il lato drammatico: dovessi sentirmi male e non poter gridare?

Torno a seguire la scia dei miei precedenti post sui nostri sensi. Voglio iniziare dall’immagine sopra. Un classico, direi. Accostare una conchiglia all’orecchio per sentire il rumore del mare… La fantasia, la nostra mente, il nostro corpo ci vengono in aiuto se solo ci lasciamo andare e ‘stiamo in ascolto’. Non a caso ho dato il titolo ‘L’ascolto’ e non ‘L’udito’ a questo pezzo.

Provo sempre a fare i miei tentativi per raggiungere l’altro, in questo caso chi sta apparentemente nel silenzio.

A cosa potrei paragonare il rumore della conchiglia? O meglio il rumore del mare? Metto due tappi nelle orecchie per immergermi nel silenzio, tenendo sempre presente che io quei tappi li posso togliere e tornare a udire i suoni, tutti. Non devo dimenticarlo…

Riguardo il linguaggio del mio corpo balza subito nella mia memoria un particolare, meraviglioso e da non trascurare: il linguaggio dei segni… In una coppia lo trovo così intimo, sensuale, solo per il fatto di rimandare ad altro… E poi, cosa molto più bella, il guardarsi, non poterlo evitare per essere attenti a recepire il messaggio, non parlare distrattamente. Sto ‘parlando’ a te, guardami. Bellissimo.

Oddio, se fossi sorda non potrei usare neppure quello! Lascerò sciogliere ancora di più la mia fantasia.

Tutto il nostro corpo parla, comunica. Anche il mio. Basta l’attenzione, l’amore, la passione di volerlo fare. Torno all’esempio della conchiglia. Cosa posso paragonare a quel rumore che non posso udire? Qualcosa che posso ‘sentire’ sulla pelle o nell’orecchio: l’aria, emessa forte come il vento oppure incalzante come la passione, o ancora leggera come un soffio per esprimere la delicatezza della conchiglia o il sussuro di una voce. L’aria, il sospiro, il soffio che tutto il corpo può percepire, anche se non ne può udire il suono. ‘Sentire’ che qualcuno ci comunica amore con l’intensità e il calore del respiro è un linguaggio nuovo. Come sempre nuovo è il nostro spirito, la nostra mente che guidano il corpo in luoghi sconosciuti ma raggiungibili.

Penso ingenuamente al linguaggio che inventerei con il mio partner. Ridete se vi va… Io stessa lo sto facendo! Usare per esempio un codice ‘nostro’: un soffio per dirti ‘va bene così’, due per dirti ‘bellissimo’ e così via… Non ci sono limiti.

Da ultimo, in questa riflessione, ma non per importanza sentire il corpo dell’altro con le carezze, i baci, le strette, i battiti, il respiro, i muscoli e allo stesso modo comunicare anche non verbalmente – in caso non ci si possa guardare – se e quanto apprezziamo il contatto, il tocco… tutto. Niente è escluso.

Tolgo i tappi. Ritorno nel mondo delle onde sonore. Mi accorgo che sono appena tornata da un’altra dimensione, diversa ma così attraente. Una vera scuola, questa, per capire che siamo attraversati da una moltitudine non udibile di onde e che noi… potremmo essere quella bellissima conchiglia!

Un brano dedicato a chi voglia provare a comunicare con intensità e ritmi diversi. Con fantasia. Sempre Vicky.

 

13 ottobre 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 8 commenti

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