Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

The Unforgiven: io scelgo. (via Vincenza63’s Blog)

Dopo circa due anni volati via, riascolto questo brano e mi rendo conto che il disagio delle persone è cresciuto in modo esponenziale e la rabbia pure. Dobbiamo cercare una soluzione. Senza alibi.

  The Unforgiven – Metallica (Black Album, 1991) New blood joins this earth And quickly he's subdued Through constant pained disgrace The young boy learns their rules With time, the child draws in This whipping boy done wrong Deprived of all his thoughts The young man struggles on and on, he's known A vow unto his own That never from this day His will they'll take away What I've felt What I've k … Read More

via Vincenza63's Blog

13 agosto 2011 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Gita in Humanitas: io e l’URP (Uff.Relazioni Pubblico)

  A completamento del mio post precedente, incollo il testo della mail inviata ora alla Direzione Sanitaria. Mah….!

Speriamo in meglio, sempre, che nasca qualcosa… Ciao a tutti, Vicky.

 

 

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Inviato a: urp@humanitas.it

Buongiorno.
Scrivo in merito alla mia disavventura di ieri, l’ultima della serie…
Siccome non ho più parole, vi invio il collegamento al mio blog personale visitato da un migliaio di persone al mese e opportunamente commentato. Ci spero sempre in un cambiamento in meglio.
Cordiali saluti.
 
Vincenza detta Vicky Rutigliano
 
https://vincenza63.wordpress.com/2010/01/11/la-mia-gita-di-oggi-dishumanitas-di-rozzano/

12 gennaio 2010 Posted by | Senza categoria | , , , , | 4 commenti

Brutta senz’anima.

  Per parafrasare il titolo di un grande successo di Cocciante, ‘Bella senz’anima’, Vicky è ‘brutta senz’anima’. Passando oltre il lato fisico, circa la sua carente bellezza, vi parlerà del suo lato che spesso e volentieri si eclissa: l’anima perduta. Semmai ne avesse avuta una, questa vecchia Eva difettosa. 

Come il brutto anatroccolo, come il gobbo di Notre-Dame, come il giudice nano di De Andrè Vicky si nasconde. Nasconde, a seconda del pensiero del suo interlocutore più vicino, lei usa la sua diversità per stare sul trono, per sminuire il prossimo, per essere orgogliosa, per chiedere tutto e non dare niente o poco più in cambio.

Non ama Vicky. Lei usa. Non soffre davanti alla sofferenza altrui: la sua è sempre più grande.

Riceve a volte sorrisi, a volte amore, a volte carezze… non è mai abbastanza per lei. Provoca l’annullamento, l’appiattimento, la scomparsa del suo prossimo che ama. Ed ecco la grande scoperta! Vicky smetterà di esistere! Dopo 46 anni di cazzeggio e tante persone perse durante il viaggio nella vita, non da ultima sè stessa più di una volta, è il tempo di crescere, di diventare Vincenza, quella che ha il nome di un’altra, non quello che le è piaciuto e che ha scelto all’età di 12 anni.

La chiave di tutto: non scegliere più.

In tanti finalmente potranno amarla, accarezzarla, parlarle come più piace loro. Vicky non c’è più! Deve solo imparare a lasciare posto a Vincenza, una persona mite, arrendevole, remissiva. Amabile. Dolce forse? Vicky non si è mai pensata così. Neanche quando gli uomini gliel’hanno detto.

Questa nuova Eva creata con tanti difetti fisici e non, è una svista del Padreterno… ma si lascerà plasmare e ri-creare. E mentre altri torneranno a vivere con Vincenza, Vicky finalmente potrà morire ed essere dimenticata… un brutto sogno.

Giù le armi quindi. Resa completa.  

Ma… una domanda sola resta a Vicky alla fine della sua storia. E’ valso la pena esserci, lottare, piangere, stupirsi, scandalizzarsi, urlare dentro e sola mentre gli altri la guardavano come ognuno guarda al suo pezzo esclusivo?

Un carissimo saluto, usando la bellezza unica che conosce: la musica. Ciao Vicky.

 

9 gennaio 2010 Posted by | Senza categoria | , , , | 12 commenti

2009: cosa è cambiato?

   Con un brano stupendo come questo Mia Martini mi da’ spunto ed aiuta a riflettere sul 2009 e a guardare con speranza al 2010 di donne e uomini del nostro vivere ordinario e straordinario:

 

 

Non seguirò una cronologia, piuttosto lascerò emergere immagini e ricordi, personali e meno, per non dimenticare… e soprattutto per sperare. Un viaggio che fa apparentemente una piccola sosta, per proseguire. Insieme, se vi va.

Volti di tutti i giorni:

                 

“Lasciamo che siano i fatti a parlare. Il resto sono chiacchiere e politica, tutte cose da cui voglio tenermi lontano”. Enzo Baldoni

 

Luoghi di tutti i giorni:

        

 Se questa è la realtà che osservo tutti i giorni… voglio guardare avanti! Non mi basta. Cosa mi aspetto dal 2010? Lo dirò in breve: IMPEGNO, PROSSIMITA’, RICERCA.

Qualcosa che vorrei ricordare nel 2010:

   …nessuna paura ad avvicinarsi…

 …nessuna paura di essere toccati da mani senza amore…

 …nessuna paura di osare nella ricerca…

  …nessuna paura della diversità.

Questo è il viaggio che vorrei ricordare. Si può provare, in tanti lo hanno fatto, lo stanno facendo e lo faranno ancora. La paura uccide la speranza, e quindi il futuro. Coltiviamo la pazienza e il perdono, uniche armi per me lecite.

Sereno 2010. In musica… con due artisti a me cari: Elisa e Antony Hegarty in ‘Forgiveness’ (Perdono). Ciao, Vicky.

 

29 dicembre 2009 Posted by | Senza categoria | , , , , | 9 commenti

Tenco ha ragione.

  Con parole e versi scarni, essenziali descrive un universo. Questo insegna oggi a noi contemporanei Luigi Tenco, che canta l’amore così, senza nasconderne i lati più scuri: l’abitudine, la noia, il compromesso. La paura della solitudine.

 

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcosa da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare solo
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d’amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient’altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppur io cosa fare
il giorno
mi pento d’averti incontrata
la notte
ti vengo a cercare.

 

 

 Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo
per sentir svanire in me
l’indifferenza
per temere che tu
non venissi più
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
una tua frase
per far sì che una serata
come un’altra
cominciasse per incanto
a illuminarsi
E pensare
che poco tempo prima
parlando con qualcuno
mi ero messo a dire
che oramai
non sarei più tornato
a credere all’amore
a illudermi a sognare
Ed ecco che poi
Ho capito che ti amo
e già era troppo tardi
per tornare
per un po’ ho cercato in me
l’indifferenza
poi mi son lasciato andare
nell’amore.

 

E dicevano fosse solo un personaggio oscuro! Capace di descrivere l’indescrivibile e comunicare l’indicibile…

Un vero GRAZIE a lui e a tutti i veri innamorati, capaci di dolcezza e verità insieme.

Auguro a tutti di vivere almeno una volta un sentimento così. Sereno 2010. Sempre in musica! Vicky.

 

27 dicembre 2009 Posted by | Senza categoria | , , , | 4 commenti

Nothing compares to you.

 

Dedicato a tutti quelli che sentono un vuoto. E non vogliono consigli, ma solo che passi.

 

 

 It’s been seven hours and fifteen days
Since u took your love away
I go out every night and sleep all day
Since u took your love away
Since u been gone I can do whatever I want
I can see whomever I choose
I can eat my dinner in a fancy restaurant
But nothing
I said nothing can take away these blues
`Cause nothing compares
Nothing compares 2 u

It’s been so lonely without u here
Like a bird without a song
Nothing can stop these lonely tears from falling
Tell me baby where did I go wrong
I could put my arms around every boy I see
But they’d only remind me of you
I went to the doctor n’guess what he told me
Guess what he told me
He said girl u better have fun
No matter what u do
But he’s a fool
`Cause nothing compares
Nothing compares 2 u

All the flowers that u planted, mama
In the back yard
All died when u went away
I know that living with u baby was sometimes hard
But I’m willing to give it another try
Nothing compares
Nothing compares 2 u
Nothing compares
Nothing compares 2 u
Nothing compares
Nothing compares 2 u

Dedicato a tutti quelli che saranno soli, perchè abbandonati, malati, o semplicemente perchè la vita è così.

TU SEI IMPORTANTE E NIENTE VALE PIU’ DI TE!

Un abbraccio, Vicky.

23 dicembre 2009 Posted by | Senza categoria | , , | 5 commenti

Mentre intorno tutto è gelo…

  Io ci provo lo stesso a scavare, a riportare alla superficie tesori in oro appena colato che sciolgano il gelo in pochi secondi. Sono una che lotta nella vita, magari per cause perse dirà qualcuno… ma sono cause MIE, se le perdo o se le vinco lo devo a me! Si rischia di rimanere soli in questa avventura, ma io dico: VALE LA PENA!

Le lacrime della vittoria      come quelle della sconfitta    sono uguali, hanno lo stesso sapore: caldo e salato.

 

Ora che non ci parliamo, amo il suono della tua voce.

Ora che non ci tocchiamo, amo la tua pelle.

Ora che scrivi, amerei essere quella tastiera per comunicare.

Ora che non ci guardiamo negli occhi, amerei essere quello schermo.

Ora che dall’esterno sembriamo lontani, amerei essere al posto della sconosciuta a cui ‘parli’.

Ci sono, ci siamo. Ci separano pochi centimetri.   Quelli di cui sono fatti milioni e milioni di muri al mondo: visibili e invisibili. Forse ha ragione chi dice che a volte si è più lontani fianco a fianco che a 1000 chilometri…

Tutto dipende solo da me e da te. Usare le parole e gli sguardi, quelli che riempiono di cose belle e vere. Quelle che fanno mettere da parte tutte le armi, le difese. Io non ho altri desideri che non quello di essere e farti felice.

Un programma di vita. Hai impegni per i prossimi X anni? Vicky. 

Una dedica. 

21 dicembre 2009 Posted by | Senza categoria | , , , | 1 commento

Io sono quella che sono.

  Verrebbe da chiedersi: e allora? Tutti lo siamo. Invece le cose non stanno esattamente così. Che ne sapete in fondo di me? Vi presento la Vicky almeno 3 volte rompiscatole.

  Rompi 1 – Giro per due, tre siti. Tra social network, bloggers, chat. Da qualche anno. Una cosa mi colpisce da quando ho aperto questo blog: il copia-incolla è un must, il numero uno del vademecum del blogger più figo. Qui come altrove. Qui ci deve essere una fregatura oppure io non ho capito le regole, i meccanismi. CREDO NELLA COMUNICAZIONE soprattutto personale e invece spesso mi trovo immersa in due situazioni: la prima è un tam-tam di notizie (false? vere?), la seconda in un mondo fatato di abbracci, cuori, e chi più ne ha più ne metta. Ma scusa, ehi, dico a te che passi e leggi: COMUNICHIAMO, DICIAMOCI QUALCOSA, INCONTRIAMOCI MAGARI… col tempo…

  Rompi 2 – Sono una vera lagna in fatto di salute – NE AVRO’ MAI AVUTA UNA ANCH’IO? Mezza rete sa che sono ‘persona diversamente abile a norma UE’ e di recente pure diabetica. Ah scusa, tu che stai leggendo non lo sapevi? Ooooooooooooopppppssssssss!

  Rompi 3 – Chi dice di non essere geloso non ha ancora parlato con me. Sarò breve: io non sorveglio, controllo, spio o altre cose simili. Io semplicemente sfrutto all’inverosimile i miei cinque sensi. Guardo, ascolto, sento, assaggio, annuso. Sì perchè queste di abilità sono sviluppate! Per non parlare poi del sesto, settimo ecc. senso! Povera me, sono messa male… Mi stresso, meglio fidarsi!

Ecco fatto: ho distrutto un mito, il mio mito… Oppure semplicemente volevo ironizzare su una Vicky che amo e odio..

Un caro saluto – musicale – . Vicky.    NESSUNO è PERFETTO!

20 dicembre 2009 Posted by | Senza categoria | , , | 10 commenti

La poiana e l’incantato silenzio del volo.

 

Mi racconto, sulla scia del silenzio e sull’onda dell’emozione creata da un film delicato ma violento ed estremamente realista, introspettivo eppure estremamente comunicativo mediante linguaggi diversi.

  Il film è ‘L’altra metà dell’amore – Lost and delirious’. Ho appena terminato di vederlo e… mi è restato il volo della poiana impresso per parecchi secondi col fiato sospeso. Contemponeamente un altro volo, quello di una ragazza ‘diversa’ – che sarà mai poi questa dannata diversità! – che compie il suo ultimo volo, per il suo perduto amore, per la sua disperata e disperante solitudine.

Io mi sento la poiana ferita che impara a volare, ma sono anche la dolce Paulie che cade. Per sempre. Gli altri, attoniti e sbalorditi fissano e seguono prima il volo dell’una, poi dell’altra.

I DIVERSI IN REALTA’ SONO LORO.

Sono gli insensibili, i duri di cuore, i veri ciechi di tutti i tempi. Sono i reali IGNORANTI. Quelli che scappano davanti all’urlo ma che hanno anche il terrore del silenzio. Hanno paura di fare domande, hannno terrore di udire risposte… Hanno l’opportunità di vivere davvero, da soli o in relazione, e la buttano via, la calpestano, la deridono. La feriscono.

  Come la poiana. Saranno capaci poi di curarla, di nutrirla? No. PERCHE’ NON CONOSCONO NEPPURE COSA E’ UNA POIANA, figuriamoci curarla. E, ancora più grave, omologano le persone  non vedono nella diversità una Bellezza sconosciuta che attira, ma una minaccia all’appiattimento.

  QUANTA RICCHEZZA E QUANTA GIOIA BUTTATA VIA! Non torneranno. Nè la poiana che ha imparato a volare, nè Paulie che di volare non sogna più, ma si è trasformata. In libertà, in leggerezza, in luce. La verità è ora lì, con lei.

Cala il silenzio. Non si parla, non si comunica. Ognuno solo coi suoi pensieri senza forma, magari in cerca di parole incapaci di uscire, oppure semplicemente di uno sguardo. Che sorride o che piange ma ti dice: ‘NON SEI SOLO!’

Mi fa pensare molto questo film. Voglio imparare a vivere dai sogni e dai dolori dei giovani che a volte sono maestri e a volte studenti. Voglio fare loro domande ed avere il coraggio di ascoltare e se possibile rispondere. O dire senza vergogna: ‘Non lo so. La sto cercando. Come te.

Mi viene in mente un brano apparentemente strano ma…. 

 

…e un altro che mi ricorda il mio ‘volo’ di rinascita: il suo titolo originale dice molto… ‘Frankenstein’.

Ciao. Vicky.

19 dicembre 2009 Posted by | Uncategorized | , , , | 2 commenti

Una stella… Il Sole…

  Tanti la chiamano stella cometa, altri stella cadente… Il nome non cambia il fatto che attira la nostra attenzione, ci fa alzare gli occhi verso il cielo, affascinati, ipnotizzati, magari con un po’ di malinconia e romanticismo.

Ora, voi mi chiederete: cos’hanno in comune l’immagine sopra con quelle che vi mostrerò di seguito? Hanno tutto e niente. NON STO DISSACRANDO O ALTRO, ANZI… La prima immagine non avrebbe senso senza le due successive. Ho bisogno però di lasciarmi ispirare e cullare dal Bello e dal Buono cantati in questo brano che evoca in me tanti ricordi…

  Questa l’immagine elaborata dal computer, tratta dalla Sacra Sindone che, per i credenti, rappresenterebbe il volto di Gesù. A chi più di lui potremmo volgere lo sguardo, lui innalzato da terra per aprirci il cielo per sempre, la Stella più luminosa, il Sole?

Eppure… CI SONO STELLE LUMINOSE SU CUI DOBBIAMO FISSARE LO SGUARDO! Sono stati sulla Terra, per breve tempo come lui eppure hanno impresso il loro viso nel mio cuore e nella mia mente… due icone moderne della Sindone, due visi sofferti. Altre facce di Cristo.

   Questa l’ultima immagine di Federico Aldrovandi, morto a Ferrara, ucciso a botte e lasciato così come lo vedete sull’asfalto la notte del 25 settembre 2005, a soli 18 anni. Nel 2009 i poliziotti colpevoli saranno condannati a poco più di 3 anni, in seguito saranno rilasciati grazie all’indulto (fonte: Wikipedia). Come non vedere i segni, il sangue? Non potrò mai più essere la stessa perchè i miei occhi hanno visto, fissato, guardato. E si sono ricordati del dolore di un viso più ‘antico’ ma sempre vivo… di un’altra morte ingiusta, più di 2000 anni fa. Si sono ricordati di una vita spezzata e dilaniata con violenza. Proprio come questa.

  E questa l’ultima immagine di Stefano Cucchi, morto non si sa ufficialmente come, ma al cui volto dobbiamo e vogliamo guardare. Senza giudicare, e soprattutto senza pensare ‘Se l’è cercata!’ Dobbiamo: perchè luce sia fatta sulla verità che deve essere anche di questo mondo. Vogliamo: per la sua giovane vita interrotta con la crudeltà, per il suo corpo violato… Non vogliamo guardare altrove, potrebbe esserci nostro figlio lì… Un’altra icona dell’ingiustizia e della vita non custodita. Una stella luminosa caduta. Ancora…

VOGLIO GRIDARE QUI E ORA IL MIO BASTA! Non voglio più vedere stelle cadute, non voglio più guardare verso soli spenti…

Spero che l’icona del Cristo sofferente lasci per sempre questi volti per fare posto al Sole di Giustizia.

Un saluto. Sempre in musica, la quale ci prende per mano e ci indica la Bellezza anche dove c’è l’orrore. Vicky. 

15 dicembre 2009 Posted by | Senza categoria | , , , , | 9 commenti

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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