Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Gogna fantozziana.

      

Estrapolo da un pezzo, che assolutamente non posso che condividere, questo brano di memoria grottescamente fantozziana… se purtroppo non fosse assolutamente reale e non partorito dalla mente di Neri Parenti – lui ci faceva ridere sulle piccole e grandi meschinità e debolezze dell’animo umano. Come direbbe Troisi: “Non ci resta che piangere”.

E invece no! Non piangeremo proprio per nulla! Usiamo questa occasione di estrema vergogna di un quotidiano, che come tanti altri deve la sua vita ai contributi pubblici, quindi non ai soldi di chiunque altro ma proprio i nostri, quelli che vediamo buttati in queste guerre di regime, in queste gogne mediatiche. Ne abbiamo veramente piene le scatole e come dice il protagonista di un film favoloso e molto avanti per il suo tempo, Quinto Potere, “Non sopporteremo più tutto questo!”

Questa la parte del pezzo che mi ha colpito:

“È un invito esplicito allo stalking, che è un reato ma anche una patologia. È un incitamento a molestare, che è un delitto punito dal codice ma anche un’ossessione. Ieri il quotidiano Libero ha pubblicato le foto segnaletiche e gli indirizzi mail dei parlamentari di centrodestra che hanno deciso di non votare la fiducia a Berlusconi: «Scrivete ai traditori» è il titolone di prima pagina che suona come uno spasmo bilioso e come un ordine al plotone di esecuzione: “puntate!”. Di sicuro nella sollecitazione all’offesa persecutoria controi traditori c’è il tradimento (ops), anzi il naufragio del giornalismo, ben oltre la faziosità che è legittima e può essere persino una risorsa, il capitale vivo dell’informazione. Ed è un naufragio professionale confessato e certificato dallo stesso direttore Maurizio Belpietro che mette le mani avanti perché sa bene che sta usando, come scrive nelle prime righe, «la carta stampata come un manganello». (segue – Fracesco Merlo da La Repubblica).

Del Direttore di ‘Libero’ – un nome perlomeno fuori luogo per un quotidiano simile – per par condicio, pubblico la foto in modo che sappiate di chi stiamo parlando e accusatore ed accusati siano ben visibili ai nostri occhi. Un inciso: perché non fare così con tutti quei deputati inquisiti e condannati che ancora siedono nel nostro Parlamento e sono regolarmente stipendiati con le nostre tasse? Perchè non applicare lo stesso metodo di misura che nel passato ha permesso di coprire i vari ‘pianisti’ ed assenteisti? Per non parlare poi dei corrotti e dei collusi con la mafia e la camorra che tuttora troviamo occupare posti di prestigio e responsabilità nella politica, nell’economia, nell’amministrazione pubblica in generale.

Dov’era il signor Belpietro in quelle occasioni? Voglio, vogliamo vedere le facce e i nomi degli iscritti alle logge e molto, molto di più.

Se la gogna mediatica deve diventare uno stile manganello, che sia applicato a tutti. Finora non è stato ancora inventato un lodo Alfano per i camorristi, i mafiosi, i corrotti che con loro si arricchiscono alle nostre spalle. Se inquisizione deve essere, che lo sia!

Ovviamente, al di là del lato grottesco della cosa e della rabbia per l’impotenza di fronte ai soprusi subiti quotidianamente, non condivido affatto questo metodo. Le bagarre interne di un partito o di una coalizione non devono usare i miei soldi e quelli pubblici per coinvolgerci in uno stile di caccia alle streghe che sta diventando la politica di questo regime. Difendo i politici così sputtanati pubblicamente non perché appartengano a un partito che io appoggi, ma perché persone che come tutti sono stati eletti e hanno il diritto dovere di esprimersi e di votare di conseguenza. Un governo che fallisce deve ammettere le sue colpe, i suoi limiti, le sue responsabilità.

Lungi da me il condividere metodi simili, che denotano un regime e non uno Stato di diritto, in cui la violenza sia fisica – attraverso le cariche della polizia agli studenti, ai lavoratori, a chiunque protesti, colleghi poliziotti compresi… – che morale, attraverso questa forma di stalking neanche tanto sommerso, tenta di tenerci ancora in pugno con il ricatto e l’intimidazione tipici di un governo totalitario, o almeno tutt’altro che democratico.

In questo momento faccio appello a tutti coloro che ci rappresentano e che sentono arrivare il momento in cui bisogna dire no. Spinti dalla motivazione della giustizia e non del profitto personale o di partito. Abbiamo fame. Fame di idee, ideali e facce sbattute in prima pagina per quanto sono riusciti di buono a fare non per il proprio elettorato, ma per l’intera nazione. In caso l’avessero dimenticato, noi vorremmo ricordarglielo.

Un brano che fa pensare… Grazie Cash! Sempre Vicky.

6 dicembre 2010 Posted by | Esperienze, Idee, News | , , | 5 commenti

   

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