Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Oggi una stronza

 (Google)

Eccola. Ha appena legato la bicicletta. Con cura. Le attribuirà pensieri umanizzati e umanizzanti? E’ meticolosa, la giusta dose di fretta dissimulata. La chiamano efficienza. La guardo, come se vedessi una parte di me che è rimasta nel passato, in un angolo che non voglio ricordare. Forse ero anch’io un po’ così, sono cambiata. Prima passavo, ora mi fermo. Pensavo di vivere, invece correvo e basta. Con chiunque senza pregiudizi e senza distinzioni. Ma questo è un altro discorso…

Ho comprato un pezzo di focaccia da mangiare in fretta appena fuori dal supermercato, in pieno sole. Mi sento una turista, invece sono appena uscita da un ambulatorio dell’ospedale dopo la visita cardiologica. Sono contenta, sembra tutto a posto. Forse sarà per quello che voglio sentirmi come una qualsiasi, libera di mangiare per strada senza curarsi dei giudizi degli altri. Quando ero viva davvero, secoli fa, ero proprio così.
Oh Dio, mi sto conciando da buttare via, piena di briciole. Sto per perdere l’auricolare, il filo essenziale che mi tiene legata in modo invisibile al mio cuore che è distante da me.
Ho bisogno d’aiuto. Da anni non mi vergogno più di chiederlo, a chiunque, passanti, cassiere, commesse, secondo la situazione o il bisogno che ho.

Oggi ho scelto lei. Quella stronza.

Apparentemente sono identica a migliaia di altre persone, se non per un particolare, la mia carrozzina, che mi distingue in qualche modo. Per il resto ho un aspetto comune. Non direi di me che incuto timore, neanche alle formiche che cerco di evitare accuratamente con le ruote da quando mi sono resa conto che non esiste solo il valore della vita umana, ma che tutto quanto ci circonda è vita e va rispettato. Anche questo però è un altro discorso…

Mi avvicino e le dico: “Scusa, puoi darmi una mano?” Non ho quasi terminato neanche la frase che sento una risposta che mi gela il sangue prima e me lo fa diventare bollente dopo: “Sì, però niente soldi.” Non mi sono mai sentita così umiliata in vita mia. Non di sicuro da una persona comune, una persona che sta entrando al supermercato per fare la spesa come l’ho appena fatta io. Se solo quella stronza avesse pensato per venti secondi o mi avesse solo degnato di un’occhiata staccando lo sguardo dalla sua bicicletta si sarebbe resa conto che i soldi per pagare la spesa li avevo e non stavo certo chiedendo l’elemosina. 

Sono ferita, profondamente. Sento salire le lacrime agli occhi ma mi trattengo e continuo a parlare. “Guarda che volevo solo un aiuto.” e lei “Dimmi pure in cosa posso aiutarti?” Le rispondo: “Ora non lo voglio più da te. In più vorrei farti sapere che io ho una professione, ho un mio lavoro, non ho bisogno di chiederrti soldi. ” Mi sento incandescente e sento solo di sfuggita la sua risposta “Io non ce l’ho il lavoro”. Da lontano mi volto e come se mi fossi alzata di scatto, con lo stesso impeto le rispondo: “Te lo meriti!”

Mi volto definitivamente e riprendo la mia strada verso casa. Ho bisogno di allontanarmi. Ho bisogno di pensare, di vivere cose positive.

Ti chiamo. Tu sei definitivamente altro. Assolutamente il mio elemento in cui mi muovo in libertà. Vivo!

Senza rancore… sempre Vicky!


https://www.youtube.com/watch?v=QMd42-fwbAc

5 giugno 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , | 27 commenti

   

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