Vincenza63's Blog

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Crawling

Crawling in my skin
These wounds, they will not heal
Fear is how I fall
Confusing what is real

There’s something inside me that pulls beneath the surface
Consuming, confusing
This lack of self control I fear is never ending
Controlling
I can’t seem
To find myself again
My walls are closing in
(Without a sense of confidence I’m convinced
That there’s just too much pressure to take)
I’ve felt this way before
So insecure

Crawling in my skin
These wounds, they will not heal
Fear is how I fall
Confusing what is real

Discomfort, endlessly has pulled itself upon me
Distracting, reacting
Against my will I stand beside my own reflection
It’s haunting how I can’t seem

To find myself again
My walls are closing in
(Without a sense of confidence I’m convinced
That there’s just too much pressure to take)
I’ve felt this way before
So insecure

Crawling in my skin
These wounds, they will not heal
Fear is how I fall
Confusing what is real

Crawling in my skin
These wounds, they will not heal
Fear is how I fall
Confusing, confusing what is real

There’s something inside me that pulls beneath the surface
Consuming (confusing what is real)
This lack of self control I fear is never ending
Controlling (confusing what is real)

 

Strisciando

Strisciando dentro la mia pelle
Queste piaghe non guariranno
Sono caduto per paura
Confondendo ciò che è reale.Dentro di me, sotto la superficie c’è qualcosa che preme
Consumando, confondendo
Temo che questa assenza di autocontrollo sia senza fine
Controllando, non mi sembra

di ritrovare me stesso
Le mie pareti mi stanno intrappolando
(senza fiducia e sono convinto che ci sia troppa pressione da sopportare)
Mi sono già sentito così
Così insicuro

Strisciando dentro la mia pelle
Queste piaghe non guariranno
Sono caduto per paura
Confondendo ciò che è reale.

Il disagio si è sempre impossessato di me
Distraendo, reagendo
Contro la mia volontà io resto accanto alla mia immagine riflessa
Mi sta ossessionando come se io non riuscissi…

a ritrovare me stesso
Le mie pareti mi stanno intrappolando
(senza fiducia e sono convinto che ci sia troppa pressione da sopportare)
Mi sono già sentito così
Così insicuro

Strisciando dentro la mia pelle
Queste piaghe non guariranno
Sono caduto per paura
Confondendo ciò che è reale.

Strisciando dentro la mia pelle
Queste piaghe non guariranno
Sono caduto per paura
Confondendo ciò che è reale. Confondendo ciò che è reale.

Mi mancate.
Sempre Vicky.
https://youtu.be/F_v1SLIt01Q
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23 agosto 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone | , , , , , , , | 29 commenti

Siamo colpevoli

2017-05-30 12-53-49.395

 

In questo periodo, bombardata attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione (televisione, social network, giornali, siti Internet eccetera), mi sento soffocare da un certo senso di inadeguatezza, di insufficienza, di occasioni mancate.

Sono prevalentemente circondata da notizie di morte.

Metto una mano sugli occhi, come se la mettessi idealmente sul cuore per non restare troppo ferita, ma questo non mi solleva per nulla…

Siamo (tutti) colpevoli eppure impuniti. Non esiste un reato di indifferenza perseguibile nè penalmente nè civilmente. Esistono solo due realtà: la consapevolezza e la cecità. Entrambe sono sia sociali che personali. Riguardano stati e periodi della vita differenti.

Oggi mi fermo in particolare a riflettere su tanti casi di suicidio che si verificano intorno a noi. Mai il mondo è stato così piccolo…

Non intendo esprimere giudizi né fornire ricette per affrontare questo fenomeno sempre più in diffusione, soprattutto fra i giovani e gli anziani. Vorrei soltanto lasciar emergere lo stato d’animo confuso e molto triste, a causa di un senso schiacciante di impotenza.

Detto così sembrerebbe non esserci alcuna via d’uscita, alcuna soluzione, alcun sollievo a questa “malattia dell’infelicità“. Ogni volta che vengo a conoscenza attraverso i media di vite stroncate da “voli” fisici del corpo o “chimici” della mente, mi viene da chiedermi: “Dove abbiamo sbagliato? Quando non ci siamo stati? Dov’è andata a finire la compassione e l’attenzione?” E molte altre ancora.

Esercito la memoria. Mi ricordo quella volta in cui avevo mal di schiena e non ho avuto la pazienza di ascoltare chi stava dall’altra parte del telefono oppure, peggio, non ho risposto. O magari dell’altra occasione in cui ho visto piangere qualcuno e, per paura di rischiare e intromettermi, ho dimenticato cosa sia la consolazione e il conforto anche da parte di una sconosciuta…

O ancora, in modo molto superficiale e anche cattivo, non ho detto un “Sei stata bravo!” o anche “Conta pure su di me!” a chi con un linguaggio non verbale mi chiedeva una mano…

Mi vergogno della mia mancanza di prossimità, di sensibilità, di occasioni d’amore mancate.

Esiste un momento nella vita di ognuno in cui la consapevolezza deve servire pur a qualcosa e prevedere un cambio di direzione. Il senso della mia sta cambiando.

In passato, ad esempio, mi rifiutavo di assumere medicine per il dolore; questo mi impediva di avere spazi nella giornata da usare per attività sociali o semplicemente per avere del tempo da dedicare a qualcuno, fosse anche solo al telefono o per strada durante una passeggiata. Mi sbagliavo. Così ho cominciato a prendere qualcosa con regolarità, guadagnandoci soprattutto nell’umore e nella disponibilità d’animo e poi nella volontà di perseguire un obiettivo.

In secondo luogo sto cercando di smettere di lamentarmi con chiunque dei miei guai, provando a regalare l’ascolto di cui una volta ero capace e che col tempo e con dolore interiore oltre quello fisico stavo perdendo quasi senza accorgermene. Non aspetto più la telefonata per l’uscita con qualcuno, nel senso che ho ridotto di molto le mie aspettative sulle persone aumentando piuttosto il “movimento del dare”. Quando ci riesco sono felice.

Ognuno dà quello che può, in ogni senso. Questo ho imparato, questo sto cercando di vivere. Questo è il solo “capitale umano” degno di essere investito, soprattutto riguardo la vita preziosa nostra e altrui.

Non si può aspettare ancora, la gente muore di infelicità e di solitudine fuori da qui!

Siamo tutti in cerca del “tu” diverso e speciale. Sempre Vicky.

 

 

 

 

2 giugno 2017 Posted by | Esperienze, Idee, Mondo, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , , , , , , | 31 commenti

Il mio Sanremo

Preghiera in gennaio
(Fabrizio de Andrè)

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dedicata a Francesco, Franco, Nelly, Luigi, Piergiorgio, Eluana, Luca, Mimì, Mita… A quella moltitudine Immensadi anime salve fin dal principio non già col sigillo dell’uomo ma con quello posto sul cuore da Dio.

26 gennaio 2014 Posted by | Anima, Corpo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , | 2 commenti

   

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