Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

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Lido Pierino 20180720

Qui ti ho visto per la prima volta in questa vita

 

Amore mio,

a quest’ora ti avevo già rivisto dopo averti conosciuto poche ore prima.

Trentanove anni fa il primo sguardo, il primo ascolto della tua voce, la tua pelle sulla mia con una stretta di mano rituale per le presentazioni da parte di Franca.

Quindici anni che non vedo fisicamente il tuo viso. 

MI MANCHI.

Anche se dopo di te ho avuto altri uomini. Anche se ho amato ancora. 

“Cosa ti ha fatto innamorare di me?”, ti chiedevo ogni tanto. “La tua gioia di vivere“, mi rispondevi.

Sai, Lorenzo, non ho quasi mai smesso di averla quella gioia che tu amavi e ami ancora.

Il nostro è stato un arrivederci

IO CREDO.

Ti dedico la nostra canzone. Sempre la tua Vicky.

 

20 agosto 2020 Posted by | amore, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , | 16 commenti

Felicità

 

A volte mi sento
come un prato
sul quale si posa la neve…

a volte resta per un po’,
a volte si scioglie subito
ma quello che importa è

che si è fatta l’esperienza
del tocco gentile
e leggero della neve addosso.

 

Emozioni… Sempre Vicky.

 

https://www.youtube.com/watch?v=dxoGDMMvjVs

 

29 marzo 2014 Posted by | Anima, Corpo, Persone, Sentimenti | , , , | 8 commenti

Gambe/2013

 (Google)

Oggi, dopo quasi 18 anni in cui sta seduta tutti i giorni per tutto il giorno, Vicky ha guardato alle sue gambe con sguardo diverso. Ogni tanto le capita di osservare il proprio corpo cambiato da un’altra prospettiva, con un’altra impostazione mentale e non solo. Basta cambiare l’oggetto verso il quale dirige la sua attenzione, gli occhi, i pensieri… le emozioni che emergono.

Guarda le sue gambe Vicky. Poi lancia un’occhiata fuori, in quella piazza di Milano dove tutti corrono appresso al tram per non perderlo. E si ritrova catapultata nel passato improvvisamente, ricorda quando anche lei correva come una pazza per non perdere la metro, saltando da una persona all’altra. Ha sempre avuto fretta, come se la sua vita fosse legata a quel vagone che fuggiva. Riusciva a correre anche quando portava i tacchi, ci era cresciuta sopra, le erano amici. Oggi ha pensato: “Se fossi in piedi sulle mie gambe con la moda corrente con tacchi da 12 cm sarei un gigante di un metro e ottanta!”

Ha appena finito di formulare questo pensiero che due grosse lacrime scendono spontaneamente sul viso. Una per ogni tacco. Una per ogni piede. Una per ogni gamba… È sommersa dalla nostalgia di quella corsa spesso inutile eppure… sente come allora il cuore battere forte per la fatica ma è solo emozione, solo… nessuno si accorge del piccolo grande dramma che la sta travolgendo, tutto si svolge sul palcoscenico di quella sua stanza piccola e segreta dove tiene gioie e dolori solo per se stessa.

Guarda le gambe delle donne Vicky. Si ritrova a esaminare un campionario umano fuori da sé. Si sofferma a guardare delle gambe decisamente imbruttite da un paio di collant dal colore demodé. Ne guarda la forma. Il polpaccio non è molto femminile. Ne segue l’andatura. Non attira gli sguardi, per i suoi gusti. Poi osserva con attenzione quella che sembra essere una ragazza cinese ferma sul marciapiede. Il corpo è magrissimo, le gambe anche. Ciò nonostante è bellissima e  il richiamo femminile che emana da lei, contrariamente alla sua apparenza androgina, è irresistibile. Se solo fosse un uomo… Torna a guardare le sue gambe Vicky. Non le trova brutte, solo irrimediabilmente FERME e incapaci di generare calore. Questa è la realtà. Questa è la sorgente dalla quale sgorgano due piccole stelle che illuminano il suo viso cupo da quel momento.

Non sente invidia Vicky. È solo la realtà, lei è diversa.  Uno schiaffo all’improvviso l’ha colpita, si va ad aggiungere a molti altri invisibili ma non per questo meno  dolorosi. Non è una scoperta di oggi, naturalmente, ma ogni volta in cui la consapevolezza emerge violentemente e improvvisamente è come se accadesse un nuovo piccolo risveglio. La sua mente si adegua alle sue gambe e viceversa. Devono innamorarsi l’una delle altre ancora e ancora prima di accettare di convivere per sempre.

Nelle relazioni con gli uomini Vicky non si è mai sentita fisicamente brutta, anzi alcuni hanno espresso il piacere di ammirarla, apprezzando anche le sue gambe immobili ma belle ai loro occhi. Uno di loro in particolare la fa sentire sexy e desiderabile, soprattutto quando muove il suo corpo come a lei piace… pur non essendo in grado di farlo autonomamente. Le sue gambe in certi momenti prendono vita, le è ancora nascosto il motivo per cui succede. Questo è il bello e il mistero dell’attrazione… ancora viva dopo tempo.

Con questo pensiero che le riscalda il cuore Vicky scende dal tram e si sente misteriosamente leggera nonostante porti appresso ogni giorno il bagaglio di se stessa. È tempo di concedersi ancora alla vita e farlo al meglio che può, con la femminilità che supera in modo fantastico l’apparenza. Ora può correre per non perdere il suo pullman!

Uno dei miei video clip preferiti in tema di gambe. Sempre Vicky!

18 ottobre 2013 Posted by | Corpo, Esperienze, Idee, Sentimenti | , , , , | 34 commenti

Calice

(Google)

Ho atteso. Lunghi mesi di fatica.
Me li hai donati.
Piacere.

Ti tocco. Ora tu sei mani.
Reggi questo tempo.
Entralo.

Ti scorro. Cera.
Linea e spirale.
Fondi.

Ora posso bere.

Celebrarti.
Nostro rituale.
Platea zero.

15 luglio 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | 17 commenti

   

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