Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Sola

 

Sono sola

Non sono single

Che desolante verità

Realista

Sempre Vicky

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21 settembre 2018 Posted by | Anima, Cose, Idee, Persone, vita indipendente | , , , , , , , , | 32 commenti

Good news

Amici, le belle notizie esistono!

Sulla vettura numero 8710 della linea 175 delle 19.12 di Autoguidovie da Milano Famagosta diretto a Pavia con fermata intermedia a Binasco ho incontrato una PERSONA.

Vi chiederete che novità sia.

La è. Credetemi. Una data da ricordare.

Ho trovato un autista educato e gentile e non basta ancora.

Io delle curve ho paura. Soprattutto se a bordo non esistono cinture di sicurezza idonee per una carrozzina.

Per questo motivo vivo con ansia il tragitto, soprattutto durante le curve e alle rotatorie.

Ho chiesto a un passeggero di starmi a fianco per farmi sentire sicura e con mia sorpresa mi ha detto di sì!

Sono abituata all’indifferenza se non addirittura a una certa ostilità. Stasera però ho il cuore che canta di gratitudine per l’umanità ritrovata.

C’è ancora speranza!

Un abbraccio. Sempre Vicky!

16 agosto 2018 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone, Viaggi, vita indipendente | , , , , , | 29 commenti

Io credo

Risultati immagini per io credo dal web

 


Da tanto tempo avevo il desiderio di scrivere questo post e stasera sembra il momento buono, quello in cui nel profondo convivono sentimenti opposti come la pacatezza e l’ansia. La sera è il tempo favorevole per le mie riflessioni, di ogni genere. Allo stesso modo è il momento nel quale si sprigionano energie negative da domare, da vivere, da lasciar andare. 

Io non sono una santa, anzi sento molto vicino a me Maria Maddalena e come lei, in momenti di intimità con lo Spirito Santo Dio, mi sento ai piedi di Gesù per offrirgli quel poco e spesso quel niente che ho. Tranne me stessa, totalmente e senza vergogna.

Come tanti dopo la Cresima su di me ha prevalso lo spirito di ribellione, di disobbedienza e la voglia di avere totale libertà, nel mio caso una blanda idea di cosa fosse davvero. Ho condotto così come tanti ripeto la mia vita in nessuna direzione particolare, tanto meno quella interiore. Unico scopo della vita è stato trarre il massimo piacere da cose e persone.

Poi…il ritorno, avvenuto come l’incontro o meglio il richiamo tra innamorati.

Quando si ha il dono di innamorarsi di qualcuno qui sulla terra si può capire cosa accade dentro e fuori di sè, anche quando Dio ci attrae e, come nel Cantico dei Cantici, ci porta nel deserto e parla al cuore con parole nuove, comprensibili solo a chi le “pronuncia” e a chi le recepisce. Il suo linguaggio è sia verbale che metafisico, supera il limite dell’essere un corpo di carne per parlare al corpo spirituale.

Ciò avviene, come per ogni forma di amore, sia nella gioia e nel dolore, nel sorriso e nelle lacrime. Addirittura nel frastuono interiore o negli immensi silenzi che accompagnano il corso della vita.

Per quanto mi riguarda ho sentito la Sua presenza nel controsenso del mio canto durante i funerali di mio padre. Avevo diciannove anni e da parecchio non mettevo piede in una chiesa. Ciò nonostante ho ricordato e cantato tutto mentre avevo il viso bagnato di lacrime e qualcosa di strano dentro. Anni dopo ho realizzato che avevo trovato un nuovo Padre che non mi avrebbe più lasciato.

Questo tipo di consapevolezza non è così facile da spiegare. Durante gli anni nei quali ho trovato la fede ho imparato l’unica verità che nessuno potrà mai togliermi: di Dio c’è bisogno di fare esperienza; io avevo letto e lo avevo cercato invano in tanti libri, troppi. Una relazione d’amore si vive. Poi può anche capitare di scriverla ma il pilastro, il centro sta nel cuore e nella mente.

Ho trovato il cibo per entrambi cercando l’Amato nei posti in cui sapevo che l’avrei trovato: la Bibbia, la preghiera – soprattutto quella spontanea – e l’eucaristia. È come quando si cerca una persona da cui siamo attratti. Cerchiamo i posti che frequenta, le persone che entrambi conosciamo, le abitudini e i gusti che abbiamo in comune. Io stessa ho passato tantissime ore della mia vita nelle chat in cerca di qualcuno con cui parlare, con cui uscire e, perché no, riuscire ad avere una relazione. Sono stata fortunata, qualche volta mi è riuscito. Perché dunque non avrei dovuto mettere lo stesso impegno nel mio viaggio con Dio?

Mi fermo solo un attimo a condividere con voi che mi state leggendo un sentimento forte che emerge quando si impara a pregare e parlare senza vergogna con Dio e con le altre persone. Dopo questo tipo di apertura della mente e del cuore per la quale devo ringraziare anche il movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito, che ho frequentato in periodi alterni insieme alla mia famiglia, per circa quindici anni, ho avuto la gioia di riuscire a pregare con persone di religioni e confessioni diverse dalla mia. 

Non ho sentito nessuna difficoltà nello spirito a scambiare Bellezza e Amore con evangelici, testimoni di Geova, protestanti, buddisti e altri. È meraviglioso scoprire che esiste una lingua che ci unisce: quella della fratellanza umana prima che la ricerca di regole.

Ho un ultimo desiderio riguardo quanto sopra. Vorrei tanto riuscire, oltre che a parlare e dialogare, a pregare con le nostre parole, così come viene, con un musulmano.

Pongo questo come tanti altri miei sogni nelle mani di Dio.

Un caro abbraccio, sempre Vicky!

 

15 aprile 2018 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Viaggi | , , , , , , , , , , , | 12 commenti

Aspettando

autobus dal web

 

Può succedere di ritrovare la speranza e la gioia in un solo gesto gentile da parte di una sconosciuta, quella che in un attimo è entrata a far parte dell’Umanità che incontro, che  conosco, che voglio essere.

Arrivo a casa leggera… volevo dirvelo.

Sempre Vicky!

 

27 marzo 2018 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , , | 38 commenti

Questo pastore mi manca

§ La civiltà capitalistica ci ha indotto a pensare esclusivamente ai “fatti nostri”: l’altro non è più né fratello, né amico e neppure prossimo simile a me, piuttosto è un estraneo da evitare e, possibilmente, da schiacciare e sfruttare. [Don Andrea Gallo] § Immagine e testo tratti da Siamo Quello Che Non Scriviamo §

via probabilmente è una triste verità — il rifugio di Claudio

 

Dedicato a tutti i Francesco – mio fratello morto di overdose il 9 aprile 1989 – che cercano “domani luminosi”.

 

 

Dedicato a chi dopo l’inverno, aspetta la primavera… per rinascere.

Sempre Vicky.

 

4 novembre 2017 Posted by | Dialogo, Dio, Esperienze, Musica, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | 22 commenti

Sipario

Risultati immagini per sipario che si chiude

 

Ed ecco
una giornata volge alla fine
voci
immagini
persone
natura…

Trentatre anni
in fondo alla strada
dieci mesi
schiavo 
non ancora nato
“piccino”.

Il bagaglio
sempre più
leggero.

Serena notte. Sempre Vicky.

 

 

 

 

2 luglio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , | 15 commenti

A casa col nemico

Risultati immagini per computer portatile fujitsu (Google)

Voleva essere all’inizio il commento a un post sul blog dell’amica Cimy , poi è diventato quello che leggerete di seguito.

Ciao, cerco di capire il motivo per cui ti senti così… come ti ho già scritto altrove anche io lotto col nemico numero uno che si chiama Web e dietro il quale si celano chissà quanti altri nemici sconosciuti, amplificati così dalla gelosia di una che ama e non sa chi c’è dall’altra parte o addirittura di fronte a sé.
Quante volte ho gridato che avrei voluto spaccarlo quel portatile che mi ruba la sua attenzione, le sue carezze, quasi tutto.

È una vittoria senza armi quella della rete, in cui si casca in modo più o meno consapevole. Io a volte ho dato la colpa alla mia solitudine, quando passavo ore in chat o qua e là per siti. In realtà sola lo ero davvero in quel tempo… ho trovato compagnia, sono stata fortunata. Ma quante ore però buttate via a non vivere fuori da questa stanza…

Cosa c’è di social in una vita chiusa in casa dietro un monitor, scrivendo a persone che si sa non vorranno mai incontrarci (80-90%), perché non vedono altro che un’immagine, non la verità. Quando poi arriva il momento in cui si vorrebbe concretizzare la conoscenza perché magari si è anche nella stessa città… ecco, la gente si tira indietro.

Viviamo in un mare di “mi piace” senza più essere capaci di assaporare la compagnia reale di un amico o un’amica con un corpo e abbiamo dimenticato l’impegno sociale, politico, amoroso.

La rabbia e la delusione mi aiutano a riprendermi da queste “crisi di rigetto“.
In questi momenti benedico il giorno in cui ho cominciato a scrivere su questo blog, un modo davvero sociale oltre che “social” di comunicare e concretizzare in alcuni casi la conoscenza in modo più profondo. Con altri, magari più lontani, è nata una comunicazione a voce – no Whatsapp – che mi dà emozioni e, talvolta, anche qualche arrabbiatura, dipende dagli argomenti… questa è la vita, non devo piacere per forza a nessuno.
Il resto, ce ne stiamo accorgendo tutti spero, è una grande menzogna. È il grande occhio del famoso “Big Brother”, che manipola la nostra attenzione, la nostra curiosità sana per trasformarla piano piano in dipendenza.

Stiamo diventando schiavi. Finché siamo in tempo spezziamo le catene!
Io mi sono proposta di dedicare più tempo al blog, alla scrittura e alla lettura di altro (altri blog che seguo o di recente, l’ascolto di audiolibri – questo è il secondo che ho finito ieri sera), che mi arricchisce molto durante l’ascolto di musica di qualsiasi tipo. Ho ripreso in considerazione di dedicare un piccolo tempo della giornata all’attività fisica che fa bene alla salute del corpo e della mente, oltre a disciplinare l’uso del mio tempo ridiventandone la padrona.
Sono sicura di vederne molto presto i frutti del mio impegno.
Nel frattempo vi dedico questo brano… sempre libera, sempre Vicky!

6 marzo 2017 Posted by | Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Ho conosciuto un “uomo”

Risultati immagini per bergamo teatro creberg niccolò fabi


E’ il 3 febbraio 2017.
Bergamo ore 21. C’è mia figlia con suo marito e poi… un bel po’ di gente e infine lui, Niccolò Fabi con la sua band.

Solo adesso a distanza di un paio di giorni riesco a parlare di ciò che ho sentito, ho ascoltato, lasciato decantare poi emergere nella sua giusta dimensione. Come è scritto nel titolo “Ho conosciuto un uomo”. Detto così sembra un incontro di quelli amorosi e in parte lo è ma di un altro tipo di amore, forse più vero e aperto di quello che ci vincola a una persona in particolare.

Andare a un concerto e avere la fortuna di poter assistere in seconda fila a pochi metri dall’artista è una bellissima esperienza. La consiglio a tutti. Non è soltanto ascoltare una voce, ma è vedere in tutte le sue sfumature un viso, corpo che si muove nello spazio mentre il tempo scorre quasi senza interruzioni, per non turbare un dialogo che ha un che di magico…

Ero seduta vicino a mia figlia Emanuela e ogni tanto commentavo sperando di non disturbare e disturbarla. In realtà credo fosse solo il bisogno di far venire fuori le emozioni che sentivo di condividere con qualcuno che è realtà non c’era, per poi ritrovarmi a vivere un dialogo muto con Niccolò, uno scambio di vibrazioni a distanza ravvicinata…

Capita così che l’anima si apre e si lascia andare, complice l’oscurità e il volume alto degli altoparlanti a pochi metri da me.

Verso la fine, dopo tanti brani urlati dalle persone sedute come me – che non posso alzarmi più, anche volendo… – Fabi intona una canzone in particolare che tutti conoscono praticamente a memoria e che fa balzare la platea in piedi e correre vicino al palco. E’ un brano orecchiabile, intimo, ha un bel ritmo coinvolgente, “Lasciarsi un giorno a Roma“. L’ho sentito un po’ di volte perfino io in questi giorni in cui ascoltavo un po’ di tutto il suo repertorio per prepararmi a un incontro, proprio come con una persona importante a cui tieni e per la quale ti prepari con calma e cura. Non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma soprattutto per il “contenuto“.

Provo qualcosa di estremamente bello e straziante in quel momento e anche ora, mentre sto utilizzando il software vocale per dettare, e mi fa tremare la voce e il cuore. E’ un fotogramma di scatto in quel momento e che sembra unire due scene collocate in spazi e tempi differenti, lontano anni uno dall’altro. Ciò nonostante magicamente si sovrappongono provocando un’emozione enorme. Rivedo mia figlia adolescente improvvisamente come non l’ho vista mai, correre felice e spensierata incontro alla vita che l’aspetta e contemporaneamente mi appare una donna che rifà con la stessa corsa il medesimo percorso mentale ed emozionale davanti ai miei occhi.

Mi rendo conto improvvisamente di quante cose mi sono persa… e dentro di me in quel silenzio assordante in conto che mi è stato fatto il dono di esserci per viverne una importante: la sua prorompente e bellissima gioia di vivere! E’ come ritrovarla e doverla lasciar andare… Crescere. 

In questo momento ho le lacrime agli occhi. Non è tristezza. E’ vita, emozione, necessità. Maternità.

Faccio un’eccezione, a lei dedico due dei miei brani preferiti. Sempre Vicky!

 

5 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

1 Aprile non è un pesce

 (Google)

Quest’anno è stata una giornata internazionale, intercontinentale per me. Vorrei che se ne ripetessero di più nella mia vita. Incontrare nel giro di poche ore contemporaneamente persone di tre continenti non è cosa da tutti giorni! Ora vi racconto cos’è successo nel giorno in cui tutto il mondo celebra la festa dell’idiozia. Il 1 aprile per molti è un giorno di leggerezza, per me passa inosservato, un giorno come un altro se non fosse per...

Ho conosciuto Hassan solo otto giorni fa. Sono tornata al mercato, proprio quello dove tempo fa mi hanno rubato i soldi dalla tasca del giubbotto. Sono una che non molla facilmente e non si fa intimorire, anche ora che sono sola e senza difese e vado in giro per Milano e non solo a qualsiasi ora, tranne che di notte solo perché non saprei come tornare a casa. Lui lavora nei mercati pur essendo laureato in urbanistica nel suo paese di origine, il Marocco. Un ragazzo gentile, premuroso, Hassan. Mette la mia spesa appesa dietro la mia carrozzina, non so quanti sacchetti siano, ce li facciamo stare. Sto per salutarlo, mi chiede: “Adesso vai a casa da sola con tutta quella roba? Vuoi che te la porti io?” – ci sono abituata e per me è un certo vanto cavarmela da sola in qualcosa. Dopo una breve conversazione ci scambiamo i numeri di cellulare, in caso avessi bisogno di qualcosa mi dice lui, di qualsiasi cosa. Nei giorni successivi ci risentiamo e decidiamo di vederci proprio il 1 aprile per bere qualcosa insieme, per parlare un po’.

Il bar di Luca, nei pressi della metropolitana in zona sud di Milano, è per me un punto di riferimento. È lì che do appuntamento a qualcuno che voglio incontrare per la prima volta o quasi, mi sento a mio agio, Luca e le ragazze del bar sono gentili, se ho bisogno di aiuto non si fanno pregare e non posso dimenticare un giorno in cui avevo voglia di un caffè e sono entrata da lui senza soldi. Il caffè l’ho bevuto lo stesso, offerto da lui. Sinceramente non so se questo sia il suo vero nome… Luca viene dalla Cina, come anche le ragazze che sono nel bar. Non ho pregiudizi di nessun tipo né verso di lui né verso Hassan. Per me, che mi ritengo “diversa”, quella strana sono io… nel senso di straniera. Sentirsi così non è un fattore geografico o etnico, è qualcosa che è dentro. Abito nella terra di Nessuno, quella dove nessuno si ferma, quella che attraversi giusto per un tratto di strada per poi proseguire. Vicky strip.

Andrea si siede quasi subito al tavolo con Hassan e me. Lui lo invita a bere qualcosa con noi. Più tardi mi dirà sottovoce che pensava che io lo conoscessi già… Ci vuole poco a capire che Andrea è altrove, aiutato da un pieno di alcol. Inizia a raccontarci la sua storia dopo una breve presentazione tra di noi. Mi dà una carezza, più di una durante la nostra conversazione a tre. È italiano Andrea, con una relazione alle spalle con una ragazza ucraina e chissà quanta altra vita da raccontare a qualcuno che non si è mai fermato ad ascoltare… Oggi è il giorno giusto, il suo, il nostro momento, quello dell’ascolto reciproco anche in mezzo alle nebbie dell’alcol. Ci fa vedere le foto dei suoi figli uno dei quali è disabile. A tratti piange, non mi sento in imbarazzo come mi è successo altre volte davanti a qualcuno che si lascia andare. Forse ho perso per strada tutta l’arroganza che avevo, ho smarrito la strada vecchia per imboccarne una nuova ormai anni fa. Mi piace. Vicky strip.

Io, Andrea e Hassan salutiamo Luca. Ci salutiamo anche tra di noi. Devo correre a prendere il mio pullman, sono le nove di sera. Il bar sta chiudendo, per oggi è finita. Torno a casa con dentro un calore. Mi succede sempre quando tocco l’umanità vera.

Sempre Vicky!

What a wonderful world – Joey Ramone

3 aprile 2014 Posted by | Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , | 12 commenti

PIL e umanità

(Google)

« Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta »

Robert Kennedy, Discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University” (da Wikipedia.org)

Per info su questo argomento interessante che ci avvicinerebbe un po’ di più all’economia nonchè al concetto onesto e vero di FELICITA’, questa montagna misteriosa per tanti, troppi, invalicabile rimando alla fonte:

http://it.wikipedia.org/wiki/Pil

Queste le parole talmente preziose e totalizzanti che vorrei sentire ancora oggi. Parole vere, che arrivano al cuore dell’uomo e ne cambiano, forse, l’esistenza. Ci insegnano che l’economia non è una schiavitù, non deve essere un’arma di ricatto tra i popoli, al contrario deve tener conto degli scopi veri della società, dell’intera umanità: la dignità di una vita felice. Il diritto di ogni uomo che vede la luce. Da sempre.

Un bellissimo discorso. Non credo lo dimenticherò facilmente. Sempre Vicky.

20 maggio 2013 Posted by | Esperienze, Idee, Mondo, Persone | , , , , , | 11 commenti

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And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare

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