Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Se l’è cercata

Risultati immagini per violenza sulle donne

Una strada deserta, oppure no
un parco affollato, magari nemmeno
addosso dei leggings

magari degli shorts
una maglietta attillata e corta
esci di casa tranquilla
sarà una giornata lunga, anche questa.

No, non dovevi
fuori la trincea per la guerra che nessuno
vuole vedere nè vivere
la violenza sta dietro l’angolo
mascherata da buone maniere
parole gentili o complimenti
pesanti poi come macigni.

No, non lo sapevi
cosa succede a chi provoca
si misura la dignità in centimetri
la tua lasciata nel cassetto
per un’altra occasione
magari per qualcuno
dal tocco delicato.

Adesso l’eco del tuo NO inascoltato
l’urlo inghiottito
i tuoi vestiti frantumati
la tua Bellezza ignorata
nel silenzio eterno
un unico pensiero
“Voglio che finisca in fretta tutto il dolore“.

A casa una doccia
come per cancellare un tradimento,
lo è stato davvero
quello con cui la bestia umana
ha schiacciato il tuo corpo
invadendolo più volte
ovunque con non amore. 

Dovrai difenderti ancora
profondamente violata
perché un’assurda complicità
ti dirà “Se l’è cercata”
e nell’indifferenza
al tuo “Sono innocente
farà eco il nulla.

Da qui riesco a mandarti
solo la mia rabbia impotente
e penso solo che tu donna, amore mio,
avresti voluto
spalancare il tuo corpo

per lasciar entrare amore
e lasciarne emergere solo piacere.

Con immenso amore, da donna a donna, sempre Vicky.

 

 

 

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24 settembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Musica, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , | 25 commenti

Chi non ha lavoro

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Quella qui sopra è una delle situazioni dalle quali scappano, l’Africa di cui quasi nessuno parla e che genera rifugiati politici e non che in qualche modo devono mangiare e vivere ogni giorno.
Vi offro un racconto di vita che conosco da alcuni anni e che vi assicuro è la miglior celebrazione del 1 maggio e non solo.
Sono particolarmente arrabbiata e non risparmierò, forse per la prima volta, di trascrivere fedelmente certi termini usati normalmente in alcune occasioni.

Qual è la novità oggi?

Vi parlo di prostituzione. No, non si tratta di donne ma di un ragazzo X che vive nella zona Y e si vende al Supermercato Z.

Ho conosciuto X qualche anno fa alla fermata dell’autobus che prendevo di solito per andare a casa nel quartiere Y dove abitavo. Non lo avevo mai notato prima o più semplicemente avevamo orari diversi.

Sono una di quelle persone che non si crea problemi a fare conversazione con persone di razze e colori diversi dal proprio per cui ho cominciato a parlare con lui di cose quotidiane che riguardavano sia lui che me e le nostre vite. Ha preso il mio stesso autobus per raggiungere il supermercato. La differenza tra me e lui è che io ci andavo per fare la spesa mentre lui ci andava per chiedere soldi ai clienti oppure prendere le monete dai carrelli che restavano abbandonati nel parcheggio antistante al supermercato stesso. Questo naturalmente l’ho scoperto solo dopo aver fatto la spesa…

Fin qui sembrerebbe tutto “normale” fin quando non scoperto che… X era in vendita e mi stava offrendo se’ stesso presso il mio domicilio, sussurrandomi all’orecchio in inglese (la lingua in cui stavamo comunicando, proveniendo lui dalla N.) queste parole: “Baby, I can make you happy… I can lick your p…y, ok? Take me to your home and I’ll do everything you want”. (Tesoro, posso renderti felice… posso leccare la tua…, ok? Portami a casa tua e farò tutto quello che vuoi).

Devo essere diventata di tutti i colori perché solo un paio di volte in vita mia avevo ricevuto provocazioni sessuali così esplicite, da adulta intendo naturalmente e soprattutto da adulta single e con una disabilità motoria.

Mi sono sentita strana. Non avevo mai pensato alla prostituzione maschile, anche perché non avevo mai dovuto pagare un uomo in vita mia. Ho rifiutato la sua offerta non perché non fosse attraente e io non ne avessi voglia, ma semplicemente per il rispetto della dignità di entrambi.

In cambio di nulla, se non della compagnia reciproca, ci siamo seduti fuori dal supermercato a mangiare una pizza insieme, senza giudizio. Aveva fame X, non solo di cibo ma di parole che non fossero solo di sfruttamento o di contrattazione.

Lui, godendo dei benefici come rifugiato, aveva provato a cercare un lavoro naturalmente senza successo. Come molti mandava quei pochi soldi ai suoi genitori in N.
Nonostante la sua sfoderata malizia e spregiudicatezza non credo che avesse mai pensato di doverle guadagnare così i soldi che gli servivano per vivere qui nel nostro paese. Ho pensato a chissà quante donne avevano accettato la sua offerta… non ho avuto il coraggio di chiederglielo.

L’ho incontrato ancora molte volte, anche di recente. Ci siamo parlati da esseri umani con pari dignità, senza pensare alle categorie mentali che stanno prendendo sempre più piede nelle nostre comunità. E non parlo solo di stranieri.

Vi assicuro che molte persone che non hanno lavoro si sentono cittadini di serie B, persone che hanno perso senso di rispetto e dignità anche da parte di chi un lavoro ce l’ha ancora. Magari nelle pubbliche amministrazioni, presto gli uffici per l’impiego o ancora se si ha a che fare con i servizi sociali degli enti locali: ci si sente veri e propri mendicanti.

No, non me la sento proprio di festeggiare nulla. Ho solo voglia di dedicare questo post a X, ovunque sia in questo momento!

Con amarezza, sempre Vicky!

 

 

1 maggio 2017 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , , | 50 commenti

La mia rubrica parla

Risultati immagini per nokia 6303i classic

Vi presento il “mio” Nokia 6303 Classic, il mio telefono cellulare più importante perché contiene informazioni, persone, insomma ricordi. Controllando le foto scaricate memorizzate e anche i messaggi ho fatto un salto indietro di tre-quattro anni.

Sono ancora scombussolata dalle emozioni provocate dalla lettura degli SMS soprattutto…

La sola lettura di alcuni nomi mi ha fatto sobbalzare il cuore e in qualche caso l’ha graffiato come allora. Ho caldo! Sono viva!

Vorrei tanto usare il nome di ogni singola persona, ma non potendolo fare per rispetto userò le iniziali sperando che qualcuno di loro si riconosca e provi le stesse cose. Magari mandandomi un altro, un nuovo SMS…

Citerò invece i luoghi perché quelli sono importanti per capire, per rivivere, per amare. Qualche volta per smettere di farlo. Chiudere.

Voglio procedere come sempre con le immagini come fotogrammi più che con la cronologia, la loro forza è più grande del tempo. Quello che scrivo è prima negli occhi e nel cuore che sulla tastiera virtuale nella mia testa.

Bacio con ciliegia. Love. M.P.” – Genova.
Rosso è il colore che ti descrive. Che vedo arrivare al porto vecchio, illuminato da un sorriso e da una voce che grida il mio nome e cognome. Devo scavare molto nella memoria per ricordare qualcosa di simile a un’accoglienza così calda. Una ciliegia. Da gustare insieme in un bacio immaginato ma non per questo meno desiderato.

È valsa la pena aspettare, hai parlato benissimo. Il tuo intervento era scorrevole e chiaro! M.R.” – Acireale (CT).
Tu sei la mia calamita intellettuale e mi sono sempre sentita stimata e incoraggiata da te, amico mio siciliano. Conservo ancora il tuo messaggio di apprezzamento per il mio intervento a una congresso. Leggerlo e poi riparlarne insieme è stata proprio una ricchezza che non dimentico.

Non cercarmi mai più. Vicky.” Mandato a L.F. – Provincia di Milano.
Caro L.F., devo chiederti scusa per tutte le volte in cui tu hai “tappato il buco” della mia esistenza con la tua presenza sensuale tra una mia relazione e l’altra. Entrambi abbiamo pensato di essere innamorati, tanto era il trasporto… Ancora adesso il ricordo di ogni “addio” mi scombussola. Penso ancora a te ogni tanto, quando il lenzuolo freddo mi sfiora. Tu?

Metto a letto Vicky, poi ci sentiamo su Skype. D.S.” – Provincia di Torino.
Ti dedicherò solo la mia ferita che ogni tanto ancora sanguina al ricordo del tradimento multiplo, cioè su ogni fronte. Non ho altro da dirti che questo. Ho pensato a te con rabbia e con dolore, ma grazie a Dio tutto scorre…

Hai saputo di mamma… M.G.” – Provincia di Milano.
Che occhi tristi avevi quel giorno quando sono passata a trovarti, sorellina mia! Se solo avessi potuto darti una carezza e abbracciarti per consolarti un pochino… Quanti ce ne sono stati dopo! Sorrisi, lacrime, rabbia condivisa nelle nostre brevi e concitate telefonate, tanto quanto nei tuoi lunghissimi e fantastici sms. A volte penso che siamo innamorate dell’amicizia. È una certezza.

Dormi? E.” – Provincia di Milano.
Tu sei il mio segreto, quello più proibito. Il pensiero di te si fa subito desiderio. Basta solo questa piccola domanda, ancora oggi… Essere corteggiata da te è stata una bellissima storia. Essere amata ancora di più. Mi scusi se ti ho ferito? Ricordo quella lacrima che ti è sfuggita dopo un bacio stupidamente provocato. Tu sai il perché… Quella lacrima l’ho ingoiata per non sprecarla. È diventata mia.

Auguri di cuore. Ti abbraccio. M.W.” – Roma.
Sei l’amica più grande in ogni senso, lo sai? Ti ho conosciuta da lontano e poi io ho accorciato I kilometri che ci dividono, regalandomi e regalandoti tempo, calore, stima. Insomma amore. Non ti dimentichi di me. Sei importante, intellettualmente altissima, piccola M.!  Ci incrociamo alla prossima tra qualche giorno qui a Milano.

Ti amo… M.D.A.” – Provincia di Alessandria.
Quante volte te l’ho sentito dire, occhi negli occhi. Forse troppo, ma era così bello! Ci ho creduto, che abbiamo prodotto qualcosa che durerà per sempre. Un’immagine: il mio arrivo all’ostello, la gioia nei tuoi occhi, quella porta chiusa per baciarmi lontano da tutti, come due adolescenti…

Stiamo arrivando, fame! Prepara cose buone! E.F.” – di ritorno dalle vacanze.
Do subito disposizioni, stai arrivando, mia principessa! Ho vissuto con serenità il tempo della tua lontananza, leggendo i tuoi messaggi e bevendo le tue parole nelle brevi telefonate. Non ti ho mai voluto rubare neanche un secondo di vita. È troppo preziosa per farsi sostituire anche dalle persone che amiamo di più. Rimango. Mi doni gioia!

Tutto quello che ho raccontato corrisponde a pennellate qua e là nella mia vita nell’arco di quattro anni, tra il 2011 e il 2013. Tutto questo è custodito nello scrigno del mio Nokia ormai inutilizzato e ancora di più in quello della mia anima, a tratti ferita e a tratti felice. Così è la vita!

È utile fare esercizio con la memoria di quanto abbiamo ricevuto e di ciò che abbiamo dato, per non buttarci troppo giù nei momenti che prima o poi arrivano per tutti. Per me, in particolare, sono arrivati puntualmente seguiti grazie a Dio da continue rinascite.

Credo che questa sia una di quelle, sempre nuova, migliore della precedente. Sorpresa.

A te dico: “Rimani qui“.

Un abbraccio a tutti, sempre Vicky!

15 novembre 2016 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

L’importante è FINIRE

game-over

 

Ed eccomi finalmente sentimentalmente LIBERA e non solo…

Sono fiera di chi sono stata, di chi sono, di chi sarò.

Ho mantenuto le promesse, ho conservato la dignità. Questo conta.

Sempre sincera, sempre onesta, oggi delusa…

Donna fino in fondo. Come tante. Come loro… Sempre Vicky!

 

29 settembre 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sapienza, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Grazie, Frankie!

Ed eccomi di ritorno! Ben ritrovati, amici miei!

In ottima compagnia. Ritmo carnale, testo che mi raggiunge e scava. Consiglio…

Sempre Vicky!

 

18 agosto 2016 Posted by | Anima, Idee, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , | 2 commenti

Uomo

Uomo: ti ho conosciuto quando ho scoperto me stessa. Semplicemente mi stavi dentro quando ancora nemmeno sapevo che esistessi, quando la mia femminilità era ancora troppo acerba per distinguersi dalla tua mascolinità. Ci somigliamo molto. Giochiamo!

Uomo: ti guardo disteso sul mio letto. Sei bello, sei nudo, sei duna, apparentemente deserto nella tua immobilità. Ti sento respirare quella stessa aria che hai soffiato su di me nelle ore più calde. Come se il vento cambiasse così tu ti volti lentamente, completamente. Adesso ti domino con lo sguardo. Assolutamente ed esclusivamente mio ora, in un lunghissimo istante solitario. Giochiamo!

Uomo: ti trasformi improvvisamente in donna, mi chiedi “Ti piaccio?” mentre leggi già la risposta di fronte a te. Guardami. Negli occhi, dritto negli occhi e scoprilo. Guarda: non ho più bisogno di mani ora. Te sei accorto? Ci separano solo pochi millimetri di pelle e di aria. Ti raggiungo. Giochiamo!

Uomo: il tuo nome significa Principe. Il mio Colei che vince. Dammi il tuo titolo, cedo le armi. Viviamo!

Sempre Vicky!

15 novembre 2014 Posted by | Anima, Corpo, Persone, Sentimenti | , , , , | 13 commenti

Harem/1

(fonte: Google)

Non è sempre fare l’amore. Anzi, non lo è quasi mai.
Il tempo è tiranno, sempre contato. Quasi disperato.
So soltanto che ti aspetto,
in molti aspetti siamo simili, quasi identici.

Ti sento aprire la porta, cammini piano.
Respiro, come se non volessi far rumore e disturbare.
Entri ed è come se non fossi mai uscito.

Sono nuda sotto il piumino leggero.
Come piace a te.
Come piacerà a me.

Non aspetti. Non puoi. Non vuoi.
Mi sento divorata.
Hai fame. L’abbiamo entrambi.
Ci usiamo a vicenda, che male c’è?

Sudi.
Il tuo calore ha inondato la stanza e me.
Mi respiri sulla schiena.

Dopo un attimo è tutto finito.
Troppo bello.
Troppo presto.

E’ ora di tornare.
Tu alla tua vita in cui ci sono anch’io.
Io alla mia, al mio harem in cui ci sei tu.

Senza ipocrisia, senza drammi
ognuno al suo posto
tu col tuo primato, io anche
intoccabile.

 

watch?v=RR6QPAhEJfA

(Amore cannibale – Gianna Nannini)

Sempre Vicky!

11 ottobre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Idee, Persone | , , , , , | 29 commenti

Uomo

(Google)

Ti do l’Oscar per la tenerezza.

In molti mi hanno baciata, tu… hai bucato il muro che ci divide con un ‘gesto’ leggero. Con la tua grazia, che è dono, mi hai incantata.
Mi sono lamentata per giorni della mia stanchezza, del dolore fisico e non solo, dell’estrema solitudine e tu, col tocco che solo un apparente aspetto truce può avere, hai deposto il tuo bacio sui miei occhi chiusi per farmi addormentare.

Come fai con la tua bambina.

Come un petalo di rosa mi hai fatto sentire. Ti restituisco tanta grazia con il mio profumo.

Sempre con dolcezza. Sempre Vicky.

12 luglio 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , , , | 12 commenti

La vacanza ovvero l’assenza.

 Milano, Stazione Centrale.

Riporto di seguito il mio ultimo pezzo pubblicato oggi su http://www.le-cercle.it, il Caffè Letterario online che ospita la mia rubrica ‘Io sociale, io (a)sociale’:

La vacanza ovvero l’assenza. (05-08-2011)

“Non ho programmi. Non ho progetti. Una volta questo vuoto spazio-temporale mi impauriva, mi toglieva una delle mie certezze: si parte per… non è importante, quello che conta è cambiare scenario. Lo dico spesso. Scenario. Non ambiente, proprio solo il luogo che appare insieme con tutto ciò che contiene. Immobile. Senza vita. Lì per sempre.
E invece no: si cambia. Perché? Mi manca sempre qualcosa. Il movimento è vita. Quello fisico, lo spostarsi da un luogo all’altro, vicino o lontano che sia. Tutto questo può però avere un’alternativa: la mente, lo spirito.
Non ho mai avuto grandi viaggi da fare, se non quello indimenticabile dell’eclissi totale fuori e dentro di me a Monaco di Baviera. Sentirsi tutto e nulla contemporaneamente è un viaggio impagabile. Quale pasticca può sostituirlo?
Mi muovo, pur restando fisicamente ferma. Non mi vede nessuno. Eppure possono vedermi tutti quelli che mi guardano. Gli invisibili esistono, ne è pieno il mondo. Di quelli che in vacanza ci sono da sempre o quasi.
Vado spesso in piazza Duomo o in Stazione Centrale a Milano. Lì è pieno zeppo di gente in vacanza.
No… non è quello che corre perché è in ritardo; no… non è la ragazza che saluta mamma e papà per fare la più bella vacanza della sua vita: amiche, sesso e sballo a volontà, ovunque sia. Stiamo guardando nella direzione sbagliata. E’ proprio tutt’altra scena.
Resta fermo. Un po’ allungato su quel muretto. Il sedile è più scomodo. Amico mio… mi somigli parecchio.
Che fai apparentemente immobile in mezzo a tutta questa gente? Non posso fare a meno di osservarti. Tu non sai cos’è la noia che si può provare anche nel più bel luogo della Terra. Posso stare un po’ vicino a te in silenzio? Non ti darò fastidio, non farò domande. Fammi solo restare. Ho cose da imparare e non sono costretta a pensare.
Non ricordo il tuo viso. Neppure cosa indossavi…
Grazie per la vacanza.”

Un momento da dedicare a sè stessi. Una grande Marina Rei. A presto. Sempre Vicky.

5 agosto 2011 Posted by | Esperienze, Idee, Persone | , , | 5 commenti

Senza parole.

19 luglio 1992

Senza parole. Solo affetto e stima. Sempre Vicky.

19 luglio 2011 Posted by | Esperienze, Persone | , , | 2 commenti

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