Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Uomo

Uomo: ti ho conosciuto quando ho scoperto me stessa. Semplicemente mi stavi dentro quando ancora nemmeno sapevo che esistessi, quando la mia femminilità era ancora troppo acerba per distinguersi dalla tua mascolinità. Ci somigliamo molto. Giochiamo!

Uomo: ti guardo disteso sul mio letto. Sei bello, sei nudo, sei duna, apparentemente deserto nella tua immobilità. Ti sento respirare quella stessa aria che hai soffiato su di me nelle ore più calde. Come se il vento cambiasse così tu ti volti lentamente, completamente. Adesso ti domino con lo sguardo. Assolutamente ed esclusivamente mio ora, in un lunghissimo istante solitario. Giochiamo!

Uomo: ti trasformi improvvisamente in donna, mi chiedi “Ti piaccio?” mentre leggi già la risposta di fronte a te. Guardami. Negli occhi, dritto negli occhi e scoprilo. Guarda: non ho più bisogno di mani ora. Te sei accorto? Ci separano solo pochi millimetri di pelle e di aria. Ti raggiungo. Giochiamo!

Uomo: il tuo nome significa Principe. Il mio Colei che vince. Dammi il tuo titolo, cedo le armi. Viviamo!

Sempre Vicky!

15 novembre 2014 Posted by | Anima, Corpo, Persone, Sentimenti | , , , , | 13 commenti

Harem/1

(fonte: Google)

Non è sempre fare l’amore. Anzi, non lo è quasi mai.
Il tempo è tiranno, sempre contato. Quasi disperato.
So soltanto che ti aspetto,
in molti aspetti siamo simili, quasi identici.

Ti sento aprire la porta, cammini piano.
Respiro, come se non volessi far rumore e disturbare.
Entri ed è come se non fossi mai uscito.

Sono nuda sotto il piumino leggero.
Come piace a te.
Come piacerà a me.

Non aspetti. Non puoi. Non vuoi.
Mi sento divorata.
Hai fame. L’abbiamo entrambi.
Ci usiamo a vicenda, che male c’è?

Sudi.
Il tuo calore ha inondato la stanza e me.
Mi respiri sulla schiena.

Dopo un attimo è tutto finito.
Troppo bello.
Troppo presto.

E’ ora di tornare.
Tu alla tua vita in cui ci sono anch’io.
Io alla mia, al mio harem in cui ci sei tu.

Senza ipocrisia, senza drammi
ognuno al suo posto
tu col tuo primato, io anche
intoccabile.

 

watch?v=RR6QPAhEJfA

(Amore cannibale – Gianna Nannini)

Sempre Vicky!

11 ottobre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Idee, Persone | , , , , , | 29 commenti

Uomo

(Google)

Ti do l’Oscar per la tenerezza.

In molti mi hanno baciata, tu… hai bucato il muro che ci divide con un ‘gesto’ leggero. Con la tua grazia, che è dono, mi hai incantata.
Mi sono lamentata per giorni della mia stanchezza, del dolore fisico e non solo, dell’estrema solitudine e tu, col tocco che solo un apparente aspetto truce può avere, hai deposto il tuo bacio sui miei occhi chiusi per farmi addormentare.

Come fai con la tua bambina.

Come un petalo di rosa mi hai fatto sentire. Ti restituisco tanta grazia con il mio profumo.

Sempre con dolcezza. Sempre Vicky.

12 luglio 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , , , | 12 commenti

La vacanza ovvero l’assenza.

 Milano, Stazione Centrale.

Riporto di seguito il mio ultimo pezzo pubblicato oggi su http://www.le-cercle.it, il Caffè Letterario online che ospita la mia rubrica ‘Io sociale, io (a)sociale’:

La vacanza ovvero l’assenza. (05-08-2011)

“Non ho programmi. Non ho progetti. Una volta questo vuoto spazio-temporale mi impauriva, mi toglieva una delle mie certezze: si parte per… non è importante, quello che conta è cambiare scenario. Lo dico spesso. Scenario. Non ambiente, proprio solo il luogo che appare insieme con tutto ciò che contiene. Immobile. Senza vita. Lì per sempre.
E invece no: si cambia. Perché? Mi manca sempre qualcosa. Il movimento è vita. Quello fisico, lo spostarsi da un luogo all’altro, vicino o lontano che sia. Tutto questo può però avere un’alternativa: la mente, lo spirito.
Non ho mai avuto grandi viaggi da fare, se non quello indimenticabile dell’eclissi totale fuori e dentro di me a Monaco di Baviera. Sentirsi tutto e nulla contemporaneamente è un viaggio impagabile. Quale pasticca può sostituirlo?
Mi muovo, pur restando fisicamente ferma. Non mi vede nessuno. Eppure possono vedermi tutti quelli che mi guardano. Gli invisibili esistono, ne è pieno il mondo. Di quelli che in vacanza ci sono da sempre o quasi.
Vado spesso in piazza Duomo o in Stazione Centrale a Milano. Lì è pieno zeppo di gente in vacanza.
No… non è quello che corre perché è in ritardo; no… non è la ragazza che saluta mamma e papà per fare la più bella vacanza della sua vita: amiche, sesso e sballo a volontà, ovunque sia. Stiamo guardando nella direzione sbagliata. E’ proprio tutt’altra scena.
Resta fermo. Un po’ allungato su quel muretto. Il sedile è più scomodo. Amico mio… mi somigli parecchio.
Che fai apparentemente immobile in mezzo a tutta questa gente? Non posso fare a meno di osservarti. Tu non sai cos’è la noia che si può provare anche nel più bel luogo della Terra. Posso stare un po’ vicino a te in silenzio? Non ti darò fastidio, non farò domande. Fammi solo restare. Ho cose da imparare e non sono costretta a pensare.
Non ricordo il tuo viso. Neppure cosa indossavi…
Grazie per la vacanza.”

Un momento da dedicare a sè stessi. Una grande Marina Rei. A presto. Sempre Vicky.

5 agosto 2011 Posted by | Esperienze, Idee, Persone | , , | 5 commenti

Senza parole.

19 luglio 1992

Senza parole. Solo affetto e stima. Sempre Vicky.

19 luglio 2011 Posted by | Esperienze, Persone | , , | 2 commenti

Ritratti: 1/Al centro commerciale.

Il mio ultimo pezzo pubblicato oggi  sul Caffe Letterario Online Le Cercle http://www.le-cercle.it/argArt.php?id=26

“Alla cassa insiste che io passi avanti. Non mi conosce, non sa che non cederò. Rifiuto sorridendo.
Lo guardo, lo osservo, ecco…ora lo vedo. Sono alla distanza giusta. E subito mi cattura, quel vecchio, quell’uomo che ha tanto da raccontare.
Basta tenere gli occhi, e non solo quelli, aperti.

Non conosco il suo nome, mi piacerebbe, a posteriori, averglielo chiesto.

Io ora so chi è, non so il suo nome ma… quanti noti sconosciuti attraversano la vita?

Tutto di lui mi parla. Ho tempo. Mi fermo. E’ molto bello, alto, sguardo attento e severo. Chissà chi era nella sua vita ‘sociale’?

Ora finalmente non abbiamo ruoli assegnati. Io posso scrutarlo e lui fare altrettanto con me, io rido delle sue enormi scarpe cinesi bianche in finta pelle, lui studia i particolari della mia tecnologica quattroruote, cercando di indovinare tutto…come sto facendo io.

Ci scappa da ridere! Era ora!

Quanto sei incantevole! Quel cappello sembra creato apposta per te, da calarsi su capelli bianchi lunghi e costituire la cornice al quadro della tua barba. Un particolare ti distingue tra l’umanità omologata di quel momento: indossi con estrema eleganza una camicia rossa. E’ proprio tua.
Un’ultima incursione nella tua vita… non so se ti rivedrò: permettimi di sbirciare nella tua spesa. Anche questa è conoscenza.

Mi sento come una ladra di tesori. Regalami il tuo!

Melanzane primo prezzo come le mie, una bottiglia di vino rosso non identificabile, delle cotolette impanate precotte superscontate. Totale: circa 9 euro. Complimenti! Qualcuno ha speso altrettanto poco fa al banco salumeria per della bresaola…

Se solo tu sapessi…quanto mi sento meno sola, e quanto lo sarò stasera ripensando a te che inconsapevolmente ‘cenerai con me’… sconosciuta carrozzata, che ti ha derubato di alcuni fotogrammi di vita.

Grazie, grand’uomo… spero di incontrarti ancora!”

Un abbraccio dal cuore, sempre Vicky!

10 giugno 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , , | 7 commenti

L’occhio e la tastiera/Il razzismo è già guerra!

   Immigrati a Lampedusa (Google)

Da www.ondanomala.org il mio ultimo pezzo pubblicato nella rubrica  ‘L’occhio e la tastiera-Pensieri’:

“Le armi dei tiranni non tramontano.
La crudeltà del seminare l’odio è da tempo immemorabile strumento di ricatto e di sangue. Quando finirà questa escalation di disumanità? Il mio occhio osserva un mondo in migrazione forzata, la mia tastiera descrive con estremo dolore la divisione e le potenziali polveriere a rischio. Non c’è bisogno di spostarsi molto da casa. E’ sufficiente uno scambio acceso di vedute con uno degli interlocutori a me più vicini: mia madre. Fondamentalmente le argomentazioni sono due racchiuse in un’unica domanda: dove metteremo tutta questa gente che non sappiamo nemmeno chi sia? Entro subito in polemica, non resisto. Penso  al  buonismo di pie donne che in parrocchia raccolgono coperte per i poveri e sgranano il santo Rosario. Sto attenta a star loro lontana: appartenendo a una delle categorie che sfruttano lo Stato – sono una persona con disabilità – potrei  essere assimilata agli ‘invasori’ Africani e divenire obiettivo di cecchini…

E’ di oggi la dichiarazione ultima di uomini di pace del calibro di Gheddafi: l’Europa sarebbe come Hitler. Devo guardarmi le spalle. Mi chiedo: saranno accessibili i nostri centri (campi)? Basta guardare un’immagine qualsiasi: sono luoghi di detenzione da dove chi può, scappa, evade.

Do’ un’occhiata al sito di Human Rights Watch(www.hrw.org) per cercare informazioni riguardo la situazione non presenta e avere la mia cartina di tornasole, cruda, attendibile. Leggo.

Italia: Agire subito per porre fine alla violenza razzista

Le autorità dovrebbero riconoscere l’entità del problema e garantire i procedimenti penali idonei.

Judith Sunderland, ricercatrice senior per l’Europa occidentale di Human Rights Watch

(Roma, 21 marzo 2011) – Il governo italiano non sta prendendo le giuste misure atte a prevenire e perseguire la violenza razzista e xenofoba, afferma Human Rights Watch in un rapporto pubblicato oggi. Gli immigrati, gli italiani di origine straniera e i Rom sono stati vittime di brutali attacchi occorsi in Italia negli ultimi anni.

Il rapporto “L’intolleranza quotidiana: la violenza razzista e xenofoba in Italia” documenta in 81 pagine le mancanze dello Stato italiano nel prendere misure efficaci contro i crimini imputabili a odio discriminatorio. Sono rari i casi in cui l’aggravante razzista venga contestata nelle azioni penali per violenze, e le autorità italiane tendono a sminuire la portata del problema e non condannano con la necessaria forza gli attacchi. L’inadeguata formazione delle forze dell’ordine e del personale giudiziario e l’incompletezza della raccolta di dati aggravano la situazione. Allo stesso tempo, la retorica dei politici, le misure del governo e la cronaca  mediatica collegano gli immigrati e i Rom alla criminalità e contribuiscono ad alimentare un clima di intolleranza.

“Il governo dedica molta più energia a incolpare i migranti e i Rom dei problemi che attanagliano l’Italia di quanto non faccia per fermare gli attacchi violenti contro di loro”, ha detto Judith Sunderland, ricercatrice senior per l’Europa occidentale di Human Rights Watch. “Le dichiarazioni allarmiste del governo su una invasione di ‘proporzioni bibliche’ dal Nord Africa è solo l’ultimo esempio di retorica irresponsabile. I funzionari dovrebbero proteggere i migranti e i Rom dalle aggressioni “(continua su http://www.hrw.org/en/news/2011/03/21/italia-agire-subito-porre-fine-alla-violenza-razzista) .

Non aggiungo altro. All’estero ci conoscono… e non è un bel pensiero.

Vincenza Rutigliano”

Questa è la Sicilia e l’Italia che sento mia… La Bellezza! Un abbraccio, sempre Vicky!

2 aprile 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone | , , , | 6 commenti

L’occhio e la tastiera/Gheddafi è responsabile di atrocità.


Guardo la data dell’articolo CNN pubblicato sul sito di Human Rights Watch. La confronto con quella odierna. Purtroppo nulla è cambiato, se non nell’inasprimento del comportamento di Gheddafi e delle sue truppe, che oggi come venti giorni fa continuano ad accanirsi con ogni mezzo sulla popolazione. Significativo l’esordio del pezzo allegato: “Il destino della Libia è nelle mani dei suoi cittadini…”.

 Che non sia questo il nucleo della democrazia? Potrà mai un paese come la Libia farci tornare indietro ai tempi in cui avevamo questa voglia di libertà che ha generato la Resistenza in Italia? Me lo sto chiedendo seriamente, penso e mi domando: “Dov’è finito il nostro senso di giustizia, di uguaglianza, di voglia di condivisione che era dei nostri nonni oppure dei nostri padri?”

Osservo la società che mi circonda: il sentimento che si respira è la provvisorietà, la precarietà, il sentirsi sottomessi a un potere enorme, inattaccabile, protetto. Tutto il contrario di come si sente il cittadino medio: infinitamente piccolo, ricattabile perché bisognoso, solo.

Sarà questo quindi a incoraggiarci a uscire dai nostri problemi di tutti giorni, per rivendicare l’umanità rubata, il senso di libertà di parola e di pensiero, che continuamente un regime travestito da governo vuol far credere di concederci con magnanimità, quasi non fosse un diritto civile e prima di tutto umano inalienabile.

Il tiranno non è padrone della vita.  Importante è individuare cos’è la vita.

E’ forse il desiderio stasera di non vedere più il telegiornale, non perché queste notizie abbiano cessato di esistere, ma solo perché è morto il nostro desiderio di conoscere, è morto ciò che ci distingue dall’essere pietre: la curiosità del sapere, del penetrare la vita dall’interno, le relazioni con l’essere umano che è il nostro ‘altro’.

Non vogliamo essere più disturbati dal nostro sopore, non vogliamo che il nostro piccolo equilibrio sia turbato. Questa meschinità è diventata la verità che ci portiamo dentro tutti giorni, che non ci fa fermare più davanti allo specchio la mattina per chiederci, come facevano i liberi pensatori, CHI SONO, DOVE VADO, DA DOVE VENGO.

 Apparentemente le popolazioni del nord Africa possono dare l’impressione di non avere risposte. Questo è l’errore del nostro essere europei: pensiamo che il progresso sia solo una macchina più comoda o un computer che aiuti a impiantare a distanza un by-pass cardiaco. Quanto siamo ciechi! A cosa ci servirà muoverci più velocemente e avere un cuore che funzioni regolarmente se la nostra meta è un enorme niente? Assenza di idee nuove, apatia, rassegnazione

Guardiamo con pietà i morti abbandonati per le strade di Bengasi o Tripoli e non ci rendiamo conto che qualcuno ci ha già rubato la vita vera, o lo sta facendo in questo momento.

 Vincenza Rutigliano

 Dal sito HRW Human Rights Watch 4 marzo 2011

Articolo pubblicato ieri su http://www.ondanomala.org/2011/03/13/gheddafi-e-responsabile-di-atrocita/

Traduzione

Ritenere Gheddafi responsabile di atrocità

di Fred Abrahams

Pubblicato in: CNN.February 22, 2011

Materiali correlati:
Libia: i Comandanti dovrebbero affrontare il giudizio per gli omicidi
Libia: i governi dovrebbero chiedere la fine di uccisioni illegali.
Più informazioni: aggiornamenti in diretta dal Medio Oriente
Più reporting Human Rights Watch sulla Libia (CNN) -.

Il destino della Libia è nelle mani dei suoi cittadini e un intento sovrano di mantenere il potere a qualunque costo a prezzo del sangue dei manifestanti. Ma le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e altri governi possono contribuire a proteggere i manifestanti dalle armi di Gheddafi e favorire un risultato democratico. Per fare ciò, essi devono sostituire rapidamente gli slogan di condanna con azioni decisive.

Per iniziare, Washington e le capitali europee dovrebbero fare il nome di Gheddafi come l’autore di quanto sta accadendo. Gli Stati Uniti e altri Governi hanno condannato fermamente le autorità libiche e i funzionari per il loro uso della forza mortale contro i manifestanti, compreso il fuoco fatto da elicotteri lunedì a Tripoli. Ma le dichiarazioni ufficiali non menzionano il “fratello Leader” per nome.

Non ci sono “autorità libiche” o “funzionari libici” in grado di agire con indipendenza. La Libia ha una sola autorità e un funzionario che conta: Gheddafi, l’uomo che ha governato il paese per più di 41 anni. Washington e altri governi dovrebbero capire che questa rivolta è proprio contro di lui. E le morti in ascesa provengono dal suo rifiuto di tollerare il dissenso.

In secondo luogo, Washington e le capitali europee dovrebbero smettere di rinviare a Gheddafi, vedendo lui come necessario per i legami commerciali e di sicurezza, o temendo che un’azione forte potrebbe indurlo ad assumere comportamenti peggiori.

Proprio l’assenza di misure forti dà ora il via libera a Gheddafi di agire ancora peggio, come ha dimostrato con gli attacchi aerei sui manifestanti che ha lanciato lunedì.

Gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e gli altri Stati dovrebbero articolare le conseguenze concrete che Gheddafi dovrebbe affrontare se egli impiegasse ulteriore forza illegale. Le azioni vanno dal congelamento dei beni e un embargo sulle armi a un procedimento penale contro Gheddafi e i suoi luogotenenti senior per sparatorie indiscriminate e uccisioni illegali su vasta scala. Gheddafi deve sapere che sarà chiamato a rendere conto per gravi violazioni dei diritti umani.

In terzo luogo, gli Stati Uniti e paesi dell’Unione europea, che prendono la maggior parte della produzione di petrolio della Libia, dovrebbero intraprendere azioni in maniera uniforme, in modo che Gheddafi capisca che egli affronta un fronte comune. Troppo spesso negli ultimi anni Gheddafi ha messo paesi l’uno contro l’altro, facendo penzolare lucrosi contratti come esca di divisione.

Gli Stati Uniti e altri governi occidentali hanno isolato con successo il leader libico Muammar Gheddafi in passato per i suoi attacchi terroristici contro gli occidentali. Essi non dovrebbero essere da meno per il terrore che egli sta infliggendo oggi al popolo libico. 

Washington e le Capitali Europee dovrebbero sollecitare gli Stati arabi e africani a partecipare, in modo che un loro intervento deciso non sarebbe visto come un assalto occidentale. Insieme, i governi dovrebbero chiedere che la Libia sia trattato come argomento urgente e discusso in una sessione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. E il Consiglio di sicurezza dovrebbe esaminare la situazione facendo riferimento alla Corte Penale Internazionale.

La famiglia Gheddafi capisce esattamente quanto sia importante la posizione degli Stati Uniti. Ecco perché il cosiddetto figlio riformatore, Saif al-Islam, ha tenuto un discorso molto pubblicizzato in televisione alle ore 01:00 lunedì a Tripoli – in prima serata negli Stati Uniti. E ha mandato il suo messaggio all’Occidente: i combattimenti in corso porteranno al caos che minaccia la stabilità e le imprese. È necessario, lascia sottintende Saif al-Islam, continuare a sostenere la famiglia.

Washington e gli altri non dovrebbero indulgere in quella linea. I manifestanti sono cittadini libici che sono stufi di quattro decenni di nepotismo e di violenza. Sono stanchi di governo irresponsabile da parte della famiglia Gheddafi.

Facendo pressione su Gheddafi, gli Stati Uniti e gli altri governi si procurano un enorme sostegno tra una moltitudine di libici nel paese e all’estero. Una posizione rapida e coerente incoraggerà i diplomatici libici, i comandanti militari e i capi tribù che si stanno unendo ai manifestanti di giorno in  giorno. E darà forza alle decine di migliaia di libici che sono coraggiosamente insorti.

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano.

Link al testo originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/02/22/hold-gadhafi-accountable-atrocities

HRW (Human Rights Watch) non è responsabile di eventuali inesattezze e differenze.

Non lasciamoci ingannare! Sempre Vicky!

14 marzo 2011 Posted by | Esperienze, Idee, News | , , | 4 commenti

L’amore vero è… solo GRAZIE!

 

 

 

Quello che non ti ho detto mai

 

Non ti ho detto mai
veramente quello che tu sei per me
è difficile spiegare quello che
ti riempi gli occhi e il cuore
e dà senso alla tua vita.
Nessun uomo, sai
e nessuna donna può dividerci
è una palla di cemento oramai
questo nostro sentimento
che stringiamo tra le dita.

Questi giorni sai
belli o brutti sono sempre belli e noi
siamo pieni di incertezze ma ci sei
con le tue carezze, tu…
A volte in mezzo al mare anche noi
rischiamo di affogare dentro ai guai
ci sappiamo consolare, come sai
rimanendo lì distesi
ad occhi chiusi
ad una nuvola appesi.

Io non so se poi
il destino avrà un suo ruolo su di noi
tale da riuscire a separarci o no
ma io prego sin da adesso
che il futuro sia lo stesso.

Ma se un bivio un dì
ci aspettasse per dividerci così
che restassimo da soli
tu già sai che vivrei per aspettarti
io ti proteggerei lo sai
con il vento piano ti accarezzerei
con il primo raggio io ti sveglierei
ed io spero di saperti
lì con qualcuno, che possa amarti.

 
1 marzo 2010 – Buon compleanno Claudio

Sempre Vicky.

 

3 marzo 2010 Posted by | Persone, Sentimenti | , | 5 commenti

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