Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Viaggio

Risultati immagini per viaggi

Parto dal cuore
un luogo non so dove
inizia da me
voglia di te
terra vergine
collina prima dello stupore
orizzonte del mio andare
ore minuti secondi infiniti
lancette fantasma
il tempo sta nelle viscere
fame e sete di esserci
che il sempre esista
e il mai non fugga via
scoglio del mare
sasso di fiume
sabbia incontabile
retta che viola il cerchio 
rompo l’infinito
vista sublime
occhi non bastano
un cuore nemmeno
il viaggio continua

 

Dedicato a me stessa e a tutti voi, sempre Vicky!

 

20 giugno 2017 Posted by | Persone, Anima, Mondo, Musica, Viaggi, amore | , , , , , , , , | 21 commenti

I traduttori, di Juan Vicente Piqueras

Sono traduttrice e… questo è il mio bellissimo lavoro!

Con entusiasmo, sempre Vicky!

 

I traduttori Sono una tribù strana sparsa per il mondo perché spostano il mondo. Portano mondi da una lingua all’altra. Ecco il loro mestiere. Fanno nevicare in arabo, cambiano il nome al mare, portano cammelli in Svezia, fanno che don Chisciotte cavalchi su Ronzinante dalla Mancha in Manciuria. Fanno delle cose strane, pressappoco impossibili. Dicono […]

via I traduttori, di Juan Vicente Piqueras — Il colibrì rosso

6 dicembre 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Idee, Mondo, Persone, Sapienza, Storia, Viaggi | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Cercatori d’oro

cercatore_oro(Google)

Io… non so se imparo da quelle relazioni che si dovrebbero chiamare “sbagli”.
Semplicemente ho amato. E continuo. Con aspettative, progetti, emozioni, delusioni, rabbia, noia e chissà quanto altro.

Poi, amica mia, mi sono scoperta innamorata dell’amore e mi sono detta: “Cosa c’è di sbagliato in questo?”.

Non è poi questa la bellezza di cui siamo alla ricerca tutta la vita?

Cambia forma, aspetto, sesso ma il contenuto, il tesoro cercato e trovato supera e val bene il rischio e la scommessa su chi lo nasconde ai nostri occhi.

Non siamo altro che cercatori d’oro!

Inseguendo sempre i sogni e il mio cuore, sempre Vicky!

 

 

1 dicembre 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , | 5 commenti

Passeggiata

Ieri sono uscita per una passeggiata distensiva qui nel mio quartiere, sola come quasi sempre. Mi piace. Sia quando sono arrabbiata che quando sono felice, mi serve per lasciar decantare i miei sentimenti, le mie emozioni, tutto di me.  Durante queste scorribande tempestose ho preso decisioni piccole e grandi, prendendomi tempo per pensare, lo stretto necessario perché quando decido lo faccio rapidamente. Prima ho riflettuto fin troppo e quando arrivo a quel momento non vedo l’ora che finisca. Un parto. Tutto. Fin qui sembrerebbe il racconto di una normale giornata e invece all’improvviso

Eccolo che arriva, è il mio piccolo compagno di oggi, avanza incerto mettendo un piedino dopo l’altro davanti a sé, la mamma alle sue spalle non lo perde di vista un attimo. Sta utilizzando uno di quei “guinzagli” per bambini che compiono i primi passi. Anch’io a suo tempo l’ho comprato e utilizzato con la mia piccolina, passando poi al contatto piacevole della sua manina nella mia. I miei passi a fianco ai suoi. Dieci anni prima di abbandonare l’uso dei miei piedi per sempre, di accompagnarla con il corpo nel suo cammino, in ogni senso… Ancora adesso sono travolta dalle emozioni di trent’anni fa e di ieri, tutte gioiose e dolorose allo stesso tempo. La mente si affolla con innumerevoli fotogrammi. Ve li mostro come posso… Come qualcuno di voi conosce già.

Mi limito a condividere quattro immagini che violentemente mi attraversano, come scariche ad alto voltaggio lasciandomi il sapore di sale.

Ha solo dieci mesi Emanuela quando un pomeriggio, uno dei tanti belli in cui ci troviamo a casa della zia Lina, come per gioco la colloco in piedi al centro dell’ingresso e le dico: “Vieni dalla mamma!” spalancando le braccia per accoglierla. Ed eccola avanzare piano piano sorridente verso di me con una gioia sul viso simile a quella di chi corre verso la felicità... io non so veramente quale espressione avessi sul viso, avrei tanto voluto che qualcuno fotografasse questi momenti ma così non è stato. Ora, oltre le lacrime, mi rendo conto di essere diventata mamma in quel momento, quando per la prima volta si è staccata da me per poi ritornare. Continuiamo ancora questo movimento. Mi trova sempre a braccia aperte anche se lei adesso non ha più bisogno di me per “camminare”. Io ho smesso di farlo già quasi diciannove anni fa.

Nel mese di agosto la sabbia è davvero bollente e bisogna attraversare di corsa il tratto che dalla passerella porta all’ombrellone. Sento ancora perfettamente la sensazione di scottatura e la fretta tremenda di arrivare fino a un triangolino d’ombra per lasciar respirare la pelle dei piedi. E che sollievo poter immergere tutto il corpo nell’acqua fresca del mare… mio elemento naturale. Vedere all’improvviso le immagini di Cesenatico del 1985 è inevitabile. Non voglio pensare a quanto è cambiato solo dieci anni dopo, piuttosto rivivo scene mai più ripetute che sono tatuate nella mia mente e sul mio cuore. Emanuela cammina con i piedini nudi sulla sabbia per la prima volta e come quando ero piccola io sento le stesse sensazioni, fa piccoli salti finché non la prendo in braccio e corriamo insieme all’ombra… Poco più tardi fa il suo primo bagnetto in mare con la sua mamma scapestrata che la butta sott’acqua dopo averla lanciata in aria per poi vederla riemergere come un pesciolino, il mio!

Quando devo infilare le scarpe ho molte difficoltà perché il mio piede fermo non è certo di aiuto… Ciò nonostante devo ringraziare la sensibilità della mia pelle se posso dire di sentire la scarpa messa bene, stretta oppure troppo larga e farla modificare da chi ogni giorno mi veste. Mi piacciono ancora le scarpe abbastanza femminili anche se non porto più nessun tipo di tacchi con un po’ di dispiacere perché ogni tanto mi piaceva indossarli ed essere ancora più alta del mio 1,68 fregandomene nella mia presenza piuttosto robusta rispetto a ora… La mia vera passione però non sempre state le passeggiate di sera in spiaggia, i sandali in mano e la sensazione di fresco che arrivava fino alle cosce provocando brividi bellissimi che sento ora nella mia immobilità fisica. Il bagaglio però è rimasto intatto, idealmente quei sandali sono ancora tra le mie mani...

Ho scoperto la mia passione fisica ed erotica per i piedi solo abbastanza recentemente. Probabilmente le suggestioni che arrivano dall’esterno attraverso i media e le persone, la gioia di aver mantenuto comunque la mia sensibilità, la riscoperta del mio corpo con potenziale diverso da prima di restare seduta per sempre, la pazienza di ascoltarlo e a mia volta regalarlo a chi mi ama mi ha fatto perdere le inibizioni che avevo per esplorare il mio corpo e quello altrui. Apprezzo sempre di più la corporeità, la fisicità in tutte le sue espressioni. Un esempio: non vedevo da tempo una persona conosciuta correre oppure fare ginnastica in mia presenza, non solo perché o forse sì… credo che semplicemente chi mi sta a fianco tenga i miei ritmi nel movimento e si sia adeguato. Io so soltanto che mi è balzato il cuore in gola nel vedere la corsa, il movimento in generale.  È stato gioia, è stato dolore, per qualcosa ancora vivo dentro soltanto nel desiderio e per qualcosa irrimediabilmente perso del quale però ricordo tutto, calore, sudore, odore, fatica.

Torno verso casa lentamente. Un altro viaggio è finito. Ora.

Sempre Vicky!

20 agosto 2014 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | 4 commenti

2014: il viaggio continua

(Google)

Proprio così!
Dopo aver vissuto il 2013 come un viaggio un po’ diverso, in parte fatto in due – magari ognuno nel suo viaggio come direbbe Vasco Rossi – per il resto da sola come da un po’ di anni a cicli alterni, con altrettanta alterna soddisfazione… non mi resta che augurarmi che augurarvi un 2014 pieno di nuovi obiettivi da raggiungere, sogni da fare, visioni da inseguire.

E perché no? Nuovi amori, nuove amicizie, nuovi orizzonti di conoscenza.

Questo è quanto vorrei succedesse nelle nostre vite, così lunghe e così brevi allo stesso tempo! Restiamo in contatto, compagni di viaggio virtuali e non, vorrei tanto che aumentassero le “vicinanze dei corpi” oltre a quelle di menti e cuori con molti di voi. Questa è una delle mie visioni che inseguo! Potere incontrare di persona il maggior numero possibile dei miei amici virtuali, per far circolare sempre di più il bene, il positivo, l’intelligenza e per ultimo ma non per importanza l’amore.

Vi abbraccio tutti in attesa di farlo davvero!

Sempre Vicky!

http://www.youtube.com/watch?v=SImXMQBX5-k

31 dicembre 2013 Posted by | Uncategorized | , , , , , | 17 commenti

Non solo trombamici

(Google)

Esistono un sacco di modi per accorciare le distanze con l’umanità. La rete può essere uno di questi e in molti casi l’occasione giusta. Almeno per quello che mi riguarda. E non stiamo parlando solo di incontri sotto le lenzuola…

Solo due anzi tre esempi recenti, oltre a molti altri già accaduti. L’amicizia sincera e spontanea nata un paio di anni fa a Salsomaggiore terme con Lorenza e Raffaele, ieri il primo incontro di conoscenza con Cristina e Paola a Genova alla faccia del brutto tempo, della mia scarsissima salute e del freddo vento che non risparmiava.

Stasera infine rivedrò Lorenza e conoscerò Fosca Maria, una nuova amica di Padova, in occasione della cena per il mio compleanno insieme ad altre amiche già collaudate.

Continuo a sostenere che l’amore e l’amicizia vanno fatti circolare altrimenti sono destinati a morire. Senza l’eutanasia.
Mi copro bene e affronto con la gioia che posso la serata che ho di fronte!

Sempre Vicky!

5 ottobre 2013 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 8 commenti

Luca Coscioni 2012 – Il viaggio

(fonte: Google)

Il testo del mio intervento al IX Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, un posto, una comunità dove mi sento a casa, tra amici, pur essendo l’ultima arrivata. Un’emozione unica, quest’anno condivisa con mia figlia Manuela e suo marito Emilio, a fianco a me sul palco.

Un discorso in una grande famiglia, alla presenza di tecnici e ricercatori…….. io ero e sono piccolissima! Eppure importante in una realtà che mette il malato al centro. ‘Dal corpo del malato al cuore della politica’… non è solo un motto ma la realtà.

Grazie Luca Coscioni, grazie Piero Welby, grazie a chi ha vinto, pur perdendo solo all’apparenza.

Grazie a Mina Welby che mi è amica. Grazie a Gianfranco Spadaccia, per il suo personale apprezzamento!

“IX Congresso Nazionale Associazione Luca Coscioni – Palazzo Reale

Il mio viaggio – Milano 6-7 ottobre 2012

“… e alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti!”

Uso questo verso di una famosissima canzone di Bertoli, probabilmente tra le più amate per melodia e contenuti, per agganciarmi e continuare il discorso tenuto a Roma lo scorso anno di questi tempi, invitata a relazionare al Congresso dell’Associazione Luca Coscioni così come sto facendo ora.
Nel mio intervento del 2 ottobre 2011 avevo forse soltanto accennato allo scopo della vita, in particolare della mia, ribadito dal verso appena proclamato e dalla mia esperienza di vita. Lo ricordo a tutti voi, a chi mi sta ascoltando in questo momento, a chi mi leggerà, a chi impossibilitato ad esserci userà la mia voce per trasformarla nella sua. Il mio unico scopo di vita è la vita stessa, da vivere e trascorrere nel tempo che mi sarà concesso, lungo o breve che sia, per inseguire vivendo un sogno realizzabile: la felicità.

Posto che il tema principale sia il viaggio come mezzo per il perseguimento e il raggiungimento della felicità, vorrei affrontarlo in due direzioni differenti: una verso l’interno, l’altra verso l’esterno cioè l’invisibile e il visibile che a volte si incontrano e si scontrano nella vita di ognuno di noi qui e ora per il tempo che ci è concesso. Ho deciso deliberatamente di non affrontare apertamente il tema della vita indipendente in senso stretto, lasciando gli aspetti strettamente tecnici e legislativi da parte. Preferisco regalarvi la mia testimonianza di vita indipendente così come la intendo io, quindi non esclusivamente legata solo alle leggi e concessioni da parte delle istituzioni, ma essenzialmente e profondamente motivata dalla spinta interiore che ognuno di noi ha dentro, dalla curiosità di conoscere l’uomo e i luoghi al di là delle distanze reali e delle differenze. Sì, differenze: perché la differenza la facciamo noi, io che parlo in questo momento e tu che mi ascolti, qui oppure altrove.

Ho iniziato il 2012 facendo una promessa a me stessa. Dopo la fine della relazione col mio ora ex compagno di un anno fa, ho raccolto le mie forze e la mia volontà residua per intraprendere un nuovo viaggio, quello vero, quello in cui si è davvero soli con sè stessi nelle decisioni di ogni giorno e in quelle ultime, sia per quello che riguarda cose piacevoli che per quelle meno piacevoli, o apparentemente tali. Mi sono ritrovata quindi nuovamente sola, piuttosto disperata, ancora innamorata. E così ho stabilito due obiettivi da perseguire: bastare a me stessa intellettualmente così come era anni fa quando ancora non mi sentivo un peso per l’uomo che avevo accanto e per la comunità che avevo intorno, e questo il primo che rappresenta il mio viaggio interiore, e per secondo obiettivo cominciare “a muso duro” a viaggiare davvero fisicamente, aumentando le distanze piano piano sia in ordine di tempo che di kilometri. Ci tengo a dire che quasi sempre i viaggi, in entrambe le dimensioni, hanno sempre avuto come molla e come obiettivo finale conoscere me stessa e di conseguenza conoscere agli altri, anzi l’altra che sono io dentro e l’altro fuori da me.

Quando decidi fermamente e con convinzione qualcosa come quello che ho appena descritto si opera una trasformazione che neanche immagini. Ci sono delle forze dentro di noi, assopite o sconosciute che emergono prepotentemente spiazzandoci e dandoci carica e motivazione. Mi sono ritrovata così a progettare su due piedi, pardon su ruote, i miei viaggi. Da sola, senza accompagnatore, senza sapere che tipo di barriere avrei potuto trovare. Mi sono sentita e mi sento come Ulisse attirato dalle sirene, mi lascio ammaliare, attirare, sedurre ma a differenza di quest’eroe simbolo del viaggio verso l’ignoto, non ho un posto di cui avere nostalgia, un paese a cui fare ritorno nel mio cuore, se non me stessa e i miei affetti più cari. Non ho mai sentito di avere radici in alcun posto in particolare, se non nell’amore delle persone a cui sono legata pur essendo distante, anche durante il viaggio, quello interiore e quello esteriore, come anche sono convinta oltre il viaggio ultimo della morte.

Per questo, non avessi più un giorno possesso delle mie facoltà, ho lasciato opportune disposizioni alla Luca Coscioni col mio testamento biologico. Perché la libertà sia vera e totale.

Sul mio blog, che è il mio diario di viaggio, ho appuntato tutte le tappe. Descriverò brevemente, come pennellate su una tela che è la mia vita, luoghi e persone, magari non rispettando la cronologia propriamente detta.

La prima tappa è stata Torino, luogo di residenza del mio ex compagno e di alcuni amici molto cari che non vedo da tempo. Mi sono sempre mossa io per prima per andare verso di loro, ma questo non lo dico per rimprovero ma, se me lo permettete, per orgoglio personale di quello che sono riuscita ad essere: una persona tra le altre, che viaggiava sola in treno, alla quale tutti domandavano da chi fosse accompagnata e che sono rimaste colpite dalla mia “solitudine” come passeggera.

Si sono susseguite poi, dopo la mia decisione, Milano, poi Verona, Bologna, Genova, Roma (unico viaggio in cui ero accompagnata perché mi sono fermata fuori per la notte), Rimini, Mantova e da ultima tappa Padova proprio qualche giorno fa. Roma e Rimini a parte, gli altri viaggi sono stati scorribande di una giornata, stancanti, certe volte massacranti però… che felicità! Lo spirito vola! Come posso esprimerlo? Forse potete solo leggerlo sul mio viso, sul sorriso che mi appare spontaneo sulle labbra ogni volta che penso con soddisfazione al mio passato, anche ai fallimenti, e guardo con ansia positiva verso il mio futuro, quello che arriva tra qualche minuto.

Per l’esperienza di Rimini mi sento di aggiungere due parole. È una tappa che rimarrà particolarmente impressa nella mia anima e nella mia memoria, perché è il luogo dove dopo 18 anni, con l’aiuto e sostegno di un amico speciale e due persone disponibili ho potuto tornare a fare il bagno nel mio amato mare! Non scherzo, Rimini per me quel giorno, il 27 agosto 2012, è stata uguale alle Bahamas!

Una piccola, si fa per dire, nota speciale per quanto riguarda Milano. Anzi per quanto riguarda Basiglio, il paese dove vivo. Nel nascondimento del mio appartamento con la fisioterapista Paola e l’assistente Severino abbiamo fatto cordata e usando lo standing ho scalato l’Everest! Infatti, dopo 17 anni e quattro mesi, ho riconquistato la posizione eretta, contro ogni pronostico, aspettativa di chi avevo vicino in quel momento, ma soprattutto con l’emozione e la certezza che ce l’avrei fatta. Ed è successo davvero e continua a succedere! Da marzo scalo l’Everest due volte la settimana con regolarità. È una delle poche cose che non ho lasciato perdere per quanto riguarda la mia attività fisica in senso muscolare propriamente detto.

Posso solo nominare alcune persone speciali che ho incontrato nel mio percorso: Maria Vittoria, un’amica virtuale che ho trovato girando casualmente per il porto antico di Genova e con la quale è nata un’amicizia vera. Direi anzi che amicizia è una parola troppo limitata. Lei è la prima e unica mia amica, nel senso pieno della parola, che abbia una disabilità. Finora non ne avevo mai avute. Non per scelta, solo per diversità di vedute sul modo di vivere. Libero, anticonformista, magari un po’ aggressivo il mio. Non tutti l’accettano. Non è un mio problema, cosa che rientra nel mio programma di viaggio. E poi ancora la barista Paola sempre a Genova, il macellaio di Mantova del quale non so il nome, l’albergatrice Barbara di Rimini, la dolcezza in persona… il receptionist Andrea sempre a Rimini, tutte le persone che hanno usato il mio cellulare, senza rubarmelo come molti temerebbero, per scattare le foto che io non avrei mai potuto avere perché, come potete notare non posso usare le mie mani come vorrei.

C’è un segreto: bisogna EGOISTICAMENTE lasciarsi aiutare dagli altri, non assistere. Per quello la lotta è un’altra, politica, legale, culturale. Per questo abbiamo luoghi e istituzioni. Il messaggio che piuttosto vorrei far passare in questo mio intervento, e spero tanto che arrivi specialmente a te che ti trovi nelle mie stesse condizioni e che pensi sia impossibile uscire dal piccolo mondo che ci costruiamo o che ci obbligano a vivere più o meno consapevolmente le persone che abbiamo intorno, è questo:

C’è un mondo fuori che ti aspetta! C’è un treno, una metropolitana, un tram, una strada fosse solo percorsa inizialmente per pochi metri per andare a comprare un quotidiano o una brioche come ho fatto io qualche anno fa dopo essere rimasta vedova.

Nessuno ti offrirà il passaggio che aspetti da una vita, quello devi farlo tu, è il tuo lavoro, quello principale, ancora prima della riabilitazione, ancora prima dell’assistenza stessa. Dobbiamo cominciare a viaggiare nella testa e poi usare tutti dico tutti i mezzi disponibili che abbiamo già e combattere per ottenerne di nuovi per non rinunciare a muoverci prima per noi stessi e poi, credetemi, verrà naturale col tempo, verso gli altri!

Sarà dunque questa la felicità? A voi la risposta.

Grazie per l’attenzione.”

Sempre in viaggio, sempre Vicky!

362111 ( il filmato, dovete scorrere fino a trovare il mio nome)

8 ottobre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Idee, Persone | , , , , , , , | 23 commenti

Rimini 2012/Rinascere dall’acqua

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A questo link corrisponde una pagina Facebook sulla quale pubblico un po’ di tutto. Come tutti.
Lo metto in evidenza per un unico motivo: sulla pagina ho pubblicato un filmato e delle foto sul mio viaggio speciale a Rimini quest’estate.

Cosa c’è di speciale? C’è che non andavo in spiaggia e in mare da 18 anni e quest’anno è successo!

Non riuscendo in altro modo, non volevo rinunciare a condividere con voi la mia gioia!

Un altra tappa del mio viaggio, un altro pezzo della mia vita.

Vi abbraccio con gioia, sempre Vicky!

23 settembre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Vita nuova | , , , , , | 2 commenti

In treno per Genova

In viaggio

Papaveri.
Tributo di sangue a terra fertile
per generare grano.

Rosso… Giallo…
Il mio viaggio solca la vita
lasciando un segno.

Non sarò più la stessa.
La terra nemmeno.


Al popolo ligure con affetto. Alla cara Mavi. Sempre Vicky!

9 giugno 2012

10 giugno 2012 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , | 21 commenti

Bologna: la piazza e il cuore

Cosa resta dopo un’esperienza? Dopo un viaggio, un pranzo, una conoscenza, un libro o quant’altro?

La più recente delle mie guerre di Indipendenza è avvenuta in piazza Maggiore a Bologna sabato scorso. Che onore! Ignorante come sono, non sapevo che questa città così affascinante, rossa e calda fosse stata insignita della Medaglia d’Oro al Valore per le battaglie partigiane. Piazza Nettuno è tappezzata di foto… un brivido… sembra Dachau.

Potrei descrivere tanta bellezza in cui affondare lo sguardo, non basterebbe. Così, racconterò qualcosa di nuovo per me che spero arrivi al vostro cuore come ha toccato profondamente il mio.

Vivere Bologna è stare più che andare. O meglio, è sostare. Così sabato per me piazza Maggiore è diventata un Hyde Park nostrano.

Un uomo si ferma, in mezzo alla piazza, proprio davanti al Comune e, dopo esser salito su uno sgabellino in plastica bianca, comincia a parlare dall’altezza di quel pulpito. Nasce così l’assemblea, una persona dopo l’altra interviene con ordine, un moderatore non deve sforzarsi più di tanto perchè gli interventi avvengano con ordine. Sorrido. Quando tocca a me, dico di non aver bisogno dello sgabellino visto che mi sono portata la mia sedia da Milano… la risata di una settantina di persone rieccheggia in piazza. Mi sento a casa anche qui.

Fernando – quell’uomo – sorride e agita le mani in segno di allegria e approvazione, secondo l’intervento. E’ fantastico ascoltare ‘l’uomo e la donna della strada’, ovvero della piazza. Prendono la parola persone apparentemente opposte tra loro, che mi comunicano quelli che sono i pensieri, le speranze, i timori che sono qualche volta anche i miei.

In mezzo a migliaia di parole e decine di volti che mi diventano piano piano familiari, emerge una forte consapevolezza riguardo le idee dei miei compagni di viaggio che si sono fermati per una sosta intelligente. Anzi, a pensarci bene, le impressioni che prendono forma sono sostanzialmente due: la prima è che in questo periodo di crisi ci sentiamo un non popolo con valore indotto di mercato prossimo allo zero; la seconda, apparentemente diretta conseguenza della prima, è che aspettiamo un ‘qualcuno’ che ci guidi al sicuro fuori da questo esodo. Siamo pecore sgomente in cerca di pastore.

Ho improvvisamente paura. La storia anche recente è piena di esempi di varia umanità repressa con la violenza perchè in cerca e ricerca disperata di certezze che più nessuno poteva promettere. Mi guardo intorno. Le facce mi guardano a loro volta. Dico: ‘Possiamo uscirne! Provarci! Noi siamo già un piccolo popolo unito qui, la rivoluzione è questa: persone che si fermano, parlano, abbattono muri, costruiscono idee. Discutiamo, cerchiamo soluzioni. Ci vogliono far credere di essere soli, troppo soli per vedere una soluzione.

Comunichiamo. Un ragazzo cileno, che scatta foto da un po’, mi chiede il mio indirizzo e-mail, un ragazzo egiziano racconta come è iniziata la rivoluzione nel suo paese. Mi sento un calore nuovo dentro, una voglia di restare e al tempo stesso di andare. Penso ai discepoli di Emmaus. In viaggio invertono la rotta e tornano a Gerusalemme.

Oggi Bologna è il cuore, è la piazza, è la nostra Gerusalemme. Un altro giorno è cominciato, mai uguale a quello precedente nè a quello successivo. E’ il presente. Ci siamo! Siamo vivi!

Un abbraccio dal cuore a un bolognese che sabato non c’era. Sempre Vicky!

16 maggio 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 12 commenti

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