Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Oltre le vele: il mio decalogo.

download dal web

 

Pazienza. Ce ne vuole tanta per sopportare certe giornate e certe persone.
Sguardi. Nonostante siano passati anni, la gente mi osserva molto, a volte con insistenza.
Futuro. Anche io ho diritto al mio, comunque esso sia.
Passato. Non posso e non voglio dimenticare chi sono stata e chi ho vissuto.
Guarigione. Dopo aver considerato il mio corpo come una prigione ho imparato ad averne cura come un dono.
Speranza. È la consapevolezza di essere sempre nei pensieri di chi mi ha amato e di chi mi ama.
Presente. Pensieri, sogni, progetti piccoli e grandi. Il vuoto apparente e il silenzio aiutano.
Amicizia. Quella vera esiste. Si prova, si sente, si tocca. Il mio abito preferito.
Famiglia. A volte mi è stata stretta e sono scappata. Poi è diventata il mio porto sicuro.
Dio. È Lui il mio primo e immenso Amore. Con lui parlo di tutto, litigo, mi allontano. E ritorno.

Brani e testi “anti-dirottamento” per mantenere la rotta e non lasciarsi sconfiggere.

Canzone. Sognando. Poesia, Immensità. Per tutti quelli che mi leggono. E anche di piu’.

Sempre Vicky!

 

 

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11 agosto 2018 Posted by | amore, Anima, Dio, Esperienze, Persone, Vita nuova | , , , , , , | 5 commenti

Vorrei

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Marocco

 

Vorrei
(F. Guccini)

 

Vorrei conoscer l’odore del tuo paese, 
camminare in casa nel tuo giardino, 
respirare nell’aria sale e maggese, 
gli aromi della tua salvia e del rosmarino. 
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero 
parlando con me del tempo e dei giorni andati, 
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero, 
come se amici fossimo sempre stati. 
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci 
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri, 
le strisce delle lumache nei loro gusci, 
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io… 

Vorrei con te da solo sempre viaggiare, 
scoprire quello che intorno c’è da scoprire 
per raccontarti e poi farmi raccontare 
il senso d’un rabbuiarsi e del tuo gioire; 
vorrei tornare nei posti dove son stato, 
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso 
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato 
e quale sapore nuovo abbia l’ universo. 
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona 
o il mare di una remota spiaggia cubana 
o un greppe dell’Appennino dove risuona 
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io… 

Vorrei restare per sempre in un posto solo 
per ascoltare il suono del tuo parlare 
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo 
impliciti dentro al semplice tuo camminare 
e restare in silenzio al suono della tua voce 
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso 
dimenticando il tempo troppo veloce 
o nascondere in due sciocchezze che son commosso. 
Vorrei cantare il canto delle tue mani, 
giocare con te un eterno gioco proibito 
che l’oggi restasse oggi senza domani 
o domani potesse tendere all’infinito

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io…

 

Una poesia che canta l’amore… Sempre Vicky ❤

11 maggio 2018 Posted by | amore, Dialogo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , | 13 commenti

Quasi primavera

occhi di Madonna

 

Come faccio da qualche tempo ogni mercoledì sono uscita subito dopo pranzo per andare in pullman al corso avanzato di inglese, per non arrugginirmi troppo e per frequentare gente.

Sono diventata molto pigra da quando ho traslocato due anni e mezzo fa.

Il comune in cui vivo ora non è servito molto da mezzi pubblici, soprattutto al mattino. Dopo le 9.30 e fino alle 13.30 circa non ce ne sono affatto. Idem dopo le 17.15.
Parlo delle corse verso Milano.

Perciò al mattino dopo colazione (a letto) mi dico: “Chi me lo fa fare?” e mi faccio girare sul fianco e dormo. Di solito fino alle dieci o alle undici.

Ciò premesso volevo condividere le mie sensazioni di oggi durante il tratto che separa casa mia dalla fermata.

Non ricordo più quando ho cominciato ad evitare di passare con le ruote su esseri animali viventi e, ove possibile, anche sull’erba, piena di vita invisibile.

Così comincio a guardarmi intorno e a preparare i sensi per lo spettacolo che sto vivendo. Me compresa.
Il primo ad accogliermi è il sole. Con il suo calore, come un abbraccio per dirmi “Bentornata, sorella mia!”, col chiarore intenso della luce bianca riflessa nelle rogge lungo le quali passo.

Ci guardo dentro, alla roggia, e mi accorgo di essere in compagnia di una nutria. Si muove lenta sul prato per poi immergersi in acqua. Appena lo sguardo si sposta vedo un paio di gatti seduti sul muretto della cascina che costeggio. Li saluto. Lo faccio sempre, come se fossi una viandante che incontra persone per strada. Così è.

Proprio a pochi metri ecco il “mio” fico. È mio perchè ogni volta che gli passo accanto lo saluto e lo ammiro crescere, dare foglie, frutti e infine ritirarsi a dormire. Ora sta tornando in vita regalandomi le sue prime gemme.

Di lì a poco incrocio due papere, tranquille, anche loro si godono il tempo clemente. Ci guardiamo senza emettere alcun suono. Ci sono. E io anche. Questo conta.
La signora anziana che vive lì da settantacinque anni non la vedo. Sarà in casa – sono le 13.30 – o dalle galline. La scorsa estate ci siamo fermate per almeno mezz’ora. Una cosa inusuale, mi hanno detto, per gli anziani del posto. In realtà loro sono gli interlocutori più piacevoli del paese. Posso parlarci senza prendere appuntamento, al bar, per strada, in posta. Loro sono il mio libro di storia vivente.

Tra odore di letame, di alberi potati, e i colori vivi dei prati arrivo quasi alla fermata del pullman. Ed ecco che un piccolo mare celeste mi invade. Niente acqua stavolta ma minuscoli fiorellini chiamati “occhi della Madonna“.
Sono meravigliosi nella loro perfetta semplicità! La loro bellezza è “turbata” qua e là dal giallo dei fiori di tarassaco. Che spettacolo!

Sono quasi alla fermata quando mi imbatto in qualcuno che mi ricorda che sto per rientrare nel mondo affollato: una colonia di formiche tutta intenta a correre su e giù.
Mi è difficile passare senza averne sacrificata qualcuna. Chiedo scusa.

Arriva il mio pullman. Mi preparo per il viaggio. Il mio.

Un saluto mentre ascolto un brano fantastico, sempre Vicky!

 

 

14 marzo 2018 Posted by | Esperienze, Mondo, Musica, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , | 20 commenti

I miei “viaggi”

Risultati immagini per auto decappottabile dal web

 

Due storie, una vita: la mia. Quale sarà quella vera?
1.

Ho sognato di guidare fin da quando ero bambina.
La prima volta avevo cinque o sei anni ed ero alla guida di un’auto sportiva decapottabile.
Ero felice.

Impegnavo le curve con sicurezza anche se ad una certa velocità.
Mi sentivo grande.
Avevo tutto il tempo e avevo tutto lo spazio.
Con quell’automobile rossa ero libera.

Fin da allora conoscevo il sapore della vita vera.

 

2.

Stare in piedi non è semplicemente acquisire una posizione e non cadere.
Mi hanno detto che tutto dipende dalla testa.
Alcuni altri dalla corretta postura del mio corpo.
Quindi più esercito il pensiero, più avrò la sicurezza di non cadere.

Il corpo umano, pur limitato nel tempo e nello spazio, è una realtà estremamente perfetta.

Il mio incedere dipende solo da me.

Io posso godermi ogni attimo, ogni sfumatura.

 
Vi saluto con affetto e aspetto i vostri pensieri e rispondervi.

Ascolto questo brano che vi dedico. Sempre Vicky!

 

22 dicembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

A presto!

2017-11-24 23-52-01.314

ore 23:54

 

Cari amici, follower, fellow blogger, lettori attenti e distratti… questo è un semplice pensiero per salutarvi e dirvi di partecipare alla mia gioia!

Per tre giorni sarò in una mini-maxi vacanza a…

Vi racconterò tanto al mio ritorno!

Non riuscirò a leggere per po’ i vostri post ma… ho la giustificazione!

Vi abbraccio di cuore, sempre Vicky!

 

25 novembre 2017 Posted by | Esperienze, Musica, News, Viaggi | , , , , , | 49 commenti

Viaggio

Risultati immagini per viaggi

Parto dal cuore
un luogo non so dove
inizia da me
voglia di te
terra vergine
collina prima dello stupore
orizzonte del mio andare
ore minuti secondi infiniti
lancette fantasma
il tempo sta nelle viscere
fame e sete di esserci
che il sempre esista
e il mai non fugga via
scoglio del mare
sasso di fiume
sabbia incontabile
retta che viola il cerchio 
rompo l’infinito
vista sublime
occhi non bastano
un cuore nemmeno
il viaggio continua

 

Dedicato a me stessa e a tutti voi, sempre Vicky!

 

20 giugno 2017 Posted by | amore, Anima, Mondo, Musica, Persone, Viaggi | , , , , , , , , | 30 commenti

I traduttori, di Juan Vicente Piqueras

Sono traduttrice e… questo è il mio bellissimo lavoro!

Con entusiasmo, sempre Vicky!

 

I traduttori Sono una tribù strana sparsa per il mondo perché spostano il mondo. Portano mondi da una lingua all’altra. Ecco il loro mestiere. Fanno nevicare in arabo, cambiano il nome al mare, portano cammelli in Svezia, fanno che don Chisciotte cavalchi su Ronzinante dalla Mancha in Manciuria. Fanno delle cose strane, pressappoco impossibili. Dicono […]

via I traduttori, di Juan Vicente Piqueras — Il colibrì rosso

6 dicembre 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Idee, Mondo, Persone, Sapienza, Storia, Viaggi | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Cercatori d’oro

cercatore_oro(Google)

Io… non so se imparo da quelle relazioni che si dovrebbero chiamare “sbagli”.
Semplicemente ho amato. E continuo. Con aspettative, progetti, emozioni, delusioni, rabbia, noia e chissà quanto altro.

Poi, amica mia, mi sono scoperta innamorata dell’amore e mi sono detta: “Cosa c’è di sbagliato in questo?”.

Non è poi questa la bellezza di cui siamo alla ricerca tutta la vita?

Cambia forma, aspetto, sesso ma il contenuto, il tesoro cercato e trovato supera e val bene il rischio e la scommessa su chi lo nasconde ai nostri occhi.

Non siamo altro che cercatori d’oro!

Inseguendo sempre i sogni e il mio cuore, sempre Vicky!

 

 

1 dicembre 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , | 5 commenti

Passeggiata

Ieri sono uscita per una passeggiata distensiva qui nel mio quartiere, sola come quasi sempre. Mi piace. Sia quando sono arrabbiata che quando sono felice, mi serve per lasciar decantare i miei sentimenti, le mie emozioni, tutto di me.  Durante queste scorribande tempestose ho preso decisioni piccole e grandi, prendendomi tempo per pensare, lo stretto necessario perché quando decido lo faccio rapidamente. Prima ho riflettuto fin troppo e quando arrivo a quel momento non vedo l’ora che finisca. Un parto. Tutto. Fin qui sembrerebbe il racconto di una normale giornata e invece all’improvviso

Eccolo che arriva, è il mio piccolo compagno di oggi, avanza incerto mettendo un piedino dopo l’altro davanti a sé, la mamma alle sue spalle non lo perde di vista un attimo. Sta utilizzando uno di quei “guinzagli” per bambini che compiono i primi passi. Anch’io a suo tempo l’ho comprato e utilizzato con la mia piccolina, passando poi al contatto piacevole della sua manina nella mia. I miei passi a fianco ai suoi. Dieci anni prima di abbandonare l’uso dei miei piedi per sempre, di accompagnarla con il corpo nel suo cammino, in ogni senso… Ancora adesso sono travolta dalle emozioni di trent’anni fa e di ieri, tutte gioiose e dolorose allo stesso tempo. La mente si affolla con innumerevoli fotogrammi. Ve li mostro come posso… Come qualcuno di voi conosce già.

Mi limito a condividere quattro immagini che violentemente mi attraversano, come scariche ad alto voltaggio lasciandomi il sapore di sale.

Ha solo dieci mesi Emanuela quando un pomeriggio, uno dei tanti belli in cui ci troviamo a casa della zia Lina, come per gioco la colloco in piedi al centro dell’ingresso e le dico: “Vieni dalla mamma!” spalancando le braccia per accoglierla. Ed eccola avanzare piano piano sorridente verso di me con una gioia sul viso simile a quella di chi corre verso la felicità... io non so veramente quale espressione avessi sul viso, avrei tanto voluto che qualcuno fotografasse questi momenti ma così non è stato. Ora, oltre le lacrime, mi rendo conto di essere diventata mamma in quel momento, quando per la prima volta si è staccata da me per poi ritornare. Continuiamo ancora questo movimento. Mi trova sempre a braccia aperte anche se lei adesso non ha più bisogno di me per “camminare”. Io ho smesso di farlo già quasi diciannove anni fa.

Nel mese di agosto la sabbia è davvero bollente e bisogna attraversare di corsa il tratto che dalla passerella porta all’ombrellone. Sento ancora perfettamente la sensazione di scottatura e la fretta tremenda di arrivare fino a un triangolino d’ombra per lasciar respirare la pelle dei piedi. E che sollievo poter immergere tutto il corpo nell’acqua fresca del mare… mio elemento naturale. Vedere all’improvviso le immagini di Cesenatico del 1985 è inevitabile. Non voglio pensare a quanto è cambiato solo dieci anni dopo, piuttosto rivivo scene mai più ripetute che sono tatuate nella mia mente e sul mio cuore. Emanuela cammina con i piedini nudi sulla sabbia per la prima volta e come quando ero piccola io sento le stesse sensazioni, fa piccoli salti finché non la prendo in braccio e corriamo insieme all’ombra… Poco più tardi fa il suo primo bagnetto in mare con la sua mamma scapestrata che la butta sott’acqua dopo averla lanciata in aria per poi vederla riemergere come un pesciolino, il mio!

Quando devo infilare le scarpe ho molte difficoltà perché il mio piede fermo non è certo di aiuto… Ciò nonostante devo ringraziare la sensibilità della mia pelle se posso dire di sentire la scarpa messa bene, stretta oppure troppo larga e farla modificare da chi ogni giorno mi veste. Mi piacciono ancora le scarpe abbastanza femminili anche se non porto più nessun tipo di tacchi con un po’ di dispiacere perché ogni tanto mi piaceva indossarli ed essere ancora più alta del mio 1,68 fregandomene nella mia presenza piuttosto robusta rispetto a ora… La mia vera passione però non sempre state le passeggiate di sera in spiaggia, i sandali in mano e la sensazione di fresco che arrivava fino alle cosce provocando brividi bellissimi che sento ora nella mia immobilità fisica. Il bagaglio però è rimasto intatto, idealmente quei sandali sono ancora tra le mie mani...

Ho scoperto la mia passione fisica ed erotica per i piedi solo abbastanza recentemente. Probabilmente le suggestioni che arrivano dall’esterno attraverso i media e le persone, la gioia di aver mantenuto comunque la mia sensibilità, la riscoperta del mio corpo con potenziale diverso da prima di restare seduta per sempre, la pazienza di ascoltarlo e a mia volta regalarlo a chi mi ama mi ha fatto perdere le inibizioni che avevo per esplorare il mio corpo e quello altrui. Apprezzo sempre di più la corporeità, la fisicità in tutte le sue espressioni. Un esempio: non vedevo da tempo una persona conosciuta correre oppure fare ginnastica in mia presenza, non solo perché o forse sì… credo che semplicemente chi mi sta a fianco tenga i miei ritmi nel movimento e si sia adeguato. Io so soltanto che mi è balzato il cuore in gola nel vedere la corsa, il movimento in generale.  È stato gioia, è stato dolore, per qualcosa ancora vivo dentro soltanto nel desiderio e per qualcosa irrimediabilmente perso del quale però ricordo tutto, calore, sudore, odore, fatica.

Torno verso casa lentamente. Un altro viaggio è finito. Ora.

Sempre Vicky!

20 agosto 2014 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | 4 commenti

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