Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Poche parole

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Non può aver lasciato uno spazio vuoto chi non lo ha mai riempito.

Niente da aggiungere. Sempre Vicky!

4 aprile 2017 Posted by | amore, Anima, Persone, Sentimenti | , , , , , | 25 commenti

11 febbraio 2005 – The day after

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Questa è la chiesa Gesù Salvatore a Milano 3, Basiglio. Pochi kilometri a sud di Milano, nel cuore del parco agricolo Milano Sud. È qui che per l’ultima volta sono stata a fianco di Lorenzo, mia marito e padre di mia figlia. È il giorno dopo la sua morte, avvenuta non più di trentaquattro ore prima al Policlinico di Pavia.

Dicono che si nasce e si muore soli. Tu non sei rimasto solo, Amore. Ti ho portato via con me, rannicchiato tutto nel mio cuore. Ho lasciato lì solo il tuo corpo non più dolorante perché prossimo al viaggio più bello. Noi ci eravamo già dati tutto. Lo sappiamo solo io e te…

“The day after” comincia la tua, la nostra festa… un nuovo matrimonio, il nostro! Organizzato fin nei minimi particolari, a cominciare dal tuo vestito, lo stesso di 23 anni prima. Finite le pratiche burocratiche relative alla custodia di ciò che rimane di te fisicamente, è ora di pensare al rito religioso, ai brani della Bibbia, ai canti e al mio spirito che resta ancora qui in me.

Se solo ne avessi avuto il tempo avrei preparato anche gli inviti e un piccolo ricordino, ma forse è stato meglio così… noi siamo persone semplici.

È tutto pronto, stai per arrivare preceduto dai nostri fratelli (preti) nello spirito, Don Franco, Don Leone, Fra’ Emilio e tanta, tanta gente.

Soltanto i nostri ruoli si sono invertiti: io sono la sposa che ti aspetta vestita con un abito meraviglioso che puoi vedere solo tu. Non l’ho indossato perché gli altri non fossero scandalizzati… so che a te avrebbe dato fastidio, vero Lorenzo? È una cosa tra noi due, la comunità con questo non c’entra.

Arrivi insieme ai primi invitati che insieme agli altri prendono posto piano piano qualcuno piange, qualcuno distratto a guardare in giro, qualcuno mi cerca con lo sguardo perché io sono piccola da vedere. Hai sentito il mio bacio quando sei entrato? Ora devo andare, il coro dei nostri amici più cari ci aspetta per cominciare la festa. Qualcuno rimane fuori insieme ai bambini, perché è sabato, precisamente sabato grasso e passano i carri del carnevale. Anche per i non credenti è festa!


Questa è la musica che ti piace cantare, soprattutto suonare con la tua chitarra mentre preghiamo, danziamo e ridiamo insieme! E noi siamo qui oggi a cantare per te, con te, perché la gioia sia in noi che ti amiamo e cantiamo anche tra le lacrime… come ora faccio io.

Come brano del Vangelo scelto per te quello della Samaritana, perché come lei anche tu un giorno hai fatto un incontro che ti ha tolto molto di più della sete di acqua. Lo so, anch’io sono quella donna che ha dato dell’acqua e ha trovato l’Amore, quello da non vivere nel nascondimento ma da proclamare a tutti quelli che incontra.

È felice! Così come lo sei tu oggi, che hai lasciato l’uomo vecchio affidandolo alla terra, in partenza per un viaggio dove non serve bagaglio né zavorra. Bisogna essere leggeri, così come la musica.

Gli amici e parenti mi salutano, uno di loro mi dà conferma dell’intenzione che volevo arrivasse con questa festa: “Mi sembrava di essere un matrimonio!”

Ecco, arriva il momento di cui la festa finisce e torno a casa, la mia, la nostra. Improvvisamente è solo silenzio. Mi sento come ubriaca e stanca, proprio come ci si sente al ritorno da un pranzo di nozze. Le nostre strade si sono divise fisicamente, torno a casa solo in compagnia della mia carrozzina e un po’ più in là mia madre.

Nell’aria la voce di nostra figlia che parla con delle sue amiche in camera sua, l’odore di uno strudel messo in forno all’ultimo momento da offrire alle ragazze. Mia madre, seduta sul divano, fissa il vuoto.

È tutto. Tutto ciò che conta. Sempre Vicky!

12 febbraio 2017 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Novità

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(B.De Bruyckere – We are all flesh)

No news good news dicono. Che cazzata enorme.

Quando Vicky resta troppo in silenzio, non è per niente buon segno. Ho troppo da dire per parlare.

Sono nel limbo.

TORNO SUBITO.

Sempre Vicky.

18 settembre 2013 Posted by | Esperienze, Persone | , , , , | 6 commenti

Vuoto

(Google)

Dicono che scrivere faccia bene. Quanto vorrei fosse vero. Io so solo che stasera sono di fronte a questo foglio elettronico bianco. Bianco almeno quanto il mio foglio interiore. Lascio scorrere la mano destra che uso abitualmente per digitare sulla tastiera proprio come fosse l’estensione del mio pensiero, del mio cuore, del mio spirito. Mi fa compagnia la musica, scelta a istinto. In questo momento Eddie Vedder canta ‘Hey, you’ve got to hide your love away’ se il mio imperfetto inglese non mi tradisce. Mai frase fu più azzeccata rispetto al momento! Ho appena cancellato la cronologia dei messaggi su Skype e…è stata un’altra fitta al cuore, un’altra perdita, un lutto sui generis. Era una bella abitudine sapere che all’occorrenza avrei trovato le parole esattamente lì dove le avevamo lasciate, in tutto il loro crudo eppur amato bagliore. Non sarà mai più così. Per chi non usa l’IM (instant messaging) tutto questo risulterà assurdo se non stupido. Altri milioni di persone sanno benissimo che significa. Messaggiare con qualcuno non ti fa sentire solo, anche se fisicamente lo resti irrimediabilmente. Il miracolo del web moltiplica la possibilità di illudersi per un solo istante o per ore di essere fisicamente una coppia, un gruppo, una community. In quanti stanno condividendo questo vuoto che sento stasera, in questo preciso momento? Nessuno. Sono sola, immersa nella semi-oscurità del mio appartamento, cullata sempre da Eddie Vedder e il suo ‘Breathe’, che mi ricorda quanto il respiro sia il fondamento di tutta la mia realtà. Anche ORA. ‘Ho perso le parole, eppure ce le avevo qui un attimo fa’ canta Ligabue. Liga, le ho perse anch’io. Gli ultimi sei mesi di storia di Vicky uccisi con un click. Io li ho assassinati, deliberatamente. Li ho sgozzati, poi guardati agonizzare e infine spirare. No ho mai sopportato le scene troppo crude eppure l’altra parte di me è restata a guardare immobile lo scempio elettronico. Addio, mia piccola ed effimera sicurezza. Stasera mi sento più piccola, più povera e…nuda. Chiedo scusa.

Sempre Vicky.

5 maggio 2012 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 26 commenti

   

VALENTINE MOONRISE

Parole di una sconosciuta

Meine Fotos! My photos!

Hier geht es um meine "gefallen mir von mir"-Fotos und um Vieles was dazu gehört. Here I will display photos from me which I like and many other related issues. Viel Freude. Enjoy.

"Luce" di Giovanna Foresio

Un invito ad abbandonare il silenzio-ombra per inoltrarsi nella parola-luce

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"I paint the skies with peace and passion, because that's the way they paint me."

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