Thailandia o Hong Kong: Asia, nuovo Eden o Terra dei miracoli.
Una terra l’Asia amata e odiata allo stesso tempo, per motivi diversi. Io ne conosco uno per ‘odiarla’: il turismo sessuale, e una per ‘amarla’: l’impiego di cellule staminali per patologie tra le più diverse, da quelle di origine endocrina a quelle di origine neurologica. Spiegherò più avanti il significato delle virgolette volutamente poste.
Questa la definizione di turismo sessuale trovata su Wikipedia:
“Il turismo sessuale è un fenomeno che comprende viaggi volti ad ottenere prestazioni sessuali da prostitute. Il viaggio è tipicamente intrapreso da turisti dei paesi benestanti verso i paesi in via di sviluppo e può implicare pagamenti in contanti o in natura.
L’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sessuale come «viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico, o da esterni che usano le proprie strutture e reti, con l’intento primario di far intraprendere al turista una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione»[1]
Questo tipo di turismo ha, secondo l’ONU, conseguenze sociali e culturali sia per i paesi d’origine che per quelli di destinazione, particolarmente in quelle situazioni ove si sfruttano le diseguaglianze di sesso, età, condizione sociale ed economica delle popolazioni delle mete turistiche[1][2][3].
Motivo di ulteriore attrazione per chi pratica turismo sessuale possono essere anche ridotti costi dei servizi nei paesi di destinazione e (cosa tendente a favorire un incremento potenziale della criminalità):
- prostituzione, sia legale che soggetta a differenti applicazioni della legge
- riduzione dell’età del consenso, o indifferenza delle leggi verso questo aspetto
- accesso alla prostituzione minorile dove le proibizioni legali sono deboli o dove è più probabile che non siano fatte rispettare. “
Questo l’aspetto correlato a questo paese meraviglioso in cui TUTTI DOVREBBERO GODERE DEI DIRITTI CIVILI FONDAMENTALI – non solo i porci che cercano piacere a buon mercato, anche con bambini. Una piaga e una vergogna per i nostri connazionali che vorrei vedere in un elenco pubblico, in modo da essere privati almeno del publico rispetto. Invece… le agenzie continuano i propri affari, organizzando addirittura viaggi ‘a tema’…
In caso uno dei signori/signore sopra citati mi stesse leggendo: PROVO SCHIFO PER TE e desidero solo che tu venga scoperto e denunciato! Aggiungo che spero di vedere insieme a te anche tua moglie/marito o chiunque SA E STA ZITTO… VERGOGNA, NON SIETE DIVERSI DAI TORTURATORI dei Paesi che ipocritamente in pubblico condannate!
Fin qui il nuovo Eden… Voglio poi altrettanto brevemente andare al passaggio successivo.
L’altro aspetto dell’Asia, ovvero ’Terra dei miracoli’ è quello di un altro tipo di turismo legale: quello sanitario. Non entrerò nel merito scientifico e medico dell’impiego di cellule staminali, ma non mi posso non esprimere dal punto di vista personale in quanto disabile nè da quello morale ed economico riferiti a questo fenomeno.
In alcuni ospedali asiatici si praticano queste cure ai seguenti prezzi indicativi e condizioni (tutto ha un prezzo…):
euro 4000,00-6000,00 per iniezione endovenosa o lombare da ripetere da 4 a 6 volte. A questo va aggiunto tutto il resto: accompagnatore, viaggio, eventuali cure aggiuntive, ecc.
TUTTO QUESTO SU CONTRATTO CHE DEVE ESSERE ACCETTATO IN TUTTE LE SUE PARTI E REGOLARMENTE FIRMATO: ANCHE NELLA CLAUSOLA CHE PREVEDE L’INSUCCESSO O GLI SCARSI RISULTATI DEL TRATTAMENTO.
Onestamente… capisco relativamente i costi, ma il loro rapporto contrattuale costo/beneficio non mi convince. So che esistono margini di rischio in tutti gli interventi, ma in questo caso davvero non so cosa pensare e decidere. So anche che molti mi parlano di altri viaggi della speranza, in altri centri europei ad esempio. Tutto questo mi spiazza e quando non capisco bene che fare solitamente NON DECIDO.
Decidersi per il turismo sanitario verso la ‘Terra dei miracoli’ o verso altre terre davvero spacca in due sotto tutti i punti di vista (chiaramente in mancanza del ‘miracolo’!) : economico, morale e soprattutto personale. Come fare?
L’informazione consapevole in entrambi i casi di ‘turismo particolare’ verso l’identica terra, il primo per evitare il viaggio, il secondo eventualmente per sostenerlo, mi fa porre a voi e soprattutto a me stessa: CHI E’ REALMENTE IN VENDITA? CHI RENDERA’ I SOGNI PERDUTI?
Una dedica ai piccoli sfruttati… In musica, Vicky.
Conto Arancio: giustizia è fatta!
Queste sono le mie piccole grandi battaglie per difendere quello che è un diritto dato da molti per scontato: IL DIRITTO DI DECIDERE.
Ricevo non più di 2 ore fa una telefonata dal Servizio Clienti Conto Arancio ING Direct, in cui mi vengono fatte le dovute scuse per il disguido e per la mancanza di informazione da parte di chi aveva istruito la mia pratica di apertura del conto online. Hanno ricevuto oggi la mia raccomandata di reclamo con inclusa tutta la documentazione. Ora devo perfezionare col bonifico e poi… questa avventura è conclusa positivamente!
Faccio volentieri da ‘apripista’ se questo serve ad altri con problemi simili ai miei. Lo faccio e lo farò per rispetto verso me stessa, per rallegrare Claudio, mia figlia Emanuela e tutti quelli che mi vogliono bene.
Un grazie alla d.ssa Monti dell’ABI e all’avv. De Luca della Ledha per la gentile disponibilità, ma voglio soprattutto RINGRAZIARE TUTTI VOI AMICI QUI IN RETE per l’affetto e il sostegno dimostrato. Io ci sono per quello che posso…
Un piccolo pensiero anche ai nemici e agli indifferenti: GRAZIE ANCHE A VOI che mi stimolate sempre di più e mi ricordate che esistete.
Un grosso abbraccio. In musica, certo! Vicky.
Una tv da urlo!
Ci deve essere stato un momento in cui l’urlo ha sfondato non il muro del suono ma quello della tolleranza. Non so quando di preciso. So solo che è accaduto. Io non ho abbassato il volume. Ho fatto una cosa inusuale, oscena, inaspettata: HO SPENTO LA TV.
Siccome questo blog è ‘casa mia’ vi farò vedere i programmi che guardavo e che attualmente guardo io. Siete miei ospiti!
La tv non urlata, mai volgare, familiare – nel senso vero del termine – in cui tu potevi anche chiacchierare se ti andava, commentare, discutere. Altro che tv interattiva! Io li vedrei ancora programmi così, che non mi sovrastano e che davvero mi divertivano senza volgarità.
Oggi guardo pochissimo la tv, ad eccezione di programmi di attualità e informazione. L’intrattenimento che cerco è sparito. O quasi.
Qui si esaurisce la lista che mi viene in mente o che ritengo valga la pena citare. Non sono affatto una nostalgica, solo che il mondo va avanti con le sue gambe (ci va davvero?) mentre io ho deciso di correre con la mia quattroruote!
Buon divertimento! Vicky.
Esselunga colpisce ancora… si dice…
Carissimi amici, vi segnalo l’articolo da me postato sul blog dell’Associazione Disabili Basiglio, della quale mi onoro essere presidente, col seguente link:
http://assdisabilibasiglio.wordpress.com/2009/11/22/esselunga-colpisce-ancora/
Non ho parole per descrivere la mia rabbia se non quello delle immagini, a completamento del link. Per chi non lo sapesse, questo è un catetere, un dispositivo invasivo che serve a svuotare la vescica di persone allettate, malate, impossibilitate a muoversi… potrebbe essere applicato a qualsiasi lavoratore per aumentarne la produttività...
Il suo impiego sia continuo che occasionale può provocare infezioni alle vie urinarie più o meno gravi, da trattare successivamente con antibiotici specifici. La cassiera riferisce di una cistite emorragica. Questa la sezione Prevenzioni secondo www.farmacoecura.it:
“PREVENZIONI
Ricordiamo poi l’opportunità di:
- bere frequentemente aiuta a depurare l’organismo e ad evitare l’accumulo di tossine;
- le minzioni, durante la giornata devono essere frequenti, almeno 6; (segue…)”
Questo il punto di vista della sig.ra Roberta Musu, segretaria del sindacato Uiltucs Lombardia:
Alla luce della recente archiviazione del caso, che succederà?
Un saluto come sempre musicale… e ironico! Vicky.
Non mi faccio mancare niente!
Ieri ho visto le mie ultime analisi. Ho il diabete. Non mi faccio mancare niente… Il primo pensiero è stato per chi mi sta vicino, il mio piccolo grande uomo, quello che raccoglie tutto il bene e tutto il male da me: ha tanta pazienza con me e io, pur sapendo che mi ama, mi chiedo ancora il perchè… A lui piace tanto mangiare bene, è una cosa ’sessuale’ per lui. E per me è quasi lo stesso, con preferenze simili… Lui mi ha fatto scoprire com’è parlare di tutto, anche di vino. Io faccio finta di intendermene! Lui fa finta di credermi… che bel gioco!
Ho parlato col mio medico: dieta stretta, misurazione giornaliera, tra uno o due mesi si rifanno le analisi e si vede se è bastata la dieta oppure ho bisogno di ipoglicemizzanti.
Sono giù. Conosco il diabete. In famiglia quasi tutte le donne ce l’hanno, mamma compresa. Penso alle conseguenze possibili per una donna nelle mie condizioni a 46 anni. Ho paura, ho un nemico nuovo da combattere ora.
Penso a mia figlia: avrà una preoccupazione in più. Non bastavano già le ’solite’ per la piccola Cipì… il mio piccolo uccellino! Mi incoraggia al telefono, la mangerei di baci, quelli che solo noi sappiamo, quelli belli cicciosi che voglio insegnare ai miei nipoti!
Su tutto questo emerge Claudio con i suoi piccoli grandi gesti. Due in particolare: bucarmi per provare la glicemia è la prima. La seconda mi fa sentire tanta tenerezza… ieri mia madre incurante di tutte le proibizioni mi porta due belle frittelle panciute e invitanti.
Quanto mi è costato quel no! E Claudio ha rifiutato dicendo che non l’avrebbe digerita invece, mi dice dopo che ’non voglio mangiare se non mangi tu!’ – e poi mi chiedo perchè voglio stare con lui finchè non si stancherà di me!
Come sempre vi saluto in musica. Dolce. Vicky.
Associazione Bancaria Italiana: atto I – PattiChiari.
Così mi risponde il Consorzio PattiChiari (e amicizia lunga!) dell’ABI il 16/11/2009:
“Gent. Sig.ra Rutigliano
Nell’ipotesi di mancata risposta entro il predetto termine, ovvero di risposta negativa, qualora il danno lamentato non sia superiore ad euro cinquantamila (diecimila per i danni anteriori al primo gennaio 2006), si può presentare reclamo all’Ombudsman bancario, organo di composizione stragiudiziale delle controversie insorte tra banche e clienti, tenuto a pronunciarsi entro novanta giorni dal ricevimento del reclamo e le cui decisioni sono vincolanti per le banche aderenti. Troverà presso ogni banca dei depliants illustrativi che spiegano chiaramente le modalità di ricorso sia all’Ufficio reclami che all’Ombudsman bancario.
In alternativa al ricorso all’ombudsman, poi, la informiamo che l’Associazione per la soluzione delle controversie bancarie, societarie e finanziarie fornisce alle parti (banca e cliente) – qualunque sia il valore della controversia – con l’intervento di un esperto indipendente (conciliatore), un servizio di conciliazione ai sensi del decreto legislativo 6 del 2003, ossia un modo per risolvere una controversia affidando ad un terzo indipendente (il conciliatore) il compito di agevolare il raggiungimento di un accordo tra le parti. Il conciliatore è un esperto ma non è un giudice, ossia non è chiamato a dare ragione o torto ad una parte o all’altra. Nella conciliazione disciplinata dalla legge (ossia che viene svolta attraverso gli “organismi di conciliazione”) l’accordo può essere omologato dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In altri termini, in caso di mancato rispetto dell’accordo raggiunto, si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di conciliazione. In ogni caso può trovare maggiori informazioni sull’Ombudman e sulla conciliazione, sul sito dell’associazione (www.conciliatorebancario.it).
Cordialmente
Customer Care
Consorzio PattiChiari ”
Alle 14.40 poi chiamo l’ABI a Roma: 06 67671 ……. Parlo con la gent.ma sig.ra Donata Monti d.monti@abi.it che mi consiglia di prendere contatti con Adiconsum 02 20525340 sig. Tommaso Di Buono per vedere come risolvere il caso. Nel frattempo mi chiede informazioni sulla risposta del Consorzio Patti Chiari e perciò, in completa trasparenza, le propongo di inoltrarle copia della risposta ricevuta dal Consorzio Patti Chiari, cosa che io faccio volentieri alle 15.05 prima di chiamare Adiconsum.
15.15 Chiamo il sig. Di Buono. Assente. Parlo con la sig.ra Giacomini che mi può fissare un appuntamento di martedi o giovedi in via Tadino a Milano. Piccolo particolare: non c’è accessibilità… L’ultima possibilità è un messaggio e-mail da inviare a adiconsum_milano@cisl.it att. d.ssa Michela Loberto in cui esprimerei la mia protesta dicendo di aver già contattato l’ABI. Devo riposare le mani… Lo farò più tardi… O più in là.
Per niente soddisfatta chiamo la Ledha, Lega diritti portatori di Handicap a Milano, di solito molto preparata e disponibile anche nel passato. Ci aggiorniamo per un quesito al legale avv. De Luca domani mattina dalle 9.30 alle 13. Speriamo bene… sono un pochino stanca. Solo un pochino però!
Come ultima spiaggia chiamo l’INAIL Superabile al n. 800810810 e parlo con un operatore che, dopo aver cercato la normativa – su mia indicazione – mi conferma che la dichiarazione necessaria è l’unica rilasciata da pubblico ufficiale come da fac-simile al link:
http://www.superabile.it/web/it/COMMUNITY/L’esperto_risponde/Superabilex/info1880139403.html
Bene, oggi stesso mi vedono in comune qui a Basiglio per la dichiarazione. Poi… ci aggiorniamo!
Una telenovela… umiliante ed estenuante! Che qualcuno poi mi dica che non ho pazienza eh!
Ciao a tutti! Musicalmente…. Vicky.
Conto Arancio – Ing Direct: j’accuse!
No! Questa volta non sarò umiliata, non dirò: ‘Ok, arrivederci.’ come se niente fosse successo! IO ACCUSO LA CONTO ARANCIO – ING DIRECT DI AVERMI NEGATO UN DIRITTO ELEMENTARE per qualsiasi altro cittadino: aprire un conto corrente online, DISCRIMINANDOMI IN QUANTO DISABILE impossibilitata alla firma (come da fotocopia del mio documento in loro possesso dal 31/10/2009) e da contratto da me accettato nella stessa data e stipulato con la sig.ra Elisabetta Gerosa presso il Centro Commerciale Il Fiordaliso a Rozzano (Mi) alla presenza del mio fidanzato, sig. Claudio Carnevali. L’incontro per la stipula del contratto era stato anticipato da una visita di mia figlia allo stesso stand, durante la quale era stato eventualmente previsto il caso che firmasse mia figlia per procura.
Secondo le leggi che riporto di seguito coi relativi link l’impedimento alla firma è così regolamentato:
Fonti legislative :
- Decreto Presidente Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” – Titolo I art. 3 (R) e art. 4 (R);
- Decreto Presidente Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403, “Regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3 della Legge 15 maggio 1997, n. 127, in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative“, in particolare art. 4;
- e ancora: http://www.superabile.it/web/it/COMMUNITY/L’esperto_risponde/Superabilex/info1880139403.html
Non so se i funzionari Conto Arancio siano più informati, ma mi hanno liquidata telefonicamente dicendo che ‘non potevano accettare l’apertura di conti con procura’…. ma CHI GLIELO HA CHIESTO?
Secondo le leggi qui sopra citate, oltre all’autorevole fonte INAIL, io NON HO BISOGNO DI PROCURA ma solo di allegare documento valido di identità. Io ho seguito le regole. Secondo ancora le stesse leggi questo è quanto serve per un atto amministrativo. APRIRE UN CONTO CORRENTE E’ UN ATTO AMMINISTRATIVO.
Signori, o cambiamo la legge o mi fate sapere il motivo della discriminazione nei miei confronti. Nel frattempo non contate sul fatto che io resti in umile attesa di vostre notizie. La presente nota informativa sarà domani stesso da me inviata all’ABI Associazione Bancaria Italiana per le delucidazioni del caso, nonchè diffusa tra amici e parenti per avere sostegno, condividere e far circolare informazioni.
Tutto quanto sopra descritto costituisce testo di un messaggio e-mail inviato stasera alle 20.28 a: servizioclienti@ingdirectitalia.it e a info@pattichiari.it (contatto ABI).
Vi saluto come sempre in musica! Vostra Vicky.
Il passato è da amare ovvero io e mia madre/2

Eccola il giorno della Laurea del mio ‘futuro’, di mia figlia Emanuela. Bella signora la nonna eh!
Solo un breve racconto della giornata passata con lei all’Istituto Clinico (Dis-)Humanitas di Rozzano (Mi) e un’occasione per condividere emozioni e impressioni che vivo con lei, sia come mamma che come donna anziana, diventata debole e bisognosa di più pazienza e tenerezza che spesso mi mancano e per le quali, probabilmente come tanti di voi, mi pento.
Si parte da Milano3 in orario quasi sincronizzato ma ognuna con mezzi diversi, visto che io viaggio sulla mia quattroruote e in auto non ci sto. Arrivo col pullman puntuale in accettazione dove già vedo mia madre alle prese con un’impiegata un po’ arrogante che continua a dire ‘…e ma signora…’ e intanto si fa tardi. Arrivo già piuttosto alterata. Non sopporto i prepotenti, soprattutto da quando ho visto che mezze seghe diventano quando difendi un anziano o un disabile, quando capiscono che non sono soli.
“Mamma, sono arrivata. Tutto bene?” Non ridete ma ‘M’illumino d’immenso’ prende forma sul viso di mia madre in questi momenti, io mi sento un gigante e la vita riacquista forza, in caso ce ne fosse bisogno.
Elettrocardiogramma. In seguito andiamo dal cardiologo che dopo un’iniziale titubanza decide di rivolgersi a me e mia madre senza più problemi – è da comprendere, ha davanti a sè un’ottantatreenne quasi sorda e una disabile motoria come accompagnatrice… ! Poveraccio, mettiamoci nei suoi panni, dopotutto è solo un medico!
Quanto ho ringraziato Dio ieri per la mia vita e la mia lucidità!
Tengo d’occhio l’orologio. Il pullman di ritorno è perso. Ci manca da andare all’audiometrista. Parto con la mia quattroruote e mia madre col pulmino navetta interno – no disabili… meno male che non piove! Attesa in studio: mezz’oretta. Pullman ciao, prenderò il prossimo… con l’accesso disabili spero.
Mia madre continua a ringraziarmi, a dirmi ‘Meno male che sei venuta! Io come dovevo fare?’ La tenerezza mi sommerge, la stringerei e le darei una carezza. Non posso farlo, lei è troppo alta ma io col cuore l’ho già fatto. Sono le 14.35 e finalmente è missione compiuta. E’ ufficiale: è mezza sorda e dovrà probabilmente mettere una protesi. Possiamo tornare a casa.
Direzione uscita, altra navetta – sempre no disabili… – e si va! ‘Mamma, ti aspetto fuori, alla fermata del pullman.’ Speriamo di fare in tempo! Se no… Dio provvederà.
Arrivo per prima. La osservo. E’ uno spettacolo, una meraviglia. Piano piano arranca, stanca ma senza fretta, come uno che non ha orari o scadenze da rispettare. E’ il vantaggio della vecchiaia, credo. E’ un senso di distacco dagli affanni e dalle cose naturale. Il tempo per qualche minuto si ferma anche per me. Arriva. Poco dopo anche il pullman che ci lascia sotto casa. Non le sembra vero di non aver pagato il biglietto – euro 1,80 a corsa per 2 km di distanza! Come accompagnatore con la mia tessera non paga. Si siede un po’ stanca ma soddisfatta. Oggi dopotutto una scocciatura è diventata una gita insieme! Io mi ‘parcheggio’ nel pullman con le stesse sue sensazioni…
E’ stato bello esserci oggi ed esserci anche così! Respiro…
Ciao. Con musica. Vicky.
Nota: io nel 1999 a Monaco c’ero!
La giustizia non è una bilancia esatta…
Alcuni sentimenti causati dall’ingiustizia si possono esprimere solo con immagini.
La rabbia:
Il dolore:
Il silenzio:
Se ne potrebbero aggiungere a migliaia. Mi fermo qui. Per incapacità e per rispetto. Soprattutto per me stessa, per conservare un po’ di umanità.
La mia risposta balbettata:
Un abbraccio di riconcilizione. E’ TEMPO DI CAMBIARE! Vicky.
La metamorfosi.

Un’ispirazione, uno spunto da un brano di Piero Pelù, ‘Il mio corpo che cambia’ e poi dal romanzo ‘La metamorfosi’ di Franz Kafka:
Apparentemente quello che leggete e vedete su non ha alcuna attinenza a quello che dirò. Seguitemi però, io cercherò di spiegarmi meglio e quando non riuscirò chiederò aiuto alla vostra pazienza ed alla musica.
Tutto è cominciato ascoltando dopo anni il brano dei Litfiba, solo il titolo è bastato per riportare la memoria alla lettura del romanzo di Kafka e dire: ‘Io sono quel diverso!’. Non sono certo un insetto ma, come nella metamorfosi il mio corpo è cambiato.
In seguito al cambiamento apparente si modella dentro anche quello non visibile, quello importante. Quello che percepisci piano piano. Ti misuri col tuo io precedente e non ti riconosci. Non avere identità è terribile, disperante, soprattutto se TU SAI DI ESSERE QUELLO LI’! Resti per qualche tempo (ore, giorni, anni?) in sospeso, per capire chi sei diventato. Ci riuscirai?
Una parte di te non tornerà più. Non è un arrivederci. E’ un addio, a un corpo che è cambiato, come nel romanzo, senza chiederti il permesso.
Dopo un po’ ci familiarizzi, ti osservi, e… ti piaci ancora! Non importa ciò che vedono gli altri, importa ciò che vedi tu. E quello che vedi è un corpo che si è fuso col tuo animo e la tua mente che nel frattempo hanno fatto pace con lui, perdonandogli l’iniziativa personale e indipendente di quel cambiamento!
Che gran giorno è quello! Io per fortuna l’ho vissuto e ho trovato una Vicky nuova, fisicamente più attraente, interiormente più serena e allegra, più sensibile e coraggiosa. Sono io.
Un saluto in musica, un genere magari un po’ meno diffuso ma che apprezzo molto: Whisky Trail, Copperplate – un brano allegro che mette voglia di ballare, di muoversi… Dedicato a chi visibilmente non può più farlo come me, ma che mentalmente e con l’anima vola (in ordine sparso): Salvatore ‘Sasà’ Usala, Alessandra Incoronato, Paola B., Marco Belotti, e tanti altri compagni di viaggio. Siete grandi, dei giganti!





























