Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Chi non ha lavoro

Risultati immagini per rifugiati nigeriani

Quella qui sopra è una delle situazioni dalle quali scappano, l’Africa di cui quasi nessuno parla e che genera rifugiati politici e non che in qualche modo devono mangiare e vivere ogni giorno.
Vi offro un racconto di vita che conosco da alcuni anni e che vi assicuro è la miglior celebrazione del 1 maggio e non solo.
Sono particolarmente arrabbiata e non risparmierò, forse per la prima volta, di trascrivere fedelmente certi termini usati normalmente in alcune occasioni.

Qual è la novità oggi?

Vi parlo di prostituzione. No, non si tratta di donne ma di un ragazzo X che vive nella zona Y e si vende al Supermercato Z.

Ho conosciuto X qualche anno fa alla fermata dell’autobus che prendevo di solito per andare a casa nel quartiere Y dove abitavo. Non lo avevo mai notato prima o più semplicemente avevamo orari diversi.

Sono una di quelle persone che non si crea problemi a fare conversazione con persone di razze e colori diversi dal proprio per cui ho cominciato a parlare con lui di cose quotidiane che riguardavano sia lui che me e le nostre vite. Ha preso il mio stesso autobus per raggiungere il supermercato. La differenza tra me e lui è che io ci andavo per fare la spesa mentre lui ci andava per chiedere soldi ai clienti oppure prendere le monete dai carrelli che restavano abbandonati nel parcheggio antistante al supermercato stesso. Questo naturalmente l’ho scoperto solo dopo aver fatto la spesa…

Fin qui sembrerebbe tutto “normale” fin quando non scoperto che… X era in vendita e mi stava offrendo se’ stesso presso il mio domicilio, sussurrandomi all’orecchio in inglese (la lingua in cui stavamo comunicando, proveniendo lui dalla N.) queste parole: “Baby, I can make you happy… I can lick your p…y, ok? Take me to your home and I’ll do everything you want”. (Tesoro, posso renderti felice… posso leccare la tua…, ok? Portami a casa tua e farò tutto quello che vuoi).

Devo essere diventata di tutti i colori perché solo un paio di volte in vita mia avevo ricevuto provocazioni sessuali così esplicite, da adulta intendo naturalmente e soprattutto da adulta single e con una disabilità motoria.

Mi sono sentita strana. Non avevo mai pensato alla prostituzione maschile, anche perché non avevo mai dovuto pagare un uomo in vita mia. Ho rifiutato la sua offerta non perché non fosse attraente e io non ne avessi voglia, ma semplicemente per il rispetto della dignità di entrambi.

In cambio di nulla, se non della compagnia reciproca, ci siamo seduti fuori dal supermercato a mangiare una pizza insieme, senza giudizio. Aveva fame X, non solo di cibo ma di parole che non fossero solo di sfruttamento o di contrattazione.

Lui, godendo dei benefici come rifugiato, aveva provato a cercare un lavoro naturalmente senza successo. Come molti mandava quei pochi soldi ai suoi genitori in N.
Nonostante la sua sfoderata malizia e spregiudicatezza non credo che avesse mai pensato di doverle guadagnare così i soldi che gli servivano per vivere qui nel nostro paese. Ho pensato a chissà quante donne avevano accettato la sua offerta… non ho avuto il coraggio di chiederglielo.

L’ho incontrato ancora molte volte, anche di recente. Ci siamo parlati da esseri umani con pari dignità, senza pensare alle categorie mentali che stanno prendendo sempre più piede nelle nostre comunità. E non parlo solo di stranieri.

Vi assicuro che molte persone che non hanno lavoro si sentono cittadini di serie B, persone che hanno perso senso di rispetto e dignità anche da parte di chi un lavoro ce l’ha ancora. Magari nelle pubbliche amministrazioni, presto gli uffici per l’impiego o ancora se si ha a che fare con i servizi sociali degli enti locali: ci si sente veri e propri mendicanti.

No, non me la sento proprio di festeggiare nulla. Ho solo voglia di dedicare questo post a X, ovunque sia in questo momento!

Con amarezza, sempre Vicky!

 

 

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1 maggio 2017 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , , | 50 commenti

Not in my name!

L’altro ieri ho visto un assassino a Roma, accolto e foraggiato anche a mie spese dal presidente della repubblica m. e da quello del consiglio r.

“Abbiamo stretto accordi economici con l’Iran”. Scritti col sangue di oppositori, donne lapidate, gay uccisi. Tutto il mondo lo sa.

Siamo in affari con un paese sanzionato dall’Onu.

L’assassino è stato ricevuto da Papa Francesco.

Giovanni Paolo II in Sicilia gridò ai mafiosi “Convertitevi! Un giorno arriverà il giudizio di Dio!”

Ho la nausea.

Sempre Vicky.

26 gennaio 2016 Posted by | Esperienze, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Le 10 multinazionali del food che inquinano il Pianeta come se ne fossero 25

Nestlè resta nella mia boycott list per via di una certa faccenda su latte condensato agli indù… correggetemi se ricordo male. Per non parlare di quest’altro http://www.europaquotidiano.it/2013/02/19/un-altro-scandalo-nestle-what-else/

5 MINUTI PER L'AMBIENTE

Ci sono 10 multinazionali del food che inquinano il Pianeta come 25 fabbriche dell’industria pesante. La classifica l’ha stilata la Ong Oxfam. Ci sono 10 aziende nel mondo che inquinano e che con le loro emissioni di gas in atmosfera contribuiscono a aggravare il riscaldamento globale. Non affrontano i cambiamenti climatici diminuendo le emissioni le aziende del settore alimentare, vere e proprie industrie che trasformano il cibo e che lo distribuiscono in tutto il mondo. Oxfam, che ha stilato la classifica delle 10 aziende che inquinano di più il Pianeta attraverso una pagella che viene aggiornata periodicamente. Nota Oxfam che se queste aziende fossero concentrate in un unico Paese inciderebbero sull’ambiente come le 25 aziende più inquinanti al mondo. Oxfam per stilare la classifica ha preso come parametri di riferimento quali: trasparenza aziendale; trattamento delle Donne che lavorano nella filiera produttiva; diritti dei braccianti agricoli nella filiera produttiva; trattamento economico…

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4 giugno 2014 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone | , , , | 5 commenti

20 novembre 2013

Immagine 28

– Una famiglia –

Ciao a tutti!
Due momentacci sono passati oggi, non li auguro a nessuno ma… c’ero e non ero sola, nè dentro nè fuori…

Un GRAZIE speciale a mia figlia Emanuela, che era con me, l’altro più allargato agli amici e conoscenti, che mi incoraggiano e danno energie nuove!

Quello che ho dentro tu, che mi ami e mi leggi, lo sai.

Scorre una lacrima dolce… per chi ha l’Amore nel cuore e per chi è il cuore dell’Amore.

Sempre Vicky!

 

https://www.youtube.com/watch?v=v_p0yAbi6Bw

20 novembre 2013 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 15 commenti

UBI Banca? No, grazie

 (Google)

UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato superiore al 5% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo cooperativo, quotato alla Borsa di Milano e incluso nell’indice FTSE MIB.

Banca Popolare Commercio e Industria fa parte del gruppo bancario UBI. In questo post intendo rivolgermi in modo particolare alla filiale di Rozzano (Milano) in viale Lombardia, nella persona del direttore di filiale e in particolare a un suo impiegato del quale ignoro il nome, ma non certo i modi.

n. verde 800 500 200 – contatto e-mail: servizio.clienti@ubibanca.it – Banca Popolare Commercio e Industria SpA, via della Moscova n. 33 – Milano

“Patti Chiari promuove un insieme di iniziative per migliorare la relazione banca-cliente nell’ambito della mobilità, della chiarezza informativa, dell’assistenza e della sicurezza ed è attivo nella diffusione dell’educazione finanziaria per scelte economiche consapevoli”.

Consorzio Patti Chiari, piazza del Gesù n. 49, 00186 Roma – contatto e-mail: info@pattichiari.it

“Missione: L’ Associazione bancaria italiana (ABI) – associazione volontaria senza finalità di lucro – promuove nella società civile e presso il sistema bancario e finanziario coscienza dei valori sociali e comportamenti ispirati ai principi della imprenditorialità e alla realizzazione di un mercato libero e concorrenziale…” (continua)

ABI Associazione Bancaria Italiana Piazza del Gesù n. 49, 00186 Roma – contatto e-mail: redazione.abi@abi.it

Tutto ciò premesso perché la banca in oggetto aderisce al consorzio Patti Chiari oltre che naturalmente all’ Associazione bancaria italiana ABI. Questo il contenuto del messaggio e-mail che manderò non appena pronto ai tre indirizzi su citati, animata da uno spirito di giustizia che chi mi legge già da tempo conosce. Per chi invece dovesse leggermi oggi per la prima volta, è il mio biglietto da visita che si aggiunge ad altri che trovate sparsi qua e là per il mio blog.

“Buongiorno, mi presento: mi chiamo Vincenza Rutigliano, ho 49 anni, frequento abitualmente il comune di Rozzano pur non essendo residente per esigenze sociali, economiche, sanitarie e altro. Da quasi 18 anni sono una persona con disabilità, che con difficoltà ma con molta dignità e autostima sbriga le proprie pratiche da sola, senza aiuto da parte di nessuno. Questo, ripeto, per me è un vanto perché mi consente di non essere di peso ad alcuno se non per le mie strette necessità personali che non sto qui a raccontarvi. Vi chiederete il perché di questo mio scritto. È presto detto. Premetto che il mio tipo di disabilità purtroppo mi ha privato dell’uso delle dita delle mani, per cui non posso autonomamente tenere in mano documenti, penna, banconote e qualsiasi altro oggetto possa venirvi in mente utile per l’espletamento di qualsiasi pratica amministrativa. In tutti questi anni non mi sono MAI trovata in difficoltà come il 29 luglio 2013, giorno in cui sono entrata nella vostra filiale UBI Banca Popolare Commercio e Industria di Rozzano in viale Lombardia per poter effettuare un prelievo Bancomat. Essendo il mio problema decisamente evidente, ogni volta che devo prelevare in una qualsiasi banca d’Italia o in un ufficio postale ho sempre ricevuto gentilmente aiuto da un impiegato o da un’impiegata che davanti al mio impedimento su mia richiesta prelevava la tessera Bancomat dalla mia borsa per utilizzarla alla mia presenza per prelevare dei contanti. Il 29 luglio 2013 ho dovuto uscire dalla vostra filiale senza denaro e, pur non essendo vostra cliente, alla mia richiesta se fosse possibile aprire un conto presso di voi, mi si sono creati mille problemi poiché, come attestato dal mio documento d’identità, sono impossibilitata alla firma. il funzionario si è inventato un sacco di scuse sulla necessità che fosse presente un notaio per l’apertura del conto, cosa che voi sicuramente saprete non è necessaria visto che l’apertura di un conto corrente è un atto amministrativo come altri per il quale è sufficiente, nel mio caso, allegare una fotocopia fronte retro del documento di riconoscimento ove sia attestata l’impossibilità alla firma. Ho dovuto attendere peggio di un cane che ben quattro impiegati si consultassero tra di loro prima di ricevere un secco rifiuto; in particolare l’impiegato che si è rifiutato di aprirmi anche il conto corrente perché era necessario un appuntamento col notaio al mio invito di verificare sul documento quanto dicevo ed era evidente per chiunque non ha voluto neppure aprire la mia borsetta col mio consenso verbale udibile da tutti i presenti perché, cito testualmente, “non mi fido”. Abbiate pazienza, quella che potevano fidarsi tra i due sarei stata io visto che la borsa era la mia ed ero impossibilitata in qualsiasi modo a difendermi! Sono senza parole, anzi in realtà quella che ho non posso scriverle perché mi ritengo una persona rispettosa ed educata e come tale ho preso la porta in silenzio chiedendo solo che fossero dati di recapiti e-mail sia dell’Associazione bancaria italiana sia del consorzio Patti Chiari al quale la banca aderisce.

Ed eccomi qua. In attesa di spiegazioni dettagliate e, ove avessi ragione per la mia indignazione, di scuse dovute che non saranno mai sufficienti per coprire l’umiliazione subita col giorno. Voglio precisare che in seguito al rifiuto ricevuto ho dovuto tornare nel negozio dove dovevo pagare un conto in sospeso e chiedere di poter ripassare. Aggiungo un particolare che spero vi sia utile per il futuro, visto che probabilmente quel vostro impiegato pensa di non avere bisogno di nuovi clienti. 10 minuti dopo essere uscita dalla vostra filiale mi sono recata in quella della Banca Intesa che si trova sempre in viale Lombardia a Rozzano. Come sempre ho trovato persone disponibili che al mio racconto su quanto era appena successo non hanno potuto far altro che ridere… cosa che ho fatto volentieri insieme a loro, dopo aver naturalmente prelevato quanto mi serviva dallo sportello Bancomat.

Non vi annoio ulteriormente, resto comunque in attesa di vostre nuove al riguardo. Il presente testo è parte integrante di un post pubblicato in data odierna sul mio blog personale al seguente indirizzo Web https://vincenza63.wordpress.com Distinti saluti. Vincenza Rutigliano”

Mandata via e-mail. Vi aggiornerò, naturalmente, sugli sviluppi qualunque essi siano. A presto, sempre Vicky!

5 agosto 2013 Posted by | Esperienze, Mondo, News, Persone | , , , , , , , | Lascia un commento

Oggi una stronza

 (Google)

Eccola. Ha appena legato la bicicletta. Con cura. Le attribuirà pensieri umanizzati e umanizzanti? E’ meticolosa, la giusta dose di fretta dissimulata. La chiamano efficienza. La guardo, come se vedessi una parte di me che è rimasta nel passato, in un angolo che non voglio ricordare. Forse ero anch’io un po’ così, sono cambiata. Prima passavo, ora mi fermo. Pensavo di vivere, invece correvo e basta. Con chiunque senza pregiudizi e senza distinzioni. Ma questo è un altro discorso…

Ho comprato un pezzo di focaccia da mangiare in fretta appena fuori dal supermercato, in pieno sole. Mi sento una turista, invece sono appena uscita da un ambulatorio dell’ospedale dopo la visita cardiologica. Sono contenta, sembra tutto a posto. Forse sarà per quello che voglio sentirmi come una qualsiasi, libera di mangiare per strada senza curarsi dei giudizi degli altri. Quando ero viva davvero, secoli fa, ero proprio così.
Oh Dio, mi sto conciando da buttare via, piena di briciole. Sto per perdere l’auricolare, il filo essenziale che mi tiene legata in modo invisibile al mio cuore che è distante da me.
Ho bisogno d’aiuto. Da anni non mi vergogno più di chiederlo, a chiunque, passanti, cassiere, commesse, secondo la situazione o il bisogno che ho.

Oggi ho scelto lei. Quella stronza.

Apparentemente sono identica a migliaia di altre persone, se non per un particolare, la mia carrozzina, che mi distingue in qualche modo. Per il resto ho un aspetto comune. Non direi di me che incuto timore, neanche alle formiche che cerco di evitare accuratamente con le ruote da quando mi sono resa conto che non esiste solo il valore della vita umana, ma che tutto quanto ci circonda è vita e va rispettato. Anche questo però è un altro discorso…

Mi avvicino e le dico: “Scusa, puoi darmi una mano?” Non ho quasi terminato neanche la frase che sento una risposta che mi gela il sangue prima e me lo fa diventare bollente dopo: “Sì, però niente soldi.” Non mi sono mai sentita così umiliata in vita mia. Non di sicuro da una persona comune, una persona che sta entrando al supermercato per fare la spesa come l’ho appena fatta io. Se solo quella stronza avesse pensato per venti secondi o mi avesse solo degnato di un’occhiata staccando lo sguardo dalla sua bicicletta si sarebbe resa conto che i soldi per pagare la spesa li avevo e non stavo certo chiedendo l’elemosina. 

Sono ferita, profondamente. Sento salire le lacrime agli occhi ma mi trattengo e continuo a parlare. “Guarda che volevo solo un aiuto.” e lei “Dimmi pure in cosa posso aiutarti?” Le rispondo: “Ora non lo voglio più da te. In più vorrei farti sapere che io ho una professione, ho un mio lavoro, non ho bisogno di chiederrti soldi. ” Mi sento incandescente e sento solo di sfuggita la sua risposta “Io non ce l’ho il lavoro”. Da lontano mi volto e come se mi fossi alzata di scatto, con lo stesso impeto le rispondo: “Te lo meriti!”

Mi volto definitivamente e riprendo la mia strada verso casa. Ho bisogno di allontanarmi. Ho bisogno di pensare, di vivere cose positive.

Ti chiamo. Tu sei definitivamente altro. Assolutamente il mio elemento in cui mi muovo in libertà. Vivo!

Senza rancore… sempre Vicky!


https://www.youtube.com/watch?v=QMd42-fwbAc

5 giugno 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , | 27 commenti

L’occhio e la tastiera/Bahrein.

Manifestanti lanciano pietre a San'a

E’ il turno del ricchissimo e piccolissimo Bahrein, dopo la Syria. L’immagine sopra è però di febbraio 2011…non di oggi. Siamo isolati dal mondo…
Il mio ultimo pezzo pubblicato su ‘L’occhio e la tastiera’, la mia rubrica sui diritti umani su http://www.ondanomala.org:


“Il BAHREIN: Un altro fronte

Con il collasso dell’Impero ottomano, nel 1916, il Bahrein è diventato un vero e proprio protettorato britannico e lo è rimasto fino al 1971. Questa è la data della definitiva indipendenza del Bahrein.

L’orientamento politico interno è improntato a un tradizionalismo islamico analogo a quello dell’Arabia Saudita. Il Bahrein ha concesso una base navale agli Stati Uniti per dimostrare la sua politica filo occidentale, cosa risultata non gradita all’Iran, che sostiene la comunità sciita. Non è uno scontro a livello confessionale. Il suo assetto istituzionale, era disciplinato dalla Costituzione del 1973, poi sospesa nell’agosto 1975. L’attuale Re di Bahrein dichiara poi uno stato di emergenza di tre mesi a seguito di richieste della minoranza sciita, presente nel Paese. Numerosi gli scontri e i feriti: 200 feriti, 3 morti (tra cui anche un poliziotto). Lo scontro mobilita le due compagini religiose: sciiti e sunniti. I primi sono appoggiati dall’Iran e si localizzano principalmente nell’isola di Sitra, viceversa i secondi hanno l’appoggio dell’Arabia Saudita. Comunque il processo rivoluzionario, tuttora in corso, non ha un carattere esclusivamente confessionale, l’opposizione infatti chiede riforme di carattere economico, sociale e soprattutto politico-costituzionale e relativo alle libertà civili. Non vi è, nei movimenti rivoluzionari (pur composti in prevalenza da sciiti) alcun senso di solidarietà con l’Iran, che anzi sarebbe probabilmente danneggiato, a livello di possibile contagio rivoluzionario, dalla nascita di una monarchia costituzionale su modello europeo o da una repubblica democratica, dalla popolazione sciita, a così poca distanza dalle sue coste.
Quanto sopra ci fa capire che spesso ci vengono date notizie alquanto manipolate.
La verità è che il petrolio, l’influenza economica e strategica del Bahrein in conflitto con quanto la storia e i dissidenti morti chiedono ormai da decenni, dovrebbero farci riflettere…oltre ciò che appare. Come il GP di Formula 1… A chi importa? L’Italia dovrebbe rifiutarsi di aderire. Per rispetto verso i crimini commessi.  

“Detenzioni, torture, omicidi, processi militari dall’inizio delle proteste.

5 luglio 2011

(Washington, DC) – Il governo del Bahrain, dal marzo 2011, ha portato avanti una campagna punitiva e vendicativa di repressione violenta contro i propri cittadini, ha pubblicato oggi Human Rights Watch in un documento informativo.

“Crisi dei diritti umani in Bahrein”(cliccare su” Scarica il rapporto “a destra per il documento completo) riassume la ricerca di Human Rights Watch sulla base delle proteste a favore della democrazia che hanno avuto inizio nel mese di febbraio. Human Rights Watch ha rilevato un incremento di arresti arbitrari e detenzione in isolamento, torture, processi  ingiusti da tribunali militari abusivi, così come i licenziamenti sommari di lavoratori accusati di simpatizzare con le proteste. Il governo ha omesso di indagare sugli abusi o di ritenere qualcuno responsabile per queste azioni. Il 29 giugno, il re ha annunciato che una commissione indipendente internazionale esperti di diritti possa indagare e riferire pubblicamente sulle presunte violazioni dei diritti umani.

“Il Bahrain ha brutalmente punito chi protestava pacificamente per una maggiore libertà e responsabilità, mentre gli Stati Uniti e altri alleati hanno guardato dall’altra parte“, ha detto Joe Stork, vice direttore per il Medio Oriente di Human Rights Watch. “L’annuncio di una commissione indipendente d’indagine è un passo molto promettente per l’individuazione dei responsabili di tali abusi.”

Human Rights Watch ha chiesto al governo del Bahrain di porre fine alle detenzioni illegali e in isolamento per i manifestanti , a meno che non possano essere rivolte verso di loro accuse legittime su reati commessi  e inoltre consentire il monitoraggio della situazione da parte di organizzazioni indipendenti per i diritti umani. Il governo ha impedito a Human Rights Watch di operare in Bahrain dal 20 aprile.”

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano

Human Rights Watch non è responsabile di errori e inesattezze.

Link all’articolo in lingua originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/07/05/bahrain-s-human-rights-crisis-0

La morte delle dittature avverrà. Sta succedendo. Sotto i nostri occhi. Stiamo vivendo. Abbiamo l’opportunità di vivere la storia: facciamolo.
CON L’OCCHIO. CON LA TASTIERA. CON LA VITA.

Il vento soffia… e risveglia i dormienti. Si spera solo sia un vento di pace, giustizia e non violenza. Restiamo umani. Sempre Vicky.

17 luglio 2011 Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone | , , | 2 commenti

La Malesia siamo noi.

   (da Google)

 

Di seguito riporto il pezzo pubblicato oggi su http://www.ondanomala.org che tratta di difesa dei diritti umani, anche in angoli della terra apparentemente dimenticati. Non da Human Rights Watch, non dalla sottoscritta.

La Malesia siamo noi?

La notizia inizialmente è apparsa alquanto insignificante, ma è durato il tempo di un lampo che illumina la coscienza. E’ emersa la domanda che è divenuta il titolo di questo pezzo.
Cosa ci distingue, dopotutto, da altri paesi quando si tratta di affari?

Non è ancora passata nel dimenticatoio l’immagine di Berlusconi ritratto con l’assassino Gheddafi, oppure col Presidente Bielorusso Lusasenko, ‘eletto’ nel 1994 a soli 40 anni considerato l’ultimo dittatore in Europa, in discreti rapporti con Berlusconi e Putin (http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Luka%C5%A1enko). Un’ultima immagine ancora oggi straziante: la strage dei dissidenti cinesi di piazza Tien-An-Men in palese contraddizione con gli accordi commerciali che intratteniamo su questo Dio Mercato tappezzato di cadaveri. Non siamo migliori dei Malesi: solo più bugiardi.

Mi fermo qui. La storia ci giudicherà, i nostri figli osservano e… lo stanno già facendo.

Da Human Rights Watch www.hrw.org :

“Malesia: Ritirare Invito al presidente sudanese
Al-Bashir non dovrebbe essere benvenuto al Forum Economico
15 Giugno, 2011

Che la Malesia permetta o meno al Presidente Al-Bashir – un criminale di guerra sospetto ricercato dalla Corte Penale Internazionale – di entrare nel suo territorio è una prova del dichiarato impegno del paese per la giustizia internazionale.
Balkees Jarrah, consulente internazionale di giustizia di Human Rights Watch

(New York) La Malesia dovrebbe ritirare l’invito al Presidente del Sudan Omar Al-Bashir , un accusato di crimini di guerra, a partecipare al Forum Internazionale a Putrajaya dal 19 al 21 giugno 2011, ha dichiarato oggi Human Rights Watch in una lettera al Primo Ministro Malese  Dato ‘Sri Mohammed Najib bin Tun Abdul Razak. Il Governo Malese ha  in programma di discutere la questione il 17 giugno.

E ‘stato riferito all’inizio di questa settimana che il presidente Al-Bashir parteciperà al Dialogo Internazionale di Langkawi, un incontro incentrato sullo sviluppo socio-economico. Su Al-Bashir  pendono due mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per i crimini commessi nel Darfur, compresi crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

“La Malaysia dovrebbe stare dalla parte delle vittime, non degli accusati di crimini efferati contro le popolazioni del Darfur, e ritirare l’invito per Al-Bashir”.

Il 21 marzo le autorità malesi avevano annunciato l’intenzione del paese di aderire al CPI. Un Ministro del Governo ha dichiarato a quel tempo che la ratifica del trattato avrebbe implicato il rifiuto da parte della Malesia di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Dovesse Al-Bashir recarsi in Malesia, egli dovrebbe essere immediatamente arrestato e trasferito alla Corte Penale Internazionale dell’Aja, ha dichiarato Human Rights Watch.”

Vincenza Rutigliano

Testo originale in inglese: http://www.hrw.org/en/news/2011/06/15/malaysia-withdraw-invitation-sudanese-president

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano

Human Rights Watch non è responsabile di eventuali inesattezze e differenze.

17 giugno 2011″

Questo il testo da me inviato alla redazione. Vi prego, facciamo una revisione alla nostra coscienza. E apriamo il cuore a un confronto illuminante e onesto.

Un caro saluto, sempre Vicky!

29 giugno 2011 Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone | , , | Lascia un commento

Esselunga: non ci siamo ancora!

esselunga       

Come dice il proverbio: il lupo perde il pelo… Dal precedente mio post https://vincenza63.wordpress.com/2009/07/17/caro-sig-esselunga-ovvero-quando-la-spesa-non-e-un-piacere/ del lontano 17 luglio 2009 non è cambiato nulla. 
Il nostro lupo mansueto è un abitueè: il sig. Esselunga. Si è accanito sul cliente internet-cappuccetto rosso, continuando a prenderlo in giro… strategia aziendale la chiamano. Io, come cliente fedele e solvente, non sono soddisfatta. E non è la prima volta…

Anche oggi il quesito della Sfinge è alquanto misterioso. 

Andiamo sulla home page di esselungaacasa.it, il sito dove è possibile fare la spesa online  http://www.esselungaacasa.it/ecommerce/superstore.do

Apparentemente tutto è in ordine, le immagini sono accattivanti, le offerte disponibili in evidenzia. Peccato che la home page presenti un handicap per gli utenti come me… forse perchè io, da buona persona con disabilità, di handicap me ne intendo.
Solo per caso apprendo che si sta svolgendo la promozione SOTTOCOSTO e… porca miseria! Consulto il sito: nessuna traccia, nessuna indicazione. No, non è possibile… siamo alle solite.

Controllo sul sito www.esselunga.it e… abracadabra! Trovo indicazioni, volantino, illustrazioni, tutto quanto, giustamente, può essere utile al consumatore.
La morale è la solita: con tutte le mie difficoltà – visto che viaggio sola in carrozzina elettronica e sui mezzi pubblici – per poter usufruire dello stesso trattamento del resto dei clienti Esselunga ho rinunciato alla spesa online per andare di persona e risparmiare.

tulip

Una curiosità relativa ai prezzi… La solita, ahimè. Tulip, patè di fegato, conf. da 125 g: prezzo al Superstore di viale dei Missaglia a Milano euro 0,99; stesso articolo, in vendita online a euro 1,45 (+ euro 0,46 = + 51%).

Dopo quasi due anni la stessa strategia. Quale? Ieri ho lasciato alla cassa i miei oltre 100 euro pensando, ancora una volta: sono stata presa in giro (vorrei tanto usare altri termini, ma… sono una signora e il sig. Esselunga decisamente NO).

Sarebbe più facile essere rinunciatari. Cambiare posto. E invece no. L’arroganza non la sopporto, l’inghippo neppure.

Dal 1967 non è cambiato nulla… Bisogna ancora chiederlo! RISPETTO. Svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Grande Aretha Franklin, fantastico Otis Redding. Sempre con ammirazione, Vicky.

5 aprile 2011 Posted by | Esperienze, News, Persone | , , | 3 commenti

Io, merce di scambio.

   In un tempo in cui tutto e tutti siamo monetizzati mi voglio ancora scandalizzare!  

Perchè? Guardati intorno. Non ti basta? Vuoi esempi ancora più concreti? In confronto il baratto dell’uomo con un numero imprecisato di cammelli è quasi più dignitoso…

Ogni giorno baratto un pezzo di me, intesa come corpo, mente, spirito e dignità. Voglio ciò nonostante affrontare questo ragionamento (o sragionamento… dipende) con ironia, che è un’amica preziosissima per me!

Tento un’analisi. Non sono brava coi numeri ma i miei li conosco bene. Non sono la sola.

  Per la Asl sono un pessimo ‘investimento’: un voucher (in italiano corrente buono monetizzabile) profilo 3, il massimo, del costo di circa euro 650 per l’assistenza infermieristica minima a me necessaria cinque giorni su sette per le mie necessità; a questo va aggiunto l’intervento di due giorni (40 min/cad) su sette di una fisioterapista, finchè dura… E poi aggiungiamo carrozzina e affini… Di tutto ciò ringrazio: so che in altre regioni va peggio e alla mia Asl (Asl Mi2, distretto di Rozzano – Milano) mi ‘sopportano’ e ‘supportano’ da 14 lunghi anni…

  Per il mio Comune comporto una spesa di circa 750-800 euro/mese per l’aiuto nell’igiene personale e la vestizione (come quella delle salme…) nelle mattine dal lunedì al sabato (di domenica e festivi no, è festa per tutti… me compresa). Il tetto massimo di spesa ammesso dai comuni di zona con ente capofila il comune di Rozzano (Mi) è stato fissato in euro 1.048,00-… Mah…

  Quindi, tirando le somme, Vicky costa massimo euro 1.300-1.400 mensili ai quali devi aggiungere una carrozzina ogni 6 anni (6.500 euro circa)e la somma forfaittaria di euro 2.000/anno come ausili vari… Diciamo che mediamente io costo a te che leggi, a me stessa che pago le tasse quanto te, euro 20.000 circa per ogni anno di vita. In 14 anni ho rappresentato un costo di euro 280.000, per fare sempre dei conti approssimativi. Il costo di un bilocale con box qui in zona. Con l’handicap (ooopppsss!) che io non rappresento un investimento o una rendita (oppure sì… meglio pensarci bene…), non puoi affittarmi, però posso passare in gestione e quindi procurare guadagni a chi svolge le mansioni che ti ho spiegato sopra, oppure a chi vende ausili, carrozzine, farmaci.

Ho afferrato il senso: IO SONO L’INDUSTRIA DEL MALATO CRONICO. Lunga vita a Vicky!

Mi vogliono bene. La mia banca, il mio amministratore, la mia Asl, il mio comune di Basiglio…

Non sono un bene di consumo, piuttosto un bene che si consuma!

QUALCUNO SA DIRMI QUANTO COSTA UN CAMMELLO? Sono curiosa di sapere il mio eventuale controvalore…

Un saluto a tutti, in musica. Sempre Vicky!

 

 

29 aprile 2010 Posted by | Anima, Persone | , , | 12 commenti

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memoriediunavagina

m'hanno detto che essere donna è bello, ma nella prossima vita preferirei rinascere maschio, magro e superdotato

Il diario della Persiceti

Solo me, me stessa, io.

phehinothatemiyeyelo - Vento nei Capelli

Kola cekiye slakiyawo - Consacra l'Amico

Happy Magician

Sii il cambiamento che vorresti nel mondo

La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

Sephiroth

"Scrivere sulle cose, mi ha permesso di sopportarle".

Poe di Elish_Mailyn

❣️Pensieri Stupendi tradotti in Poesia❣️ 🏆 Semper pugnare, non deficere 🏆 La vita è come andare in bicicletta, per mantenere l'equilibrio bisogna sempre stare in movimento (A. Einstein)

PhilosoBia

Between the world and me

Oregon Dogs

because writing about dogs just never gets old

wanderlust-connection.com

Esplora il mondo con me e ti porterò hasta el fin del mundo!!!

Mrinalini Raj

I LEAVE YOUR ROAD TO WALK ON MY GRASS.

.:alekosoul:.

Just another wanderer on the road to nowhere

onceuponahug

è il momento giusto per andare via, sempre, soprattutto adesso

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