Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

La mia rubrica parla

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Vi presento il “mio” Nokia 6303 Classic, il mio telefono cellulare più importante perché contiene informazioni, persone, insomma ricordi. Controllando le foto scaricate memorizzate e anche i messaggi ho fatto un salto indietro di tre-quattro anni.

Sono ancora scombussolata dalle emozioni provocate dalla lettura degli SMS soprattutto…

La sola lettura di alcuni nomi mi ha fatto sobbalzare il cuore e in qualche caso l’ha graffiato come allora. Ho caldo! Sono viva!

Vorrei tanto usare il nome di ogni singola persona, ma non potendolo fare per rispetto userò le iniziali sperando che qualcuno di loro si riconosca e provi le stesse cose. Magari mandandomi un altro, un nuovo SMS…

Citerò invece i luoghi perché quelli sono importanti per capire, per rivivere, per amare. Qualche volta per smettere di farlo. Chiudere.

Voglio procedere come sempre con le immagini come fotogrammi più che con la cronologia, la loro forza è più grande del tempo. Quello che scrivo è prima negli occhi e nel cuore che sulla tastiera virtuale nella mia testa.

Bacio con ciliegia. Love. M.P.” – Genova.
Rosso è il colore che ti descrive. Che vedo arrivare al porto vecchio, illuminato da un sorriso e da una voce che grida il mio nome e cognome. Devo scavare molto nella memoria per ricordare qualcosa di simile a un’accoglienza così calda. Una ciliegia. Da gustare insieme in un bacio immaginato ma non per questo meno desiderato.

È valsa la pena aspettare, hai parlato benissimo. Il tuo intervento era scorrevole e chiaro! M.R.” – Acireale (CT).
Tu sei la mia calamita intellettuale e mi sono sempre sentita stimata e incoraggiata da te, amico mio siciliano. Conservo ancora il tuo messaggio di apprezzamento per il mio intervento a una congresso. Leggerlo e poi riparlarne insieme è stata proprio una ricchezza che non dimentico.

Non cercarmi mai più. Vicky.” Mandato a L.F. – Provincia di Milano.
Caro L.F., devo chiederti scusa per tutte le volte in cui tu hai “tappato il buco” della mia esistenza con la tua presenza sensuale tra una mia relazione e l’altra. Entrambi abbiamo pensato di essere innamorati, tanto era il trasporto… Ancora adesso il ricordo di ogni “addio” mi scombussola. Penso ancora a te ogni tanto, quando il lenzuolo freddo mi sfiora. Tu?

Metto a letto Vicky, poi ci sentiamo su Skype. D.S.” – Provincia di Torino.
Ti dedicherò solo la mia ferita che ogni tanto ancora sanguina al ricordo del tradimento multiplo, cioè su ogni fronte. Non ho altro da dirti che questo. Ho pensato a te con rabbia e con dolore, ma grazie a Dio tutto scorre…

Hai saputo di mamma… M.G.” – Provincia di Milano.
Che occhi tristi avevi quel giorno quando sono passata a trovarti, sorellina mia! Se solo avessi potuto darti una carezza e abbracciarti per consolarti un pochino… Quanti ce ne sono stati dopo! Sorrisi, lacrime, rabbia condivisa nelle nostre brevi e concitate telefonate, tanto quanto nei tuoi lunghissimi e fantastici sms. A volte penso che siamo innamorate dell’amicizia. È una certezza.

Dormi? E.” – Provincia di Milano.
Tu sei il mio segreto, quello più proibito. Il pensiero di te si fa subito desiderio. Basta solo questa piccola domanda, ancora oggi… Essere corteggiata da te è stata una bellissima storia. Essere amata ancora di più. Mi scusi se ti ho ferito? Ricordo quella lacrima che ti è sfuggita dopo un bacio stupidamente provocato. Tu sai il perché… Quella lacrima l’ho ingoiata per non sprecarla. È diventata mia.

Auguri di cuore. Ti abbraccio. M.W.” – Roma.
Sei l’amica più grande in ogni senso, lo sai? Ti ho conosciuta da lontano e poi io ho accorciato I kilometri che ci dividono, regalandomi e regalandoti tempo, calore, stima. Insomma amore. Non ti dimentichi di me. Sei importante, intellettualmente altissima, piccola M.!  Ci incrociamo alla prossima tra qualche giorno qui a Milano.

Ti amo… M.D.A.” – Provincia di Alessandria.
Quante volte te l’ho sentito dire, occhi negli occhi. Forse troppo, ma era così bello! Ci ho creduto, che abbiamo prodotto qualcosa che durerà per sempre. Un’immagine: il mio arrivo all’ostello, la gioia nei tuoi occhi, quella porta chiusa per baciarmi lontano da tutti, come due adolescenti…

Stiamo arrivando, fame! Prepara cose buone! E.F.” – di ritorno dalle vacanze.
Do subito disposizioni, stai arrivando, mia principessa! Ho vissuto con serenità il tempo della tua lontananza, leggendo i tuoi messaggi e bevendo le tue parole nelle brevi telefonate. Non ti ho mai voluto rubare neanche un secondo di vita. È troppo preziosa per farsi sostituire anche dalle persone che amiamo di più. Rimango. Mi doni gioia!

Tutto quello che ho raccontato corrisponde a pennellate qua e là nella mia vita nell’arco di quattro anni, tra il 2011 e il 2013. Tutto questo è custodito nello scrigno del mio Nokia ormai inutilizzato e ancora di più in quello della mia anima, a tratti ferita e a tratti felice. Così è la vita!

È utile fare esercizio con la memoria di quanto abbiamo ricevuto e di ciò che abbiamo dato, per non buttarci troppo giù nei momenti che prima o poi arrivano per tutti. Per me, in particolare, sono arrivati puntualmente seguiti grazie a Dio da continue rinascite.

Credo che questa sia una di quelle, sempre nuova, migliore della precedente. Sorpresa.

A te dico: “Rimani qui“.

Un abbraccio a tutti, sempre Vicky!

15 novembre 2016 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , , , | 7 commenti

Sharmeen ha vinto!

sharmeen 2016 (Google)

E così ce l’ha fatta per la seconda volta! La trentasettenne film-maker pakistana ci ha dimostrato che la fame e sete di giustizia paga, anche in ambienti considerati regno dell’effimero e della superficialità come l’evento dell’assegnazione degli Oscar.

Qui trovate il recente (17 febbraio 2016) press release di Human Rights Watch (HRW) in inglese, che denuncia questa violenza sulle donne pakistane, il “delitto d’onore“.

Con questo post ricomincio il mio impegno nel tradurre con permesso articoli e reports dall’inglese in italiano, per diffondere ancora di più la cultura della difesa dei diritti umani, tutti, a qualsiasi latitudine. È un onore per me essere a mia volta uno strumento di denuncia e di pace, ove possibile.

“HRW

Heather Barr 17 febbraio 2016

Ricercatore Senior, Divisione Diritti delle donne  
Twitter: heatherbarr1

Hanno progettato di sparare alla testa della diciannovenne Saba Qaiser, hanno messo il suo corpo in un sacco, e poi scaricato nel fiume. È pura fortuna che non ci siano riusciti. Saba è stato ferita ma non è morta, ed è riuscita a trascinarsi fuori dal fiume.

I suoi aggressori? Suo padre e suo zio, che hanno cercato vendetta su Saba dopo il matrimonio avvenuto senza il loro permesso.

Saba è la protagonista di “A Girl in the river – il prezzo del perdono“, un documentario della regista pakistana Sharmeen Obaid Chinoy, nominata per un Academy Award 2016. Il film accende una luce su una stima compresa tra 3.000 a 4.000 donne e ragazze uccise in Pakistan ogni anno, attraverso i cosiddetti “delitti d’onore”. Documenta un sistema in cui non solo tali omicidi sono spaventosamente comuni, ma raramente si traducono in una punizione. Le uccisioni sono spesso coperte dalle famiglie – e, a volte, da intere comunità – o sono legalmente giustificate in base a una legge che permette alla vittima o la famiglia di “perdonaregli assassini.

Il film, e la nomination agli Oscar, hanno spinto il primo ministro del Pakistan Nawaz Sharif a parlare pubblicamente dei “delitti d’onore”.  Sharif proietterà la pellicola nella sua residenza ufficiale, e ha dichiarato che esaminerà la questione e lavorerà alla riforma. Egli merita credito per aver parlato: questi omicidi sono una questione delicata in Pakistan.

Ma Sharif deve fare di più. Egli deve prendere misure rapide e concrete per porre fine all’impunità per i “delitti d’onore.” Dovrebbe sostenere e lavorare per approvare una proposta di legge presentata al parlamento pakistano nel 2014, che eliminerebbe la possibilità di questi omicidi essere “perdonati”. Egli deve anche imporre alla polizia di fare di più per scoprire e indagare su questi casi, si dovrebbe garantire un luogo di rifugio di emergenza, la protezione e il supporto disponibile per ogni donna o ragazza che possano essere esposte a rischi da parte delle loro famiglie.

La Chinoy ha reso un grande servizio per aver puntato un riflettore su una queste morti, che infondono anche il terrore in ogni donna e ragazza, che teme che anche lei possa trovarsi ad affrontare la morte se dovesse cercare di .

Il primo ministro Sharif ha compiuto un primo passo importante; ora è il momento per lui di farne un po’ di più.

Tradotto con permesso. Ogni inesattezza o discrepanza non è attribuibile a HRW , New York, Usa.

Dalla parte di chi non ha voce, sempre Vicky!

1 marzo 2016 Posted by | Esperienze, Idee, Mondo, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il mio 8 marzo

Risultati immagini per onde mare (Google)

 

Ho appena finito di godermi e immergermi nella BELLEZZA di questo film… fatelo anche voi!

Io nella vita da “altra” ci navigo da un po’, ma mai smetto di cercare emozioni e inventarmi piccoli enormi traguardi!

Controcorrente.

Vinco anche quando perdo, perchè sono viva, perchè ci ho provato!

Per tutte le donne che lottano ogni giorno.

Sempre Vicky!

 

7 marzo 2015 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , | 2 commenti

Occhi

Ogni giorno, osservando mia madre, sento una spina sul cuore, so che le primavere da condividere si assottigliano numericamente. Tra noi due odio e amore…

…da tempo immemorabile. Non ho vissuto e non vivo come lei vorrebbe. Sono una figlia difettosa che ama e vorrebbe diversa.

Noi… abbiamo bisogno di tempo per conoscerci e accettarci.

Come donne. Oltre il legame di sangue.

Ci sarà concesso il giorno o l’ora in cui saremo finalmente serene e comunicheremo arrivando al cuore?

Vorrei dirti che…

Oggi ti ho spiata prima di entrare
più di una volta.
Avevo fame di te e del tuo stare.

In silenzio pregavi,
il dolore come compagno, prima e dopo di me.
Ho desiderato rubarti tutto
per guarire.

Tu e io.

Con infinita tenerezza. Sempre Vicky.

 

3 gennaio 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Persone, Sentimenti | , , , , | 17 commenti

Franca Rame:

Tutta la mia ammirazione… non solo oggi

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

Documenti sullo stupro di Franca Rame dagli archivi di “Repubblica”

 

Rame, Franca. – Attrice italiana (Parabiago 1929 – Milano 2013). Figlia d’arte, debuttò giovanissima nella compagnia girovaga del padre. Passata alla rivista nel1948, incontrò D. Fo, divenuto poi suo marito, nello spettacolo di cabaret Il dito nell’occhio (1953). Dal 1958 è stata protagonista delle numerose commedie scritte da Fo. Si è imposta con una recitazione estrosa ed aggressiva, passando con disinvoltura dalla satira spregiudicata di La signora è da buttare (1967) ai toni sarcastici del Fabulazzo osceno (1981), alla didattica semiseria di Sesso? Grazie, tanto per gradire (1994); come attrice e autrice (sempre in collaborazione con Fo) ha trattato con coraggio e polemica la condizione femminile (Tutta casa, letto e chiesa, 1978; Coppia aperta, 1984; Parliamo di donne, 1991). Dei successivi lavori si ricordano: Il diavolo con le zinne (1997),spettacolo comico grottesco, in cui ha affiancato G. Albertazzi; Marino libero! Marino è innocente! (1998)…

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25 novembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Persone, Sentimenti | , , , , , | 2 commenti

Gambe/2013

 (Google)

Oggi, dopo quasi 18 anni in cui sta seduta tutti i giorni per tutto il giorno, Vicky ha guardato alle sue gambe con sguardo diverso. Ogni tanto le capita di osservare il proprio corpo cambiato da un’altra prospettiva, con un’altra impostazione mentale e non solo. Basta cambiare l’oggetto verso il quale dirige la sua attenzione, gli occhi, i pensieri… le emozioni che emergono.

Guarda le sue gambe Vicky. Poi lancia un’occhiata fuori, in quella piazza di Milano dove tutti corrono appresso al tram per non perderlo. E si ritrova catapultata nel passato improvvisamente, ricorda quando anche lei correva come una pazza per non perdere la metro, saltando da una persona all’altra. Ha sempre avuto fretta, come se la sua vita fosse legata a quel vagone che fuggiva. Riusciva a correre anche quando portava i tacchi, ci era cresciuta sopra, le erano amici. Oggi ha pensato: “Se fossi in piedi sulle mie gambe con la moda corrente con tacchi da 12 cm sarei un gigante di un metro e ottanta!”

Ha appena finito di formulare questo pensiero che due grosse lacrime scendono spontaneamente sul viso. Una per ogni tacco. Una per ogni piede. Una per ogni gamba… È sommersa dalla nostalgia di quella corsa spesso inutile eppure… sente come allora il cuore battere forte per la fatica ma è solo emozione, solo… nessuno si accorge del piccolo grande dramma che la sta travolgendo, tutto si svolge sul palcoscenico di quella sua stanza piccola e segreta dove tiene gioie e dolori solo per se stessa.

Guarda le gambe delle donne Vicky. Si ritrova a esaminare un campionario umano fuori da sé. Si sofferma a guardare delle gambe decisamente imbruttite da un paio di collant dal colore demodé. Ne guarda la forma. Il polpaccio non è molto femminile. Ne segue l’andatura. Non attira gli sguardi, per i suoi gusti. Poi osserva con attenzione quella che sembra essere una ragazza cinese ferma sul marciapiede. Il corpo è magrissimo, le gambe anche. Ciò nonostante è bellissima e  il richiamo femminile che emana da lei, contrariamente alla sua apparenza androgina, è irresistibile. Se solo fosse un uomo… Torna a guardare le sue gambe Vicky. Non le trova brutte, solo irrimediabilmente FERME e incapaci di generare calore. Questa è la realtà. Questa è la sorgente dalla quale sgorgano due piccole stelle che illuminano il suo viso cupo da quel momento.

Non sente invidia Vicky. È solo la realtà, lei è diversa.  Uno schiaffo all’improvviso l’ha colpita, si va ad aggiungere a molti altri invisibili ma non per questo meno  dolorosi. Non è una scoperta di oggi, naturalmente, ma ogni volta in cui la consapevolezza emerge violentemente e improvvisamente è come se accadesse un nuovo piccolo risveglio. La sua mente si adegua alle sue gambe e viceversa. Devono innamorarsi l’una delle altre ancora e ancora prima di accettare di convivere per sempre.

Nelle relazioni con gli uomini Vicky non si è mai sentita fisicamente brutta, anzi alcuni hanno espresso il piacere di ammirarla, apprezzando anche le sue gambe immobili ma belle ai loro occhi. Uno di loro in particolare la fa sentire sexy e desiderabile, soprattutto quando muove il suo corpo come a lei piace… pur non essendo in grado di farlo autonomamente. Le sue gambe in certi momenti prendono vita, le è ancora nascosto il motivo per cui succede. Questo è il bello e il mistero dell’attrazione… ancora viva dopo tempo.

Con questo pensiero che le riscalda il cuore Vicky scende dal tram e si sente misteriosamente leggera nonostante porti appresso ogni giorno il bagaglio di se stessa. È tempo di concedersi ancora alla vita e farlo al meglio che può, con la femminilità che supera in modo fantastico l’apparenza. Ora può correre per non perdere il suo pullman!

Uno dei miei video clip preferiti in tema di gambe. Sempre Vicky!

18 ottobre 2013 Posted by | Corpo, Esperienze, Idee, Sentimenti | , , , , | 34 commenti

Non solo trombamici

(Google)

Esistono un sacco di modi per accorciare le distanze con l’umanità. La rete può essere uno di questi e in molti casi l’occasione giusta. Almeno per quello che mi riguarda. E non stiamo parlando solo di incontri sotto le lenzuola…

Solo due anzi tre esempi recenti, oltre a molti altri già accaduti. L’amicizia sincera e spontanea nata un paio di anni fa a Salsomaggiore terme con Lorenza e Raffaele, ieri il primo incontro di conoscenza con Cristina e Paola a Genova alla faccia del brutto tempo, della mia scarsissima salute e del freddo vento che non risparmiava.

Stasera infine rivedrò Lorenza e conoscerò Fosca Maria, una nuova amica di Padova, in occasione della cena per il mio compleanno insieme ad altre amiche già collaudate.

Continuo a sostenere che l’amore e l’amicizia vanno fatti circolare altrimenti sono destinati a morire. Senza l’eutanasia.
Mi copro bene e affronto con la gioia che posso la serata che ho di fronte!

Sempre Vicky!

5 ottobre 2013 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 8 commenti

Amicizia comincia per M

  (Google)

Marina è il volto umano che ho incontrato in quell’istituto che io a volte, secondo le situazioni, chiamo (Dis) Humanitas, una clinica convenzionata che si trova a Rozzano (Milano), alle porte della periferia sud della città.

Sei davvero bella Marina, ho pensato di te questo quando ti ho vista la prima volta in quell’ufficio un po’ freddo in Direzione Sanitaria, almeno tre anni fa. A quel tempo mi ero rivolta in quella sede per un reclamo, uno dei tanti purtroppo, su un disagio nel dover affrontare le visite che si prolungava da troppo tempo. Ogni volta infatti mi ritrovavo a dover essere spostata dalla carrozzina al lettino con modi a volte un po’ troppo bruschi e sproporzionati rispetto al mio peso (62 chili) e alle mie problematiche. In totale assenza  di ausili idonei come ad esempio un sollevatore oppure molto meglio un lettino visite elettrico ad altezza variabile. Avevo chiesto un appuntamento per discutere di questo e così… eccoti.

Non ho pensato solo a me, ho spiegato le necessità e le difficoltà alle quali può andare incontro una persona anziana, per esempio, oppure con una gamba ingessata o ancora con un polso legato al collo… ti ho colpita per questa mia chiamiamola “generosità” e ampiezza di vedute e me l’hai detto con una naturalezza e un’ammirazione che nessuno, soprattutto completamente estraneo e sconosciuto, aveva avuto per me. Io semplicemente cerco di mettermi nei panni degli altri, è un mio stile di vita che tu, migliore certamente di me, hai colto immediatamente nel mare di parole.

Qualcuno potrebbe dire che questo è il tuo lavoro, io non ci credo. Da quel giorno hai superato una barriera per me impensabile che mi ha incoraggiata a continuare da lontano questo “sentire”. Alla fine del nostro colloquio: mi hai chiesto il permesso di abbracciarmi, alla presenza di altri, senza un’ombra di vergogna. Hai colpito il mio cuore e io ho accettato di slancio, come se ti conoscessi da sempre.

Sono passata altre volte da te per altre questioni sanitarie, che sono comunque sempre rimaste separate anzi meglio dire integrate nel nostro rapporto che via via grazie a circostanze apparentemente casuali è cresciuto senza che ne avessimo una vera consapevolezza, vero Marina? La tua fiducia nel darmi il tuo numero di cellulare non l’ho tradita.

Sono tornata pochi giorni fa a salutarti e farti gli auguri di buon Natale. Non so perché… certe cose si sentono dentro come un campanello, anzi meglio come un’intuizione che ci fa cambiare direzione improvvisamente. Infatti avrei dovuto prendere l’ascensore, andare via e invece mi sono detta: “Passo a trovarla” come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Ho fatto bene. Ho fatto la mia attesa in anticamera come utente qualsiasi della clinica, tu lo sai ormai come sono fatta, non mi piacciono i clientelismi e meno che meno i favoritismi. Ho pazienza. Adesso non ho fretta. Ti aspetto, mi hanno detto che ci sei. Eccoti. Mi sembri ancora più magra e minuta dell’ultima volta in cui ti ho visto. Sei dimagrita un po’, anche se fisicamente non hai niente da invidiare a nessuno, credimi… Resti lontana in disparte perché influenzata, vorresti abbracciarmi per salutarmi ma ti preoccupi per la mia salute. Nessun problema, lo sento lo stesso il tuo affetto, sei solo a due metri da me e ci guardiamo col piacere di esserci trovate ancora. Mi rivolgo così a te semplicemente per dirti un “Buon Natale” e mi sconvolgi prima con un sorriso sorpreso di un gesto così “umanamente umano” da parte mia e poi, dopo aver ricevuto i miei auguri, mi dici: “Perché non ci diamo del tu?”. E io: “Con vero piacere!” Purtroppo subito dopo aggiungi che per te non sarà sicuramente un bel giorno… inaspettatamente mi trovo immersa nella tua vita e in pochi minuti apprendo cose di te che non avrei mai lontanamente creduto di poter conoscere! Non lo sapevo, Marina, quanto tu fossi bella anche dentro, l’avevo solo intuito dalla scia e del segno che le persone vere come te lasciano dietro di sé, quando attraversano la vita di qualcuno. Le nostre si sono incrociate, anzi direi incontrate. Come le lacrime… le tue… le mie.

Non so cos’altro dirti… esco con il dispiacere di sentirmi impotente nel poterti aiutare e così ti scrivo un sms:

“Sei speciale. Ti abbraccio. Vicky”.
“Anche tu, per questo forse ci intendiamo con affetto” è la tua risposta.

Mi rendo conto solo ora che siamo diventate amiche già prima di oggi.

Sempre Vicky!

When you believe – Mariah Carey Whitney Houston

30 dicembre 2012 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , | 18 commenti

Harem/3 Evoluzione

 (Google)

Potrai mai accettare queste nuove regole oppure, forse per te peggio, nessuna regola?

Ho creduto potessi “amarmi” fino a questo punto, cioè aprire il nostro rapporto ad altri rendendolo universale, fertile, distaccato delle passioni terrene così basse da imprigionarci. Detto da me fa ridere ma… cerchiamo di muovere insieme ai primi passi.
Il nemico più inatteso e forse imprevedibile è la gelosia. Mi piace chiamare le cose col loro nome, perché nel momento in cui do loro nome le sottometto biblicamente  e intellettualmente. Divento signora e padrona delle mie emozioni più nascoste, soprattutto di quelle che non confesserei a nessuno, tantomeno a te che amo.

Tutto fila liscio, si fa per dire viste le mille difficoltà  di conciliare tempi di persone, finché ognuno ignora l’esistenza dell’altro o – perché no? – dell’altra. Si pensa ma non si dice, non si fanno domande, si fa finta di non sapere.

Questo non è harem… questo è un classico tradimento tollerato per secoli, millenni… l’importante è che il velo resti a coprire ciò che non si deve vedere o meglio a far intravedere senza avere la certezza dell’occhio nitido. Squarcio questo velo  come quello di un tempio per violarlo e vedere e mostrare finalmente la verità.

Io non ho paura. Sono la sacerdotessa dell’Amore, a lui solo render servizio, non sentendomi sottomessa, inferiore ma elevata a creatura sacra, universalmente disponibile e per questo definitivamente agli occhi della società sola.

Ho rischiato di cadere in questa suggestione e di non poterne più uscire. Perché… lo sappiamo tutti, omologarsi, adeguarsi fa sentire sicuro, protetti. Io non mi sento affatto così. Io mi sento irrimediabilmente debole e vulnerabile.

Questa la mia riflessione frutto di un periodo di esperienza di questa nuova dimensione di vita. Accetto con dolore la mia solitudine perché sacrificata sull’altare del mio Io ultimo perché tutti possano “nutrirsi” di me. Quella vera, non il frutto della proiezione di idee o aspettative altrui sulla mia persona. Non sono un fantasma, sono una Donna. Diversa, sempre Donna.

Alla prossima, sempre Vicky!

2 dicembre 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , | 12 commenti

Uomo

(Google)

Ti do l’Oscar per la tenerezza.

In molti mi hanno baciata, tu… hai bucato il muro che ci divide con un ‘gesto’ leggero. Con la tua grazia, che è dono, mi hai incantata.
Mi sono lamentata per giorni della mia stanchezza, del dolore fisico e non solo, dell’estrema solitudine e tu, col tocco che solo un apparente aspetto truce può avere, hai deposto il tuo bacio sui miei occhi chiusi per farmi addormentare.

Come fai con la tua bambina.

Come un petalo di rosa mi hai fatto sentire. Ti restituisco tanta grazia con il mio profumo.

Sempre con dolcezza. Sempre Vicky.

12 luglio 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , , , | 12 commenti

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