Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Raffaella

Risultati immagini per mare margherita di savoia

Margherita di Savoia (Puglia)

È iniziato tutto qui, quando i nostri genitori si sono incontrati e innamorati 61 anni fa. Prima di noi sono venuti al mondo i nostri due fratelli. 

Quanto mi viene difficile parlare di te ora. Non mi risuoni dentro da 31 anni…
Da quanto tempo non pronuncio il tuo nome, Raffaella… il dolore che mi da’ è profondo.
È bastato sentirlo, anzi leggerlo in una chat con la nostra amica Franca e mi ha detto che tu “Era matta, in senso bonario”.
È stato un pugno allo stomaco, perché mi sono accorta di quanto tu fossi sconosciuta per me.

C’è un buco temporale enorme nella mia memoria che ti riguarda.
Poche immagini dell’infanzia, la colonia estiva a Villa Litta della quale conservo una foto con te ereditata da mamma. La cornice ha la stessa età della fotografia. E poi quella vacanza a Serina dalle suore Vincenziane. Così mi sembra di ricordare… quante lacrime in due settimane!

Non sono stata brava a consolarti, ho fallito tante volte. Mi dimenticavo di essere anch’io piccola, ma ero cresciuta con un senso di responsabilità verso di te, nonostante fossimo gemelle.

Ricordo di aver preso una strada diversa nella mia testa e nel mio cuore dopo i tuoi anni persi a scuola a causa delle bocciature. Restavi indietro io mi sentivo chissà chi nella mia immensa presunzione. Probabilmente volevo primeggiare in famiglia perché mi fosse riservato un po’ più di bene. Da noi però mamma e papà, soprattutto mamma, incoraggiavano gli ultimi con affetto e piccoli regali di consolazione, secondo le nostre povere possibilità. Ricordo le mie lacrime sincere per te quando in prima elementare ti punivano perché eri mancina.

Ci divertivamo a leggere i fumetti porno che trovavamo nascosti in casa dai nostri fratelli. Siamo cresciute in fretta sessualmente… sai che ti avevo visto un giorno in bagno di nascosto? Siamo state gemelle anche da quel punto di vista.

È stato bello vederti felice con Mario, progettare la vostra vita insieme, mostrarmi la vostra casa in affitto a Siziano. A mamma piaceva tanto, ti ricordi? Ricordo quanto ti piacessero i bambini, dicevi sempre che se avessi avuto un maschio l’avresti chiamato Diego… avevi sogni semplici e grandi insieme, quelli di formare una famiglia. 

Ecco, qui si spegne la macchina da presa che ho nel cervello e insieme di lì a poco anche la tua vita all’ospedale di Niguarda. Gli ultimi fotogrammi: ti aiuto a mangiare e, senza saperlo, ti abbraccio per quella che sarà l’ultima volta, nel tentativo di sollevarti dal letto.

Ancora una volta mi sono dimenticata di avere la tua stessa età e di non essere così forte. In ogni senso.

Al tuo funerale mancavo io. Non sopportavo di vederti cambiare casa in quel modo… la tua casa dell’immagine sotto.

Cara Raffa, volevo dirti che anche a distanza di tanti anni mi manchi tantissimo, perché solo dopo tanto tempo ho realizzato quanto una sorella sia preziosa nella mia vita. La tua gioia di vivere avrebbe compensato come un dono dal cielo la mia aridità di anni e anni.
Ti avevo messo da parte lasciandoti vivere una vita parallela alla mia già troppo piena di amiche e tanto altro che ritenevo importante.

Risultati immagini per Case popolari Bruzzano

Il cimitero di Bruzzano a Milano

Da un po’ di tempo hai parecchia compagnia lì… Da ultima è arrivata anche mamma. Hai visto come è invecchiata? Ha perso tutta la sua severità che forse ricordi e con l’età ha guadagnato tenerezza e dolcezza. Ha finito il suo compito qui con noi e ha raggiunto la parte di famiglia con la quale era giusto riposare in attesa di ritrovarci tutti insieme!

Ora ti saluto, sorella cara… avevo ancora tante cose da dirti. Leggile nel mio cuore. Con tutto l’amore di cui sono capace da adulta non troppo cresciuta però ti dedico questa canzone che spero ti piaccia.

Ti abbraccio forte più che posso, sempre tua Vicky!

26 marzo 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , | 48 commenti

A mia figlia

Risultati immagini per lacrima in sogno-Google
Ho cominciato la mia giornata come tante altre. Con una lacrima seguita da molte in più a causa di un sogno, che ha dato uno scossone alla mia fragile emotività. Ora non lo ricordo bene tutto. So solo che le protagoniste siamo mia figlia ed io. Lei ha apparentemente non più di un anno e mezzo, io mi vedo adulta, anche se dovrei avere quasi ventidue anni.

Sono in piedi e ansiosa la cerco, la vedo e la prendo in braccio. Posso ancora farlo, sono lontana ancora oltre tredici anni dal giorno in cui non potrò più fisicamente farlo, perchè seduta in carrozzina e senza l’uso delle mani. Non è su questo, o solo marginalmente, però, che voglio scrivere, ma ripercorrere la mia maternità per guarire.

Voglio raccontare alcune cose che riguardano il mio essere madre non perché voglia dare indicazioni a qualcuno, ma perché ne ho bisogno per essere onesta con me stessa.

Mia figlia è una bambina tranquilla, lo è fin dalla nascita. insieme ci facciamo tante dormite, con parecchia invidia da parte di vicini e parenti, che invece trascorrono la notte in bianco con neonati in braccio urlanti. Ho in comune con lei tanti ricordi costruiti negli anni, fatti di vita quotidiana, di bagnetti, di giochi, di passeggiate, di storie inventate per farla addormentare serenamente, portarla all’asilo e poi spiarla di nascosto per vedere se piange senza di me…

Vederla fare i compiti è un piacere, è talmente assorta… è uno spettacolo di bellezza. La aspetto fuori dalla scuola impaziente, mi manca tanto non vedere più tanti suoi progressi come quando era piccola di doverla condividere, giustamente, con altri.

Uno degli ultimi ricordi che ho prima della “tragedia”, che mi travolge e ci travolge quando lei ha soltanto undici anni e io trentadue, è quello della palestra di prima media piena fino all’inverosimile di bambini e di mamme e papà in attesa di sapere la classe di destinazione del proprio figlio o figlia. Ci guardiamo da lontano e io cerco di incoraggiarla. Ha paura di perdere i suoi compagni delle elementari per sempre. E poi davvero l’ultimissima immagine… la mia piccola che piange appena tornata da scuola, che trova la sua mamma circondata da paramedici, da suo padre, distesa sul divano di casa con appena un filo di voce che dice: “Non preoccuparti, tu prega per la mamma”.

Dopo tutto questo è come se per molti anni si fosse chiuso un sipario, come se sul palcoscenico della vita lei ed io fossimo rimaste sole. Lei con il suo papà, con il suo dolore, con una mamma cambiata e assente fisicamente per nove mesi da casa e per anni della sua vita. Io… sola altrove.
Sì, è proprio così, non ci sono più stata. C’è un vuoto nella mia memoria di cui abbiamo parlato di recente, di nostalgia di esperienze che ci sono state negate, quelle cose frivole ma anche profonde che un adolescente fa con sua mamma. Io non sono stata più la tua mamma. Mi sentivo un peso. Oltre al mio egoismo avevo due donne che volevano sostituirsi a me. Io non potevo fare altro che lasciarle fare e per conto mio ti chiedo solo un po’ di clemenza… stavo cercando di guarire. Poi mi sono lasciata andare, rassegnata a una vita fatta di cibo e di tv. In solitudine. Forse vi guardavo vivere. Ho sbagliato pensando solo di evitare dolore a tutti e “dimenticando” apparentemente di avere ancora una figlia da crescere, nonostante le mie condizioni.

La vita ci ha insegnato a crescere prima ognuno per conto suo e poi, più in là, più vicine. Quante volte, mi chiedo, sarai “scappata”, rifugiandoti altrove e quante volte non sono venuta a cercarti…

Sono convinta che l’amore vero sia non perdere tempo nel passato, ma avere il coraggio di ammettere gli errori e di chiedere perdono. Per ora lo faccio qui, è già straziante per me leggere queste righe e rivedere un film che non si può più rimontare. 

Perdonami per non esserci stata quando avrei potuto farlo, anche così come sono perché mi prendevo più cura di tuo papà, quasi avessi già il presentimento che l’avrei perso anni prima che succedesse davvero. E ancora prima perdonami per averti picchiata da piccola… tu non lo meritavi, nessun bambino lo merita, ma io sono stata troppo ignorante e ho pensato più a far bella figura con una figlia ubbidiente e sottomessa piuttosto che farti crescere senza questi ricordi. Cercavo l’approvazione degli altri, soprattutto dei parenti di papà, che di me non avevano alcuna stima nè rispetto già da allora. Credimi, in certe notti ho odiato talmente me stessa e tutti quanti – quelli che c’erano e quelli che non ci sono più stati – da piangere tutte quelle lacrime che per anni non ho più versato. Da ultimo volevo dirti che hai completamente ragione. In certi periodi della mia vita ho pensato solo a me stessa dopo la morte di papà, perché frequentare uomini mi faceva sentire viva e il sesso mi ricordava che ero donna, come e più delle altre “normali”. Ero in competizione, me ne rendo conto.

 Mi sono sbagliata, perché questo non esclude l’essere mamma e soprattutto essere persona che porta rispetto alla presenza di altri nella sua vita, quegli “altri” che come te sono un dono, da custodire, da accompagnare!

C’è tanto da costruire che ci aspetta, giorno dopo giorno… io ci sono. Tu… sei sempre stata, come hai potuto, con le forze di cui disponevi e disponi ancora oggi. Bello osservarti vivere ed esserci.

Domani ti telefonerò per dirti semplicemente: “Ti va di parlare un po’?”

Ti abbraccio tanto. Da sempre e per sempre la tua mamma imperfetta, sempre Vicky!

 

 

 

 

 

2 marzo 2017 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sapienza, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , , , | 39 commenti

11 febbraio 2005 – The day after

Risultati immagini per chiesa gesù salvatore basiglio
Questa è la chiesa Gesù Salvatore a Milano 3, Basiglio. Pochi kilometri a sud di Milano, nel cuore del parco agricolo Milano Sud. È qui che per l’ultima volta sono stata a fianco di Lorenzo, mia marito e padre di mia figlia. È il giorno dopo la sua morte, avvenuta non più di trentaquattro ore prima al Policlinico di Pavia.

Dicono che si nasce e si muore soli. Tu non sei rimasto solo, Amore. Ti ho portato via con me, rannicchiato tutto nel mio cuore. Ho lasciato lì solo il tuo corpo non più dolorante perché prossimo al viaggio più bello. Noi ci eravamo già dati tutto. Lo sappiamo solo io e te…

“The day after” comincia la tua, la nostra festa… un nuovo matrimonio, il nostro! Organizzato fin nei minimi particolari, a cominciare dal tuo vestito, lo stesso di 23 anni prima. Finite le pratiche burocratiche relative alla custodia di ciò che rimane di te fisicamente, è ora di pensare al rito religioso, ai brani della Bibbia, ai canti e al mio spirito che resta ancora qui in me.

Se solo ne avessi avuto il tempo avrei preparato anche gli inviti e un piccolo ricordino, ma forse è stato meglio così… noi siamo persone semplici.

È tutto pronto, stai per arrivare preceduto dai nostri fratelli (preti) nello spirito, Don Franco, Don Leone, Fra’ Emilio e tanta, tanta gente.

Soltanto i nostri ruoli si sono invertiti: io sono la sposa che ti aspetta vestita con un abito meraviglioso che puoi vedere solo tu. Non l’ho indossato perché gli altri non fossero scandalizzati… so che a te avrebbe dato fastidio, vero Lorenzo? È una cosa tra noi due, la comunità con questo non c’entra.

Arrivi insieme ai primi invitati che insieme agli altri prendono posto piano piano qualcuno piange, qualcuno distratto a guardare in giro, qualcuno mi cerca con lo sguardo perché io sono piccola da vedere. Hai sentito il mio bacio quando sei entrato? Ora devo andare, il coro dei nostri amici più cari ci aspetta per cominciare la festa. Qualcuno rimane fuori insieme ai bambini, perché è sabato, precisamente sabato grasso e passano i carri del carnevale. Anche per i non credenti è festa!


Questa è la musica che ti piace cantare, soprattutto suonare con la tua chitarra mentre preghiamo, danziamo e ridiamo insieme! E noi siamo qui oggi a cantare per te, con te, perché la gioia sia in noi che ti amiamo e cantiamo anche tra le lacrime… come ora faccio io.

Come brano del Vangelo scelto per te quello della Samaritana, perché come lei anche tu un giorno hai fatto un incontro che ti ha tolto molto di più della sete di acqua. Lo so, anch’io sono quella donna che ha dato dell’acqua e ha trovato l’Amore, quello da non vivere nel nascondimento ma da proclamare a tutti quelli che incontra.

È felice! Così come lo sei tu oggi, che hai lasciato l’uomo vecchio affidandolo alla terra, in partenza per un viaggio dove non serve bagaglio né zavorra. Bisogna essere leggeri, così come la musica.

Gli amici e parenti mi salutano, uno di loro mi dà conferma dell’intenzione che volevo arrivasse con questa festa: “Mi sembrava di essere un matrimonio!”

Ecco, arriva il momento di cui la festa finisce e torno a casa, la mia, la nostra. Improvvisamente è solo silenzio. Mi sento come ubriaca e stanca, proprio come ci si sente al ritorno da un pranzo di nozze. Le nostre strade si sono divise fisicamente, torno a casa solo in compagnia della mia carrozzina e un po’ più in là mia madre.

Nell’aria la voce di nostra figlia che parla con delle sue amiche in camera sua, l’odore di uno strudel messo in forno all’ultimo momento da offrire alle ragazze. Mia madre, seduta sul divano, fissa il vuoto.

È tutto. Tutto ciò che conta. Sempre Vicky!

12 febbraio 2017 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

20 dicembre 1926

img-20150405-wa0002

Ciao mamma… già mi verrebbe voglia di fermarmi per un nodo in gola che mi impedisce di dettare oltre, ma mi faccio forza e continuo, perché ne sento il bisogno.

Approfitto di questa data per farti i miei auguri di compleanno, sarebbero stati novanta se fossi stata ancora fisicamente qui con me. Voglio farti un regalo insieme a questi piccoli luccichii di sale, che accompagnano la tua mancata presenza.

Porta un grazie da parte mia a Dio e alla mia cara nonna Vincenza, che ti hanno generato e dato la vita in questa data impressa nella mia carne e tatuata sul mio cuore per sempre, nei secoli dei secoli, amen!

Oggi mi sono venuti in mente tanti pensieri, belli e brutti. Posso parlartene, vero?

Ora so che tu sai. Non provo più vergogna neanche a pensarli, spero solo fermamente che nel luogo dove la nostra fede ci fa credere che saremo eternamente felici tu lo sia pienamente, alla fine della tua vita terrena che ha conosciuto momenti tragici uniti a momenti bellissimi nei quali c’ero anch’io a partire dalla mia nascita, quella consapevole dei primi anni dell’infanzia e molto ancora.

Devo fare una pausa, infastidita da rumori nella stanza di voci che entrano senza bussare (proprio come facevi anche tu) e squilli sul cellulare di H. che mi fanno incazzare e diventare gelosa, perché mi chiedo chi cavolo possa avere l’autorizzazione per sentirsi libero/libera di chiamare a quest’ora (sono le 23:44). Preferisco non pensarci e andare oltre entrambi i disturbi per concentrarmi su di te, mamma.

Vorrei tanto che tu riuscissi a parlarmi,a spiegarmi tante cose che non riesco a capire e per le quali, nonostante i miei cinquantatre anni, non riesco ancora a darmi pace.

Ora però devo interrompere momentaneamente perché i disturbi continuano e non ho la privacy necessaria per parlarti come vorrei. Io di privacy ne ho sempre pochissima, vicina allo zero ma questo è un altro discorso…

Sappi comunque che ci ritroveremo presto, molto presto. Senti che bello questo testo! Ti parla di me, di noi!

Buon compleanno, mamma!

Sempre la tua “Cenza” Vicky!

 

21 dicembre 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , | 31 commenti

Proud Vicky

Risultati immagini per fotogrammi pellicola(Google)

In questi giorni scorrono davanti ai miei occhi alcuni fotogrammi della mia vita con te, amore dell’amore mio volato via…

Li metto in ordine cronologico solo per comodità senza che perdano la forza dell’emozione che danno, tutta da regalare a chi è passato, sta attraversando e navigherà nella tua vita e nella mia, con la forza e l’istinto della pennellata del pittore che vuole fermare qualcosa per sempre su una tela, quasi senza bisogno di grammatica. Come viene viene…

Primo fotogramma:
Eccoti, arrivi disperata per la dalla fame. Testa nera, ti distingui tra tante urla senza capelli. Uccellini dal becco spalancato. Sto aspettando, il seno scoperto, il tuo altare. Mi faccio verme per te

Secondo fotogramma:
Ho ereditato da mio padre la passione di cibare i passerotti. Note di vita e di musica nella grigia Milano della mia infanzia. Quel balcone è il mio parco naturalistico e diventa il tuo quando a tua volta vorresti portare il pane che la nonna ti ha appena dato fra le mani fino alle piccole bocche che mi ricordano tanto la tua… infatti la tua è più grande e non resiste al richiamo. È già piena prima di arrivare alla meta… io mangio te di baci!

Terzo fotogramma:
Vengo a prenderti a scuola, quella elementare. È una di quelle poche volte in cui non ti vedo sorridere. La ricordo come la prima spina che ho sentito. Ho provato la voglia di uccidere chi ti stava facendo soffrire. Non ho alcuna paura a dirlo. Un piccolo idiota ti ha fatto piangere dicendo che puzzi e il branco di imbecilli intorno ha riso di te. Mi dimentico di avere di fronte un bambino. Il giorno dopo lo fermo, ricorderà quello che ho detto per un pezzo, ne sono sicura. Io… sto meglio, tu anche, credo.

Quarto fotogramma:
Io e papà sembriamo due bambini, nascosti in corridoio… Cerchiamo di ascoltare qualche tua parola, mentre dai il tuo esame di maturità. Mi sa che siamo due dei pochi genitori presenti, forse gli altri pensano che i figli siano troppo grandi per avere quel momento da condividere. Ma non importa, nonostante il tuo divieto ti ho visto felice di trovarci là in quel momento, anche solo per qualche minuto, giusto il tempo di arrivare a casa ed essere finalmente libera! Noi con te, piccola.

Quinto fotogramma:
Sono immobile, stesa sul mio letto che ho condiviso con papà fino a circa un mese prima… prima di quel momento. Ti ho vista seduta fisicamente sola, in corridoio, senza respiro… ho maledetto il mio corpo fermo, incapace di darti qualsiasi consolazione e calore. Ho sentito tutta la tua rabbia di tutto il mio assurdo senso di colpa per essere ancora viva, contro ogni pronostico… Ricordo solo di averti chiamato per nome. Mi sentivo sola come te. Ho aspettato… Ti ho accarezzato da lontano. Forte, più forte che potevo con le mie braccia invisibili, piccola… mi senti ancora?

Sesto fotogramma:
Cara Dottoressa Frontino, quanto sono fiera di te! Proud Vicky ricorda con tanta tenerezza il giorno in cui le hai chiesto di aiutarti a correggere e curare la tua tesi di laurea… a me, una che si è fatta da sola in anni di esperienza più che sui libri, pur amandoli tantissimo. Soprattutto di notte, come col più appassionato degli amanti. Ho vissuto il tuo momento, sono stata all’ombra della maestosa quercia. Felice come un piccolo fiorellino al culmine della fioritura. La tua.

Settimo fotogramma:
Come ti muovi leggera! Ti prepari a uno dei giorni più importanti della tua vita. Uscirai fisicamente per sempre da questo appartamento per entrare nella tua nuova vita a due. Ricordo due cose più di altre, due pennellate più decise: due bellissimi sorrisi, uno per Giulia, l’altro per Emilio. Io sto in disparte, ma non sono sola… c’è un menestrello che conosciamo in festa con noi!

Ottavo fotogramma:
L’appartamento in cui vivi lo amo come se fosse il mio. È merito tuo e di Emilio. Rispetto a me siete molto più rilassati quando siete in casa, io non mi ricordo più il giorno in cui lo sono stata nella mia. Saranno le difficoltà del mio corpo, del suo stare nello spazio… io mi sento bene quando sono in giro eppure nel vostro nido, cari “passerotti”, sto bene.
La tua grazia innata mi contagia

Ultimo fotogramma (per ora…):
Se questo riprodursi sulla tela è l’intreccio delle nostre vite, lascio un ringraziamento particolare all’Artista e alla sua Musa per tanta Bellezza depositata goccia su goccia, colore su colore, fremito su fremito dentro la cornice che ancora dobbiamo trovare. Se mai ne esiste una. L’ultima scena la lascio a un brano che papà ama tanto, in caso non lo sapessi. L’ho ascoltato di recente e mi ha dato un momento di felicità che voglio regalare anche a te!

Sempre Vicky!

21 febbraio 2015 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , | 2 commenti

Occhi

Ogni giorno, osservando mia madre, sento una spina sul cuore, so che le primavere da condividere si assottigliano numericamente. Tra noi due odio e amore…

…da tempo immemorabile. Non ho vissuto e non vivo come lei vorrebbe. Sono una figlia difettosa che ama e vorrebbe diversa.

Noi… abbiamo bisogno di tempo per conoscerci e accettarci.

Come donne. Oltre il legame di sangue.

Ci sarà concesso il giorno o l’ora in cui saremo finalmente serene e comunicheremo arrivando al cuore?

Vorrei dirti che…

Oggi ti ho spiata prima di entrare
più di una volta.
Avevo fame di te e del tuo stare.

In silenzio pregavi,
il dolore come compagno, prima e dopo di me.
Ho desiderato rubarti tutto
per guarire.

Tu e io.

Con infinita tenerezza. Sempre Vicky.

 

3 gennaio 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Persone, Sentimenti | , , , , | 17 commenti

La famiglia

locandina del film A SINGLE MAN

(Filmscoop.it)

Ho visto un paio di giorni fa in tv “A single man”, interpretato da un grandioso Colin Firth, nella parte di un gay che perde il suo compagno alla fine di una relazione durata sedici anni, al quale è impedito di vedere il suo amato perchè non ‘è un familiare’. A separarli ci ha già pensato un incidente stradale. Poi le persone. Ma… non è del film che voglio parlarti.

Stamattina ripensavo al dolore della perdita di una persona cara e a quanto sia importante sentirsi dire parole d’amore dalla persona più amata, la più vicina. Cos’è l’amore? Cos’è la famiglia? Cosa lega queste due realtà? Provo a raccontarti le mie emozioni e le mie lacrime di oggi. Quelle che mi fanno urlare dentro: ‘Sono viva! Io amo!’

Il mio punto di partenza: IO AMO, DUNQUE SONO FAMIGLIA PERCHE’ IN RELAZIONE CON ALTRI.

Ricordo. Alle dieci e mezza della sera del 10 febbraio ti ho detto ‘Addio’ fisicamente. Una famiglia, un amore che si stava lacerando. Ripenso sempre tra le lacrime a quel saluto e nonostante il dolore sono tutt’ora felice di esserci stata per te.

Non commento oltre. L’emozione è ancora viva e forte ma ho una domanda dal profondo del cuore. CHI DECIDE IL DESTINATARIO DEL NOSTRO AMORE? Anche tu e io eravamo sbagliati per gli ‘altri’, quelli fuori.

L’addio appena letto l’ho vissuto col mio uomo, ma il mio essere coppia e famiglia con lui e nostra figlia non mi ha MAI fatto pensare che il nostro sentimento fosse ‘superiore’. Negli anni ho imparato che non sono nessuno per giudicare cuore e mente altrui e che il fatto che la famiglia sia esclusivamente formata da uomo+donna+figli è UN’ENORME BUGIA!

La storia e la cronaca ce l’insegnano. Per non parlare di realtà che viviamo sotto i nostri occhi. Ma i nostri legislatori preferiscono non vedere. Sono ciechi che vogliono guidare altri ciechi. Le guide spirituali il più delle volte condotte al nocciolo della questione restano vaghi o, peggio, abbracciano fondamentalismi che con lo Spirito hanno poco o niente a cui vedere. Le proibizioni non insegnano nulla.

Chi è il padre o la madre di famiglia? Colui o colei che trasmette valori, esperienze, esempi e soprattutto COERENZA DI VITA.

Sta scritto: “Onora il padre e la madre.” 

Oggi mi sento di farlo, di essere sulla strada giusta, non perchè mi ricordi di loro come uomo e donna, ma perchè se guardassero a me senza condizionamenti sociali e religiosi, sarebbero fieri di una figlia-persona che pensa e agisce in libertà di coscienza. Partendo da un rinnovamento continuo di mente, cuore e spirito.

TUTTI QUELLI CHE AMANO, qualunque sia il loro orientamento sessuale, CHIEDONO QUESTO: RISPETTO. Il mio c’è.

Sempre Vicky!

30 giugno 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 13 commenti

Io, l’altra.

Mi presento. Tu non mi conosci. Non che io sia una persona che voglia isolarsi. Anzi. Chi mi conosce sa che sono l’esatto contrario.
Sono semplicemente l’altra. Quella trasparente o quasi.
Fisicamente, intellettualmente e psicologicamente ho un’esistenza del tutto simile alle altre persone.
Semplicemente non ho apparentemente sentimenti nè emozioni, perchè quelle son proibite con l’interlocutore che io chiamo ‘amore.
No a carezze e baci o altre effusioni in pubblico. Non siamo più ragazzini…
No a telefonate quando mi passa per la testa. No a feste nè compleanni insieme. Sciocchezze….

Sì al cellulare possibilmente libero. Sì alla priorità assoluta su tutti gli impegni. L’altra non ne ha.
Sì alla tua voglia in orari per altri quasi impossibili. Sì alla completa libertà di disporre del mio corpo. Completa.
Sì a quel tempo ‘dedicato’… Sì a quel tuo prezioso tempo ‘strappato’ agli altri impegni.

Io, infatti, non sono un impegno. Io sono l’altra.

A me puoi dire tutto: sono il tuo muro di gomma.
Puoi raccontare dei tuoi guai di lavoro, dei problemi di comunicazione coi figli, mi parli perfino di quanto non sopporti più tua moglie, di come non ti piaccia fare l’amore con lei. Eh sì, tu con lei l’amore lo fai ancora.

Posso farti due domande?

Lei sa di essere l’altra rispetto a me?
So che tutto questo finirà. Tralasciando chi di noi avrà il coraggio di trovare ancora il rispetto per sè stesso, posso chiederti un favore? Non dire ‘Mi dispiace’ e non sfiorarmi mai più. Io da quel momento in poi sarò me stessa. Ancora.

Dedicata a chi ricomincia. Sempre Vicky.

20 luglio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 7 commenti

L’amore è un diritto.



L’AMORE E’ UN DIRITTO

Tra il 17 e il 19 giugno il popolo del Liechtenstein sarà chiamato a esercitare il diritto primario alla libertà di espressione universalmente riconosciuto: il referendum. La questione è delicata, importante, giusta. Nessuno spero si tiri indietro. Favorevole e non.
Solo menti libere da pregiudizi potranno permettere che l’amore, a qualsiasi genere appartenga, sia un diritto da riconoscere e legalizzare, posti gli stessi requisiti che valgono ora per le coppie eterosessuali.
Mi sorprende il mio stesso pensiero di credente cattolica “immersa nel peccato” per le sue convinzioni umanitarie decisamente non allineate. Sono una figlia della Chiesa che ama e che pensa liberamente. Cammina velocemente. Davanti a Dio, poi agli uomini.
Sono una laica che si stupisce di vivere in una società ipocrita e bigotta, che nega di vivere in uno Stato di Diritto a un numero notevolmente alto dei propri cittadini sessualmente ‘diversi’.
Il dibattito è aperto. Per la sinistra che si professa progressista, per la destra che finge di conservare valori che, di fatto, non vive. Le nostre petizioni giacciono, come cadaveri. Altrove prendono vita e cambiano le cose. Chiedo coerenza. A me, a voi.

Questo l’articolo tradotto integralmente:


“Liechtenstein: dire ‘sì’ a coppie dello stesso sesso

Le persone dovrebbero approvare la legalizzazione nel prossimo referendum

25 maggio 2011

“Il popolo del Liechtenstein non deve isolare il paese dall’Europa occidentale o i propri cittadini LGBT dal resto della società. Il diritto fondamentale di non essere discriminati deve essere osservato in Liechtenstein e le coppie omosessuali devono essere riconosciute dalla legge. Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare “sì” al referendum.
– Boris Dittrich, responsabile del patrocinio per i diritti LGBT presso Human Rights Watch.

(New York) – Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare “sì” nel referendum di giugno 2011 sulla questione se il loro parlamento debba procedere per legalizzare unioni omosessuali, ha dichiarato oggi Human Rights Watch.

“Il Parlamento ha già compiuto i passi giusti per garantire che tutti in Liechtenstein, indipendentemente dall’orientamento sessuale, abbiano diritto alla tutela da parte della legge”, ha dichiarato Boris Dittrich, responsabile del patrocinio di Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender (LGBT) Diritti sul programma di Human Rights Watch. “Ora i cittadini del Liechtenstein hanno un’opportunità per approvare questa mossa contro la discriminazione.”

Se la maggioranza degli elettori votasse “sì” al referendum che si svolgerà dal 17 giugno al 19, le coppie lesbiche e gay avrebbero diritto per legge alla maggior parte degli stessi diritti delle coppie sposate eterosessuali, tranne che in alcune aree, come ad esempio l’adozione da parte di un secondo genitore, l’inseminazione artificiale, e la maternità surrogata. In caso si votasse “no” le coppie dello stesso sesso resterebbero al di fuori della tutela della legge.

” Votando ‘sì’ non solo riconosce la realtà che non c’è assolutamente alcuna ragione per cui lesbiche e gay non debbano avere il diritto alla tutela da parte della legge per i loro rapporti personali, ma è anche coerente con gli sforzi europei per modernizzare il diritto di famiglia,” ha dichiarato Dittrich.

Un progetto di legge sull’unione registrata è stata adottata all’unanimità dal Parlamento del Liechtenstein (Landtag) il 16 marzo. Il disegno di legge avrebbe dovuto entrare in vigore il 1 ° settembre.

Tuttavia, secondo il diritto del Liechtenstein a un disegno di legge può essere impedito di diventare legge se il popolo lo blocca attraverso un referendum, che deve avvenire entro tre mesi dalla data di adozione del disegno di legge. Tale referendum richiede una petizione firmata da un minimo di 1.000 elettori iscritti. Il 21 aprile un gruppo chiamato “Vox Populi” ha presentato 1.208 firme al governo, di fatto chiedendo un referendum. Il governo ha annunciato le date di referendum il 26 aprile. Il risultato sarà vincolante.

Il Liechtenstein è membro del Consiglio d’Europa (CoE). Sette dei suoi 47 paesi membri concedono alle coppie dello stesso sesso pari opportunità di accesso al matrimonio – Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Norvegia, Svezia e Islanda. Altri 13 Paesi membri hanno adottato una normativa che consente alle coppie dello stesso sesso di registrare le proprie relazioni – Andorra, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia, Svizzera e Regno Unito. Questi includono i vicini Liechtenstein, Svizzera e Austria.

Recentemente, nel novembre 2010, la Corte europea dei Diritti dell’uomo ha affermato che il rapporto stabile di una coppia di conviventi dello stesso sesso rientra nella nozione di “vita familiare”, come protetta dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La Corte ha riconosciuto che negli ultimi dieci anni ci sia stata una rapida evoluzione di atteggiamenti sociali nei confronti delle coppie omosessuali in molti paesi membri, tra cui l’offrire loro il riconoscimento giuridico.

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa non dovrebbe continuare a lasciare la vita familiare delle coppie dello stesso sesso senza tutela legale, Human Rights Watch. La decisione del governo del Liechtenstein di riconoscere i loro diritti alla tutela giuridica e di prevedere per legge le unioni registrate è in linea con gli impegni assunti dal paese nella tutela dei diritti umani.

“Il popolo del Liechtenstein non deve isolare il paese dall’Europa occidentale o i propri cittadini LGBT dal resto della società”, ha detto Dittrich. “Il diritto fondamentale di non essere discriminati deve essere osservato in Liechtenstein, e le coppie dello stesso sesso dovrebbero essere riconosciute dalla legge. Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare ‘sì’ al referendum”

Link al testo originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/05/25/liechtenstein-say-yes-same-sex-partnerships

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano, disponibile a richiesta in versione integrale.

Human Rights Watch non è responsabile di eventuali inesattezze e discrepanze

Vincenza Rutigliano

31 maggio 2011 pubblicato il 5 giugno 2011 su www.ondanomala.org

Un pezzo applicabile a tutti, senza distinzione.

5 giugno 2011 Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone | , , , | 5 commenti

La porta.

Un oggetto, un simbolo. Ho scritto il titolo. E’ un tutt’uno con le lacrime che sfuggono al mio controllo. La amo, la odio la porta. Da quando abito in questo appartamento quante volte l’ho vista aprire e all’improvviso arrivavi tu, amore mio… Ti ho aspettato per vent’anni, sempre alla stessa ora. Poi, sei anni fa, sei uscito per l’ultima volta col tuo corpo chiudendo la porta dietro di te. Avevi in mano quella che era diventata negli ultimi tempi la tua fedele compagna: una borsa da viaggio con il necessario per un ricovero in ospedale. Maledetta borsa…

Non si sarebbe più riaperta per te fisicamente quella porta. Ho avuto questa consapevolezza quel giorno di sei anni fa.

Amore mio, sei stato un grande, lo sei ancora… c’è una porta però che tu sai non si è mai chiusa per te nemmeno un giorno, nemmeno un attimo: il mio cuore. Tu l’hai reso così grande nei 24 anni di vita terrena che abbiamo passato insieme! Così grande ed aperto da poter accogliere altri amori, da poter condividere ancora tanta vita, tanta gioia, tanto… tutto con chi l’ha attraversato, con chi l’ha calpestato, con chi l’ha ferito, con chi oggi non è con me ad ascoltare il racconto bellissimo di chi eri, di chi sei e di chi sarai sempre!

La guardo quella porta… Ho deciso di vendere questa casa, dopo che l’ultimo amorevole ricordo di te e dell’eredità d’amore che hai lasciato uscirà da qui per quella stessa porta, io comincerò da quel preciso momento una vita da un’altra parte. Tu naturalmente verrai con me, i muri non ci servono, i nostri discorsi senza parole continuano. Cambiamo solo scenario.

La porta. Solo un simbolo. Eppure… quanto ha da raccontare.

Ti ricordo stasera col brano che è nostro: il più bello e il più dolce dei Rolling Stones, “Wild Horses”. E come nell’82, quando decidemmo di sposarci, mi viene ancora da ridere… mi vedi? Ricordo ancora adesso la faccia scandalizzata del prete quando gli abbiamo proposto di farla eseguire in chiesa, al momento del mio ingresso… non ci posso credere! Eravamo davvero degli sfacciati!
Ah… come sai, io lo sono ancora. Ti penso, Lorenzo. Rido e piango allo stesso momento e riflettendo meglio mi rendo conto che quella porta in realtà è rimasta soltanto socchiusa, nei tuoi desideri, nei miei sogni.

Sempre Vicky!

20 gennaio 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Vita nuova | , , , | 12 commenti

Sveva's Hacks

Be yourself, accept yourself, embrace life and never forget that there's no better you than the you that you are!

FRANZ

un navigatore cortese

Skyscapes for the Soul - Jeni Bate

"I paint the skies with peace and passion, because that's the way they paint me."

❀ Rоѕa ❀

♥ chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

susabiblog

Mi piace tramutare in parole e immagini i miei sogni

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

Mona_Khaan

tha blogs is about styles beauty health true story's love poetry many more )): my blog my own thoughts) monakhaan.com

Pietrobrilla's Blog

Just another WordPress.com site

La giraffa

tutto può accadere, l'importante è ricordare chi sei

Autobiografia del Blu di Prussia

“Tutti gli usi della parola a tutti. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo” (Gianni Rodari)

Marco Gasperini

poesie, racconti, frammenti esistenziali

majazze

Quello che dirò non è un segreto...

Storie di Ritratti

Inseguendo Itaca

quelcherestadellafesta

uno sguardo sui locali e sulle discoteche di Bologna e della Romagna

Frank Iodice

Education is the most powerful weapon which you can use to change the World (Nelson Mandela)

controlemafie

"Questo è il Paese felice in cui, se ti si pone una bomba sotto casa, e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è tua che non l'hai fatta esplodere" (Giovanni Falcone)

Caroline Criado-Perez

A Pox on the Patriarchy

Mezquita de Mujeres

Activismo, Conocimiento y Espiritualidad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: