Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

23 maggio 1992

Io non dimentico.

 

Sempre Vicky.

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23 maggio 2018 Posted by | Idee, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , | 17 commenti

Me ne frego!

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a tv spenta

 

Amici e lettori,
oggi è stato un giorno denso di eventi/news importanti.

Due tra tutti: il matrimonio tra due persone nel Regno Unito e la vittoria dello scudetto da parte di una squadra del nord Italia.

 

Il 50% degli italiani ha seguito in diretta il primo evento, il 50% il secondo.
La rimanenza si è occupato del resto.

 

Ops! Il conto non torna!

 

Sapete che c’è di nuovo? Me ne frego!

 

Buona vita a tutti voi, in musica, arte che eleva.

Sempre Vicky!

 

19 maggio 2018 Posted by | Idee, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , | 24 commenti

730

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Amici miei,
oggi per la prima volta nella vita ho compilato e presentato la mia dichiarazione dei redditi 730/2018 precompilata online

So che per molti è una piccola cosa ma per me, che cerco di sbrigare commissioni, pagamenti e pratiche da sola nonostante i miei importanti limiti motori, è un’ulteriore conquista nel mio viaggio nell’indipendenza!

Oggi, nonostante il mare di noia e una certa apatia, verso sera mi sento più viva!

Sempre Vicky!

 

8 maggio 2018 Posted by | Cose, News, Persone, vita indipendente | , , , , | 20 commenti

Ultimo saluto

 

Ciao, Alfie… “finalmente” ce l’hai fatta a compiere il tuo viaggio e sei libero.

Restano lacrime e silenzi.

 

 

Sempre Vicky.

30 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Diritti umani, News, Persone, Viaggi | | 7 commenti

Morire a 14 anni

 

201803americas_paraguay_womensrights_sexualviolence

Gli attivisti sociali paraguaiani protestano davanti al Ministero della Salute per chiedere la fine della violenza contro le donne e una migliore assistenza sanitaria per loro, mentre il mondo celebra la “Giornata internazionale della donna” ad Asuncion, Paraguay, 8 marzo 2017. Lo striscione: “Il 48% delle donne violentate ha meno di 30 anni “.
 © 2018 Reuters

 

Amici, a questo link potete trovare l’articolo originale in inglese Tratto dal sito Web dell’organizzazione internazionale umanitaria Human Rights Watch (HRW) che descrive la situazione in Paraguay riguardo la violenza di genere, in particolar modo quella sulle bambine e sulle adolescenti.
In particolare tratta l’aspetto legale riguardo la possibilità di scegliere di abortire nei casi di violenza sessuale.

È una questione morale e sociale, però visto che il panorama e la mentalità non cambiano ci vuole una legge che tuteli queste bambine. E ci vuole anche presto!

Non voglio più leggere questi titoli e vedere certe foto!

 

14 anni, incinta per uno stupro, morta di parto

In Paraguay la severa legge sull’aborto mette in pericolo le adolescenti

Di Margaret Wurth, ricercatrice, Children’s Rights Division

26 marzo 2018

 

La settimana scorsa, una ragazza di 14 anni in Paraguay è morta durante il parto.  È rimasta incinta dopo essere stata violentata da un uomo di 37 anni, ed è morta mentre i medici eseguivano un taglio cesareo d’emergenza, cercando disperatamente di salvare lei e il suo bambino, dopo aver trascorso diverse settimane in ospedale per le complicazioni dovute alla gravidanza. “Il suo corpo non era pronto per una gravidanza”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale. Il bambino è sopravvissuto.

L’aborto è illegale in quasi tutte le circostanze in Paraguay. L’unica eccezione è quando una gravidanza presenta complicazioni potenzialmente letali. Questa minima eccezione non è sufficiente per proteggere la vita, la salute e la dignità delle ragazze e delle donne nel paese.

L’aborto è illegale in Paraguay per le gravidanze risultanti da stupro o incesto. È illegale quando la gravidanza rappresenta un rischio per la salute serio, ma non pericoloso per la vita, e quando un feto non ha speranza di sopravvivere al di fuori dell’utero.

Non sappiamo se la quattordicenne che è morta la settimana scorsa avesse voluto abortire. La decisione di interrompere una gravidanza è profondamente personale. Avrebbe potuto scegliere di continuare la gravidanza anche se l’aborto legale fosse stata un’opzione. Ma per lo meno lei e la sua famiglia, il suo capo religioso o persona fidata, e il suo medico avrebbero dovuto avere la possibilità di discutere – e prendere in considerazione – il rischio di continuare la gravidanza e l’opzione per porvi fine.

Nel 2015, una bambina di 10 anni in Paraguay è rimasta incinta dopo essere stata violentata dal suo patrigno. Sua madre ha chiesto il permesso perchè la bambina potesse abortire, ma le autorità hanno respinto la sua richiesta. Ha partorito all’età di 11 anni – una undicenne sopravvissuta a uno stupro di 11 anni, costretta alla maternità contro i suoi desideri. Questo avrebbe potuto essere evitato se il paese avesse permesso un aborto sicuro e legale.

Esperti internazionali hanno affermato che il blocco dell’accesso all’aborto per i sopravvissuti allo stupro può essere una tortura. Commentando la situazione in Paraguay, il Comitato contro la tortura ha affermato che il divieto di aborto significa che ai sopravvissuti “viene costantemente ricordata la violenza commessa contro di loro, questo causa gravi stress traumatici e comporta il rischio di problemi psicologici di lunga durata“.

Ogni giorno in Paraguay quattro ragazze subiscono violenze sessuali, e due ragazze sotto i 15 anni partoriscono, secondo i dati del Ministero della Salute. Non so se la ragazza di 14 anni avrebbe scelto di non continuare la gravidanza che le era stata imposta se avesse avuto la possibilità di porvi fine in sicurezza e legalmenteMa non le è mai stata concessa questa scelta. E ci sono centinaia di ragazze come lei, derubate di informazioni e potere sulle loro vite e sui loro corpi. Queste sono le conseguenze brutali e inevitabili della legge sull’aborto del Paraguay.

Il Paraguay dovrebbe abrogare tutte le leggi che rendono l’aborto un crimine. Ma perfino piccole eccezioni salverebbero alcune vite – permettendo ai medici, con il consenso informato dei loro pazienti, di porre fine a una gravidanza quando è necessario proteggere la vita o la salute di una donna o di una ragazza, quando una gravidanza risulta da uno stupro o incesto, o quando il feto non sopravviverà. Le autorità del Paraguay dovrebbero agire ora prima che altre ragazze adolescenti subiscano le conseguenze delle restrizioni sull’aborto del paese.

(L’articolo è stato da me tradotto, con tutti i limiti e le inesattezze che vi chiedo, eventualmente, di segnalarmi. HRW non è responsabile di errori contenuti nella traduzione realizzata con permesso.)

Grazie per la vostra attenzione, sempre Vicky.

 

 

3 aprile 2018 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | 25 commenti

Riflessioni personali……..perchè la polizia non perquisisce il parlamento? Ovvero: non è successo niente.

Cari amici,
vi invito a leggere quanto pubblicato dall’amico blogger Nico, che in questo post racconta l’amarezza di un insegnante dopo una perquisizione nella sua classe da parte di una squadra antidroga.

Ricordo Marco Pannella dire:”Siamo in uno Stato di Polizia” e lottava a modo suo contro il regime.

Si sbagliava?

Stiamo diventando vittime del terrorismo psicologico che si traveste dietro la difesa dal crimine e la garanzia della sicurezza dei cittadini.
Quali cittadini?

Quelli che eravamo, quelli che saremo?

Con amarezza e tanta solidarietà, mentre ascolto musica, sempre Vicky!

 

poesia&cultura

E’ tempo di elezioni politiche e quindi anche tempo di quel malsano populismo che la politica usa per attrarre voti, complice la recrudescenza delinquenziale come accaduto ultimamente a Milano e a Macerata, la bassa politica getta benzina sul fuoco con l’attacco razzista agli extra-comunitari, Salvini, Berlusconi, Meloni, Fiore e Iannone fanno leva su quell’ancestrale nostra paura del diverso per accaparrare più voti. E noi? Da quello che sembra, molti di noi sarebbero d’accordo nel CEDERE parte della propria LIBERTA’ per combattere la criminalità, perchè tutti direbbero di non avere nulla da nascondere. Ed è proprio questo il concetto di Libertà, la scelta di qualcosa che ci viene imposto, esula sempre dalla determinazione della nostra volontà.  Non a caso un famoso filosofo disse che la libertà non consiste tanto nel poter fare la nostra volontà, quanto nel non essere sottomessi a quella altrui. Vi lascio sotto un’interessante  riflessione di un professore…

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11 marzo 2018 Posted by | Diritti umani, Esperienze, Idee, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | 20 commenti

Blogger Recognition Award 2017

Risultati immagini per blogger recognition award 2017

 

Ciao a tutti!

Sono molto sorpresa di questa nomination da parte di Tanya e sono rimasta piacevolmente colpita.
Di questo la ringrazio perché per me è un’esperienza nuova.

Cercherò di essere come sempre semplicemente me stessa.

Queste le regole da seguire:
1) Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog;
2) Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento;
3) Raccontare la nascita del proprio Blog;
4) Dare consigli ai nuovi blogger;
5) Nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento;
6) Commentare sul Blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo.

 

1 – 2 Grazie ancora a Tanya, che scrive con molta grazia qui.

3 – Il mio blog è nato il 5 luglio 2009. Non avevo mai scritto nulla con l’intento che fosse letto da qualcuno. Ho scritto in passato dei diari a carattere spirituale che ho poi distrutto, anche se ne ricordo in parte i contenuti. Devo ringraziare un mio ex con il quale avevo un profilo su Netlog. Ho iniziato con qualche post semplice che, riletto oggi, mi fa sorridere e mi fa provare tenerezza. Non ne ho comunque mai cambiato una sola parola, per non perderne la freschezza originale.
Da allora il blog è rimasto. Il mio ex con qualche altro no. Sono una persona fedele…

4 – Per i consigli sono sintetica. Non mi piace darne, detesto riceverne, soprattutto se non richiesti. Chi dovesse volerne mi trova qui sul mio blog. Senza convenevoli, siamo tra amici, giusto?

5 – Le mie nomination:

Vincenzo
Indianalakota
Antonio
Gian Paolo
Ferrariled
Titti
Antony
Paroledipolvere
Lascronicasdelotromundo
Walter 
Vikibaum
Semra Polat
Nilzeitung
TADS
Giorgiana

 

Ecco. Ho scelto. Ne potevo nominare solo quindici…

Alla prossima! Dedicato. Sempre Vicky!

 

16 dicembre 2017 Posted by | Awards, Esperienze, Idee, News | , , , , | 14 commenti

Clima ed energia: Roma fa sul serio

Da Roma un’ottima notizia di cui nessuno parla!

5 MINUTI PER L'AMBIENTE

Lo scorso 14 novembre l’Assemblea Capitolina ha approvato l’adesione di Roma al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, la principale iniziativa a livello europeo che coinvolge le città nella lotta al cambiamento climatico.9696-10471

Dopo un passaggio in Giunta Comunale (memoria numero 62 del 9 ottobre) e l’approvazione in Commissione Ambiente (3 novembre), l’atto è stato sancito ufficialmente dall’Assemblea Capitolina, terminando quindi il suo iter procedurale. Ora ci si concentrerà nella redazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), lo strumento operativo che dovrà dimostrare, in pratica, come la città di Roma intende raggiungere gli obiettivi che si è prefissata con l’adesione al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia e ben sapendo che l’obiettivo minimo da raggiungere è una riduzione del 40% delle emissioni di gas climalteranti sul territorio della città entro il 2030. Oltre alla riduzione delle emissioni (mitigazione), il PAESC dovrà…

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16 dicembre 2017 Posted by | Mondo, News | , , , , , , , | 7 commenti

A presto!

2017-11-24 23-52-01.314

ore 23:54

 

Cari amici, follower, fellow blogger, lettori attenti e distratti… questo è un semplice pensiero per salutarvi e dirvi di partecipare alla mia gioia!

Per tre giorni sarò in una mini-maxi vacanza a…

Vi racconterò tanto al mio ritorno!

Non riuscirò a leggere per po’ i vostri post ma… ho la giustificazione!

Vi abbraccio di cuore, sempre Vicky!

 

25 novembre 2017 Posted by | Esperienze, Musica, News, Viaggi | , , , , , | 49 commenti

Islam e Daulatdia

daulatdia

 

Al seguente link trovate un articolo che narra di una realtà a dir poco rivoltante.
Succede nel 2017.

Succede mentre nelle nostre vite entrano ed escono notizie (chiamiamole così) su colossali cazzate.

E intanto dall’altra parte del mondo…

La persona a cui si riferisce il link è una donna musulmana femminista. Quando qualche anno fa ci siamo incrociate sul Web perché leggeva il mio blog e io il suo. Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto le due parole accostate!
Lei stessa, che per sicurezza mantiene l’anonimato causa minacce, è impegnata in prima linea con conferenze, visite nelle scuole, articoli ecc.

Lascio a voi ogni commento riguardo quello che segue.

Chiedo scusa per eventuali errori relativi alla mia traduzione dallo spagnolo.

Sempre Vicky.

 

https://mezquitademujeres.org/2017/10/17/burdel-bangladesh/#comment-1354

 

Daulatdia: vivere e crescere nel più grande bordello del Bangladesh

 

È il più grande bordello del Bangladesh, e forse del mondo. La città di Daulatdia ospita più di 1.500 prostitute, alcune di appena 10 anni.

Daulatdia è il nome di un villaggio bordello in Bangladesh. È diventato noto come uno dei più grandi bordelli in tutto il mondo. Aperto intorno al 1988, è uno dei 20 bordelli ufficialmente sanzionati in Bangladesh, ma era ufficiosamente in attività già durante i decenni precedenti.

Situato tra una stazione ferroviaria occupata e il porto pieno di migliaia di uomini, Dautladia da’ casa a lavoratrici del sesso che servono migliaia di uomini al giorno. L’età media delle nuove arrivate è di 14 anni (l’età del consenso) e alcune sono più giovani. Molte di loro sono vendute dai trafficanti per le reti di sfruttamento sessuale o “dalal” per circa $ 250 dollari, che vengono poi costretti a pagare protettori che sono le donne per lo più anziane.

Daulatdia è come una piccola città a sé. Il bordello ha tutto ciò che le donne che si prostituiscono e i clienti hanno bisogno, dai saloni di bellezza ai mercati, alle sale da gioco. Le donne che vi lavorano non hanno alcun motivo di lasciare il villaggio che ospita il bordello. In ogni caso, anche se lo volessero lasciare, questo non è loro permesso. In un labirinto di vicoli sgangherati, le donne e le ragazze passano il giorno e la notte a lavorare in piccoli cubicoli, incontrando gli uomini che vengono dalla strada vicina.

Originariamente il sito è stato costruito durante il governo coloniale. Ma è ora di proprietà della famiglia di un politico locale. Molte delle prostitute hanno sempre vissuto lì; alcune sono state vendute dalle proprie famiglie per prostituirsi, altre sono state rapite dai loro villaggi.

Il bordello più antico è Kandapara, con 200 anni di attività. La fotografa tedesca Sandra Hoyn ha pubblicato su “The Longing of The Others” fotografie di questo sito, compilato nel seguente video:

Il Bangladesh è uno dei paesi islamici che non criminalizzano la prostituzione. Tuttavia, diversi bordelli sono stati chiusi. L’anno scorso, le autorità locali hanno demolito il bordello Tangail nel nord del Bangladesh. Questo non ha impedito che i clienti si fermassero a Daulatdia.

Daulatdia, una città in cui le donne vendono sesso per 3.000 uomini ogni giorno. Si tratta di un mondo oscuro, ma c’è ancora spazio per la speranza.

Una brutta giornata è quando il traffico di business prospera in Daulatdia. Autisti, addetti alle pulizie, facchini, imprenditori di piccole città e anche poliziotti arrivano al bordello per trascorrere del tempo con una qualsiasi delle donne dai 12 ai 35 anni che offrono i loro servizi per meno di USD 3 l’ora nel villaggio in una stanza dove mangiano, dormono e crescono i propri figli.

I bambini che vivono qui sono esposti ad abusi e sfruttamento sessuale. Le loro madri sono appena in grado di respingere gli ubriachi che passano attraverso le loro stanze. I bambini sono regolarmente utilizzati dai clienti per fare commissioni, andare a prendere alcol e droghe, fare le scommesse, il massaggio e, infine, pulire dopo i clienti li hanno lasciati soli. La maggior parte dei bambini sono spinti sotto il letto o in un angolo per dormire nella stessa stanza in cui le loro madri servono i loro clienti.

Rekha ha una figlia di nome Sharifa. Lei sa che l’esistenza di lavoratrici del sesso conduce alla privazione e alla malattia. Lei sa che la scuola che frequenta Sharifa offre l’unica vera possibilità di un’altra vita. Una vita decente. Rekha si sveglia presto ogni giorno per vedere come Sharifa va a scuola. Sharifa tiene tra le sue piccole mani il suo sogno che un giorno, insieme, troveranno una via di fuga.

Morjina Begum, la preside della scuola, osserva i bambini che arrivano attraverso le porte. Lei più di chiunque può capire che cosa significhi questa scuola. Una volta era una lavoratrice del sesso e sa cosa vuol dire soffrire.

 

Venti anni fa, noi prostitute e i nostri figli, non avevamo alcuna speranza, nemmeno un cimitero per il nostro funerale, ma ora grazie a Save the Children, ci sono ragazze che studiano ingegneria e medicina, molte sono diventate insegnanti e molte altre si sono sposate essi sono stabilite al di fuori di Daulatdia per vivere una vita normale.

 

Quando Sharifa torna a casa da scuola, sua madre, Rekha, è in attesa. Anni fa, prima che Save the Children avesse iniziato a lavorare in Daulatdia, queste madri e i loro figli non avevano alcuna speranza, ma ora ci sono ragazze che sono libere. Rekha spera che sua figlia anche vivere una vita normale e non debba mai soffrire come lei. È per questo che spera e prega che la scuola non chiuda mai, perché senza di essa non v’è alcuna speranza di fuga.

 

Foto:  Daniel Melbye

 

 

 

13 novembre 2017 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone | , , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Youth. Rise up!

Vivi e lascia vivere è un modo gentile per dirvi di non rompere i coglioni.

SIGNORASINASCE by Stefania Diedolo

Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Marco Cariati

Raccolta differenziata di quotidianità umane

Giornalista Indipendente

Riproduzione Riservata - Testata Giornalistica n.168 del 20.10.2017

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