Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Mio fratello

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Io amo mio fratello. Lo amo da quando ne ho coscienza. Saranno più o meno 45 anni.

Si chiama Fedele. In effetti lo è di nome e di fatto. Nel bene o nel male lui è coerente con le proprie idee, è fedele alla sua coscienza, alle sue idee che a volte ho condiviso, soprattutto nell’adolescenza.

Quando andavo al liceo lui era il mio mito, oltre naturalmente a mio padre.

Lui era il mio punto di riferimento ideologico, sembrava sempre più grande di me e in effetti lo era sia dal punto di vista dell’età sia da quello fisico. Mio padre, invece, era il mio punto di riferimento affettivo. Non mi vergogno ad ammettere che ero la sua preferita, la sua cocca, insomma la sua “Cenza“.

Mi sono chiesta per anni, una volta cresciuta, se questa cosa avesse fatto soffrire gli altri miei fratelli – in famiglia eravamo quattro figli – e onestamente mi sono vergognata un po’ con me stessa di aver approfittato di tutto quel bene oltre la misura

Non ho avuto occasione nella vita di domandare quale fosse il loro pensiero, in realtà non ce n’è stato il tempo e forse neanche l’intenzione.

Fedele è cresciuto in fretta, viste le difficoltà che avevamo in famiglia. Difficoltà di tipo economico e poi anche di responsabilità rispetto ai fratelli più giovani e per di più problematici  dopo la malattia e la successiva morte di mio padre.

Io amo mio fratello. E sono certa che mio fratello ami me.

La felicità comincia da piccole cose. Tra noi due non ci sono mai state né grandi litigate né grosse smancerie. È come se avessimo già saputo che c’era qualcosa di prezioso, quasi segreto che ci legava e ci tiene uniti ancora oggi. Ci vediamo di rado. Anche le telefonate però sono brevi e concise. Qualche volta ci scambiamo messaggi sul telefonino.

Che cosa strana… È proprio in uno di questi messaggi che ho trovato il coraggio di dirgli apertamente “Ti voglio bene” oppure “Mi manchi”. Tra di noi c’è sempre stata una sorta di vergogna, anzi di ritrosia a manifestare così apertamente i propri sentimenti. Non le conosco il motivo, ma ho smesso di chiedermelo e sono passata ai fatti, anzi alle parole aperte e chiare.

Ma perché sto a raccontarvi tutte queste cose?

Perché io faccio così quando sono troppo felice e, grazie a Dio, lo sono! Perché ormai mi conoscete, Quando vivo un’esperienza forte, dopo essermi concessa spazio sufficiente a far decantare ciò che è avvenuto, ho bisogno di condividere la mia gioia con chiunque, dapprima con mia figlia, con la migliore amica e con voi ora attraverso questo post.

Parlo e rido con mia madre, con mio fratello Francesco, con mia sorella gemella Raffaella e non da ultimo con mio padre – che ci custodiscono e ci osservano dal cielo.

La mia festa è perfetta e la mia gioia infinita! Anche adesso mentre sto scrivendo!

Le mie emozioni due giorni fa si sono materializzate in un piatto di spaghetti con le cozze, uno di pesciolini fritti e verdure alla griglia. Seguite da calma euforia e piacere. 

Insomma il primo pranzo insieme a mio fratello, solo noi due, il primo in tutta la nostra vita finora! Non vi sembra un miracolo, una cosa meravigliosa?

A me sì. La vita corre e scorre in fretta, devo vivere di piccole e grandi gioie di tutti i giorni come anche di quelle straordinarie come questa che vi ho raccontato, per poter credere sempre di più che non siamo soli su questa terra.

Due brani di artisti che amo e che riflettono la mia anima.

Sempre più ricca, sempre Vicky!

 

 

 

3 marzo 2019 Posted by | amore, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

11 febbraio 2019

lourdes

 

Una giornata particolare, la mia di oggi.

L’11 febbraio è la giornata mondiale del malato. È la giornata dell’apparizione della Vergine Maria a Lourdes 160 anni fa. È il giorno in cui io ho amato Lorenzo più di quanto abbia fatto in tutta la mia vita con lui, giorno in cui mi ha lasciato fisicamente 14 anni fa.

Al mio risveglio stamattina il primo pensiero è stato per lui e per quanto amore ci siamo donati a vicenda a partire dal 20 agosto 1981 – giorno in cui ci siamo trovati su un lungo mare pugliese – fino alla fine dei suoi giorni. Proprio come ci eravamo promessi nel giorno del nostro matrimonio, il 26 marzo 1983 in chiesa a Milano.

A Lourdes c’era stato prima di me. Poi ci siamo andati insieme altre due volte. due esperienze di gioia pura, mai provata prima, non trovo paragoni. In un mare di sofferenza fisica, spirituale e psichica ho sperimentato l’ordine, la pace interiore e ovunque intorno a me, un’allegria nuova e fresca, come l’acqua della sorgente miracolosa.

La prima volta nel 1994 ero ancora fisicamente e apparentemente sana. Tuttavia non ero completamente felice, probabilmente non sapevo neanche che cosa fosse la felicità. quella che nessuno può più rubarti. Sono tornata a casa piena di una luce, di una forza sconosciute. Di lì a qualche mese ho capito che quel viaggio mi era servito per prepararmi a uno ben più lungo e difficile che dura ancora adesso, ancora oggi.

Sono tornata nelle due volte successive a pregare e ringraziare Dio per il dono della vita e della mia famiglia. Anche se stavo facendo quel sorriso interiore e sulle mie labbra seduta su una sedia a rotelle.

È il mio “trono” da 23 anni.

Stamattina molto presto ho fatto accendere la tv su TV2000 e a quell’ora trasmettevano il Santo Rosario e più tardi, alle 8.30, trasmettevano alla Santa Messa in diretta da Lourdes. Un modo bellissimo di iniziare la giornata!

Oggi il mio “trono su ruote” mi ha portato in pullman in una casa di riposo a Rozzano dove vado una volta al mese per farmi pesare.

È proprio lì che inaspettatamente ho visto tanta Bellezza.

Mi sono fermata per la messa delle 16 insieme ad anziani e al personale della casa di cura. Tantissime carrozzine, deambulatori, anziani stanchi eppure curati nel loro aspetto compatibilmente con le proprie limitazioni, i propri gusti, le necessità di ognuno.

Li ho guardati a lungo, disposti davanti a me e di fianco. Mi sono sentita in famiglia, quella spirituale di Dio, ho osservato uno ad uno quegli uomini e quelle donne, come se fossero evocati di mio padre e di mia madre.

Ho provato una tenerezza così profonda da farmi  sciogliere in lacrime di gioia, che non apparivano da non so quanti anni. Probabilmente le ultime le avevo spese osservando mia madre mentre dormiva sulla poltrona di casa mia. Dolce e indifesa, finalmente aveva inconsapevolmente sconfitto il muro che avevo costruito dentro di me ed ero riuscita ad accarezzarle i capelli, a dirle quanto l’amavo; è quanto ora sono capace di ripeterle libera e leggera, anche oggi mentre osservo altre teste bianche come la sua.

Questi casi mi fanno pensare al profondo agire dello Spirito che cambia le cose intorno a noi ma soprattutto cambia noi stessi. Recuperiamo la vista, recuperiamo il modo di volare che avevamo quando eravamo puri di cuore, quando le mani erano strumenti d’amore, le parole carezze ingenue d’infanzia.

Mi sono portata appresso questi momenti preziosi durante la mia passeggiata al centro commerciale e successivamente al ritorno verso casa, mentre in pullman cantavo.

Come al solito prima di raccontare a chiunque ciò che sento, lascio decantare per qualche momento. Non so se oggi qui a casa qualcuno si è accorto di quello che è successo. Io voglio comunque testimoniarlo. Per oggi qui sul blog, domani tra le persone più care.

Lorenzo, avrei voluto venire a trovarti a Basiglio, dove il suo corpo giace da 14 anni, ma sono sicura che tu avresti condiviso la mia scelta.

Una dedica a te, che amavi questo brano. Io continuo a cantarlo quando la mia anima è triste…

Ti amo, menestrello di Dio! Sempre la tua Vicky!

 

 

 

 

 

12 febbraio 2019 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 28 commenti

Le mie prime parole

 

Dopo quasi 23 anni stasera ho ricominciato a scrivere. Piango mentre lo faccio. 

E anche ora al buio su questa tastiera.

Amo la solitudine dei miracoli della vita invisibile.

Leggo la meraviglia che è appena accaduta e vivo un primo momento di estasi interiore assoluta da sola. In silenzio.

Poi…poi devo dirlo a qualcuno! Scoppio! Chiamo mia figlia e le dico emozionata che ho una bella notizia da darle. “Brava mamma, non mollare!” è la sua felice reazione.

Avrei voluto vederla, la mia piccola…

Amore mio, lo sai che io voloDio mio, dammi la forza di continuare a usare il poco ed enorme dono che ho scoperto per continuare a sognare…

Mi vedo piccola tra piccoli che imparano a copiare le mie orribili eppur meravigliose stanghette. 

Un gran sorriso arriva dal cuore… Riesci a vederlo? Arriva a te che mi stai leggendo ora?

Due giganti mi fanno compagnia stanotte. Dedico questi brani alle persone che mi amano, mi sostengono, si emozionano con me: mia figlia Maria Emanuela, mia mamma – che non c’è più solo fisicamente al mio fianco – e mio marito Lorenzo – che continua a volermi bene anche dalla Vita vera.

Mamma, mi vedi? Ti sento dirmi piena di meraviglia il tuo “Pensa te!” al quale segue tanta commozione. Reggimi la mano, mamma, ancora!

Un abbraccio a tutti! Se questo foglio bianco fosse di carta sarebbe rigato dalle mie lacrime di GIOIA.

Sempre con piccoli grandi sogni, sempre Vicky!

 

 

25 agosto 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Sentimenti, Viaggi, vita indipendente | , , , , , , , , , , | 47 commenti

Good news

Amici, le belle notizie esistono!

Sulla vettura numero 8710 della linea 175 delle 19.12 di Autoguidovie da Milano Famagosta diretto a Pavia con fermata intermedia a Binasco ho incontrato una PERSONA.

Vi chiederete che novità sia.

La è. Credetemi. Una data da ricordare.

Ho trovato un autista educato e gentile e non basta ancora.

Io delle curve ho paura. Soprattutto se a bordo non esistono cinture di sicurezza idonee per una carrozzina.

Per questo motivo vivo con ansia il tragitto, soprattutto durante le curve e alle rotatorie.

Ho chiesto a un passeggero di starmi a fianco per farmi sentire sicura e con mia sorpresa mi ha detto di sì!

Sono abituata all’indifferenza se non addirittura a una certa ostilità. Stasera però ho il cuore che canta di gratitudine per l’umanità ritrovata.

C’è ancora speranza!

Un abbraccio. Sempre Vicky!

16 agosto 2018 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone, Viaggi, vita indipendente | , , , , , | 29 commenti

Emozioni e luci

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Pelle

Pelle
luce di creazione
albeggia su di te
sorge il coraggio
di vivere

Ora
l’oggi e il sempre
si toccano
si parlano e
si godono

Poesia
sensi e ricami
come leggere
orme d’amore
i tuoi segni su di me

Terra
di conquista e
di fame e sete
infine soddisfatta
dischiude tesori

Immensa
bellezza mi doni
mio Signore
io tua dea
unica tua gioia

Vita
lasciati entrare
fammi dire
di quanto silenzio
tu sazi l’anima

 

Dedicato. È ancora vita. Sempre Vicky!

 

(tutti i diritti riservati)

 

 

4 gennaio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

Artigianato Milano Rho 2017

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(immagini dal web)

Ci sono stata mercoledì e dopo Puglia (per l’assaggio e l’ordine di olio), Sicilia (per mangiare in compagnia un arancino meraviglioso, una panella con milza, limone e pecorino mai provata prima) e Sardegna (per ammirare una moltitudine di minerali e cristalli), mi sono immersa in Africa. La “mia” Africa.

Una scorribanda emozionale attraverso Marocco, Tunisia, Senegal, Rwanda, Madagascar, Etiopia, Capo Verde, Egitto

Uno dei momenti più toccanti è una danza accompagnata dal ritmo incalzante dei tamburi. Mi scorrono lacrime. Non so il perchè. O forse sì.

Sono un’italiana con un’anima nera, che si commuove girando per gli stand come fosse a casa propria e si sente a casa tra gente che parla lingue familiari nel suono e sconosciute nel significato.

Sempre bello come “tornare a casa”. Il mondo, certo mondo è la mia casa.

Sempre Vicky!

 

8 dicembre 2017 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone, Viaggi | , , , , , , , , , , | 18 commenti

Bertè 2017

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I momenti più intimi per me sono i concerti e la visione di alcuni film al cinema. E il motivo è che sono da sola anche in mezzo a tanta gente e questo mi piace.
Tempo fa, quando questo tipo di esperienza è cominciata, mi pesava un po’ perché sono abituata per carattere a condividere le emozioni con qualcuno a cui tengo. Può trattarsi di mia figlia, di un amico, del mio compagno…

Sono cambiata. Mi piaccio lo stesso.

Il blu è il colore dominante al concerto di Loredana Bertè.

A partire dal colore dei suoi capelli, dagli effetti luce, dall’oscurità che avvolge il palco del teatro Nazionale in questa serata di fine ottobre a Milano. Finalmente la vedo arrivare, accolta da un caloroso applauso al quale partecipo di tutto cuore nella mia mente.

È bella e sexy Loredana. La guardo e mi dimentico della sua età, l’energia che mi trasmette con la sua anima rock e in certi momenti blues è qualcosa che va oltre la distanza, qualcosa che percorre il filo del suono della sua band e soprattutto della sua voce, così graffiante, roca, vissuta. Come i testi delle sue canzoni, quelli scritti da altri e soprattutto quelli fortemente autobiografici scritti da lei stessa.

Si alternano momenti di gioia e momenti malinconici, uno in particolare triste anche se mascherato da rivalsa, vendetta, forse pace ritrovata per lei. Quando introduce il brano “Padre davvero” sento ancora la rabbia nelle sue parole, travestita da allegria quando ridendo annuncia che finalmente suo padre è morto. Il testo, così come la musica, è a dir poco drammatico, parla di violenza e di sopraffazione. Non riesco a non immaginare quello che sta descrivendo cantando e mi emoziono fino a condividerne la rabbia e il sollievo finale. Sento qualche lacrima affiorare ma resta nascosta dentro di me, si rifiuta di scorrere.

In più di un momento mi chiedo: “Ma come fa?” riferendomi alle forze che evidentemente occorrono per cantare e muoversi sul palco per più di due ore ininterrottamente. Mi sembra di sentire da qualcuno dire che è la cocaina rende tutto questo possibile, ma io non ci credo. Se una non ha dentro nulla da dare in dono non se lo può inventare anche in uno stato di coscienza alterato.

Ho provato attrazione fisica per lei sia nel passato che ancora oggi, qui in questo teatro distante una decina di metri da lei. Non me ne vergogno affatto.

È pelle, come quella che indossa stasera. È testa, come quando si conosce l’esperienza di vita di chi stai osservando. È cuore, quello di donna che condivide il modo di sentire, forse anche il modo di sbagliare.

La vita insegna ad accettarsi, a perdonarsi, finalmente ad amarsi.

Lascio il teatro con sentimenti e sensazioni a cui in quel momento non so dare un nome. Nel viaggio di ritorno verso casa ho bisogno di silenzio, soprattutto interiore.
Solo a distanza di un po’ di tempo riesco a dare un nome a quello che sento.

Conosco tante sue canzoni a memoria e quante di queste hanno segnato momenti della mia vita belli e non. Li ho ripercorsi idealmente in questa serata.

Dal vivo si soffre di più. Il ricordo è più lacerante. Il vuoto di chi volevi ci fosse al tuo fianco perché avrebbe capito tutto in uno sguardo o in un abbraccio è tangibile.

Ti dedico tutto questo, cara Nelly, amore mio! Sempre tua Vicky.

 

 

 

11 novembre 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone | , , , , , , | 22 commenti

Ho conosciuto un “uomo”

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E’ il 3 febbraio 2017.
Bergamo ore 21. C’è mia figlia con suo marito e poi… un bel po’ di gente e infine lui, Niccolò Fabi con la sua band.

Solo adesso a distanza di un paio di giorni riesco a parlare di ciò che ho sentito, ho ascoltato, lasciato decantare poi emergere nella sua giusta dimensione. Come è scritto nel titolo “Ho conosciuto un uomo”. Detto così sembra un incontro di quelli amorosi e in parte lo è ma di un altro tipo di amore, forse più vero e aperto di quello che ci vincola a una persona in particolare.

Andare a un concerto e avere la fortuna di poter assistere in seconda fila a pochi metri dall’artista è una bellissima esperienza. La consiglio a tutti. Non è soltanto ascoltare una voce, ma è vedere in tutte le sue sfumature un viso, corpo che si muove nello spazio mentre il tempo scorre quasi senza interruzioni, per non turbare un dialogo che ha un che di magico…

Ero seduta vicino a mia figlia Emanuela e ogni tanto commentavo sperando di non disturbare e disturbarla. In realtà credo fosse solo il bisogno di far venire fuori le emozioni che sentivo di condividere con qualcuno che è realtà non c’era, per poi ritrovarmi a vivere un dialogo muto con Niccolò, uno scambio di vibrazioni a distanza ravvicinata…

Capita così che l’anima si apre e si lascia andare, complice l’oscurità e il volume alto degli altoparlanti a pochi metri da me.

Verso la fine, dopo tanti brani urlati dalle persone sedute come me – che non posso alzarmi più, anche volendo… – Fabi intona una canzone in particolare che tutti conoscono praticamente a memoria e che fa balzare la platea in piedi e correre vicino al palco. E’ un brano orecchiabile, intimo, ha un bel ritmo coinvolgente, “Lasciarsi un giorno a Roma“. L’ho sentito un po’ di volte perfino io in questi giorni in cui ascoltavo un po’ di tutto il suo repertorio per prepararmi a un incontro, proprio come con una persona importante a cui tieni e per la quale ti prepari con calma e cura. Non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma soprattutto per il “contenuto“.

Provo qualcosa di estremamente bello e straziante in quel momento e anche ora, mentre sto utilizzando il software vocale per dettare, e mi fa tremare la voce e il cuore. E’ un fotogramma di scatto in quel momento e che sembra unire due scene collocate in spazi e tempi differenti, lontano anni uno dall’altro. Ciò nonostante magicamente si sovrappongono provocando un’emozione enorme. Rivedo mia figlia adolescente improvvisamente come non l’ho vista mai, correre felice e spensierata incontro alla vita che l’aspetta e contemporaneamente mi appare una donna che rifà con la stessa corsa il medesimo percorso mentale ed emozionale davanti ai miei occhi.

Mi rendo conto improvvisamente di quante cose mi sono persa… e dentro di me in quel silenzio assordante in conto che mi è stato fatto il dono di esserci per viverne una importante: la sua prorompente e bellissima gioia di vivere! E’ come ritrovarla e doverla lasciar andare… Crescere. 

In questo momento ho le lacrime agli occhi. Non è tristezza. E’ vita, emozione, necessità. Maternità.

Faccio un’eccezione, a lei dedico due dei miei brani preferiti. Sempre Vicky!

 

5 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

Quote Challenge #2

Invitata al Quote Challenge, ho accolto e risposto con il linguaggio più vicino al mio cuore, la musica.

Le Regole per poter partecipare sono semplici :

  1. Fare tre post in tre giorni (non necessariamente consecutivi)
  2. In ogni post scrivere tre citazioni scritte da te, oppure le puoi scegliere da libri, film, canzoni .
  3. In ognuno dei tre post invitare tre bloggers.

Giorno n. 2

1.

“E’ il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli”
(L’amore non esiste – Fabi, Silvestri, Gazzè)

 

2.

“Milioni tirano bombe a mano ai loro cuori ma senza piangere”
( Bambini – Paola Turci)

 

3.

” We’re just two lost souls swimming in a fish bowl year after year”
(Wish you were here – Pink Floyd)

 

I tre bloggers che scelgo oggi, sperando di fare qualcosa di gradito, sono:

Nel mio cuoreAvvocatolo e Strane cose, il blog di Ettore Marini.

Buon ascolto, sempre Vicky!

22 ottobre 2016 Posted by | Dialogo, Esperienze, Idee, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 2 commenti

Analisi del 2015 – GRAZIE A TUTTI!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.300 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 4 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

30 dicembre 2015 Posted by | Esperienze, Stats del blog, Viaggi | , , , , | 2 commenti

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

This crazy busy life

the crazy busy life of the working Mom

Il Ragno dal Buco

Blog personale di Stefano Manganini

Blog di Demonio

Storie e riflessioni di un povero diavolo

Mădălina lu' Cafanu

stay calm within the chaos

La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Laura Berardi

La vita è un uragano di emozioni

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

The Grief Reality

~ As lived by Katie & Evee ~

Paul Militaru

Photography Portfolio

Thinking Chitalia

As opposed to a “not thinking chitalia”

Le cose minime

Prendo le cose gravi alla leggera, e le cose piccole molto sul serio.

Il Pensator Cortese

Penso quindi so(g)no, tra un bicchiere di vino, una canzone e un libro

Il Blog per TE

psicologia, curiosità, musica, cinema, moda e tanto altro!

We Build Confidence through Inspiration & Motivation

In this Blog we mostly focus on building confidence, to motivate, help to release stress and ways to deal with social problems.

Artliteral

Aqui trago contos e pensamentos, de personagens que passaram e passam por mim, pela minha mente. Emprestei fragmentos meus, a cada um dos mesmos... ou talvez tenha sido o contrário. Resumindo o que disse Lispector "escrever é uma maldição. Mas escrever apenas uma linha, basta para salvar a alma." E escrever é isso. Lançar em letras, o que não se pode medir, o que não se pode tocar com as mãos. Também trarei trechos de livros e crítica de artes em geral, bem como, desenhos autorais. Música Indie também fará parte do acervo.

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

EnigmaDebunked

Thoughts that provoke yours. (Season II coming in Dec 2019)

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