Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Emozioni e luci

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Pelle

Pelle
luce di creazione
albeggia su di te
sorge il coraggio
di vivere

Ora
l’oggi e il sempre
si toccano
si parlano e
si godono

Poesia
sensi e ricami
come leggere
orme d’amore
i tuoi segni su di me

Terra
di conquista e
di fame e sete
infine soddisfatta
dischiude tesori

Immensa
bellezza mi doni
mio Signore
io tua dea
unica tua gioia

Vita
lasciati entrare
fammi dire
di quanto silenzio
tu sazi l’anima

 

Dedicato. È ancora vita. Sempre Vicky!

 

(tutti i diritti riservati)

 

 

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4 gennaio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

Artigianato Milano Rho 2017

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Ci sono stata mercoledì e dopo Puglia (per l’assaggio e l’ordine di olio), Sicilia (per mangiare in compagnia un arancino meraviglioso, una panella con milza, limone e pecorino mai provata prima) e Sardegna (per ammirare una moltitudine di minerali e cristalli), mi sono immersa in Africa. La “mia” Africa.

Una scorribanda emozionale attraverso Marocco, Tunisia, Senegal, Rwanda, Madagascar, Etiopia, Capo Verde, Egitto

Uno dei momenti più toccanti è una danza accompagnata dal ritmo incalzante dei tamburi. Mi scorrono lacrime. Non so il perchè. O forse sì.

Sono un’italiana con un’anima nera, che si commuove girando per gli stand come fosse a casa propria e si sente a casa tra gente che parla lingue familiari nel suono e sconosciute nel significato.

Sempre bello come “tornare a casa”. Il mondo, certo mondo è la mia casa.

Sempre Vicky!

 

8 dicembre 2017 Posted by | Esperienze, Mondo, Persone, Viaggi | , , , , , , , , , , | 18 commenti

Bertè 2017

20171030_Bertè

 

I momenti più intimi per me sono i concerti e la visione di alcuni film al cinema. E il motivo è che sono da sola anche in mezzo a tanta gente e questo mi piace.
Tempo fa, quando questo tipo di esperienza è cominciata, mi pesava un po’ perché sono abituata per carattere a condividere le emozioni con qualcuno a cui tengo. Può trattarsi di mia figlia, di un amico, del mio compagno…

Sono cambiata. Mi piaccio lo stesso.

Il blu è il colore dominante al concerto di Loredana Bertè.

A partire dal colore dei suoi capelli, dagli effetti luce, dall’oscurità che avvolge il palco del teatro Nazionale in questa serata di fine ottobre a Milano. Finalmente la vedo arrivare, accolta da un caloroso applauso al quale partecipo di tutto cuore nella mia mente.

È bella e sexy Loredana. La guardo e mi dimentico della sua età, l’energia che mi trasmette con la sua anima rock e in certi momenti blues è qualcosa che va oltre la distanza, qualcosa che percorre il filo del suono della sua band e soprattutto della sua voce, così graffiante, roca, vissuta. Come i testi delle sue canzoni, quelli scritti da altri e soprattutto quelli fortemente autobiografici scritti da lei stessa.

Si alternano momenti di gioia e momenti malinconici, uno in particolare triste anche se mascherato da rivalsa, vendetta, forse pace ritrovata per lei. Quando introduce il brano “Padre davvero” sento ancora la rabbia nelle sue parole, travestita da allegria quando ridendo annuncia che finalmente suo padre è morto. Il testo, così come la musica, è a dir poco drammatico, parla di violenza e di sopraffazione. Non riesco a non immaginare quello che sta descrivendo cantando e mi emoziono fino a condividerne la rabbia e il sollievo finale. Sento qualche lacrima affiorare ma resta nascosta dentro di me, si rifiuta di scorrere.

In più di un momento mi chiedo: “Ma come fa?” riferendomi alle forze che evidentemente occorrono per cantare e muoversi sul palco per più di due ore ininterrottamente. Mi sembra di sentire da qualcuno dire che è la cocaina rende tutto questo possibile, ma io non ci credo. Se una non ha dentro nulla da dare in dono non se lo può inventare anche in uno stato di coscienza alterato.

Ho provato attrazione fisica per lei sia nel passato che ancora oggi, qui in questo teatro distante una decina di metri da lei. Non me ne vergogno affatto.

È pelle, come quella che indossa stasera. È testa, come quando si conosce l’esperienza di vita di chi stai osservando. È cuore, quello di donna che condivide il modo di sentire, forse anche il modo di sbagliare.

La vita insegna ad accettarsi, a perdonarsi, finalmente ad amarsi.

Lascio il teatro con sentimenti e sensazioni a cui in quel momento non so dare un nome. Nel viaggio di ritorno verso casa ho bisogno di silenzio, soprattutto interiore.
Solo a distanza di un po’ di tempo riesco a dare un nome a quello che sento.

Conosco tante sue canzoni a memoria e quante di queste hanno segnato momenti della mia vita belli e non. Li ho ripercorsi idealmente in questa serata.

Dal vivo si soffre di più. Il ricordo è più lacerante. Il vuoto di chi volevi ci fosse al tuo fianco perché avrebbe capito tutto in uno sguardo o in un abbraccio è tangibile.

Ti dedico tutto questo, cara Nelly, amore mio! Sempre tua Vicky.

 

 

 

11 novembre 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone | , , , , , , | 22 commenti

Ho conosciuto un “uomo”

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E’ il 3 febbraio 2017.
Bergamo ore 21. C’è mia figlia con suo marito e poi… un bel po’ di gente e infine lui, Niccolò Fabi con la sua band.

Solo adesso a distanza di un paio di giorni riesco a parlare di ciò che ho sentito, ho ascoltato, lasciato decantare poi emergere nella sua giusta dimensione. Come è scritto nel titolo “Ho conosciuto un uomo”. Detto così sembra un incontro di quelli amorosi e in parte lo è ma di un altro tipo di amore, forse più vero e aperto di quello che ci vincola a una persona in particolare.

Andare a un concerto e avere la fortuna di poter assistere in seconda fila a pochi metri dall’artista è una bellissima esperienza. La consiglio a tutti. Non è soltanto ascoltare una voce, ma è vedere in tutte le sue sfumature un viso, corpo che si muove nello spazio mentre il tempo scorre quasi senza interruzioni, per non turbare un dialogo che ha un che di magico…

Ero seduta vicino a mia figlia Emanuela e ogni tanto commentavo sperando di non disturbare e disturbarla. In realtà credo fosse solo il bisogno di far venire fuori le emozioni che sentivo di condividere con qualcuno che è realtà non c’era, per poi ritrovarmi a vivere un dialogo muto con Niccolò, uno scambio di vibrazioni a distanza ravvicinata…

Capita così che l’anima si apre e si lascia andare, complice l’oscurità e il volume alto degli altoparlanti a pochi metri da me.

Verso la fine, dopo tanti brani urlati dalle persone sedute come me – che non posso alzarmi più, anche volendo… – Fabi intona una canzone in particolare che tutti conoscono praticamente a memoria e che fa balzare la platea in piedi e correre vicino al palco. E’ un brano orecchiabile, intimo, ha un bel ritmo coinvolgente, “Lasciarsi un giorno a Roma“. L’ho sentito un po’ di volte perfino io in questi giorni in cui ascoltavo un po’ di tutto il suo repertorio per prepararmi a un incontro, proprio come con una persona importante a cui tieni e per la quale ti prepari con calma e cura. Non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma soprattutto per il “contenuto“.

Provo qualcosa di estremamente bello e straziante in quel momento e anche ora, mentre sto utilizzando il software vocale per dettare, e mi fa tremare la voce e il cuore. E’ un fotogramma di scatto in quel momento e che sembra unire due scene collocate in spazi e tempi differenti, lontano anni uno dall’altro. Ciò nonostante magicamente si sovrappongono provocando un’emozione enorme. Rivedo mia figlia adolescente improvvisamente come non l’ho vista mai, correre felice e spensierata incontro alla vita che l’aspetta e contemporaneamente mi appare una donna che rifà con la stessa corsa il medesimo percorso mentale ed emozionale davanti ai miei occhi.

Mi rendo conto improvvisamente di quante cose mi sono persa… e dentro di me in quel silenzio assordante in conto che mi è stato fatto il dono di esserci per viverne una importante: la sua prorompente e bellissima gioia di vivere! E’ come ritrovarla e doverla lasciar andare… Crescere. 

In questo momento ho le lacrime agli occhi. Non è tristezza. E’ vita, emozione, necessità. Maternità.

Faccio un’eccezione, a lei dedico due dei miei brani preferiti. Sempre Vicky!

 

5 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

Quote Challenge #2

Invitata al Quote Challenge, ho accolto e risposto con il linguaggio più vicino al mio cuore, la musica.

Le Regole per poter partecipare sono semplici :

  1. Fare tre post in tre giorni (non necessariamente consecutivi)
  2. In ogni post scrivere tre citazioni scritte da te, oppure le puoi scegliere da libri, film, canzoni .
  3. In ognuno dei tre post invitare tre bloggers.

Giorno n. 2

1.

“E’ il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli”
(L’amore non esiste – Fabi, Silvestri, Gazzè)

 

2.

“Milioni tirano bombe a mano ai loro cuori ma senza piangere”
( Bambini – Paola Turci)

 

3.

” We’re just two lost souls swimming in a fish bowl year after year”
(Wish you were here – Pink Floyd)

 

I tre bloggers che scelgo oggi, sperando di fare qualcosa di gradito, sono:

Nel mio cuoreAvvocatolo e Strane cose, il blog di Ettore Marini.

Buon ascolto, sempre Vicky!

22 ottobre 2016 Posted by | Dialogo, Esperienze, Idee, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 2 commenti

Analisi del 2015 – GRAZIE A TUTTI!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.300 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 4 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

30 dicembre 2015 Posted by | Esperienze, Stats del blog, Viaggi | , , , , | 2 commenti

Storia di una lacrima.


Nasce nel cuore prima di inondare l’occhio…

Come in questo momento. Ho appena riattaccato. La cosa che mi rende felice in questo momento si è appena allontanata. E’ il suono familiare della tua voce. ‘Sono in tangenziale, se vengo lì mi vuoi?’ La città non è Milano…è a un’ora e mezzo da qui. Tu pure.
Non è New York, ma è ad una distanza enorme dal mio cuore. Il ricordo dell’odore della tua pelle diventa immediatamente reale. Tu pure.
So che a molti apparirò come una donnetta. Io ti dedico questa lacrima di felicità, ora. Solo per te.

Vorrei tanto raccontarti la sua storia, che è anche la mia. Vorrei tanto che tu la capissi, che la intuissi. Eccola.

Pensarla e generarla è tutt’uno. Non puoi distruggerla: che cosa meravigliosa, che impotenza delicata… Sentirla nascere, crescere e mostrarsi è un momento eterno e ugualmente velocissimo che può sfuggirti, già mentre l’asciughi per nasconderla. Solo un attimo prima eri un bambino che si esprimeva prevalentemente così e ora… sei grande! Siamo grandi per queste cose… gli adulti non mostrano emozioni. Hanno dimenticato di essero stati… Il Piccolo Principe lo sa.

Ieri ho visto un airone. Immobile o quasi. Come te, quando dormi. Oppure guidi.

Chissà se lui, oppure tu, sai di dar vita a un’emozione, che scivola come acqua per irrigare un volto, per lasciare il medesimo solco che torna alla terra e poi generare una cosa nuova. Una vibrazione che si espande e ‘contamina’ positivamente tutto ciò che sfiora. Leggera, invisibile, penetrante. Dove passa, tutto si trasforma. Tu, io, gli altri, le cose.

Buon viaggio, amica mia. E…grazie!

Sempre Vicky.

28 aprile 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , | 13 commenti

   

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"La scrittura è la voce incomparabile del silenzio". (Andrea Emo)

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In The Beginning Man Tried Ascending To Heaven via The Tower Of Babel. Now He Tries To Elevate His Existence Using Hallucinogenic Drugs. And, Since The 20th Century, He Continually Voyages Into Outer Space Using Spacecrafts. Prayer Thru Christ Is The Only Way To Reach Heaven.

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