Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Le domande consuete

Risultati immagini per abbracci tra donneGoogle

Il mio regalo a me stessa e a tutte le anime femmine. Sempre Vicky ❤

 

Canzone delle domande consuete (Francesco Guccini)

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente

come se il tempo per noi non costasse l’uguale,

come se il tempo passato ed il tempo presente

non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei

per non strascinare le parole in linguaggio d’azzardo;

eri bella, lo so, e che bella che sei;

dicon tanto un silenzio e uno sguardo.

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi

quel che sono o sarei, quel che saro’ domani…

non parlare non dire piu’ niente se puoi,

lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,

trascinate dai giorni come piena di fiume

tante cose sembrate e credute diverse

come un prato coperto a bitume.

Rimanere cosi’ annaspare nel niente,

custodire i ricordi, carezzare le eta’,

e’ uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente

del diritto alla felicita’

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché?

Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?

Esser tutto, un momento, ma dentro di te.

Aver tutto, ma non il domani.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce

tutto cio’ che sta fermo, tutto cio’ che si muove;

non so dire se nasce un periodo o finisce,

se dal cielo ora piove o non piove,

pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”

a sorridere a “salve”, dire anch’io “come va?”

Non c’ vento stasera. Siamo o non siamo assieme?

Fuori c’e’ ancora una citta’

Se c’e’ ancora balliamoci dentro stasera,

con gli amici cantiamo una nuova canzone…

…tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera

tanti anni, ed ancora in pallone

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di noi.

8 marzo 2017 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 5 commenti

La mia “donna”

HPIM0860.JPG(quello a destra era il mio tavolo da cucina, che aveva anima)

La mia donna è un uomo. Sensuale. Unica. Sa raggiungere pieghe mie misteriose, oscuramente vibranti. Lei sa dire “Ti amo” come nessuna. Il tavolo lo sa. C’era.

Leggendo e bevendo le parole che emergono da lei mi sento il suo vero e unico uomo. Desiderato, corteggiato, posseduto, delicatamente invaso di lei.

Lei e io. Non c’è più condizionale. Solo il presente. Bello. Completo. Innocente. Pulito.

Vorrei

Vorrei esser donna per te,
e tu che fossi l’uomo.
Vorrei esser fragile,
per sentirmi sicura tra quella braccia calde.

Vorrei avere te nell’intimo
per esser soddisfatta
della tua dolce forza.

Vorrei vestirmi di trine e pizzi colorati,
per eccitare il desiderio
più impudente.

Vorrei questo, e tanto altro…
Vorrei i sogni e le paure,
e le parole che mentre sono nuda
solo tu sai dire.

P.A. 2016

Nulla da aggiungere.

Grazie, “Paola”, mia.

Sempre tua, Vicky.

24 novembre 2016 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Grazie, Frankie!

Ed eccomi di ritorno! Ben ritrovati, amici miei!

In ottima compagnia. Ritmo carnale, testo che mi raggiunge e scava. Consiglio…

Sempre Vicky!

 

18 agosto 2016 Posted by | Anima, Idee, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , | 2 commenti

Vi voglio bene, I love you

Dedicato a tutti i visitatori

 

 

Con affetto, sempre Vicky.

18 febbraio 2016 Posted by | Anima, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 13 commenti

Solitudine e essere soli

vuoto (da Google)

 

Su ispirazione di un blog che seguo,  A piedi scalzi, ho pensato di fare una breve riflessione e condividerla con chi mi legge.

Io do a “solitudine” un significato attivo, come una volontà. Questo non ci deruba della leggerezza, anzi ci aiuta a liberarci di zavorre inutili. Chi non ne ha?

Essere soli” lo percepisco invece come qualcosa di passivo, di subito, che ci mette ansia e inquietudine. Vorrei onestamente vivere la prima dimensione, ma pur illudendomi di scegliere, so già che talvolta altri lo fanno e lo faranno senza chiedere il permesso alla mia sensibilità.

Mi ritrovo così a “essere sola”.

Emerge un dubbio che diventa certezza ora: non c’è un “o” “o”, ma un “e” “e”, cioè facciamo esperienza di entrambi gli stati mentali ed emotivi. Siamo carnefici e vittime, secondo le circostanze.

In entrambe ci “muoviamo”, respiriamo e viviamo.

Come nella musica, compagna di vita. Sempre Vicky!

 

 

1 febbraio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 5 commenti

Suzanne

Che classe e delicatezza per portarci nel sogno

Nick Cave in Leonard Cohen’s Suzanne

Suzanne takes you down to her place newer the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.

And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said all men will be sailors then
Until the sea shall free them
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe youll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.

Now Suzanne takes you hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From salvation army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For she’s touched your perfect body with her mind.

Poesia. Sempre Vicky.

18 agosto 2014 Posted by | Anima, Dialogo, Musica | , , , | 2 commenti

Divenire

9 aprile 2013. Dopo l’Everest, i viaggi, il cinema da sola, eccomi: il mio primo concerto: Ludovico Einaudi. Ho attraversato tutta Milano parzialmente sotto la pioggia per arrivare al teatro Arcimboldi in Bicocca. Mai avrei pensato solo tre anni fa a questa svolta della mia vita, a questo “divenire”. Uno stato permanente di mutamento in atto. Questa è la vita che voglio, con poche ma solide certezze e tanta, tanta voglia di viaggiare. Dentro e fuori di me. Verso di te. Dentro di te.

Quando la musica invade la sala comincia una magia. Tutto diventa corpo. Ogni singola persona è una cellula vivente. Io pure. In fondo alla platea sono importante come chiunque altro faccia parte del tutto. C’è armonia, complicità, emozioni… onde. Si percepiscono con intensità mutevole, vanno e vengono, fluttuano come il mare. Amico mio, prendimi tra le tue braccia e fammi sentire nulla, leggerezza, purezza. Viaggiamo insieme, tienimi sospesa finché non arriverà il coraggio di abbandonarmi completamente, dimenticandomi di essere solo una piccola parte e facendomi divenire il tutto.

È dal cuore che comincia questo flusso. Piano piano si rende conto che quello è il suo posto, che li dovrà battere, correre per poi rallentare, motore indipendente dalla volontà che meravigliosamente si trasforma in veicolo di energia, stimolato da emozioni acustiche e visive. Tutti i sensi partecipano alla festa, al turbine, al riposo dello spirito che si alterna all’elevazione della pelle a uno stato extra corporeo. Potrei toccare ciò che sento. È il trionfo  di parole diverse, di dialoghi fatti di nulla eppure di tutto.

Il mio corpo comincia una danza tutta sua con movenze particolari, che solo io so interpretare. Una parte sola di me in realtà si muove fisicamente, ma come il tutto del corpo esterno a me che partecipa alla danza collettiva dei sensi contemporanea alla mia, anche il corpo da molto immobile miracolosamente si anima di energia invisibile eppure così potente… sulle note di “Divenire” anch’io mi trasformo in aria, apro le braccia che tenevo fino a quel momento lungo il corpo per sentire il flusso del sangue scorrere lungo di esse, le alzo fin dove posso tenendo gli occhi chiusi e sorridendo, dimenticando finalmente la possibilità che qualcuno mi stia osservando e giudicando.

Ora sono finalmente sola nella sala come ogni particella del corpo.. eppure, contro ogni attesa, non provo alcuna tristezza né angoscia. Sapere invece che dialoghi divini possano permettermi di riuscire a entrare da me stessa con la facilità dell’aria come ora mi consola e mi rallegra, di una gioia pacifica. Un regalo da condividere.

Tu. Il mio cellulare. Qualche messaggio. La speranza che ti sia arrivato qualcosa… e io pure.

Con delicatezza, sempre Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=X1DRDcGlSsE&list=RD02PAuwd-4yYHE

11 aprile 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 18 commenti

Dimmi


(da Sagarama – Google)

Stasera sento un calore in mezzo al petto
un’ansia bella
la voglia di tenerezza e di amore
il desiderio di dare e ricevere carezze
il dolore di aver perso chi amavo
sento il mio corpo che vuole ballare in ogni sua fibra
tutto questo annaffiato dalla paura di gioire troppo
e dalla consapevolezza che non sarà per sempre.
Ogni giorno decidere… e ricominciare.

Dimmi… E’ questa la vita?

Sempre… Vicky!

3 aprile 2012 Posted by | Idee, Persone, Sentimenti | , , , | 13 commenti

The Unforgiven: io scelgo. (via Vincenza63’s Blog)

Dopo circa due anni volati via, riascolto questo brano e mi rendo conto che il disagio delle persone è cresciuto in modo esponenziale e la rabbia pure. Dobbiamo cercare una soluzione. Senza alibi.

  The Unforgiven – Metallica (Black Album, 1991) New blood joins this earth And quickly he's subdued Through constant pained disgrace The young boy learns their rules With time, the child draws in This whipping boy done wrong Deprived of all his thoughts The young man struggles on and on, he's known A vow unto his own That never from this day His will they'll take away What I've felt What I've k … Read More

via Vincenza63's Blog

13 agosto 2011 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Ho visto il tempo.


Scorreva davanti a me lentamente quando il cuore e la mente erano attenti, presenti,
fuggiva all’impazzata come un cavallo imbizzarrito quando portava con sè dolore.
Avrei voluto mettergli le briglie per farlo sostare presso di me nell’istante della gioia.

Ha ripreso la sua libertà,
non ho potuto trattenerlo.
Ora, ieri, domani non esistono più.

La briglia è l’unica testimone.
Resta. Ho bisogno di tempo, ho bisogno di te.
Non sparire, la mia mano vuole stringere qualcosa.

14 maggio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , | 5 commenti

.:alekosoul:.

Just another wanderer on the road to nowhere

onceuponahug

è il momento giusto per andare via, sempre, soprattutto adesso

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Blog di sfumature di vita, scritto da qualcuno, da qualche parte, in qualche momento...

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