Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Benedetta

L’Amore a forma di persona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una nonna felice di essere nuovamente “mamma”, sempre Vicky!

29 agosto 2020 Posted by | amore, Esperienze, Persone, Vita nuova | , , , | 20 commenti

Rai: chi ci protegge?

 

download

 

Amici miei,

Siamo proprio messi male riguardo la qualità dei programmi trasmessi da “mamma Rai” in fascia protetta.

Sono sintonizzata dal mio pc su RaiplayRai4 HD dalle 14.30. Oggi ho finito tardi di pranzare e, dopo le notizie su Rainews24, sono attirata dalla programmazione di Rai4.

In attesa di “Cold cases”, una serie che seguivo anni fa su Raidue se non sbaglio, guardo una parte del telefilm che lo precede, Criminal minds. 

Sto per vomitare.

Ore 14.40: scorrono immagini di corpi perforati da trapani, sezionati da seghe elettriche, torturati in modi indicibili.

Ciliegina sulla torta: l’assassino dà in pasto i corpi dilaniati e sezionati ai suoi maiali. Quindi scanna un maiale, lo trapassa con uno spiedo e lo divora.

That’s entertainment! Che spettacolo! I miei complimenti!

L’orrore termina dopo circa 20 minuti. Sono rimasta incollata ipnoticamente allo schermo senza quasi riuscire a reagire allo schifo al quale stavo assistendo.

Mi ha “salvata” lo squillo del cellulare. È mia figlia. Improvvisamente per associazione di idee penso:”E se davanti al Pc ci fosse stata la mia nipotina o un qualsiasi bambino?”.

Lo stesso episodio sarà in onda domani alle 10.45. Stessa rete.

Giro a ognuno di voi questa riflessione e in particolare vorrei avere anche il parere professionale di pediatri, psicologi, psichiatri, assistenti e figure simili che so essere presenti tra i miei amici di WordPress, Facebook e Linkedin

“Quanta violenza sotto questo cielo…” Un grazie di cuore a tutti! Sempre Vicky!

 

 

 

 

25 maggio 2020 Posted by | Anima, Cinema, Diritti umani, Mondo, Persone | , , , , , , , , , , | 70 commenti

Un senso

Amici miei,

rubo a Vasco Rossi il titolo di una canzone – che tra l’altro mi piace molto – per condividere con tutti voi la ragione, un SENSO della vita contenuto in uno scatto di oggi:

 

 

 

Niente da aggiungere ❤ ❤ ❤

Un abbraccio a tutti! Sempre Vicky!

 

21 maggio 2020 Posted by | amore, Musica, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | 22 commenti

Filastrocca delle domande

Amici,
vi invito a leggere queste parole così dirette e vere da non lasciare vie d’uscita: o si tenta di rispondere o si continua a scappare.

Io ho scelto la prima opzione.

Proverò a lasciarmi inquietare dagli interrogativi che da Geni mi arrivano attraverso il blog Altrove, che seguo con interesse e stima.

Eccomi.

La psiche e io siamo due aspetti della mia persona, pur restando una.
San Paolo, mio grande amico, dice che la psiche è l’anima. O io l’ho intesa così dai suoi scritti. Essa è dunque stampata in ogni parte di me.
Non è piccola o grande.

È. Esiste. Nella sua originalità è immensa e diversa per ogni essere umano.

Questa diversità da tanti dottori e sapienti è chiamata follia. Non incomprensibile, forse non amata nè rispettata.

Siamo tutti malati di solitudine. Non dobbiamo farlo sapere a nessuno, altrimenti la nostra psiche/anima sarà nuda, debole e vedrà la verità su sè stessa.

Lo psicanalista è l’amicizia che abbiamo perso.

È quella persona che, pagata o no, ha il nostro permesso di entrare nella stanza segreta.

Non l’abbiamo data a nessuno questa password. Non possiamo che dare la colpa a qualcun altro per la nostra infelicità, per la nostra non-autosufficienza, la nostra paura.

È la nostra certezza, la paura.

Il mago-terapeuta è chi nei nostri fallimenti ci fa mettere fuori le radici del perdono nel terreno e i rami della speranza nel cielo della consapevolezza della nostra bellezza.

Si può guarire. Non siamo soli.

Un abbraccio di cuore. Sempre Vicky!

 

 

https://youtu.be/ZhweM3V3L_o

 

altrove*

PsicastroccheFILASTROCCA DELLE DOMANDE
…dal suggerimento di un bambino

…la psiche, l’inconscio, la psicologia, lo psicoanalista, la psicoterapia… ???

Dov’è questa psiche, e poi com’è fatta?
È grossa o sottile, è sana od è matta?
È dentro la testa o si trova nel cuore?
Funziona in silenzio o fa qualche rumore?

È solo una parte o tutta la mente?
Ce l’ho solo io o tutta la gente?
E quest’inconscio sarebbe quel posto
dove nascondo un pensiero nascosto?
Lo psicoanalista è un grillo parlante
oppure somiglia a una cartomante?
E quando propina la sua terapia
è come Merlino che fa una magia?
Oppure riavvita qualche rotella
e infila un bullone nella rondella?
Qualcuno mi ha detto che dice parole
perché le persone non siano più sole
e trovino ancora in un sogno, in un posto,
pensieri, emozioni che avevan nascosto….

da “Le psicastrocche. Primizie di psicoanalisi
di Geni Valle

View original post

20 ottobre 2018 Posted by | Anima, Dialogo, Idee, Persone, Viaggi | , , , , , , , , , | 17 commenti

Recensione di ” Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” di Luis Sepúlveda

Amici miei, il blog di Ettore Marini è una miniera di stimoli d emozioni.

Leggendo questa recensione ho profondamente desiderato di tornare bambina per avere stupore e ingenuità oltre alla purezza necessaria per accogliere prima ancora di capire.

Buona lettura! Sempre Vicky 🙂

https://www.youtube.com/watch?v=P0gj9VifVxg

"Strane cose", il blog di Ettore

E’ di certo un piccolo capolavoro, uno dei più affascinanti dello scrittore cileno, che in questa breve storia di 90 pagine comprese quelle di disegni, adotta due strumenti stilistici di non poco conto, e cioè:

1)usa la prima persona mettendosi, però, nei “panni” di un cane, che è il protagonista assoluto del racconto; infatti l’incipit suona così:

“Il branco di uomini ha paura. Lo so perché sono un cane e fiuto l’odore acido della paura.”

2)usa spesso termini in lingua mapuche,  popolo vissuto nel Sud del Cile, in una regione chiamata Auracanía o Wallmapu, termine composto dall’unione di due parole – maputerra, e che, gente – la cui traduzione corretta è Gente della Terra; l’incipit, infatti, prosegue così:

“La paura ha sempre lo stesso odore e non importa se la prova un uomo spaventato dal buio della notte o se la prova waren, il…

View original post 358 altre parole

26 maggio 2018 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone, Sapienza, Sentimenti | , , , , , , , | 13 commenti

Ipocrisia cristiana

Pubblico sul mio blog con estremo rispetto ed empatia il post di Indianalakota sullo sterminio degli indiani nativi d’America. Mi sembra il minimo da fare in questo momento dopo averlo letto…

Chi dice che nella guerra non esistono vincitori e vinti è gran bugiardo!
La tua testimonianza è una preziosa prova di questo tipo. I vinti sono stati milioni di nativi innocenti, la cui colpa era solo quella di esistere e “occupare” territorio.
Ci siamo lasciati incantare dalle bugie americane e non solo, di quelle che servono per “esportare democrazia” ancora oggi.
Non abbiamo più scuse per coprire i nostri occhi le nostre orecchie e soprattutto le nostre coscienze.
Sono cristiana, come sai, Lakota e mi sento di porre nelle tue mani una richiesta di perdono per la mia ignoranza rispetto a quanto hai raccontato e testimoniato.
Hai ragione quando dici che bisognerebbe ricordare questo olocausto, perché credo che in molte teste ancora oggi esso venga negato.
Ti abbraccio e con te abbraccio idealmente e spiritualmente questi popoli martoriati.
Davanti a queste cose non esistono “se” e non esistono “ma”. È giusto solo chiedere giustizia, ammesso che sia ancora possibile e la restituzione della giusta dignità ai superstiti.
Non ho più parole che possano tradurre il mio profondo disagio di fronte a questa sofferenza che ha colpito generazioni indifese.

phehinothatemiyeyelo - Vento nei Capelli

Questo non ve lo fanno studiare a scuola,a meno che non siate miei studenti, e non lo faranno mai!
Quindi, ogni tanto, è bene ricordare quello che i cristiani, gli stessi che tanto si riempiono la bocca con “accoglienza, fratellanza, amore” e ipocrisie varie, hanno fatto nei secoli a chi non era come loro, cioè ai non cristiani.
Parlo della civiltà che mi sta più a cuore di tutte insieme alla mia, quella che divide il mio cuore insieme a quella Celtica: i Nativi Americani.
Chi mi conosce ha già avuto modo di sapere e di leggerlo: i Nativi Americani sono il Popolo che ha subìto il più terribile genocidio della storia umana: dal nefasto 1492 alla fine del 1800 oltre il  97% della poplazione Nativa Americana è stata sterminata.
ESTINTA!
Pueblo Santo Domingo, Wintu, Yaqui e troppi altri non esisteranno mai più.
Al loro posto ci sono i discendenti…

View original post 2.907 altre parole

19 gennaio 2018 Posted by | Diritti umani, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Islam e Daulatdia

daulatdia

 

Al seguente link trovate un articolo che narra di una realtà a dir poco rivoltante.
Succede nel 2017.

Succede mentre nelle nostre vite entrano ed escono notizie (chiamiamole così) su colossali cazzate.

E intanto dall’altra parte del mondo…

La persona a cui si riferisce il link è una donna musulmana femminista. Quando qualche anno fa ci siamo incrociate sul Web perché leggeva il mio blog e io il suo. Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto le due parole accostate!
Lei stessa, che per sicurezza mantiene l’anonimato causa minacce, è impegnata in prima linea con conferenze, visite nelle scuole, articoli ecc.

Lascio a voi ogni commento riguardo quello che segue.

Chiedo scusa per eventuali errori relativi alla mia traduzione dallo spagnolo.

Sempre Vicky.

 

https://mezquitademujeres.org/2017/10/17/burdel-bangladesh/#comment-1354

 

Daulatdia: vivere e crescere nel più grande bordello del Bangladesh

 

È il più grande bordello del Bangladesh, e forse del mondo. La città di Daulatdia ospita più di 1.500 prostitute, alcune di appena 10 anni.

Daulatdia è il nome di un villaggio bordello in Bangladesh. È diventato noto come uno dei più grandi bordelli in tutto il mondo. Aperto intorno al 1988, è uno dei 20 bordelli ufficialmente sanzionati in Bangladesh, ma era ufficiosamente in attività già durante i decenni precedenti.

Situato tra una stazione ferroviaria occupata e il porto pieno di migliaia di uomini, Dautladia da’ casa a lavoratrici del sesso che servono migliaia di uomini al giorno. L’età media delle nuove arrivate è di 14 anni (l’età del consenso) e alcune sono più giovani. Molte di loro sono vendute dai trafficanti per le reti di sfruttamento sessuale o “dalal” per circa $ 250 dollari, che vengono poi costretti a pagare protettori che sono le donne per lo più anziane.

Daulatdia è come una piccola città a sé. Il bordello ha tutto ciò che le donne che si prostituiscono e i clienti hanno bisogno, dai saloni di bellezza ai mercati, alle sale da gioco. Le donne che vi lavorano non hanno alcun motivo di lasciare il villaggio che ospita il bordello. In ogni caso, anche se lo volessero lasciare, questo non è loro permesso. In un labirinto di vicoli sgangherati, le donne e le ragazze passano il giorno e la notte a lavorare in piccoli cubicoli, incontrando gli uomini che vengono dalla strada vicina.

Originariamente il sito è stato costruito durante il governo coloniale. Ma è ora di proprietà della famiglia di un politico locale. Molte delle prostitute hanno sempre vissuto lì; alcune sono state vendute dalle proprie famiglie per prostituirsi, altre sono state rapite dai loro villaggi.

Il bordello più antico è Kandapara, con 200 anni di attività. La fotografa tedesca Sandra Hoyn ha pubblicato su “The Longing of The Others” fotografie di questo sito, compilato nel seguente video:

Il Bangladesh è uno dei paesi islamici che non criminalizzano la prostituzione. Tuttavia, diversi bordelli sono stati chiusi. L’anno scorso, le autorità locali hanno demolito il bordello Tangail nel nord del Bangladesh. Questo non ha impedito che i clienti si fermassero a Daulatdia.

Daulatdia, una città in cui le donne vendono sesso per 3.000 uomini ogni giorno. Si tratta di un mondo oscuro, ma c’è ancora spazio per la speranza.

Una brutta giornata è quando il traffico di business prospera in Daulatdia. Autisti, addetti alle pulizie, facchini, imprenditori di piccole città e anche poliziotti arrivano al bordello per trascorrere del tempo con una qualsiasi delle donne dai 12 ai 35 anni che offrono i loro servizi per meno di USD 3 l’ora nel villaggio in una stanza dove mangiano, dormono e crescono i propri figli.

I bambini che vivono qui sono esposti ad abusi e sfruttamento sessuale. Le loro madri sono appena in grado di respingere gli ubriachi che passano attraverso le loro stanze. I bambini sono regolarmente utilizzati dai clienti per fare commissioni, andare a prendere alcol e droghe, fare le scommesse, il massaggio e, infine, pulire dopo i clienti li hanno lasciati soli. La maggior parte dei bambini sono spinti sotto il letto o in un angolo per dormire nella stessa stanza in cui le loro madri servono i loro clienti.

Rekha ha una figlia di nome Sharifa. Lei sa che l’esistenza di lavoratrici del sesso conduce alla privazione e alla malattia. Lei sa che la scuola che frequenta Sharifa offre l’unica vera possibilità di un’altra vita. Una vita decente. Rekha si sveglia presto ogni giorno per vedere come Sharifa va a scuola. Sharifa tiene tra le sue piccole mani il suo sogno che un giorno, insieme, troveranno una via di fuga.

Morjina Begum, la preside della scuola, osserva i bambini che arrivano attraverso le porte. Lei più di chiunque può capire che cosa significhi questa scuola. Una volta era una lavoratrice del sesso e sa cosa vuol dire soffrire.

 

Venti anni fa, noi prostitute e i nostri figli, non avevamo alcuna speranza, nemmeno un cimitero per il nostro funerale, ma ora grazie a Save the Children, ci sono ragazze che studiano ingegneria e medicina, molte sono diventate insegnanti e molte altre si sono sposate essi sono stabilite al di fuori di Daulatdia per vivere una vita normale.

 

Quando Sharifa torna a casa da scuola, sua madre, Rekha, è in attesa. Anni fa, prima che Save the Children avesse iniziato a lavorare in Daulatdia, queste madri e i loro figli non avevano alcuna speranza, ma ora ci sono ragazze che sono libere. Rekha spera che sua figlia anche vivere una vita normale e non debba mai soffrire come lei. È per questo che spera e prega che la scuola non chiuda mai, perché senza di essa non v’è alcuna speranza di fuga.

 

Foto:  Daniel Melbye

 

 

 

13 novembre 2017 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone | , , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Come eravamo

download dal web

 

La spensieratezza dell’infanzia è l’eccellenza dell’umanità.

(Vincenza “Vicky” Rutigliano)

 

Dedicato a tutti quelli che hanno dimenticato di aver vissuto anche un solo momento di incantata e pura gioia nella loro vita. Cercate, scavate… troverete!

 

A Milano, quel giorno io c’ero. Sola e felice, come da bambina… Un abbraccio, sempre Vicky!

 

 

27 ottobre 2017 Posted by | amore, Esperienze, Persone | , , , , , , | 25 commenti

Mamma insegna come sopravvivere in America oggi

Or is it ‘Murica?

via Teaching My Kids to Survive in ‘Merica — Not an Autism Mom

Leggere questo post ha toccato il mio cuore in profondità, perché parla di una mamma coraggiosa come ce ne sono tante al mondo. Mi è venuta in mente mia madre, ho pensato anche un po’ alla mia vita come mamma per certi versi “mancata” perché limitata fisicamente e spesso anche psicologicamente.

Voglio parlarvi di questa donna americana che senza mezzi termini parla dell’autismo di suo figlio e di come lei viva da “non autism mom“. Un bel messaggio che io voglio condividere con voi, insieme alle sue speranze e alle sue paure per il futuro dei suoi figli che potrebbero essere i nostri. Solo una premessa: i suoi bambini dodicenni sono di colore. Leggendo il post capirete quanto conta anche nel 2017…

Scusatemi se la traduzione dall’inglese non sarà perfetta, spero solo che l’umanità profonda vi arrivi comunque… buona lettura! Sempre Vicky.

 

18 luglio 2017

I miei due figli più grandi hanno fatto un viaggio in Texas questa estate. Era la seconda volta che volavano da soli senza un adulto per andare dalla nonna. L’anno scorso (la loro prima volta) ero ansiosa… ma si trattava di un’ansia positiva. Era il tipo di ansia da “i miei bambini stanno diventando grandi”.

Avevamo parlato di come allacciare le cinture e di come comportarsi bene. Mi ero assicurata che avessero qualsiasi numero di telefono che potesse servire loro in caso si fossero persi giocando nei pressi della casa della nonna. Ho fatto la solita “revisione da mamma”.

Ma quest’anno abbiano avuto una conversazione molto differente… una conversazione più seria. 

Abbiamo parlato di come essere prudenti in presenza di agenti di polizia, anche nel caso in cui stessero chiedendo soltanto aiuto. Gli ho insegnato come tenere le palme delle mani in alto e di lato, e di non infilarle mai nelle tasche. E, per l’amor di Dio, di non correre mai verso di loro, anche in caso di emergenza. Alcuni poliziotti avrebbero prima sparato e poi fatto domande… quando sarebbe stato troppo tardi.

Abbiamo parlato di come “mandare giù” in caso qualcuno avesse fatto commenti razzisti su di loro mentre passavano in bicicletta nei dintorni della casa della nonna. Hanno sempre scherzato su quello che avrebbero fatto in caso qualcuno si fosse preso gioco di loro in quel modo.

“Li prenderei con una doppia nelson mentre DJ da’ loro un wedgy”

“Li farei a pezzi col karate mentre Ty fa loro del male”.

Io di solito mi sarei limitata a ridacchiare un po’ e girare gli occhi quando venivano fuori con questi scenari. Erano così stupidi. Ma non avevano idea di cosa avrebbe veramente significato non essere rispettati ed essere discriminati, per cui dovevamo parlarne.

Così ho spiegato loro, senza mezzi termini, come le persone nel nostro paese fossero diventate intrattabili e sfacciate. Sì, lo so, il razzismo è sempre esistito, ma anni fa le persone cercavano almeno di nasconderlo. È come se le relazioni razziali avessero fatto passi indietro di cinquant’anni. Le persone “indossano” letteralmente la loro intolleranza sulle proprie camicie. Così ho spiegato loro come potevano apparire alla gente. 

“Non sembrate più ragazzi. Sembrate cresciuti. Avete l’aspetto di essere dei poco di buono. Sembrate brutta gente e dei malviventi. Sembrate una fonte di guai. Alcune persone guarderanno il colore della vostra pelle e si comporteranno come se questo avesse avvelenato il vostro corpo. A loro non importa se siete nella lista dei migliori studenti o se fate da baby-sitter ai vostri fratelli. 

Così, se una persona vi manca di rispetto, anche se dentro vi brucia allontanatevi e basta. Non potete controllare come si sentono; non dipende da voi cambiare il loro modo di pensare. Le persone sempre di più portano con sé armi… e le usano. Il vostro unico compito è essere fuori pericolo. Alla fine della giornata questo è ciò che conta”.

I miei bambini sono stati cresciuti in una bolla protettiva. Sapevano già che il mondo è pieno di gente buona, affettuosa. Sono diventati grandi credendo che gli agenti di polizia esistano per proteggerli e per aiutarli quando ne hanno bisogno.

Sono inconsapevoli di quanto ci sia di brutto al mondo. Non guardano i notiziari. Non sanno che il KKK (Ku Klux Klan) la scorsa settimana ha compiuto un raid nella città vicina. Non hanno assistito a risse sulle linee aeree. E non hanno visto i video su Facebook che mostrano uomini innocenti mentre sono assassinati da poliziotti, senza che questi ne paghino le conseguenze.

Così il mio lavoro è insegnare, educare e prepararli. Così come insegno loro ad essere rispettosi e ad andare bene a scuola, allo stesso modo devo insegnare loro come sopravvivere. No, non erano queste le conversazioni che mi sarei aspettata di avere con i miei ragazzi di 12 anni. Pensavo che avremmo parlato prima di ragazze piuttosto che di armi. Ma questo è stato un anno straordinario, pieno di violenza e intolleranza.

Forse parleremo di ragazze il prossimo anno. “

 

29 luglio 2017 Posted by | amore, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Siamo colpevoli

2017-05-30 12-53-49.395

 

In questo periodo, bombardata attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione (televisione, social network, giornali, siti Internet eccetera), mi sento soffocare da un certo senso di inadeguatezza, di insufficienza, di occasioni mancate.

Sono prevalentemente circondata da notizie di morte.

Metto una mano sugli occhi, come se la mettessi idealmente sul cuore per non restare troppo ferita, ma questo non mi solleva per nulla…

Siamo (tutti) colpevoli eppure impuniti. Non esiste un reato di indifferenza perseguibile nè penalmente nè civilmente. Esistono solo due realtà: la consapevolezza e la cecità. Entrambe sono sia sociali che personali. Riguardano stati e periodi della vita differenti.

Oggi mi fermo in particolare a riflettere su tanti casi di suicidio che si verificano intorno a noi. Mai il mondo è stato così piccolo…

Non intendo esprimere giudizi né fornire ricette per affrontare questo fenomeno sempre più in diffusione, soprattutto fra i giovani e gli anziani. Vorrei soltanto lasciar emergere lo stato d’animo confuso e molto triste, a causa di un senso schiacciante di impotenza.

Detto così sembrerebbe non esserci alcuna via d’uscita, alcuna soluzione, alcun sollievo a questa “malattia dell’infelicità“. Ogni volta che vengo a conoscenza attraverso i media di vite stroncate da “voli” fisici del corpo o “chimici” della mente, mi viene da chiedermi: “Dove abbiamo sbagliato? Quando non ci siamo stati? Dov’è andata a finire la compassione e l’attenzione?” E molte altre ancora.

Esercito la memoria. Mi ricordo quella volta in cui avevo mal di schiena e non ho avuto la pazienza di ascoltare chi stava dall’altra parte del telefono oppure, peggio, non ho risposto. O magari dell’altra occasione in cui ho visto piangere qualcuno e, per paura di rischiare e intromettermi, ho dimenticato cosa sia la consolazione e il conforto anche da parte di una sconosciuta…

O ancora, in modo molto superficiale e anche cattivo, non ho detto un “Sei stata bravo!” o anche “Conta pure su di me!” a chi con un linguaggio non verbale mi chiedeva una mano…

Mi vergogno della mia mancanza di prossimità, di sensibilità, di occasioni d’amore mancate.

Esiste un momento nella vita di ognuno in cui la consapevolezza deve servire pur a qualcosa e prevedere un cambio di direzione. Il senso della mia sta cambiando.

In passato, ad esempio, mi rifiutavo di assumere medicine per il dolore; questo mi impediva di avere spazi nella giornata da usare per attività sociali o semplicemente per avere del tempo da dedicare a qualcuno, fosse anche solo al telefono o per strada durante una passeggiata. Mi sbagliavo. Così ho cominciato a prendere qualcosa con regolarità, guadagnandoci soprattutto nell’umore e nella disponibilità d’animo e poi nella volontà di perseguire un obiettivo.

In secondo luogo sto cercando di smettere di lamentarmi con chiunque dei miei guai, provando a regalare l’ascolto di cui una volta ero capace e che col tempo e con dolore interiore oltre quello fisico stavo perdendo quasi senza accorgermene. Non aspetto più la telefonata per l’uscita con qualcuno, nel senso che ho ridotto di molto le mie aspettative sulle persone aumentando piuttosto il “movimento del dare”. Quando ci riesco sono felice.

Ognuno dà quello che può, in ogni senso. Questo ho imparato, questo sto cercando di vivere. Questo è il solo “capitale umano” degno di essere investito, soprattutto riguardo la vita preziosa nostra e altrui.

Non si può aspettare ancora, la gente muore di infelicità e di solitudine fuori da qui!

Siamo tutti in cerca del “tu” diverso e speciale. Sempre Vicky.

 

 

 

 

2 giugno 2017 Posted by | Esperienze, Idee, Mondo, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , , , , , , | 31 commenti

"Semplicemente insieme" Lucetta

L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà

Lluís Bussé

Barcelona's Multiverse | Art | Culture | Science

Silly Old Sod

Grumpliciousness

Unlocking The Hidden Me

Tranquil notions, melange of sterile musings & a pinch of salt

Evaporata

Non voglio sognare, voglio dormire.

MYSELF

AS HUMILDES OPINIÕES DE UMA MULHER DE CORAGEM QUE DIZ SIM À VIDA!

VOYAGE ONIRIQUE

Photos, Artistes, Livres, Films, Voyages, Wallpapers, Fonds d'écran

Frammenti vitali

Omnia quae ventura sunt in incerto iacent: protinus vive.

Kamal's Blogging Café

English Language, Literature, Creative Writings & Decode PROXY

The Journey of My Left Foot (whilst remembering my son)

I have Malignant Melanoma, my son had Testicular Cancer

PeoPlaid

People, Places, Ideas, and More

Mutazioni del Silenzio

...perché il Sogno si può camminare, danzando parole sul foglio,si può cantare, danzando l'anima sul respiro...Ma alla fine il Sogno è soprattutto Visione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: