Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Preghiera

Risultati immagini per tramonto dal web

Stasera alle 20.37 ho avuto il privilegio di vedere un tramonto.
Ringrazio Dio per il dono della vista.

Sempre stupita, sempre Vicky.

 

Annunci

25 maggio 2017 Posted by | Anima, Dio, Idee, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 18 commenti

Grazie, Frankie!

Ed eccomi di ritorno! Ben ritrovati, amici miei!

In ottima compagnia. Ritmo carnale, testo che mi raggiunge e scava. Consiglio…

Sempre Vicky!

 

18 agosto 2016 Posted by | Anima, Idee, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , | 2 commenti

Vi voglio bene, I love you

Dedicato a tutti i visitatori

 

 

Con affetto, sempre Vicky.

18 febbraio 2016 Posted by | Anima, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 13 commenti

Amico è

download (Google)

” Ciiao!!. L’offerta del caffè è sempre valida??. Scusa se non ti ho ancora risposto da allora . Ma mi sono sentito non ancora pronto per il colloquio aggiuntivo.
Volevo vedere fino a che punto era importante per me la tua amicizia. Non sono riuscito a dimenticarti . Tutte la volte che mi trovo a recitare il” Padre nostro..” mi torni in mente mi rimorde la coscienza per non essermi rapportato in modo corretto con te , e così tutte le volte che mi reco all’altare per la comunione mi ricordo di te ,prego per tè chiedo al Signore di aiutarmi a ristabilire il rapporto interrotto in modo non pacifico ,perchè mi vergogno non poco ,per come sono andate le cose,e non ho il coraggio di contattarti e prendere quel “caffè” chiarificatore(?).(spesso ho anche rinunciato a comunicarmi perchè mi pesava troppo la mancanza di coraggio di contattarti dopo gli sforzi che tu invece ai fatto verso di me !)Ho sperato di incontrarti anancora come poco tempo fa ,ma il tempo inclemente penso che abbia diradato le tue uscite. Nella speranza di rincontrarti porto sempre con me un piccolo regalo da consegnarti. Nel frattempo si è fatto Natale e capodanno e sono qui a farti i migliori auguri.”

Rileggere dopo tempo queste poche righe così forti e piene d’affetto vero, quello che non ha paura di “abbassarsi” con un “perdonami” per poi innalzarsi con la gioia del ritrovarsi, mi ha scaldato e mi ha fatto riflettere sui miei di errori.

Ne ho fatti molti. Me li nascondo. Il più delle volte. Poi mi rendo conto che gli errori altrui sono spesso lo specchio dei miei. Ne sono certa.
Vorrei essere perfetta, pura di cuore, trasparente.

Come il mio Amico.

Dedico questo post agli amici che ho perso per incuria, egoismo, distrazione.
O semplicemente perchè la vita ci presenta dei momenti in cui si sceglie. Io sono stata esclusa. Come un amore che finisce.

Senza rancore. Sempre Vicky!

18 settembre 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 7 commenti

Sensibilità

 (Google)

Giorni fa una persona a cui tengo molto mi ha ferito. Mi sono detta: “Non sono una persona permalosa, sono semplicemente sensibile”. Cosa vuol dire in realtà questo? Ho così incominciato a ragionarci su a modo mio, naturalmente.

Ho cercato di dare una definizione accettabile di “sensibilità” senza essere troppo conformista o accondiscendente con me stessa.
Inspiegabilmente parto dal mio punto di arrivo… È sempre meglio ogni tanto cambiare prospettiva in modo da vedere le cose sotto una luce diversa e riceverne nuove suggestioni e spunti.

Sono arrivata alla conclusione che se rimango ferita non dipende dalla mia sensibilità, intesa in senso passivo, cioè le persone mi toccano più o meno profondamente e io di conseguenza ne rimango segnata. Al contrario sono partita da un punto di vista differente. Se, infatti, questo modo di sentire è correlato a quanto proviene dall’esterno, tanto più sarà elevata la sollecitazione tanto più dovrebbe essere proporzionata la reazione. La sensibilità, quindi, dipende non più da ciò che sento io ma dal tipo e dall’intensità della provocazione esterna, sia essa materiale che non immediatamente misurabile.

Mi tornano in mente i miei post precedenti sui sensi. In particolare quello sul tocco. Dal punto di vista puramente fisico la sensibilità è tradotta come la nostra risposta a uno stimolo esterno, una carezza per esempio. Fin qui il discorso è estremamente evidente: più la carezza è piacevole, maggiore e più intensa sarà la nostra reazione. Lo stesso naturalmente accade con uno stimolo negativo, uno schiaffo per esempio.

Nonostante però tutti i miei bei ragionamenti di cui sopra ciò che mi ha colpito di più e ferito è stato sentir dire parole profondamente sentite espresse in modo estremamente freddo e impersonale. Come una comunicazione di servizio. Tutta la teoria causa-effetto tra sollecitazione e reazione è andata in frantumi.

L’indifferenza non si addice ai sensi, né a quelli che sperimentiamo né tantomeno a quelli che desideriamo o sogniamo.

Ho una tale confusione dentro… Vorrei tanto riuscire a spiegarmi e comunicare nel modo giusto, non essere fraintesa o peggio.

Quando ti trovi di fronte a parole vuote, asettiche, che definiresti impersonali se solo non ne pagassi le conseguenze, non puoi controllare né il tuo corpo né la tua mente e il tuo cuore. Vicky è fatta così, non è frazionabile e cedibile a pezzi. Tutto o niente. Prima di tutto nel dare.

Non sopporto chi gioca con la mia vita, con i miei sogni. Questa, per Vicky, non è sensibilità. Questo è semplicemente rispetto di quella altrui.

C’è un brano di Moby che contiene le seguenti parole: “Noi siamo fatti di stelle”. Sono d’accordo con lui.

Tu distruggi la sensibilità quando ti dimentichi ciò che delle stelle è anche dentro di te. In tutti coloro che incontri per la tua strada… perché anche le stelle cadono. E non è dimostrato che sia per soddisfare un desiderio.

Mentre invece è dimostrato che le ferite avvengono. Nel nostro cuore emozionale e nella nostra mente. Questo ci fa sentire “creep”, non all’altezza delle aspettative. Un errore da non commettere più.

Sempre Vicky.

 

11 settembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Sentimenti | , , , , , , | 20 commenti

L’urlo/1

 (Google)

Non riuscirò mai a urlare ad occhi chiusi. In questo modo posso solo balbettare qualcosa di infantile che proviene da dentro, sussurrare parole senza senso se non quello intuibile dalla persona che le riceve, accarezzare con la voce il tuo viso, i tuoi capelli, tutto quello non fisicamente raggiungibile eppure così vicino.

Le rare volte in cui ho urlato le ricordo molto bene. Oggi te ne racconterò una, se solo vorrai leggere più avanti.

Quando ho urlato non è mai stato per liberarmi da qualcosa, non credo di essermi mai sentita meglio dopo, non è mai stato uno strumento o momento terapeutico per me, anzi. Mi sono sempre sentita più aggressiva e più debole, per questo ho spesso evitato di esplodere. A volte però ho fatto l’esperienza di questa lacerazione e mi sono fatta del male senza ritorno.

Le ferite sanguinano per il ricordo, specialmente di quelli in cui ho urlato senza voce dal cuore ed al cervello senza essere ascoltata.

Non ho mai pensato che nessuno meritasse violenza. Neppure io la meritavo. Sono in casa con lui, l’ho aspettato come al solito, sai che mi piace l’attesa… quel giorno arriva più nervoso che mai, vedermi probabilmente lo irrita, sicuramente vuole lasciarmi da tempo ma non ha il coraggio di parlare, spinge la situazione e la estremizza a livelli di ansia quasi insopportabile per entrambi. Ne farei a meno volentieri. È un giorno strano, me lo sento. Continua a provocarmi. Poi, quando vede che non ce la faccio più, mi ignora. Semplicemente smetto di esistere. Oggi però è diverso, probabilmente in qualche modo gli piaccio. Non vorrebbe nemmeno questo. Improvvisamente capisco. E quello che penso mi fa paura. Non riesco più a reagire in quel momento capisco quello che ho sentito raccontare tante volte da altre donne: il senso di immobilità, di impotenza, di terrore… è il trionfo della forza sulla volontà, della bestia sulla persona. Neanche ora che ci penso a distanza di tempo riesco a perdonarmi di non aver reagito in qualsiasi modo, qualsiasi piccolissimo gesto che non fosse il mio agitarmi per l’impossibilità di respirare e nessuno che potesse aiutarmi tranne me stessa. Non sono capace di odiarlo. Non sono più capace di amarlo. In quanto a me stessa non so più chi sono, cosa voglio, chi voglio e soprattutto perché. In quei lunghi momenti vorrei solo smettere di respirare, per non dover sentire quell’urlo strozzato.
Tutto ha una fine, anche quello schifo che secondo lui sarebbe stato amore. Io non ho voluto dargli un nome. Forse per conservare un briciolo di rispetto verso me stessa, per rendermi conto che quei piccolissimi gesti di difesa non avevano nessun effetto su di lui. Mi chiedo anche in questo momento perché non è finita quel giorno. In realtà dentro di me quel poco che c’era è morto. Il periodo che è seguito è stato solo il tempo necessario per seppellire un cadavere. C’è voluto tempo per elaborare il lutto.

Ora mi fermo. Ne ho bisogno.

Dedicato. Alla prossima, sempre Vicky.

7 aprile 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 12 commenti

Visite a Milano

    

(Google immagini)

Nel silenzio del mio appartamento sento rieccheggiare le voci delle persone amate,
i passi di mia figlia e di mia madre, a volte stanchi
dopo oltre sedici anni di visione di me in versione seduta permanente.
Non su un trono, non a fior di loto.
Semplicemente immobile.

Guardo queste foto.
Rispetto entrambi, pur non condividendo del tutto le loro scelte come guide spirituali.
Ciò nonostante un groppo mi prende alla gola,
il peso di una solitudine senza guida che io ami come il prossimo mio pesa.

Io vivo a  Milano, ci sono nata 48 anni fa.
Meta di visite Milano in questo mese.
Prima il Papa, poi il Dalai Lama.
Sotto l’ombra degli scandali l’uno, sotto quella delle ceneri dei monaci il secondo.

Una domanda sola: chi visiterà i milanesi?
Ascolto… i soliti passi.

Entrambi hanno il titolo di ‘Santità’.

Dimmi cos’è.

Una laica chiunque. Sempre Vicky.

7 giugno 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, News, Persone, Sapienza | , , , , , | 10 commenti

The Unforgiven: io scelgo. (via Vincenza63’s Blog)

Dopo circa due anni volati via, riascolto questo brano e mi rendo conto che il disagio delle persone è cresciuto in modo esponenziale e la rabbia pure. Dobbiamo cercare una soluzione. Senza alibi.

  The Unforgiven – Metallica (Black Album, 1991) New blood joins this earth And quickly he's subdued Through constant pained disgrace The young boy learns their rules With time, the child draws in This whipping boy done wrong Deprived of all his thoughts The young man struggles on and on, he's known A vow unto his own That never from this day His will they'll take away What I've felt What I've k … Read More

via Vincenza63's Blog

13 agosto 2011 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Impressioni di settembre… o di sempre.

 

 

 

 Ero malato e mi sono distratto: ero troppo occupato a vivere!

 Portatemi qualcosa di più bello, semplice e vero da dire, scrivere, regalare…

E che dire del contrario: ero troppo occupato per vivere!

Si può trovare qualcosa di più triste?

 

Questo brano mi fa sempre pensare. Lo sapete, da 14 anni Qualcuno ha deciso che il corso della mia vita sarebbe cambiato. Poi ancora 5 anni fa. E ancora da circa un anno. E ancora, ancora… Quante volte è accaduto ed accadrà? Io poco alla volta osservo la malattia, la separazione, la morte di persone o di una parte di me stessa. Lo so che niente ritorna. Che la vita continua non è un luogo comune.

Il mio pensiero va in due direzioni opposte sostanzialmente, legate ad una decisione consapevole.

Posso stare a guardare, come nel brano, e dire: cosa ho perso! Oppure: quanto possiedo!

Io faccio parte di questo tutto che ho e che a sua volta mi ha.

La malattia uccide, gli eventi naturali uccidono, il dolore uccide. E’ vero. Che fare?

Ognuno decida per sè. Senza offesa… Ho da fare, ho una vita da vivere, OGGI!

Una dedica particolare a chi si sente solo e vuole rinunciare.

Uno dei miei brani preferiti. Feel. Sempre Vicky.

 

 

14 gennaio 2010 Posted by | Senza categoria | , , , | 4 commenti

La mia gita di oggi? (Dis)Humanitas di Rozzano.

  La meta della mia gita di oggi: Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Mi).

Sembrerà di leggere le avventure di qualche libro per ragazzi oppure la cronaca della caccia al tesoro… E’ PROPRIO COSI’! Con una piccola differenza: non si ricevono premi, anzi. La spocchia regna sovrana. Lo stile scarica-barile, tranne eccezioni, anche.

Cominciamo il nostro gioco con un piccolo antefatto. E’ necessario per cominciare il percorso (immagini di seguito).

       (fonte: Google)

Tappa 1 – mattina odierna, ore 10.00: ‘annuncio con orgoglio’ al centralinista di ICH che ho un appuntamento per visita ginecologica ed ecografia transvaginale alle 12.40; faccio presente – è il mio biglietto da visita ormai! (altri sono avvocati, medici, che so… elettricisti. Io: leggi dopo —>) – che sono persona con disabilità motoria (a norma UE) e che avrei problemi sia per lo spostamento che per la visita vera e propria su un lettino non idoneo. L’ottimista al telefono mi rassicura: “Al telefono non possiamo fare nulla ma non si preoccupi che risolviamo il problema al momento.” Provo a fidarmi. Se no faccio la figura della rompi…

Tappa 2 – ore 12.30 accettazione Humanitas, sportello dedicato: tutto ok, faccio presente – e due – le mie difficoltà… no problem! Troverò sicuramente aiuto. Da infermieri che lavorano in palazzina 5, dove c’è la ginecologa. Percorro la tappa fino all’ambulatorio, apro la porta e… sorpresa! Lettino modello grattacielo a Dubai fornito di separè pro privacy FISSO che mi impedisce l’accesso al lettino stesso. E’ andata male… Se metto le ruote sull’ottimista!

Tappa 3 – ritorno all’accettazione sportello 16 (ore 13.00): la prima impiegata mi sbologna alla collega (lei va a pranzo…) che prende nota del mio cellulare per avvisarmi del risultato degli sforzi dello staff ICH in itinere per risolvere il mio problema. Ripieghiamo sul bar per mangiare un panino e impasticcarmi (sono diabetica, ricordate?). Ah, giusto una nota: vorrei sottolineare che non sono io ad avere un problema ma loro e, cosa molto più seria, non riescono a risolverlo adeguatamente. Ci provano alle 13.15 con una telefonata, con appuntamento in Radiologia nel Building Principale, stanza 17.

Tappa 4 – Radiologia ore 13.40: Caspita, non so perchè ma alla reception mi riconoscono non appena entro! Mi sento importante, quasi famosa… Mi accomodo pur essendo già seduta… il medico arriverà subito, è avvisato col cercapersone. Ah allora… Aspetto e intanto do’ un’occhiata dentro. Oddio, un’altra Dubai! E nemmeno ginecologica! Forse non è ancora chiara la situazione. Comincio a innervosirmi davvero. Finalmente arriva il medico che, leggete leggete, nota subito che c’è qualcosa che non va: l’ecografo non è idoneo per transvaginali! Ahahah! Morale: si parte per altra destinazione!

Tappa 5 – Ambulatorio 1° piano attesa 8 ginecologia: finalmente! Facciamo ‘sta cosa, ormai sono stanca e disposta a tutto… Il lettino non è diverso, solo un po’ più basso… Mi affido con completa irresponsabilità  a 3 persone che, senza alcuna esperienza apparente, devono sollevarmi e spostarmi con sforzi ed acrobazie indescrivibili (dettagli tecnici: sono alta, anzi sarei, 1.68 m x 63 kg) fino all’atterraggio. Sul lettino. Fatto. Frettolosamente e senza delicatezza mi spogliano, mi aprono le gambe… – una gli scivola via e dicono tra loro: ‘Attenzione! Potrebbe lussarsi l’anca…’ Miiiiiiiiiiiii, ora sì che sto tranquilla! La visita procede, rapida per fortuna. Sudo freddo al pensiero di essere rivestita e nuovamente spostata. Vorrei piangere, chiamo Claudio in aiuto. Lui prontamente interviene e vengo ricomposta in modo perlomeno presentabile… quasi una donna, oltre che una vagina appena esplorata. Mi gira la testa, ho la nausea… onestamente di tutto. Claudio mi accarezza, avrà sudato un po’ e non solo per la fatica. Prendiamo il referto. Vogliamo andare a casa… Ma… è più forte di me: passo in Direzione Sanitaria, ho qualcosa da dire. Prendo indirizzo e-mail (al quale invierò questa ‘caccia al tesoro’ come testo) e saluto l’impiegato che ormai, data la frequenza, considero quasi un parente a modo che si scusa, e fa bene a farlo…

Ora possiamo andare via. Il viaggio è finito, missione compiuta!

Claudio mi dice giustamente: ‘Chi te lo fa fare di venire qui ancora?‘ Io, altrettanto giustamente, gli rispondo: ‘Se rinuncio, non cambierà mai niente.’

Chiudo con due clip. Uno è dedicato a Humanitas, un lettino accessibile, basterebbe acquistarne UNO per l’intero ospedale…

L’altro a tutti quelli che hanno pazienza e non maledicono… Ciao, Vicky.

 

11 gennaio 2010 Posted by | Senza categoria | , , , , | 25 commenti

La libreria di Farfalla Legger@

gocce di libri letti e qualcosina in più...

MiddleMe

Becoming Unstuck

DUST IN THE WIND (poesía)

"El raquitico dios de la tierra sigue siendo de igual calaña y tan extravagante como el primer día. Un poco mejor viviera si no le hubieses dado esa vislumbre de luz celeste, a la que da el nombre de Razón y que no utiliza sino para ser más bestial que toda bestia" Goethe

Think Thoughts

Academic Essays

Education Motivation Inspiration

Warm welcome! This is more than an exploration. Discovery of new ideas and new ways of being.

Life lessons

This site is all about enlightenment

Sobrevivir a Trabajar en Casa

Trabajo en casa, ¿Tú también? ¡Bienvenid@! ¿No trabajas casa pero quieres saber de qué va la historia? ¡También eres bienvenid@!

Etiliyle

Lascia un messaggio nella bottiglia e affidalo alle onde...

Un bosco nella mente

Sogna sempre in grande

Trust and Believe in the Unseen

Live with Light of Faith

Lost Route

Riscopriamo la bellezza della natura, camminando. Itinerari e percorsi adatti a tutti gli escursionisti, prevalentemente nella nostra bellissima Toscana.

Ecrire À l'aventure...

“Il n’y a pas de liberté sans risque, sans ignorance, sans aventure.”Jacques Attali

Sunday mood

·Don't look back. You are not going that way·

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: