Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Emozioni e luci

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Pelle

Pelle
luce di creazione
albeggia su di te
sorge il coraggio
di vivere

Ora
l’oggi e il sempre
si toccano
si parlano e
si godono

Poesia
sensi e ricami
come leggere
orme d’amore
i tuoi segni su di me

Terra
di conquista e
di fame e sete
infine soddisfatta
dischiude tesori

Immensa
bellezza mi doni
mio Signore
io tua dea
unica tua gioia

Vita
lasciati entrare
fammi dire
di quanto silenzio
tu sazi l’anima

 

Dedicato. È ancora vita. Sempre Vicky!

 

(tutti i diritti riservati)

 

 

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4 gennaio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

Piccola anima

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Come tutti i cuccioli
prima di cadere mi sono
avvicinata al cielo
trasparenza vivente

Non sono mai stanca
di rialzarmi
ho sempre fame 
di ossigeno alto e vero

Là non esiste limite
orizzonte retta infinita
meta del mio andare 
in potenza sognante

I tuoi occhi pieni di deserto
lampeggiano sguardi 
io mi vedo piccola
anima trasparente

Non ho più ombra
e il sole impera su dune
non mi volto a cercare
ciò che è vita evaporata

 

“Tu non sei per niente piccola”. Sempre Vicky.

 

 

(Tutti i diritti riservati)

29 dicembre 2017 Posted by | Anima, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 11 commenti

Preghiera

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Stasera alle 20.37 ho avuto il privilegio di vedere un tramonto.
Ringrazio Dio per il dono della vista.

Sempre stupita, sempre Vicky.

 

25 maggio 2017 Posted by | Anima, Dio, Idee, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 18 commenti

Grazie, Frankie!

Ed eccomi di ritorno! Ben ritrovati, amici miei!

In ottima compagnia. Ritmo carnale, testo che mi raggiunge e scava. Consiglio…

Sempre Vicky!

 

18 agosto 2016 Posted by | Anima, Idee, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , | 2 commenti

Vi voglio bene, I love you

Dedicato a tutti i visitatori

 

 

Con affetto, sempre Vicky.

18 febbraio 2016 Posted by | Anima, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 13 commenti

Amico è

download (Google)

” Ciiao!!. L’offerta del caffè è sempre valida??. Scusa se non ti ho ancora risposto da allora . Ma mi sono sentito non ancora pronto per il colloquio aggiuntivo.
Volevo vedere fino a che punto era importante per me la tua amicizia. Non sono riuscito a dimenticarti . Tutte la volte che mi trovo a recitare il” Padre nostro..” mi torni in mente mi rimorde la coscienza per non essermi rapportato in modo corretto con te , e così tutte le volte che mi reco all’altare per la comunione mi ricordo di te ,prego per tè chiedo al Signore di aiutarmi a ristabilire il rapporto interrotto in modo non pacifico ,perchè mi vergogno non poco ,per come sono andate le cose,e non ho il coraggio di contattarti e prendere quel “caffè” chiarificatore(?).(spesso ho anche rinunciato a comunicarmi perchè mi pesava troppo la mancanza di coraggio di contattarti dopo gli sforzi che tu invece ai fatto verso di me !)Ho sperato di incontrarti anancora come poco tempo fa ,ma il tempo inclemente penso che abbia diradato le tue uscite. Nella speranza di rincontrarti porto sempre con me un piccolo regalo da consegnarti. Nel frattempo si è fatto Natale e capodanno e sono qui a farti i migliori auguri.”

Rileggere dopo tempo queste poche righe così forti e piene d’affetto vero, quello che non ha paura di “abbassarsi” con un “perdonami” per poi innalzarsi con la gioia del ritrovarsi, mi ha scaldato e mi ha fatto riflettere sui miei di errori.

Ne ho fatti molti. Me li nascondo. Il più delle volte. Poi mi rendo conto che gli errori altrui sono spesso lo specchio dei miei. Ne sono certa.
Vorrei essere perfetta, pura di cuore, trasparente.

Come il mio Amico.

Dedico questo post agli amici che ho perso per incuria, egoismo, distrazione.
O semplicemente perchè la vita ci presenta dei momenti in cui si sceglie. Io sono stata esclusa. Come un amore che finisce.

Senza rancore. Sempre Vicky!

18 settembre 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 7 commenti

Sensibilità

 (Google)

Giorni fa una persona a cui tengo molto mi ha ferito. Mi sono detta: “Non sono una persona permalosa, sono semplicemente sensibile”. Cosa vuol dire in realtà questo? Ho così incominciato a ragionarci su a modo mio, naturalmente.

Ho cercato di dare una definizione accettabile di “sensibilità” senza essere troppo conformista o accondiscendente con me stessa.
Inspiegabilmente parto dal mio punto di arrivo… È sempre meglio ogni tanto cambiare prospettiva in modo da vedere le cose sotto una luce diversa e riceverne nuove suggestioni e spunti.

Sono arrivata alla conclusione che se rimango ferita non dipende dalla mia sensibilità, intesa in senso passivo, cioè le persone mi toccano più o meno profondamente e io di conseguenza ne rimango segnata. Al contrario sono partita da un punto di vista differente. Se, infatti, questo modo di sentire è correlato a quanto proviene dall’esterno, tanto più sarà elevata la sollecitazione tanto più dovrebbe essere proporzionata la reazione. La sensibilità, quindi, dipende non più da ciò che sento io ma dal tipo e dall’intensità della provocazione esterna, sia essa materiale che non immediatamente misurabile.

Mi tornano in mente i miei post precedenti sui sensi. In particolare quello sul tocco. Dal punto di vista puramente fisico la sensibilità è tradotta come la nostra risposta a uno stimolo esterno, una carezza per esempio. Fin qui il discorso è estremamente evidente: più la carezza è piacevole, maggiore e più intensa sarà la nostra reazione. Lo stesso naturalmente accade con uno stimolo negativo, uno schiaffo per esempio.

Nonostante però tutti i miei bei ragionamenti di cui sopra ciò che mi ha colpito di più e ferito è stato sentir dire parole profondamente sentite espresse in modo estremamente freddo e impersonale. Come una comunicazione di servizio. Tutta la teoria causa-effetto tra sollecitazione e reazione è andata in frantumi.

L’indifferenza non si addice ai sensi, né a quelli che sperimentiamo né tantomeno a quelli che desideriamo o sogniamo.

Ho una tale confusione dentro… Vorrei tanto riuscire a spiegarmi e comunicare nel modo giusto, non essere fraintesa o peggio.

Quando ti trovi di fronte a parole vuote, asettiche, che definiresti impersonali se solo non ne pagassi le conseguenze, non puoi controllare né il tuo corpo né la tua mente e il tuo cuore. Vicky è fatta così, non è frazionabile e cedibile a pezzi. Tutto o niente. Prima di tutto nel dare.

Non sopporto chi gioca con la mia vita, con i miei sogni. Questa, per Vicky, non è sensibilità. Questo è semplicemente rispetto di quella altrui.

C’è un brano di Moby che contiene le seguenti parole: “Noi siamo fatti di stelle”. Sono d’accordo con lui.

Tu distruggi la sensibilità quando ti dimentichi ciò che delle stelle è anche dentro di te. In tutti coloro che incontri per la tua strada… perché anche le stelle cadono. E non è dimostrato che sia per soddisfare un desiderio.

Mentre invece è dimostrato che le ferite avvengono. Nel nostro cuore emozionale e nella nostra mente. Questo ci fa sentire “creep”, non all’altezza delle aspettative. Un errore da non commettere più.

Sempre Vicky.

 

11 settembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Sentimenti | , , , , , , | 20 commenti

L’urlo/1

 (Google)

Non riuscirò mai a urlare ad occhi chiusi. In questo modo posso solo balbettare qualcosa di infantile che proviene da dentro, sussurrare parole senza senso se non quello intuibile dalla persona che le riceve, accarezzare con la voce il tuo viso, i tuoi capelli, tutto quello non fisicamente raggiungibile eppure così vicino.

Le rare volte in cui ho urlato le ricordo molto bene. Oggi te ne racconterò una, se solo vorrai leggere più avanti.

Quando ho urlato non è mai stato per liberarmi da qualcosa, non credo di essermi mai sentita meglio dopo, non è mai stato uno strumento o momento terapeutico per me, anzi. Mi sono sempre sentita più aggressiva e più debole, per questo ho spesso evitato di esplodere. A volte però ho fatto l’esperienza di questa lacerazione e mi sono fatta del male senza ritorno.

Le ferite sanguinano per il ricordo, specialmente di quelli in cui ho urlato senza voce dal cuore ed al cervello senza essere ascoltata.

Non ho mai pensato che nessuno meritasse violenza. Neppure io la meritavo. Sono in casa con lui, l’ho aspettato come al solito, sai che mi piace l’attesa… quel giorno arriva più nervoso che mai, vedermi probabilmente lo irrita, sicuramente vuole lasciarmi da tempo ma non ha il coraggio di parlare, spinge la situazione e la estremizza a livelli di ansia quasi insopportabile per entrambi. Ne farei a meno volentieri. È un giorno strano, me lo sento. Continua a provocarmi. Poi, quando vede che non ce la faccio più, mi ignora. Semplicemente smetto di esistere. Oggi però è diverso, probabilmente in qualche modo gli piaccio. Non vorrebbe nemmeno questo. Improvvisamente capisco. E quello che penso mi fa paura. Non riesco più a reagire in quel momento capisco quello che ho sentito raccontare tante volte da altre donne: il senso di immobilità, di impotenza, di terrore… è il trionfo della forza sulla volontà, della bestia sulla persona. Neanche ora che ci penso a distanza di tempo riesco a perdonarmi di non aver reagito in qualsiasi modo, qualsiasi piccolissimo gesto che non fosse il mio agitarmi per l’impossibilità di respirare e nessuno che potesse aiutarmi tranne me stessa. Non sono capace di odiarlo. Non sono più capace di amarlo. In quanto a me stessa non so più chi sono, cosa voglio, chi voglio e soprattutto perché. In quei lunghi momenti vorrei solo smettere di respirare, per non dover sentire quell’urlo strozzato.
Tutto ha una fine, anche quello schifo che secondo lui sarebbe stato amore. Io non ho voluto dargli un nome. Forse per conservare un briciolo di rispetto verso me stessa, per rendermi conto che quei piccolissimi gesti di difesa non avevano nessun effetto su di lui. Mi chiedo anche in questo momento perché non è finita quel giorno. In realtà dentro di me quel poco che c’era è morto. Il periodo che è seguito è stato solo il tempo necessario per seppellire un cadavere. C’è voluto tempo per elaborare il lutto.

Ora mi fermo. Ne ho bisogno.

Dedicato. Alla prossima, sempre Vicky.

7 aprile 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 12 commenti

Visite a Milano

    

(Google immagini)

Nel silenzio del mio appartamento sento rieccheggiare le voci delle persone amate,
i passi di mia figlia e di mia madre, a volte stanchi
dopo oltre sedici anni di visione di me in versione seduta permanente.
Non su un trono, non a fior di loto.
Semplicemente immobile.

Guardo queste foto.
Rispetto entrambi, pur non condividendo del tutto le loro scelte come guide spirituali.
Ciò nonostante un groppo mi prende alla gola,
il peso di una solitudine senza guida che io ami come il prossimo mio pesa.

Io vivo a  Milano, ci sono nata 48 anni fa.
Meta di visite Milano in questo mese.
Prima il Papa, poi il Dalai Lama.
Sotto l’ombra degli scandali l’uno, sotto quella delle ceneri dei monaci il secondo.

Una domanda sola: chi visiterà i milanesi?
Ascolto… i soliti passi.

Entrambi hanno il titolo di ‘Santità’.

Dimmi cos’è.

Una laica chiunque. Sempre Vicky.

7 giugno 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, News, Persone, Sapienza | , , , , , | 10 commenti

The Unforgiven: io scelgo. (via Vincenza63’s Blog)

Dopo circa due anni volati via, riascolto questo brano e mi rendo conto che il disagio delle persone è cresciuto in modo esponenziale e la rabbia pure. Dobbiamo cercare una soluzione. Senza alibi.

  The Unforgiven – Metallica (Black Album, 1991) New blood joins this earth And quickly he's subdued Through constant pained disgrace The young boy learns their rules With time, the child draws in This whipping boy done wrong Deprived of all his thoughts The young man struggles on and on, he's known A vow unto his own That never from this day His will they'll take away What I've felt What I've k … Read More

via Vincenza63's Blog

13 agosto 2011 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

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