Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Bertè e l’urlo

urlo ( L’urlo – dal web)

Luna – con Paola Turci

E vaffanculo luna
Da quella fregatura
Da quella notte senza fortuna
Da quanto tempo luna
è come stare fuori
Chissà che fine ha fatto lei
E quel bastardo che vorrei
Da quanto tempo luna
Ho perso la misura
Ho seppellito pure il cuore
E che fine ho fatto anch’io
Mi sono detta addio, addio
E come si sta male 
A stare così soli
In queste notti brave
Di maledetti suoni
E che fine ha fatto lei
Che cosa abbiamo fatto di noi
Da quanto tempo luna
Non c’è più l’infinito
è stato già spartito in privato
Luna
E che fine ha fatto Dio
Che ci abbia detto addio, addio
E come si sta male
A stare così soli
E navigare a vuoto
In mille direzioni
E come si sta male
A ridere da soli
In queste notti luna
In cerca di altri voli
E che fine ha fatto
Che fine ha fatto Dio
E che fine

 

“E come si sta male a stare così soli”… Che meraviglia di brano!

La Musica parla sempre per me, la Musica mi salva. Sempre Vicky!

1 aprile 2017 Posted by | amore, Anima, Dio, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 6 commenti

Oggi

2017-03-18 13-36-09.962

 

Un saluto a tutti, oggi sorridente, bionda e più serena 🙂

Buon pomeriggio! Sempre Vicky ❤

p.s. sto leggendo… torno subito.

 

Gracias a la Vida que me ha dado tanto me dio dos luceros que cuando los abro perfecto distingo lo negro del blanco y en el alto cielo su fondo estrellado y en las multitudes el hombre que yo amo. Gracias a la vida, que me ha dado tanto me ha dado el oido que en todo su ancho graba noche y dia grillos y canarios martillos, turbinas, ladridos, chubascos y la voz tan tierna de mi bien amado. Gracias a la Vida que me ha dado tanto me ha dado el sonido y el abedecedario con él las palabras que pienso y declaro madre amigo hermano y luz alumbrando, la ruta del alma del que estoy amando. Gracias a la Vida que me ha dado tanto me ha dado la marcha de mis pies cansados con ellos anduve ciudades y charcos, playas y desiertos montañas y llanos y la casa tuya, tu calle y tu patio. Gracias a la Vida que me ha dado tanto me dio el corazón que agita su marco cuando miro el fruto del cerebro humano, cuando miro el bueno tan lejos del malo, cuando miro el fondo de tus ojos claros. Gracias a la Vida que me ha dado tanto me ha dado la risa y me ha dado el llanto, así yo distingo dicha de quebranto los dos materiales que forman mi canto y el canto de ustedes que es el mismo canto y el canto de todos que es mi propio canto.

TRANSLATION (source: http://www.williammorin.com)

Thank you to life, which has given me so much It gave me two beams of light, that when opened Can perfectly distinguish black from white And in the sky above, her starry backdrop And from within the multitude The one that I love Thank you to life, which has given me so much It gave me an ear that, in all of its width Records— night and day—crickets and canaries Hammers and turbines and bricks and storms And the tender voice of my beloved Thank you to life, which has given me so much It gave me sound and the alphabet With them the words that I think and declare Mother, Friend, Brother and the light shining The route of the soul from which comes love Thank you to life, which has given me so much It gave me the ability to walk with my tired feet With them I have traversed cities and puddles Valleys and deserts, mountains and plains And your house, your street and your patio Thank you to life, which has given me so much It gave me a heart, that causes my frame to shudder When I see the fruit of the human brain When I see good so far from bad When I see within the clarity of your eyes Thank you to life, which has given me so muc It gave me laughter and it gave me longing With them I distinguish happiness and pain The two materials from which my songs are formed And your song, as well, which is the same song And everyones song, which is my very song

 

 

18 marzo 2017 Posted by | Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , | 18 commenti

Ho conosciuto un “uomo”

Risultati immagini per bergamo teatro creberg niccolò fabi


E’ il 3 febbraio 2017.
Bergamo ore 21. C’è mia figlia con suo marito e poi… un bel po’ di gente e infine lui, Niccolò Fabi con la sua band.

Solo adesso a distanza di un paio di giorni riesco a parlare di ciò che ho sentito, ho ascoltato, lasciato decantare poi emergere nella sua giusta dimensione. Come è scritto nel titolo “Ho conosciuto un uomo”. Detto così sembra un incontro di quelli amorosi e in parte lo è ma di un altro tipo di amore, forse più vero e aperto di quello che ci vincola a una persona in particolare.

Andare a un concerto e avere la fortuna di poter assistere in seconda fila a pochi metri dall’artista è una bellissima esperienza. La consiglio a tutti. Non è soltanto ascoltare una voce, ma è vedere in tutte le sue sfumature un viso, corpo che si muove nello spazio mentre il tempo scorre quasi senza interruzioni, per non turbare un dialogo che ha un che di magico…

Ero seduta vicino a mia figlia Emanuela e ogni tanto commentavo sperando di non disturbare e disturbarla. In realtà credo fosse solo il bisogno di far venire fuori le emozioni che sentivo di condividere con qualcuno che è realtà non c’era, per poi ritrovarmi a vivere un dialogo muto con Niccolò, uno scambio di vibrazioni a distanza ravvicinata…

Capita così che l’anima si apre e si lascia andare, complice l’oscurità e il volume alto degli altoparlanti a pochi metri da me.

Verso la fine, dopo tanti brani urlati dalle persone sedute come me – che non posso alzarmi più, anche volendo… – Fabi intona una canzone in particolare che tutti conoscono praticamente a memoria e che fa balzare la platea in piedi e correre vicino al palco. E’ un brano orecchiabile, intimo, ha un bel ritmo coinvolgente, “Lasciarsi un giorno a Roma“. L’ho sentito un po’ di volte perfino io in questi giorni in cui ascoltavo un po’ di tutto il suo repertorio per prepararmi a un incontro, proprio come con una persona importante a cui tieni e per la quale ti prepari con calma e cura. Non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma soprattutto per il “contenuto“.

Provo qualcosa di estremamente bello e straziante in quel momento e anche ora, mentre sto utilizzando il software vocale per dettare, e mi fa tremare la voce e il cuore. E’ un fotogramma di scatto in quel momento e che sembra unire due scene collocate in spazi e tempi differenti, lontano anni uno dall’altro. Ciò nonostante magicamente si sovrappongono provocando un’emozione enorme. Rivedo mia figlia adolescente improvvisamente come non l’ho vista mai, correre felice e spensierata incontro alla vita che l’aspetta e contemporaneamente mi appare una donna che rifà con la stessa corsa il medesimo percorso mentale ed emozionale davanti ai miei occhi.

Mi rendo conto improvvisamente di quante cose mi sono persa… e dentro di me in quel silenzio assordante in conto che mi è stato fatto il dono di esserci per viverne una importante: la sua prorompente e bellissima gioia di vivere! E’ come ritrovarla e doverla lasciar andare… Crescere. 

In questo momento ho le lacrime agli occhi. Non è tristezza. E’ vita, emozione, necessità. Maternità.

Faccio un’eccezione, a lei dedico due dei miei brani preferiti. Sempre Vicky!

 

5 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

Oggi

2017-02-01-16-59-52-656

 

Ciao a tutti!

Buon inizio del nuovo mese in rosso, anche se fuori piove e mette malinconia.

Mentre ascolto musica bella, un abbraccio, sempre Vicky!

 

1 febbraio 2017 Posted by | News, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 20 commenti

Relax

 

Dopo circa dieci giorni di prigionia causa forza maggiore, eccomi, “vecchietta” e sorridente, grata a Dio per chi sono, per ciò che ho e per quello che non mi procura felicità.

Sempre ringrazio per il dono della musica, in particolare per quella che sto ascoltando ora:

 

Un abbraccio a tutti, sempre Vicky!

6 gennaio 2017 Posted by | Anima, Dio, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 30 commenti

Shhhhhhhhh!

2016-10-04-22-58-16-581

Ci sono sere in cui non ho voglia di nulla. Eccone una. Aspetto. Tutto passa.
Mi fa compagnia il silenzio.

Viaggio. Sempre Vicky.

 

3 dicembre 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 7 commenti

Quote Challenge #2

Invitata al Quote Challenge, ho accolto e risposto con il linguaggio più vicino al mio cuore, la musica.

Le Regole per poter partecipare sono semplici :

  1. Fare tre post in tre giorni (non necessariamente consecutivi)
  2. In ogni post scrivere tre citazioni scritte da te, oppure le puoi scegliere da libri, film, canzoni .
  3. In ognuno dei tre post invitare tre bloggers.

Giorno n. 2

1.

“E’ il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli”
(L’amore non esiste – Fabi, Silvestri, Gazzè)

 

2.

“Milioni tirano bombe a mano ai loro cuori ma senza piangere”
( Bambini – Paola Turci)

 

3.

” We’re just two lost souls swimming in a fish bowl year after year”
(Wish you were here – Pink Floyd)

 

I tre bloggers che scelgo oggi, sperando di fare qualcosa di gradito, sono:

Nel mio cuoreAvvocatolo e Strane cose, il blog di Ettore Marini.

Buon ascolto, sempre Vicky!

22 ottobre 2016 Posted by | Dialogo, Esperienze, Idee, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 2 commenti

Taggata!#1

Cari amici, followers e visitatori “per caso”, voglio ringraziare Violeta Dyli per l’opportunità di quello che credo sia il primo tag e la prima Tag Quote Challenge a cui sono invitata.

Le regole sembrano semplici:

  • scrivere tre post al giorno (non necessariamente consecutivi)
  • ognuno dei tre post deve contenere una citazione dell’autore oppure presa da una poesia o dal testo di una canzone o da un film o ancora da un libro. È necessario, in caso si copino tali citazioni scrivere la fonte di provenienza
  • invitare ogni giorno tre bloggers diversi.

Quote Challenge: day one.

Sapete quanto io ami la musica per cui i miei post saranno ispirati da tutta quella che può venire in mente e può parlare al cuore.

1.

“But I see through your eyes, and I see through your brain like I see through the water that runs down my drain” ( Pearl Jam perform Bob Dylan’s Masters of war)

2.

“Oh mama, tell your children not to do what I have done”
(Albano e Wilson Pickett perform Animals’ House of the rising sun)

3.

“With every mistake we must surely be learning”
(George Harrison – While my guitar gently weeps)

Invito a partecipare oggi questi tre bloggers, sperando che ritengano questa cosa piacevole da parte mia:

Il blog dei sopravvissutiVivimetaliun e Ombreflessuose

La musica che sto ascoltando ora. A presto, sempre Vicky!

21 ottobre 2016 Posted by | Dialogo, Esperienze, Idee, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 2 commenti

Dieci

 

Foto0065

Venezia, compleanno

 

Uno. Il minuto passato tra l’istante in cui ci siamo guardati e quello in cui ho visto il tuo sorriso per me perfetto, per niente oscurato da tante cose e persone intorno.

Due. I secondi di perplessità che ho avuto nello scambiare con te il numero di cellulare.

Tre. I giorni che sono passati prima che ci ritrovassimo davanti a un caffè molto lungo, tanto quanto bastava per imparare il tuo viso e il suono della tua voce.

Quattro. Più o meno l’ora del pomeriggio in cui ti incontravo, sempre più spesso. La giornata di lì a poco sarebbe sembrata sempre più lunga fino al momento del tuo arrivo.

Cinque. Le dita della tua mano che mi ha accarezzato la prima volta. Mi sono sentita fiore e tu, in realtà, mi chiamavi così quando mi scrivevi messaggi.

Sei. I tuoi giorni lavorativi fino all’anno scorso. Poi quasi un giorno intero da passare insieme, con le ore che volavano.

Sette. Le note che fanno da intreccio alla nostra storia, la musica che abbiamo ascoltato, quella che continuiamo a conoscere, che ci avvicina e ci allontana secondo i gusti.

Otto. L’ora in cui di solito arriva l’infermiera di sabato. Non ti ho mai sentito sbuffare e innervosirti per il sonno interrotto, per l’intimità rubata e molto altro ancora.

Nove. I mesi necessari per partorire il figlio che non potrò mai darti. Ti basterà che io sia “la tua bambina”?

Dieci. È il voto che do alla tua pazienza, a volte anche troppo saggia rispetto alla mia irrequietezza e inquietudine.

Dedicato.

 

 

Sempre stregata dalla luna, sempre Vicky.

24 gennaio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | Lascia un commento

Io e una mela

farfalla-uomo

Io non corro eppure volo, così come fa la libellula che esce e nasce dolorosamente dal bozzolo. Entro ed esco dalla vita ogni giorno, raggio di sole o di luna. La musica, espressione del pensiero di Dio e dell’Io, è la lucciola che guida i miei passi immaginari.

Io sono la mela.

La realtà? Chi morde la mela lo sente.

Dio pensa. E io, immenso puntino nell’Universo, viva da sempre e per sempre nella Sua mente, mi elevo fino all’Altissimo pensandolo, in quella mela come nel grembo della vita.

Io sono il seme.

Torno alla terra dalla quale sono venuta, abbracciata da incalcolabili Parti di polvere, illuminata ed eternamente riscaldata dal sole  dell’Amore ricevuto e non trattenuto.

Io sono.

 

Il testo (Claudio Rocchi)

Quando stai mangiando una mela tu e la mela siete parti di Dio,
Quando pensi a Dio sei una parte di ogni parte e niente è fuori da tutto
Quando vivi tu sei un centro di ruota e i tuoi raggi sono raggi di vita;
puoi girare solo intorno al tuo perno o puoi scegliere di correre e andare
Quando dormi tu sei come una stella e il respiro è come fuori dal tempo;
Quando ridi è come il sole sull’acqua, sai che farne della vita che hai
Quando ami tu ridoni al tuo corpo quel che manca per riempire un abbraccio,
Quando corri sai essere lepre e lumaca se hai deciso di arrivare o restare
Quando pensi stai creando qualcosa, illusione è di chiamarla illusione,
Quando chiedi tu hai bisogno di dare, quando hai dato hai realizzato l’amore.
Quando gridi la realtà non esiste hai deciso di essere Dio e di creare.
Quando chiami tutto questo reale hai trovato tutto dentro ogni cosa.

Quando ho ascoltato questo brano sono stata rapita e ho provato l’emozione di essere irrigata da una lacrima e dal pensiero di sentirmi viva pur annegando in ombre di morte fertile.

Così quando si rivive una persona che credevi persa. Buon compleanno, mamma! Ovunque tu sia, là sono pure io.

Sempre tua, sempre Vicky!

 

20 dicembre 2015 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti, Uncategorized, Vita nuova | , , , , , , , , | 1 commento

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