Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Islam e Daulatdia

daulatdia

 

Al seguente link trovate un articolo che narra di una realtà a dir poco rivoltante.
Succede nel 2017.

Succede mentre nelle nostre vite entrano ed escono notizie (chiamiamole così) su colossali cazzate.

E intanto dall’altra parte del mondo…

La persona a cui si riferisce il link è una donna musulmana femminista. Quando qualche anno fa ci siamo incrociate sul Web perché leggeva il mio blog e io il suo. Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto le due parole accostate!
Lei stessa, che per sicurezza mantiene l’anonimato causa minacce, è impegnata in prima linea con conferenze, visite nelle scuole, articoli ecc.

Lascio a voi ogni commento riguardo quello che segue.

Chiedo scusa per eventuali errori relativi alla mia traduzione dallo spagnolo.

Sempre Vicky.

 

https://mezquitademujeres.org/2017/10/17/burdel-bangladesh/#comment-1354

 

Daulatdia: vivere e crescere nel più grande bordello del Bangladesh

 

È il più grande bordello del Bangladesh, e forse del mondo. La città di Daulatdia ospita più di 1.500 prostitute, alcune di appena 10 anni.

Daulatdia è il nome di un villaggio bordello in Bangladesh. È diventato noto come uno dei più grandi bordelli in tutto il mondo. Aperto intorno al 1988, è uno dei 20 bordelli ufficialmente sanzionati in Bangladesh, ma era ufficiosamente in attività già durante i decenni precedenti.

Situato tra una stazione ferroviaria occupata e il porto pieno di migliaia di uomini, Dautladia da’ casa a lavoratrici del sesso che servono migliaia di uomini al giorno. L’età media delle nuove arrivate è di 14 anni (l’età del consenso) e alcune sono più giovani. Molte di loro sono vendute dai trafficanti per le reti di sfruttamento sessuale o “dalal” per circa $ 250 dollari, che vengono poi costretti a pagare protettori che sono le donne per lo più anziane.

Daulatdia è come una piccola città a sé. Il bordello ha tutto ciò che le donne che si prostituiscono e i clienti hanno bisogno, dai saloni di bellezza ai mercati, alle sale da gioco. Le donne che vi lavorano non hanno alcun motivo di lasciare il villaggio che ospita il bordello. In ogni caso, anche se lo volessero lasciare, questo non è loro permesso. In un labirinto di vicoli sgangherati, le donne e le ragazze passano il giorno e la notte a lavorare in piccoli cubicoli, incontrando gli uomini che vengono dalla strada vicina.

Originariamente il sito è stato costruito durante il governo coloniale. Ma è ora di proprietà della famiglia di un politico locale. Molte delle prostitute hanno sempre vissuto lì; alcune sono state vendute dalle proprie famiglie per prostituirsi, altre sono state rapite dai loro villaggi.

Il bordello più antico è Kandapara, con 200 anni di attività. La fotografa tedesca Sandra Hoyn ha pubblicato su “The Longing of The Others” fotografie di questo sito, compilato nel seguente video:

Il Bangladesh è uno dei paesi islamici che non criminalizzano la prostituzione. Tuttavia, diversi bordelli sono stati chiusi. L’anno scorso, le autorità locali hanno demolito il bordello Tangail nel nord del Bangladesh. Questo non ha impedito che i clienti si fermassero a Daulatdia.

Daulatdia, una città in cui le donne vendono sesso per 3.000 uomini ogni giorno. Si tratta di un mondo oscuro, ma c’è ancora spazio per la speranza.

Una brutta giornata è quando il traffico di business prospera in Daulatdia. Autisti, addetti alle pulizie, facchini, imprenditori di piccole città e anche poliziotti arrivano al bordello per trascorrere del tempo con una qualsiasi delle donne dai 12 ai 35 anni che offrono i loro servizi per meno di USD 3 l’ora nel villaggio in una stanza dove mangiano, dormono e crescono i propri figli.

I bambini che vivono qui sono esposti ad abusi e sfruttamento sessuale. Le loro madri sono appena in grado di respingere gli ubriachi che passano attraverso le loro stanze. I bambini sono regolarmente utilizzati dai clienti per fare commissioni, andare a prendere alcol e droghe, fare le scommesse, il massaggio e, infine, pulire dopo i clienti li hanno lasciati soli. La maggior parte dei bambini sono spinti sotto il letto o in un angolo per dormire nella stessa stanza in cui le loro madri servono i loro clienti.

Rekha ha una figlia di nome Sharifa. Lei sa che l’esistenza di lavoratrici del sesso conduce alla privazione e alla malattia. Lei sa che la scuola che frequenta Sharifa offre l’unica vera possibilità di un’altra vita. Una vita decente. Rekha si sveglia presto ogni giorno per vedere come Sharifa va a scuola. Sharifa tiene tra le sue piccole mani il suo sogno che un giorno, insieme, troveranno una via di fuga.

Morjina Begum, la preside della scuola, osserva i bambini che arrivano attraverso le porte. Lei più di chiunque può capire che cosa significhi questa scuola. Una volta era una lavoratrice del sesso e sa cosa vuol dire soffrire.

 

Venti anni fa, noi prostitute e i nostri figli, non avevamo alcuna speranza, nemmeno un cimitero per il nostro funerale, ma ora grazie a Save the Children, ci sono ragazze che studiano ingegneria e medicina, molte sono diventate insegnanti e molte altre si sono sposate essi sono stabilite al di fuori di Daulatdia per vivere una vita normale.

 

Quando Sharifa torna a casa da scuola, sua madre, Rekha, è in attesa. Anni fa, prima che Save the Children avesse iniziato a lavorare in Daulatdia, queste madri e i loro figli non avevano alcuna speranza, ma ora ci sono ragazze che sono libere. Rekha spera che sua figlia anche vivere una vita normale e non debba mai soffrire come lei. È per questo che spera e prega che la scuola non chiuda mai, perché senza di essa non v’è alcuna speranza di fuga.

 

Foto:  Daniel Melbye

 

 

 

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13 novembre 2017 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone | , , , , , , , , , , , , , | 13 commenti

Esselunga: non ci siamo ancora!

esselunga       

Come dice il proverbio: il lupo perde il pelo… Dal precedente mio post https://vincenza63.wordpress.com/2009/07/17/caro-sig-esselunga-ovvero-quando-la-spesa-non-e-un-piacere/ del lontano 17 luglio 2009 non è cambiato nulla. 
Il nostro lupo mansueto è un abitueè: il sig. Esselunga. Si è accanito sul cliente internet-cappuccetto rosso, continuando a prenderlo in giro… strategia aziendale la chiamano. Io, come cliente fedele e solvente, non sono soddisfatta. E non è la prima volta…

Anche oggi il quesito della Sfinge è alquanto misterioso. 

Andiamo sulla home page di esselungaacasa.it, il sito dove è possibile fare la spesa online  http://www.esselungaacasa.it/ecommerce/superstore.do

Apparentemente tutto è in ordine, le immagini sono accattivanti, le offerte disponibili in evidenzia. Peccato che la home page presenti un handicap per gli utenti come me… forse perchè io, da buona persona con disabilità, di handicap me ne intendo.
Solo per caso apprendo che si sta svolgendo la promozione SOTTOCOSTO e… porca miseria! Consulto il sito: nessuna traccia, nessuna indicazione. No, non è possibile… siamo alle solite.

Controllo sul sito www.esselunga.it e… abracadabra! Trovo indicazioni, volantino, illustrazioni, tutto quanto, giustamente, può essere utile al consumatore.
La morale è la solita: con tutte le mie difficoltà – visto che viaggio sola in carrozzina elettronica e sui mezzi pubblici – per poter usufruire dello stesso trattamento del resto dei clienti Esselunga ho rinunciato alla spesa online per andare di persona e risparmiare.

tulip

Una curiosità relativa ai prezzi… La solita, ahimè. Tulip, patè di fegato, conf. da 125 g: prezzo al Superstore di viale dei Missaglia a Milano euro 0,99; stesso articolo, in vendita online a euro 1,45 (+ euro 0,46 = + 51%).

Dopo quasi due anni la stessa strategia. Quale? Ieri ho lasciato alla cassa i miei oltre 100 euro pensando, ancora una volta: sono stata presa in giro (vorrei tanto usare altri termini, ma… sono una signora e il sig. Esselunga decisamente NO).

Sarebbe più facile essere rinunciatari. Cambiare posto. E invece no. L’arroganza non la sopporto, l’inghippo neppure.

Dal 1967 non è cambiato nulla… Bisogna ancora chiederlo! RISPETTO. Svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Grande Aretha Franklin, fantastico Otis Redding. Sempre con ammirazione, Vicky.

5 aprile 2011 Posted by | Esperienze, News, Persone | , , | 3 commenti

Una giornata come tante.

Conosci l’elefante e la farfalla? E’ una metafora, anzi qualcosa di più. E’ la fotografia di Vicky, quella che a tratti è evidente…quella che qualche volta vorrebbe essere oscura… quella sfrontatamente e vergognosamente viva! Non le basta, una vita. Deve viverne due o più, secondo quelle che sono le sue idee, oppure quelle altrui. Cos’hanno in comune? Scoprilo.

Guardami. Sono il deserto, la terra brulla che vedi qui sopra. A tratti liscia, poi improvvisamente arida. E ancora lacerata da improvvise e profonde spaccature. Mi trovi dappertutto… nelle ascese e nelle cadute. In cima a un arbusto, sul fondo di un crepaccio. Catturami. Afferrami. Poi, lasciami andare. Fammelo credere, di poter volare. Oggi non mi sono riflessa in uno specchio. Sono uscita, ho provato a sbrigare le piccole enormi commissioni che a te non pesano e per me sono montagne da scalare.

Sono farfalla. Mi sposto velocemente. Passo tra la gente… quasi inosservata spero. E invece no.
Sono elefante. Ho caricato il mio corpo motorizzato al supermercato. Voglio dimostrarti, voglio dimostrarmi che ce la posso fare. A volte ci riesco.
Sono aquila… Guardo le piccole cose dal’alto. Quelle risolte. Oggi ho volato oltre le montagne. Come aquila posso planare in un crepaccio e poi risalire. Fantastico! Dovresti provare

Plasmami. Puoi farlo. Formami su un tuo modell0 mentale. Mi vedi. Attraverso la strada tra le auto, ho comprato perfino un maxifustino per lavatrice, ce l’ho qui dietro, insieme a pane per i miei cari, alle banane che piacciono a lui,  a un piccolo pensiero… stasera forse lo vedrò, forse no. Esiste. Io per lui anche. Questa è la farfalla che non vedi. Tu continua a guardare l’elefante… quello che goffo sta attento a non urtare cose e persone… quello che non vuole disturbare.

Peccato. Non hai osservato oltre. Non hai guardato nei miei occhi, nei miei sacchetti… ci avresti scoperto la leggerezza e la vivacità dei suoi colori. Quanto si impara se solo…

Fermati. Chiedimi che ho fatto oggi, che farò. Mi daresti l’opportunità di raccontarti dei miei voli, delle mie cadute. Magari ti piacerebbe ascoltarmi e cominceresti a raccontarmi di te. Sul serio, di quello che desideri, che sogni. Potrei aiutarti. E tu me.

Pensami. Sono quella sconosciuta che hai visto oggi consegnare i suoi campioni di sangue in Humanitas a Rozzano, perchè non vuole delegare nessuno e rivendicare ad ogni costo la sua piccola grande indipendenza. Sono quella che di corsa ha attraversato la strada per non perdere il pullman. Ero io al CAF della CGIL da quella signora sorridente ormai diventata familiare. Con un sorriso mi da’ la ricevuta. ‘Lei è la signora che inizia per R, vero?’ Sono io, sì! Ancora da sola, accompagnata solo da sguardi. Mi sento bene. Questa Vicky da sola sta in paradiso. Torna ad avere gambe, mani… tutto. E’ perfetta, dentro e fuori.

Scrutami. Sono vera. Non una proiezione dei tuoi pensieri. Sto entrando in posta. Mi manca la raccomandata di disdetta da spedire a Fastweb. Sì sì, quella scritta ieri. Ho diritto di scegliere e lo esercito. Mi sento viva. Importante. Sorridi? Ti ringrazio: era questo il mio intento. La farfalla Vicky per questi pochi minuti ti ha fatto dimenticare quell’altra… l’elefante.

Per un po’ sei stato aquila con me! Sempre Vicky!

9 marzo 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 7 commenti

Cosa succede in giro per il web…

  (da Google immagini)

Questo il mio testo appena pubblicato su Netlog.

“Cari amici e navigatori del web,
scrivo una sola volta per raccontare una prepotenza che sto subendo su Netlog, un social network come ce ne sono tanti.

Chi mi segue sa che da tempo linko qui il mio blog esterno su wordpress.com per raccontare me stessa e non solo. Su quella piattaforma è più facile inserire foto, testi, video… insomma arricchire un blog con tutte le forme espressive che si desiderano.

Da qualche giorno i link sono spariti, togliendo il senso ad ogni mio blog qui pubblicato ed arrecandomi un danno neppure lontanamente quantificabile.

Ho contattato il servizio help desk (tra l’altro esclusivamente in inglese) spiegando l’accaduto e la risposta è stata: ‘Sei sicuro di non aver contravvenuto ad alcuna regola di Netlog?’

Ho sempre citato e pubblicato foto e video pubblici estrapolati da Google o Youtube, così come tutti.

Ora… io non intendo avere un silenzio come risposta e in assenza di spiegazioni più dettagliate mi rivolgerò ad associazioni che tutelano non tanto noi navigatori e bloggers – già sotto mira del regime -, ma anche a quelle nazionali ed europee che difendono le persone con disabilità come me, le quali – grazie ad alcune leggi (according to special rules) usano questo mezzo per comunicare (e alle quali senza alcun preavviso viene così provocato un danno dell’immagine e un danno biologico e morale per ora non quantificabile).

Il mio modo di comunicare tutt’altro che osceno, offensivo e quant’altro non contravviene a nessuna legge, nazionale ed internazionale – considerando che Netlog ha sede in Belgio – ed è quello comunemente accettato su tutte le piattaforme, tramite i cosiddetti pingback o trackback (correggetemi se sbaglio).

SOLLECITO ANCORA una gradita e ragionevole risposta e, in caso di errore, il ripristino dei mio links sui blogs pubblicati già da mesi e mesi.

Ovviamente quanto state leggendo qui apparirà contemporaneamente sugli altri social network a voi noti – Facebook e company – oltre che su siti nazionali ed esteri con cui sono collegata e collaboro.

Tradurrò il presente testo su richiesta del servizio Help Desk. Cortesia che non viene data da parte loro. Ringrazio a questo riguardo la mia mamma che mi ha dato la possibilità a suo tempo di studiare delle lingue straniere.

Grazie della vostra attenzione e ancora di più del vostro grande affetto.

Sempre Vicky.”

A voi i commenti, liberi come sempre! E un videoclip di un brano semplicemente ALTO!

27 giugno 2010 Posted by | Esperienze, Idee | , , , | 3 commenti

Una sedia.

 

Questa probabilmente è e resterà solo una sedia. Guardala bene. Osservane le caratteristiche. Eppure qualcosa di diverso c’è!

Non ci è seduto nessuno sopra. Ha perso la sua funzione. Probabilmente nessuno la utilizza. Sicuramente non ci si accomoderà più quell’operaio che è stato ucciso dal lavoro l’altro ieri, ieri, oggi… Resterà un oggetto da guardare, senza speranza. Solo rabbia e silenzio.

  (Operai della Thyssen-Krupp di Terni – Il Giornale.it)

Gli operai della Thyssen-Krupp di Terni ringraziano Dio per essere oggi tornati a casa e sedere a tavola con la propria famiglia. Non così per Leonardo Ippoliti, che è morto a soli 29 anni in seguito alle gravi ferite riportate mentre lavorava.

Qui il link dell notizia di ieri:

http://www.unita.it/news/italia/100193/terni_muore_un_operaio_alla_thyssenkrupp_sciopero

 

IO LO RIVORREI SU QUESTA SEDIA LEONARDO!

 

Abbiamo la memoria troppo corta… Guarda la sedia che hai di fronte oppure a fianco ogni giorno: PENSA e RICORDA. I morti chiedono giustizia, i vivi sicurezza. BASTA! Restituite serenità alle famiglie, razza di imprenditori impuniti e lasciate la vostra di sedia. NON NE SIETE DEGNI.

Con lucida rabbia , sempre Vicky.

 

20 giugno 2010 Posted by | News, Persone | , , | 5 commenti

Humanitas: eppur qualcosa si muove!

Incredibile ma vero! Qualcosa a volte può cambiare. Il merito? Ripartito tra me e Claudio – sia a titolo personale che in rappresentanza dell’Associazione Disabili di Basiglio (Mi) – e l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano ICH (Mi) nelle persone del Dottor La Gioia e della Dottoressa Giannitrapani, con i quali abbiamo avuto un secondo incontro oggi pomeriggio alle 16.

In seguito ad una segnalazione scritta presentata alla Direzione Sanitaria di Humanitas e di due miei blogs – ricordate ‘La mia gita di oggi: (Dis)-Humanitas di Rozzano’ e poi collegato a questo ‘Gita in Humanitas: io e l’URP’? – ho avuto il piacere di incontrare e conoscere in due date distinte i rappresentanti dell’ICH menzionati sopra, con i quali abbiamo discusso di problematiche relative al problema dell’accessibilità della struttura in generale e degli ambulatori visita in particolare, oltre al problema della formazione dei volontari della Fondazione Humanitas all’assistenza delle persone con disabilità temporanea (può capitare a chiunque di fratturarsi una gamba!) o permanente, come nel mio caso.

Esaminate le possibilità di soluzione del problema accessibilità degli ambulatori e dei lettini visita, si è esaminata con reciproca soddisfazione la proposta seguente:

utilizzo di un ambulatorio del percorso C al primo piano, molto più ampio rispetto agli altri;

– acquisto di un lettino visita idoneo regolabile in più posizioni, altezza, inclinazione, dotato di accessori per ginecologia (vedi immagine)

 LETTINO ELETTRICO CEZANNE PRO Altre immagini sono disponibili al seguente indirizzo: http://www.sporteciclo.it/cezanne.htm

 Sembra un piccolissimo passo ma, credetemi, NON LO E’ AFFATTO! Avete mai provato a fare una qualsiasi richiesta ad un’istituzione o semplicemente un ente pubblico? Chi l’ha fatto sa di che parlo…

Abbiamo lasciato in sospeso, per ora, due discorsi importanti:

– un percorso facilitato in caso di consegna di provette provenienti da prelievi domiciliari per persone con disabilità con l’uso di una modulistica particolare;

– il contatto con la Fondazione Humanitas per la nostra proposta riguardo la nostra collaborazione (gratuita) per la formazione dei volontari che prestano un qualsiasi aiuto alle persone con disabilità.

Questo per ora è quanto. Mi resta solo da aggiungere una piccola nota: un grazie a titolo strettamente personale alla Dottoressa Giannitrapani per le sue parole e gesti di apprezzamento riguardo la mia persona e il mio operato.

Un caro saluto, in musica, e… ci teniamo aggiornati! Sempre Vicky.

16 aprile 2010 Posted by | Esperienze, Idee, News | , , | 2 commenti

Esselunga! A che gioco giochiamo?

A questo indirizzo trovate il volantino che ilustra le offerte SOTTOCOSTO riservate ai clienti: http://www.esselunga.it/storeFlash/browser.asp?folderVol=ZONA1_VOL1_SS 

Questo invece l’indirizzo del Superstore online: http://www.esselungaacasa.it/ecommerce/superstore.do al quale si accede per la spesa via internet. Cliccate su Prezzi Corti per vedere le offerte.

Confrontate col volantino. Notate differenze?

LE OFFERTE SOTTOCOSTO NON APPAIONO.

Dopo un mio reclamo telefonico, mi dicono al servizio clienti 800.666.555 che solo alcuni articoli sottocosto sono stati inseriti, però nella categoria PREZZI CORTI. Bisogna andare ‘a naso’…Volantino alla mano, andiamo a darci un’occhiata cliccando sul home page di www.esselungaacasa.it

E’ una bufala bella e buona! Se si scorre l’elenco molti articoli mancano e quelli presenti non sono indicati come articoli Sottocosto.  Faccio 2 esempi con 2 articoli acquistati da me oggi (fattura in mio possesso), visti sul volantino SOTTOCOSTO e cercati nelle categorie corrispondenti:

– olio extravergine Carapelli, 1 lt in vendita promozionale a euro 2,96/pezzo

– passata rustica CIRIO, in vendita promozionale a euro 0,49/pezzo 

Abbiamo poi il caso di un prodotto fantasma, cioè in promozione sul volantino SOTTOCOSTO e in vendita a prezzo pieno sul sito per la spesa online. Si tratta del fustino AVA LAVATRICE IN POLVERE da 40 misurini gr 5944 (g  2972 x 2), venduto in set da 2 pezzi sul volantino Sottocosto a euro 7,89/2 pezzi mentre lo stesso prodotto online è venduto a euro 10,49/pezzo! UN VERO AFFARE!

http://www.esselunga.it/storeFlash/browser.asp?folderVol=ZONA1_VOL1_SS a pagina 2

http://www.esselungaacasa.it/ecommerce/superstore.do e in dettaglio http://www.esselungaacasa.it/ecommerce/productInfo.do?productId=676450&storeId=7

Qui sopra le due immagini prodotto: perfettamente identiche.

Mi resta solo una domanda, memore del mio blog sul patè della Tulip…. Quale politica aziendale applicate a questo caso? Il 3×1? Cioè se acquisto online pago un prodotto il triplo? Pensavo si fosse esagerato già con il patè ( nello Store di via dei Missaglia a Milano in vendita a euro 0,74/pz mentre online costa euro 1,49/pz…) ma qui si esagera! Quale la definizione appropriata?

Attendo spiegazioni, sig. ESSELUNGA, e non prese in giro da operatrici del call center!

Un saluto a tutti, con ironia musicale… sempre Vicky.

12 aprile 2010 Posted by | Esperienze, News | , , , | 2 commenti

Il nostro Sindaco c’è!

copertina_sindaci.jpg

Eccolo, il nostro primo cittadino! (In ordine: il secondo da sinistra) In prima fila lotta per i nostri diritti…

Ecco perchè non può ricevere me nè come cittadina nè come presidente dell’unica Associazione Disabili! E io che pensavo male…

Il patto di stabilità previsto dal federalismo fiscale ha fatto risvegliare la coscienza civile di molti primi cittadini dormienti.

Meditate gente.

Un caro saluto a tutti, sempre Vicky!

 

11 aprile 2010 Posted by | News, Persone | , , , | 2 commenti

Presidente Napolitano, mi spieghi…

       

 

“Onorevole Presidente Napolitano,

sono una signora di 46 anni con grave disabilità motoria in quanto tetraplegica da 14 anni. Sarò breve nell’esposizione in quanto al momento, oltre ad avere i miei soliti problemi causati dalla mia malattia, ho anche problemi di estrema debolezza e di stanchezza dovuta ai postumi di una polmonite che sto ora ancora curando a domicilio secondo le indicazioni dello specialista dell’ospedale nel quale sono stata ricoverata per nove giorni, fino al 25 marzo scorso. Infatti, per poter redigere il testo presente, utilizzo software vocali che sostituiscono l’uso delle mie mani.

Per questo motivo non mi dilungherò molto nella mia esposizione, ed approfitto di un mezzo come quello del mio blog per comunicarle il mio malcontento nel sentirmi privata del diritto di voto a me garantito dalla nostra costituzione, Titolo IV articolo 48.

Nonostante l’approvazione della legge 1359 del maggio 2009 relativa al voto domiciliare delle persone con disabilità, mi sono trovata mio malgrado fuori dalle categorie previste all’articolo 1 delle leggi anche antecedenti. Non sono attaccata permanentemente, grazie a Dio, ad apparecchiature elettromedicali, come previsto dalla vecchia legge per ottenere il voto domiciliare. Allo stesso modo era impossibilitata a recarmi al seggio e meno che meno ad espletare in autonomia l’iter burocratico di approvazioni e pellegrinaggi da un ufficio all’altro previsto dalla nuova legge 1359.

Onorevole Presidente, mi fermo qui. Il resto, se vorrà, lo troverà esposto nel post al seguente indirizzo: https://vincenza63.wordpress.com/?p=1468

Inutile aggiungere quale sia la mia delusione rispetto a quanto le istituzioni facciano, o meglio non facciano, per facilitare vita dignitosa di milioni di cittadini nelle mie stesse condizioni, che per impedimenti diversi dal mio rinunciano al diritto-dovere di votare, e chissà a quanti altri ancora di cui non importa a nessuno. Spero che non sia il suo caso.

Resto in attesa di sue cortesi comunicazioni riguardo l’accaduto e della possibile azione nella giusta direzione per la risoluzione di questa problematica così importante.

Cordiali Saluti.

Vincenza Rutigliano

 

30 marzo 2010″

 

Facendo seguito al mio post sul mancato voto, condivido con voi il testo della mia email spedita nel pomeriggio al nostro Presidente della Repubblica, primo garante dei nostri diritti costituzionali. Tra questi, quello fondamentale del voto. Attendo sviluppi.

Un saluto, musica e immagini. Sempre Vicky.

 

30 marzo 2010 Posted by | Esperienze, Idee | , , | 5 commenti

Una gita al Carrefour di Assago ovvero…

  …come far valere i propri diritti di consumatore con intelligenza e anche con cortesia reciproca.

  Questo l’articolo ‘incriminato‘. Sono collant riposanti 70 denari per chi, come me e come l’impiegata del Carrefour addetta ai rapporti con i clienti, ha problemi di circolazione venosa.  Quale il motivo del contendere? E’ presto detto.

 4 marzo 2010. Se osservate alla vostra sinistra, noterete ben in vista sia il prezzo che l’articolo di cui ho parlato sopra. La cosa sorprendente e per niente chiara al momento dell’acquisto era la corrispondenza del prezzo esposto con quello pubblicato sul volantino pubblicitario ricevuto in casella. Cosa ci sarà di strano direte voi… qualcosa di strano c’è ma non si vede! Entrambi i prezzi, infatti, corrispondono al prezzo pieno del prodotto, e non a un presunto prezzo al quale è stato applicato uno sconto in regime di promozione.

Verificato tutto ciò accompagnata anche dall’addetta al punto informazioni Carrefour, mi vengono richiesti i miei dati personali compreso il numero di cellulare. Restiamo d’accordo che sarò contattata telefonicamente dal servizio commerciale clienti per le spiegazioni del caso.
Non appena giunta a casa però cerco sul sito un numero verde al quale rivolgermi oppure un qualsiasi contatto telefonico riservato ai clienti. Trovo in linea del personale commerciale al quale spiego l’accaduto e che di rimando mi dice che in effetti c’è stato un errore nel calcolare il prezzo dell’articolo in sconto, che in realtà non sarebbe di euro 6,90 come riportato in foto, sullo scaffale, e sul volantino pubblicitario bensì di euro 6,50… Non c’è che dire! Uno sconto che davvero incoraggia all’acquisto: ben 40 centesimi! Infatti dico subito all’addetto al telefono che probabilmente si sta sbagliando ancora. A questo punto mi viene detto che sarò ricontrattata con ulteriori spiegazioni. In effetti avviene.

Con grande sorpresa non che il più il servizio clienti Carrefour a chiamarmi, ma l’azienda produttrice, la Cabifi SpA di Novara. L’impiegata al telefono mi chiede nuovamente spiegazioni circa l’accaduto, successivamente si scusa a nome dell’azienda e… udite udite… mi chiede sia il modello che il colore dell’articolo di mio interesse, nonché la taglia. Dopo neanche una settimana mi viene recapitato un plico contenente ben quattro paia di calze corrispondenti all’articolo e al colore esatto. WOW!

Che dire? Non posso che ripetere quanto detto all’inizio: far rispettare i propri diritti di consumatore paga, bisogna avere un po’ di pazienza, insistere finché si può con educazione – ripeto finché si può – , perché un caso isolato come può essere il mio crea sempre un precedente a vantaggio, spero, di qualcun altro che si trova nella stessa situazione.

Un grazie al servizio clienti Carrefour, nella speranza che eventi simili siano rari, alla Cabifi SpA e, se permettete, alla mia gran testa dura!

Un caro saluto, sempre in musica, ironicamente… sempre Vicky.

*

*nota: avrei voluto inserire uno strip di donne disabili ma su YouTube non c’è… accontentatevi e immaginate!

27 marzo 2010 Posted by | Esperienze, News | , , | 5 commenti

   

La libreria di Farfalla Legger@

gocce di libri letti e qualcosina in più...

MiddleMe

Becoming Unstuck

DUST IN THE WIND (poesía)

"El raquitico dios de la tierra sigue siendo de igual calaña y tan extravagante como el primer día. Un poco mejor viviera si no le hubieses dado esa vislumbre de luz celeste, a la que da el nombre de Razón y que no utiliza sino para ser más bestial que toda bestia" Goethe

Think Thoughts

Academic Essays

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Warm welcome! This is more than an exploration. Discovery of new ideas and new ways of being.

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Sobrevivir a Trabajar en Casa

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Etiliyle

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Un bosco nella mente

Sogna sempre in grande

Trust and Believe in the Unseen

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Riscopriamo la bellezza della natura, camminando. Itinerari e percorsi adatti a tutti gli escursionisti, prevalentemente nella nostra bellissima Toscana.

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