Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Bertè e l’urlo

urlo ( L’urlo – dal web)

Luna – con Paola Turci

E vaffanculo luna
Da quella fregatura
Da quella notte senza fortuna
Da quanto tempo luna
è come stare fuori
Chissà che fine ha fatto lei
E quel bastardo che vorrei
Da quanto tempo luna
Ho perso la misura
Ho seppellito pure il cuore
E che fine ho fatto anch’io
Mi sono detta addio, addio
E come si sta male 
A stare così soli
In queste notti brave
Di maledetti suoni
E che fine ha fatto lei
Che cosa abbiamo fatto di noi
Da quanto tempo luna
Non c’è più l’infinito
è stato già spartito in privato
Luna
E che fine ha fatto Dio
Che ci abbia detto addio, addio
E come si sta male
A stare così soli
E navigare a vuoto
In mille direzioni
E come si sta male
A ridere da soli
In queste notti luna
In cerca di altri voli
E che fine ha fatto
Che fine ha fatto Dio
E che fine

 

“E come si sta male a stare così soli”… Che meraviglia di brano!

La Musica parla sempre per me, la Musica mi salva. Sempre Vicky!

1 aprile 2017 Posted by | amore, Anima, Dio, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 6 commenti

Solitudine

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Solitudine

nascondersi
in attesa di
iniziare

a vivere.

Sempre Vicky.

22 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 7 commenti

Non esserci…

A me capita ogni tanto.

Mi passa molto per la testa, un casino di immagini, parole, pensieri… poi ansia, paura di non riuscire più a fermare quello tsunami emotivo alternato a una specie di apatia. Il tutto condito dal timore di perdere amici di questa bella comunità di blogger e molto altro…

Ho voluto e dovuto da tempo imparare a “stare” e rispettare me stessa e i miei tempi.

E volere bene alla mia creatività a produttività zero.

E così… volere bene anche a voi follower, lettori, avventori, critici, ecc.

Un abbraccio, una dedica con un brano MERAVIGLIOSO, sempre Vicky!

 

14 febbraio 2017 Posted by | Dialogo, Idee, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , , , , | 15 commenti

11 febbraio 2005 – The day after

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Questa è la chiesa Gesù Salvatore a Milano 3, Basiglio. Pochi kilometri a sud di Milano, nel cuore del parco agricolo Milano Sud. È qui che per l’ultima volta sono stata a fianco di Lorenzo, mia marito e padre di mia figlia. È il giorno dopo la sua morte, avvenuta non più di trentaquattro ore prima al Policlinico di Pavia.

Dicono che si nasce e si muore soli. Tu non sei rimasto solo, Amore. Ti ho portato via con me, rannicchiato tutto nel mio cuore. Ho lasciato lì solo il tuo corpo non più dolorante perché prossimo al viaggio più bello. Noi ci eravamo già dati tutto. Lo sappiamo solo io e te…

“The day after” comincia la tua, la nostra festa… un nuovo matrimonio, il nostro! Organizzato fin nei minimi particolari, a cominciare dal tuo vestito, lo stesso di 23 anni prima. Finite le pratiche burocratiche relative alla custodia di ciò che rimane di te fisicamente, è ora di pensare al rito religioso, ai brani della Bibbia, ai canti e al mio spirito che resta ancora qui in me.

Se solo ne avessi avuto il tempo avrei preparato anche gli inviti e un piccolo ricordino, ma forse è stato meglio così… noi siamo persone semplici.

È tutto pronto, stai per arrivare preceduto dai nostri fratelli (preti) nello spirito, Don Franco, Don Leone, Fra’ Emilio e tanta, tanta gente.

Soltanto i nostri ruoli si sono invertiti: io sono la sposa che ti aspetta vestita con un abito meraviglioso che puoi vedere solo tu. Non l’ho indossato perché gli altri non fossero scandalizzati… so che a te avrebbe dato fastidio, vero Lorenzo? È una cosa tra noi due, la comunità con questo non c’entra.

Arrivi insieme ai primi invitati che insieme agli altri prendono posto piano piano qualcuno piange, qualcuno distratto a guardare in giro, qualcuno mi cerca con lo sguardo perché io sono piccola da vedere. Hai sentito il mio bacio quando sei entrato? Ora devo andare, il coro dei nostri amici più cari ci aspetta per cominciare la festa. Qualcuno rimane fuori insieme ai bambini, perché è sabato, precisamente sabato grasso e passano i carri del carnevale. Anche per i non credenti è festa!


Questa è la musica che ti piace cantare, soprattutto suonare con la tua chitarra mentre preghiamo, danziamo e ridiamo insieme! E noi siamo qui oggi a cantare per te, con te, perché la gioia sia in noi che ti amiamo e cantiamo anche tra le lacrime… come ora faccio io.

Come brano del Vangelo scelto per te quello della Samaritana, perché come lei anche tu un giorno hai fatto un incontro che ti ha tolto molto di più della sete di acqua. Lo so, anch’io sono quella donna che ha dato dell’acqua e ha trovato l’Amore, quello da non vivere nel nascondimento ma da proclamare a tutti quelli che incontra.

È felice! Così come lo sei tu oggi, che hai lasciato l’uomo vecchio affidandolo alla terra, in partenza per un viaggio dove non serve bagaglio né zavorra. Bisogna essere leggeri, così come la musica.

Gli amici e parenti mi salutano, uno di loro mi dà conferma dell’intenzione che volevo arrivasse con questa festa: “Mi sembrava di essere un matrimonio!”

Ecco, arriva il momento di cui la festa finisce e torno a casa, la mia, la nostra. Improvvisamente è solo silenzio. Mi sento come ubriaca e stanca, proprio come ci si sente al ritorno da un pranzo di nozze. Le nostre strade si sono divise fisicamente, torno a casa solo in compagnia della mia carrozzina e un po’ più in là mia madre.

Nell’aria la voce di nostra figlia che parla con delle sue amiche in camera sua, l’odore di uno strudel messo in forno all’ultimo momento da offrire alle ragazze. Mia madre, seduta sul divano, fissa il vuoto.

È tutto. Tutto ciò che conta. Sempre Vicky!

12 febbraio 2017 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Ho conosciuto un “uomo”

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E’ il 3 febbraio 2017.
Bergamo ore 21. C’è mia figlia con suo marito e poi… un bel po’ di gente e infine lui, Niccolò Fabi con la sua band.

Solo adesso a distanza di un paio di giorni riesco a parlare di ciò che ho sentito, ho ascoltato, lasciato decantare poi emergere nella sua giusta dimensione. Come è scritto nel titolo “Ho conosciuto un uomo”. Detto così sembra un incontro di quelli amorosi e in parte lo è ma di un altro tipo di amore, forse più vero e aperto di quello che ci vincola a una persona in particolare.

Andare a un concerto e avere la fortuna di poter assistere in seconda fila a pochi metri dall’artista è una bellissima esperienza. La consiglio a tutti. Non è soltanto ascoltare una voce, ma è vedere in tutte le sue sfumature un viso, corpo che si muove nello spazio mentre il tempo scorre quasi senza interruzioni, per non turbare un dialogo che ha un che di magico…

Ero seduta vicino a mia figlia Emanuela e ogni tanto commentavo sperando di non disturbare e disturbarla. In realtà credo fosse solo il bisogno di far venire fuori le emozioni che sentivo di condividere con qualcuno che è realtà non c’era, per poi ritrovarmi a vivere un dialogo muto con Niccolò, uno scambio di vibrazioni a distanza ravvicinata…

Capita così che l’anima si apre e si lascia andare, complice l’oscurità e il volume alto degli altoparlanti a pochi metri da me.

Verso la fine, dopo tanti brani urlati dalle persone sedute come me – che non posso alzarmi più, anche volendo… – Fabi intona una canzone in particolare che tutti conoscono praticamente a memoria e che fa balzare la platea in piedi e correre vicino al palco. E’ un brano orecchiabile, intimo, ha un bel ritmo coinvolgente, “Lasciarsi un giorno a Roma“. L’ho sentito un po’ di volte perfino io in questi giorni in cui ascoltavo un po’ di tutto il suo repertorio per prepararmi a un incontro, proprio come con una persona importante a cui tieni e per la quale ti prepari con calma e cura. Non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma soprattutto per il “contenuto“.

Provo qualcosa di estremamente bello e straziante in quel momento e anche ora, mentre sto utilizzando il software vocale per dettare, e mi fa tremare la voce e il cuore. E’ un fotogramma di scatto in quel momento e che sembra unire due scene collocate in spazi e tempi differenti, lontano anni uno dall’altro. Ciò nonostante magicamente si sovrappongono provocando un’emozione enorme. Rivedo mia figlia adolescente improvvisamente come non l’ho vista mai, correre felice e spensierata incontro alla vita che l’aspetta e contemporaneamente mi appare una donna che rifà con la stessa corsa il medesimo percorso mentale ed emozionale davanti ai miei occhi.

Mi rendo conto improvvisamente di quante cose mi sono persa… e dentro di me in quel silenzio assordante in conto che mi è stato fatto il dono di esserci per viverne una importante: la sua prorompente e bellissima gioia di vivere! E’ come ritrovarla e doverla lasciar andare… Crescere. 

In questo momento ho le lacrime agli occhi. Non è tristezza. E’ vita, emozione, necessità. Maternità.

Faccio un’eccezione, a lei dedico due dei miei brani preferiti. Sempre Vicky!

 

5 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

Grazie, Frankie!

Ed eccomi di ritorno! Ben ritrovati, amici miei!

In ottima compagnia. Ritmo carnale, testo che mi raggiunge e scava. Consiglio…

Sempre Vicky!

 

18 agosto 2016 Posted by | Anima, Idee, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , | 2 commenti

Mi basta poco

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Oggi tempo incerto, dentro e fuori. Eppure…

Sto bene. Mi basta poco per essere serena e più leggera dei miei sessantuno-sessantadue kg e dei miei cinquantadue anni.

Le mie ragioni? Un corpo accudito, pulito, preparato con un pizzico di allegria che rende perfetta e bella ogni cosa. Anche la professionalità o meno.
Una passeggiata tra le bancarelle 
del mercato di Rozzano senza comprare nulla o quasi, solo per assaggiare come sta la gente. Anche al supermercato lì vicino accade di prendere e dare gratis umanità. Alla cassa un importo ridicolo. Preziosamente ridicolo.
Sulla strada verso casa mi sorprendi: pranzo semplice da Doris, la trattoria di cui parlavamo ieri sera. Sognare e progettare a volte sono sinonimi.

Qualche volta ti ho lasciato e ancora mi viene voglia di farlo. Tu non ti scomponi, il veleno e le parolacce che ci buttiamo addosso… non capisco se sei ferito e turbato quanto me. Ho paura di non conoscerti. Poi…

Ti rivedo in questi ultimi difficili mesi e… ti trovo. Al tuo posto. Anche durante la tempesta, se c’è bisogno.

Ogni giorno mi dico che non so quanto durerà. E subito dopo ricomincio. Sono io. Mi basta poco… Così mi riconosco. Distruttiva, propositiva, romantica, aggressiva, timorosa, logorroica e silenziosa e non so quant’altro. E mi trovi. Al mio posto.

Esistiamo e resistiamo.

Anche oggi. Qualcuno mi ha detto che non sei alla mia altezza, che sono mille gradini sopra di te, che ho fatto una scelta affrettata… sono stata vigliacca, ero arrabbiata con te e sono stata complice nel ferirmi e colpevole di quel mancato amore…

Pazienza, come dici tu. Io ne ho davvero poca. È vero che mi basta poco per illuminarmi ma anche per incendiarmi!

Un brano che mi descrive un po’, dedicato anni fa da una persona che mi conosceva bene. Vorrei essere guardata così.

Sempre Vicky!

18 giugno 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

E penso a te

 

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il suo amore….

 

Lui si sveglia e pensa a te
Ti saluta e tocca te
E’ al tuo fianco e sfiora te
Lui non dorme e pensa a te

Come va? Lo dice a te
Sei a posto? Sistema te
Mi sto proprio divertendo e adora te

Lui si lava e mostra a te
Mangia a cena e sta con te
Fa’ l’amore, gode con te
Si addormenta su di te

Non voglio aggiungere altro se non che il mio nemico e oggetto vivente e presente nella vita del mio compagno è lui. E ha vinto e ci ha diviso. Mi ha rubato qualcosa e qualcuno che si è lasciato prendere. La riconoscenza è la tomba dell’amore. L’ingratitudine l’arma che l’uccide. Il non rispetto la lapide coperta d’insulti.

Ora Vicky dice BASTA. E’ facile. Basta staccare la spina. Dare eutanasia al wi-fi. E a chi non ama e adora nient’altro che un ologramma.

Adieu!

Lucio… un maestro d’amore. Rivaluti la realtà e mi fa bene il tuo sano sentimento.

Sempre Vicky!

9 maggio 2016 Posted by | Anima, Cose, Dialogo, Dio, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | Lascia un commento

Solitudine e essere soli

vuoto (da Google)

 

Su ispirazione di un blog che seguo,  A piedi scalzi, ho pensato di fare una breve riflessione e condividerla con chi mi legge.

Io do a “solitudine” un significato attivo, come una volontà. Questo non ci deruba della leggerezza, anzi ci aiuta a liberarci di zavorre inutili. Chi non ne ha?

Essere soli” lo percepisco invece come qualcosa di passivo, di subito, che ci mette ansia e inquietudine. Vorrei onestamente vivere la prima dimensione, ma pur illudendomi di scegliere, so già che talvolta altri lo fanno e lo faranno senza chiedere il permesso alla mia sensibilità.

Mi ritrovo così a “essere sola”.

Emerge un dubbio che diventa certezza ora: non c’è un “o” “o”, ma un “e” “e”, cioè facciamo esperienza di entrambi gli stati mentali ed emotivi. Siamo carnefici e vittime, secondo le circostanze.

In entrambe ci “muoviamo”, respiriamo e viviamo.

Come nella musica, compagna di vita. Sempre Vicky!

 

 

1 febbraio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 5 commenti

Natale a casa mia

 

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Quel raggio di sole oggi è passato a casa mia, si è fatto posto, si è seduto a tavola con noi…

È stato come un balzo indietro e insieme con il cuore in festa per l’arrivo di un ospite inatteso anzi insperato.

Mamma, avevo lasciato, come tu sai sono abituata a fare, la sedia vuota per qualcuno… se solo avessi potuto abbracciarti!

Mi sei scivolata tra le dita come l’acqua, come l’aria, come l’anima per essere libera da pesi.

Ti sento. E non è un’impressione o mio vaneggiamento.

Resta ancora. Abbiamo bisogno di te perché la nostra gioia sia piena.

Buon Natale,

sempre Vicky!

 

 

 

25 dicembre 2015 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Uncategorized | , , , , , , | 10 commenti

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