Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Livorno. Comandante dei carabinieri garantiva lavoro in cambio sesso

C’è nome e cognome, finalmente!
Ci sarà chi, come spesso accade, darà la colpa alle donne.
Basta! Non funziona più!
Se ha sbagliato paghi!
fonte: Repubblica.it

O capitano! Mio capitano!...

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Ennesimo disgustoso caso di abusi in divisa nell’arma dei carabinieri. Questo volta siamo a Livorno dove un comandante ha per anni approfittato della sua funzione per abusare di alcune lavoratrici.

La dinamica è andata avanti nel silenzio più totale sempre secondo lo stesso schema. Il comandante prometteva a donne disoccupate o in situazione di difficoltà economica un posto di lavoro in cambio di rapporti sessuali, poi faceva pressione su alcuni esercenti perché le vittime fossero effettivamente assunte minacciando controlli più approfonditi in caso di rifiuto. A quanto riferito dalle vittime, la pratica andava avanti da diverso tempo. Federico Dati, questo il nome del carabiniere, era allora a capo nucleo dell’arma che affianca l’ispettorato del lavoro della città Toscana. Insomma il direttore di un’unità che dovrebbe essere garante dei diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori usava il suo potere per approfittare di donne in situazione precarie avanzando pretese e minacce o…

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6 agosto 2017 Posted by | Mondo, News, Persone | , , , , , , | 3 commenti

Chi non ha lavoro

Risultati immagini per rifugiati nigeriani

Quella qui sopra è una delle situazioni dalle quali scappano, l’Africa di cui quasi nessuno parla e che genera rifugiati politici e non che in qualche modo devono mangiare e vivere ogni giorno.
Vi offro un racconto di vita che conosco da alcuni anni e che vi assicuro è la miglior celebrazione del 1 maggio e non solo.
Sono particolarmente arrabbiata e non risparmierò, forse per la prima volta, di trascrivere fedelmente certi termini usati normalmente in alcune occasioni.

Qual è la novità oggi?

Vi parlo di prostituzione. No, non si tratta di donne ma di un ragazzo X che vive nella zona Y e si vende al Supermercato Z.

Ho conosciuto X qualche anno fa alla fermata dell’autobus che prendevo di solito per andare a casa nel quartiere Y dove abitavo. Non lo avevo mai notato prima o più semplicemente avevamo orari diversi.

Sono una di quelle persone che non si crea problemi a fare conversazione con persone di razze e colori diversi dal proprio per cui ho cominciato a parlare con lui di cose quotidiane che riguardavano sia lui che me e le nostre vite. Ha preso il mio stesso autobus per raggiungere il supermercato. La differenza tra me e lui è che io ci andavo per fare la spesa mentre lui ci andava per chiedere soldi ai clienti oppure prendere le monete dai carrelli che restavano abbandonati nel parcheggio antistante al supermercato stesso. Questo naturalmente l’ho scoperto solo dopo aver fatto la spesa…

Fin qui sembrerebbe tutto “normale” fin quando non scoperto che… X era in vendita e mi stava offrendo se’ stesso presso il mio domicilio, sussurrandomi all’orecchio in inglese (la lingua in cui stavamo comunicando, proveniendo lui dalla N.) queste parole: “Baby, I can make you happy… I can lick your p…y, ok? Take me to your home and I’ll do everything you want”. (Tesoro, posso renderti felice… posso leccare la tua…, ok? Portami a casa tua e farò tutto quello che vuoi).

Devo essere diventata di tutti i colori perché solo un paio di volte in vita mia avevo ricevuto provocazioni sessuali così esplicite, da adulta intendo naturalmente e soprattutto da adulta single e con una disabilità motoria.

Mi sono sentita strana. Non avevo mai pensato alla prostituzione maschile, anche perché non avevo mai dovuto pagare un uomo in vita mia. Ho rifiutato la sua offerta non perché non fosse attraente e io non ne avessi voglia, ma semplicemente per il rispetto della dignità di entrambi.

In cambio di nulla, se non della compagnia reciproca, ci siamo seduti fuori dal supermercato a mangiare una pizza insieme, senza giudizio. Aveva fame X, non solo di cibo ma di parole che non fossero solo di sfruttamento o di contrattazione.

Lui, godendo dei benefici come rifugiato, aveva provato a cercare un lavoro naturalmente senza successo. Come molti mandava quei pochi soldi ai suoi genitori in N.
Nonostante la sua sfoderata malizia e spregiudicatezza non credo che avesse mai pensato di doverle guadagnare così i soldi che gli servivano per vivere qui nel nostro paese. Ho pensato a chissà quante donne avevano accettato la sua offerta… non ho avuto il coraggio di chiederglielo.

L’ho incontrato ancora molte volte, anche di recente. Ci siamo parlati da esseri umani con pari dignità, senza pensare alle categorie mentali che stanno prendendo sempre più piede nelle nostre comunità. E non parlo solo di stranieri.

Vi assicuro che molte persone che non hanno lavoro si sentono cittadini di serie B, persone che hanno perso senso di rispetto e dignità anche da parte di chi un lavoro ce l’ha ancora. Magari nelle pubbliche amministrazioni, presto gli uffici per l’impiego o ancora se si ha a che fare con i servizi sociali degli enti locali: ci si sente veri e propri mendicanti.

No, non me la sento proprio di festeggiare nulla. Ho solo voglia di dedicare questo post a X, ovunque sia in questo momento!

Con amarezza, sempre Vicky!

 

 

1 maggio 2017 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , , | 50 commenti

Le mani.

C’era una volta… la mia storia. La racconto senza rispettare una cronologia, attraverso le mie mani, come la direbbe una persona che amava cantare e alla quale hanno rubato la voce o solo il fiato… Questa è stata sostituita in parte dai segni, ma quali di questi sa e può esprimere emozioni? Ho perso le parole… ho perso le mie mani. Percorro insieme a te che leggi questo viaggio. Ogni tanto mi guarderò alle spalle, oppure con un balzo in avanti.

Non avercela con me. Perchè tu e io siamo il viaggio. Il più difficile. Il più bello.

Sali, voglio parlarti di alcune cose in libertà, senza aver paura di giudizi oppure solo per dirti che io non sono solo quella che vedi, ma che ho avuto un passato e desidero un futuro proprio come te… solo che vorrei spiegarti che ci sono cose che non potrò più dirti con le mani. Tu penserai e mi risponderai che ci sono svariati modi per comunicartele. Le mani però concentrano in sé tanti linguaggi. Quello tattile, il visivo, l’uditivo, il figurativo. E chissà quanti altri che ora non mi vengono in mente.

Sai che mi piacciono le carezze, riceverle e soprattutto darle, perché se solo ti metti in ascolto sanno dirti molto più delle parole. Non ho dimenticato quando le potevo dare, per esempio al mio uomo oppure a mia figlia per farli addormentare, oppure solo per giocare a farci il solletico. Le carezze dell’amore sono quelle che mi mancano di più. Tutte. A cominciare dal toglierti i vestiti fino a quelle più eccitanti che io te conosciamo, oppure vorremmo scoprire. Abbiamo tempo, se vuoi. Se vuoi… è difficile a dirsi, ma spesso è la fretta ad essere padrona delle situazioni, anche quelle più intime come esplorare i propri corpi per conoscersi.

Ho bisogno di tempo. Io più di te.
Perché? Ho dovuto, devo e dovrò imparare ad usare quel che resta delle mie mani in modo piacevole, per te e per me, a continuare a studiare le mie forze, piccolissime, e sfiorarti mentre magari tu vorresti essere stretto e non me lo dici.

Io lo sento. Forse perché è quello che desidererei fare anch’io e non posso. Sappi che in quel tocco c’è tutta me stessa. Basterà?

E’ bellissimo quando la mia mano si trova nella tua e prende la forma di una conchiglia, che accoglie e fa risuonare tutto al suo interno mostrandosi senza pudore. Diventiamo una cosa sola, riprendo a vivere come quando la mia mano si muoveva da sola, sapeva cosa fare e come… ora sei tu il motore e non mi dispiace per niente. L’importante è usare insieme i corpi. Come durante un amplesso. Ce la farò?

Guardo le persone che si prendono cura di me e ogni giorno penso: chissà se sanno cosa stanno facendo, chissà se sanno quanto importante sia la mano che lava, quella che pettina, quella che massaggia…
Ricordi quanto mi piaceva prendermi cura di te anche quando non c’era la necessità, solo per il piacere di dare un po’ di felicità anche in questo modo? Non ho cambiato idea, neanche ora che mi trovo dall’altra parte della barricata. Il bisogno delle amorevoli cure, da qualsiasi parte provenga da chiunque sia generato, è un bisogno primario. Oserei dire che è l’ascolto per eccellenza.

Per i bambini avviene la stessa cosa, lo sai vero? Vogliono sempre stare in braccio e coccolati ma qualcuno di molto intelligente ha deciso che questo non va bene e che sono solo capricci… questo qualcuno è diventato grande troppo presto e ha smesso di toccare l’altro molto tempo fa.

Di tutto quanto detto ne ho piena consapevolezza ed esperienza. I più bei ricordi legati a mio padre, per esempio, sono di quando in qualche occasione ormai malato ha permesso che gli lavassi i piedi, e gli tagliassi capelli oppure le unghie perché non poteva più farlo da solo. Ne ho di tantissimi altri, ma questi so che sono i più intimi. L’emozione che ne traevo e quella che davo non trovano altro paragone.

Dopo le carezze del sesso, dell’amore, dell’affetto e della generosa e vera compassione  non resteranno che quelle della cura reciproca, del corpo e dello spirito. Le amerai?

Mi viene in mente una cosa piccola, quasi ridicola in confronto ad altre ritenute molto più importanti. Sai quanto amo la quotidianità, per cui le cose che mi mancano di più e che più vorrei fare per te sono quelle più semplici, un caffè per esempio. Sarei tentata di rimpiangere la mia incapacità, tra le migliaia di altre, di preparartelo. Non so perché, ma in questo momento mi sento di rallegrarmi di più di quanto sto ricevendo da te, e non solo, piuttosto che lamentarmi di quanto non posso dare, almeno materialmente. Questo è il mio tempo…

Grazie per il dono del tuo. Sempre Vicky.

15 agosto 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 24 commenti

Le mie Olimpiadi

(Google)

Sto correndo le mie Olimpiadi dal 2 novembre 1995. Ho partecipato a molto e moltissimo mi manca. Ho iniziato piano piano dopo un’ischemia presunta al midollo spinale e un arresto cardiaco il 5 dicembre 1995. Niente tunnel, niente luce. Assenza. Poi il ritorno, con voci assordanti.

Nel febbraio 1996 la conquista della posizione seduta. A maggio 1996 il primo viaggio in auto: a casa per la Cresima della mia piccola. Poi tanti, troppi giorni uguali in cui Vicky si è lasciata andare insieme al suo corpo fino a…quello strappo annunciato. Enorme. 11 febbraio 2005. Morte dell’Amore mio e con lui della ‘vecchia’ Vicky.
Insieme abbiamo salutato il passato, l’abbiamo fotografato con la mente e permanentemente tatuato sul cuore.

Con lo spirito non ancora sconfitto, 27 kg in meno, i capelli lunghi e imbionditi come un campo maturo mi rilancio nella vita. La mia nuova compagna: una carrozzina elettronica che si unisce in amplesso permanente e a volte piacevole con me. Il mio navigatore? Sempre l’amore, quello che ti carica e ti fa percorrere strade strette in cui tutti ti dicono: ‘Attenta’ e tu… giù a capofitto!

Ci sono altre date, altri numeri fantastici che ho scolpito dentro e che mostro sul viso, nascoste in qualche ruga.

2009: il 5 luglio, inizio della mia strada per la comunicazione in rete, con questo blog. E’ la rinascita emozionale tutta mia.

2011: il 2 ottobre, intervengo invitata dall’amica Mina Welby al Congresso dell’Associazione Luca Coscioni. E’ un bellissimo regalo di compleanno, che fa rinascere un nuovo spirito di lotta per i diritti umani e del malato. E’ un’ulteriore presa di coscienza e l’opportunità di esplorare altri universi.

2012: da dove comincio? Con la fine della mia ultima relazione, ancora sola e con molto da ricostruire. ‘Ce la farò?’ mi sono chiesta. Nella mia solitudine notturna mi sono posta obiettivi, ostacoli in quel momento enormi. Il principale: dedicarmi a me stessa facendomi piccoli regali che soddisfino la mia vanità. Poi… i mini-viaggi in treno, da sola. Torino, Verona, Bologna, Genova. Distanze inimmaginabili solo poco tempo fa per me e per chi mi vuole bene e mi conosce. A marzo la mia conquista dell’Everest! Dopo oltre 16 anni di nuovo in piedi, contro tutti i pronostici! E infine, con la complicità di una carissima persona che mi incoraggia sempre nelle mie stravaganze di qualsiasi tipo, la conquista del mare! Mancano molti giorni, eppure ne sento l’odore, la consistenza, le carezze, il suo insinuarsi dappertutto, come le mani di un amante. Passione che ricambio da tutta la vita, fin dal grembo materno in cui sono stata generata.

Questi i miei ‘numeri’, i miei traguardi, le mie vittorie. Il futuro è già qui!

Le sconfitte? Grida più forte, sei lontano…non ti sento più.

Sempre Vicky!

29 luglio 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , | 40 commenti

Bocca di rosa

 
(Google)

Oh Dio, in questo preciso momento sto facendo a botte con l’altra Vicky, quella conformista, quella ipocrita e omologata. Quella che a volte vive le vite degli altri. No,voglio esserci. Così… farò come sempre, davanti a questo foglio elettronico bianco: abbandonerò le briglie, strapperò i paraocchi, cavalcherò l’onda dei pensieri. E non mi basterà. Lo so.

Fare l’amore mi piace. Tanto. Da sempre. Non mi piace ‘fare sesso’, perchè non lo ritengo un bisogno fisiologico solo del corpo, ma… c’è tutto di me in quei momenti. Tutto quello che posso dare, tutta quella che posso essere.
Mi ‘muovo’ secondo le mie vibrazioni.  Se solo andassi oltre l’apparenza… vedresti un universo. Dentro questo universo scopriresti che un orgasmo può essere un intervallo di piacere tra corpo, mente e anima. Se solo volessi.

Quando Vicky poteva disporre e usare il suo corpo completamente – così almeno pensava – considerava il sesso e l’amore esclusivamente collegati. Ed era, ed è tuttora un’esperienza fantastica! Quando accade…

Dopo aver ‘scoperto’ che fare l’amore non è solo riservato a chi si ama… Vicky ha scoperto che donare sè stessa è quello che conta.

Nel frattempo ha conosciuto diversi uomini oppure, parafrasando, uomini tra loro diversi. Lei, per ognuno di loro, è l’altra. Tutto e niente. Ma solo a prima vista… per l’occhio appannato o miope. Peggio ancora, per alcuni ‘giudici’ dallo spirito farisaico e ipocrita, lei è una facile, disponibile.
Ognuno dei suoi uomini è unico e irripetibile. Alcuni sono il suo passato, altri il suo presente. E’ possibile avere mente, corpo e cuore abbastanza generosi da donare gioia e poterne ricevere?

La risposta è  senza dubbio SI’! La chiave: il non giudizio.

Dopo oltre 23 anni con il suo Amore, Vicky ha buttato giù il primo muro: scoprire l’universo degli uomini oltre il suo piccolo grande mondo passato.

E ha così scoperto quanto la domanda di sesso fosse alta e l’offerta d’amore e d’amicizia povera. Dopo alcune esperienze che le hanno fatto scoprire rapporti diversi dal suo film mentale a senso unico, ha apprezzato e goduto del corpo e della mente altrui e, come ultima e fantastica scoperta, ha esplorato, rivissuto e offerto il suo…

Il donarsi è stata la sua rivoluzione! La sua scelta.

E’ una fan della vera rivoluzione sessuale, Vicky. Lei, che tanti tuttora pensano asessuata, forse senza desiderio alcuno, ha preso in mano la sua vita e ritornando dal sepolcro, ha deciso di offrire senza condizioni l’amore e la sua vita nuova alle persone, soprattutto agli uomini.

Dona ad ognuno il sè di cui è capace. A tutti l’ascolto, senza pregiudizio. A alcuni il suo corpo, esclusivamente per il piacere del contatto fisico. Ai suoi preferiti la sua mente, il suo erotismo, un pezzetto di quello spirito che sfugge quando si è talmente vicini, quando vorrebbe sussurrare un ‘ti amo’ e si accorge che non va… non è che siano le parole sbagliate: semplicemente non bastano, il cuore è infinitamente più grande!

“Sei la gioia della trasparenza che butti addosso al mio spirito!” (Massimo, 22 giugno 2012)

La medicina è la mia legittima sposa, mentre la letteratura è la mia amante: quando mi stanco di una, passo la notte con l’altra.” Cechov

Io la penso esattamente così. Con la differenza che non mi chiamo Anton. Sempre Vicky!

23 giugno 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , | 14 commenti

Il sesso negato

Dopo aver visto queste scene sento due onde diverse: una mi schiaccia e mi sommerge, l’altra mi porta su e mi fa affiorare violentemente. Ho bisogno di scrivere e non fermarmi. Non posso. Eccola, la sento arrivare…la  tenerezza mi scioglie, la sensualità mi coinvolge, non posso restare indifferente… è una scena erotica, dolce, passionale, eccitante. Si interrompe bruscamente, con l’irrompere di un’estranea a quel momento, una che getta fango e sporca tutta la carica di Bellezza scandalosamente nuda. Ora la rabbia mi scoppia dentro, non voglio tenerla, io persone come questa stronza ipocrita le picchierei con il solo mio sguardo di disprezzo estremo.

La mia natura non violenta prevale e… piango.

La tentazione di entrare nel corpo, nel cuore, nella vita della DONNA del film è troppo forte… e io poi so com’è e ho voglia di raccontarlo senza tabu.

Sono una persona fortunata. Ho un corpo quasi completamente fermo, ma dall’aspetto normale, per molti uomini attraente. Anche per alcune donne, ad essere sincera fino in fondo. Chi mi conosce sa che non posso usare le dita delle mani, però sa anche che posso accarezzare molto dolcemente. Come la donna-femmina del film. Avete visto il suo sguardo quando, finalmente nuda, è accarezzata ed eccitata? E’ lo sguardo di una ragazza che vuole godere, in modo totale, senza aspettare, senza pietismi. Desidera baci, carezze, tutto.
Quando quell’uomo così intelligente da vederla donna la farà venire, sarò con lui ad assaporare la gioia che tutto il sesso desiderato e donato può dare.

In molti, in modo simile alla suddetta stronza che irrompe nella stanza, non riconoscono alle persone bis-abili il diritto ad avere una vita sessuale, ancorchè una sentimentale.

Qual è la sorprendente Bellezza di questa sequenza e della vita in generale, anche della mia?

Cari bigotti e ipocriti, che storcerete le labbra e distoglierete lo sguardo dalla nudità offensiva perchè non canonicamente bella dell’attrice chiamata puttanella, ho una cosa da dirvi dal profondo del cuore, anzi due. Non osate più toccare i nostri corpi come se non sentissimo stimoli – le donne continuano ad avere un clitoride, gli uomini il proprio pene – e siate rispettosi quando ci lavate, ci asciugate e ci toccate per qualsiasi motivo… il nostro corpo è vivo! Infine… l’insegnamento che questa piccola grande donna dà è una cosa quasi terribile, soprattutto agli occhi di chi vuole legare e incatenare, o peggio, impasticcare: il piacere lei lo conquista, non ne chiede il permesso a nessuno.

Quanto è sfacciatamente sexy!

Sempre dolce e appassionata, sempre Vicky!

28 maggio 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , | 29 commenti

Quello da non dire.

(fonte: Google)

Ieri ho visto un film bellissimo “QUASI AMICI”,  che descrive la vita di un tetraplegico in chiave a volte ironica a volte drammatica. Mi sono rivista, ho riso molto e pianto un po’. Ho pensato a quanto non si voglia mai andare oltre l’apparenza… e che molti non ci considerano persone con desideri, aspirazioni, sogni, bisogni come tutti.
Desideri legittimi, come per esempio quello sessuale. Nel film ‘Quasi amici’ non esistono ipocrisie. Poichè la mia vita non è ancora un film, vorrei dire sul sesso, sulla vita di relazione in generale quanto segue, che è il commento che ho lasciato a un link su questo film:

“Sono fortunata a poter ancora scegliere la sessualità da vivere… e questo la società ipocrita non me lo perdona. Io me ne frego e continuo la mia strada, facendo l’amore anche con ‘poveri infelici’ normodotati e infelicemente accoppiati con altre che presuntuosamente credono che DONNE COME ME non rappresentino un pericolo… Illuse. Non sanno dove stanno di casa l’erotismo e la sensualità…”

Sempre Vicky!

9 marzo 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , | 37 commenti

L’italiano medio.

E’ una razza in via di estinzione. O addirittura già estinta. In compenso è aumentato il numero dei mediocri.

I miei complimenti. Viva l’Italia…

Un brano dedicato. Sempre Vicky!

23 settembre 2011 Posted by | Esperienze, Idee, Persone | , , | 5 commenti

Io, l’altra.

Mi presento. Tu non mi conosci. Non che io sia una persona che voglia isolarsi. Anzi. Chi mi conosce sa che sono l’esatto contrario.
Sono semplicemente l’altra. Quella trasparente o quasi.
Fisicamente, intellettualmente e psicologicamente ho un’esistenza del tutto simile alle altre persone.
Semplicemente non ho apparentemente sentimenti nè emozioni, perchè quelle son proibite con l’interlocutore che io chiamo ‘amore.
No a carezze e baci o altre effusioni in pubblico. Non siamo più ragazzini…
No a telefonate quando mi passa per la testa. No a feste nè compleanni insieme. Sciocchezze….

Sì al cellulare possibilmente libero. Sì alla priorità assoluta su tutti gli impegni. L’altra non ne ha.
Sì alla tua voglia in orari per altri quasi impossibili. Sì alla completa libertà di disporre del mio corpo. Completa.
Sì a quel tempo ‘dedicato’… Sì a quel tuo prezioso tempo ‘strappato’ agli altri impegni.

Io, infatti, non sono un impegno. Io sono l’altra.

A me puoi dire tutto: sono il tuo muro di gomma.
Puoi raccontare dei tuoi guai di lavoro, dei problemi di comunicazione coi figli, mi parli perfino di quanto non sopporti più tua moglie, di come non ti piaccia fare l’amore con lei. Eh sì, tu con lei l’amore lo fai ancora.

Posso farti due domande?

Lei sa di essere l’altra rispetto a me?
So che tutto questo finirà. Tralasciando chi di noi avrà il coraggio di trovare ancora il rispetto per sè stesso, posso chiederti un favore? Non dire ‘Mi dispiace’ e non sfiorarmi mai più. Io da quel momento in poi sarò me stessa. Ancora.

Dedicata a chi ricomincia. Sempre Vicky.

20 luglio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 7 commenti

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