Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Anniversario 💕

 

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Un anniversario.

Due uomini diversi.

26 marzo 1983 – 26 marzo 2019: 36 anni di matrimonio col mio unico marito. Lui non è più in questo mondo da più di 14 anni, purtroppo.

26 marzo 2014 – 26 marzo 2019: 5 anni fa ho incontrato il mio ultimo compagno.

Voi credete alle coincidenze? Io no.

Oggi, come in ogni anniversario, mi sono regalata dei fiori.

Sono romantica e mi voglio bene. Sempre Vicky.

 

26 marzo 2019 Posted by | amore, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 30 commenti

Musica per stare bene

 

Amici miei, voglio condividere questa meraviglia, un inno alla vita, alla fragilità, all’umanità vera.

Io vivo sulla mia pelle questo testo e voglio trasferirlo come una piuma leggera al vostro cuore.

Non aggiungo altro al testo.

Un abbraccio, sempre Vicky.

 

Abbi cura di me

Adesso chiudi dolcemente gli occhi

E stammi ad ascoltare

Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole

Più che perle di saggezza sono sassi di miniera

Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera

Non cercare un senso a tutto

Perché tutto ha senso

Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo

Perché la natura è un libro di parole misteriose

Dove niente è più grande delle piccole cose

È il fiore tra l’asfalto

Lo spettacolo del firmamento

È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento

È la legna che brucia che scalda e torna cenere

La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere

Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi

E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri

Tu allora vivilo adesso

Come se fosse l’ultimo

E dai valore ad ogni singolo attimo

Ti immagini se cominciassimo a volare

Tra le montagne e il mare

Dimmi dove vorresti andare

Abbracciami se avrò paura di cadere

Che siamo in equilibrio

Sulla parola insieme

Abbi cura di me

Abbi cura di me

Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro

Basta mettersi al fianco invece di stare al centro

L’amore è l’unica strada, è l’unico motore

È la scintilla divina che custodisci nel cuore

Tu non cercare la felicità semmai proteggila

È solo luce che brilla sull’altra faccia di una lacrima

È una manciata di semi che lasci alle spalle

Come crisalidi che diventeranno farfalle

Ognuno combatte la propria battaglia

Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia

Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso

Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso

Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo

Anche se sarà pesante

Come sollevare il mondo

E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte

E ti basta solo un passo per andare oltre

Ti immagini se cominciassimo a volare

Tra le montagne e il mare

Dimmi dove vorresti andare

Abbracciami se avrai paura di cadere

Che nonostante tutto

Noi siamo ancora insieme

Abbi cura di me

Qualunque strada sceglierai, amore

Abbi cura di me

Abbi cura di me

Che tutto è così fragile

Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino

Perché mi trema la voce come se fossi un bambino

Ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare

Tu stringimi forte

E non lasciarmi andare

Abbi cura di me

 

24 marzo 2019 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Viaggi | , , , , , , , | 11 commenti

I figli

Una tragicomica realtà che ho apprezzato visitando il blog di Flavio stasera.
Quante se ne potrebbero ancora aggiungere di ascese, vero?
Qualcuno dovrebbe far aggiustare l’ascensore?
Potrebbe esserci qualcuno chiuso fuori che aspetta ed è stanco e arrabbiato.
Magari pericoloso…
Buona serata.
Sempre Vicky!

 

 

almerighi

i figli dei fumatori
hanno più probabilità di cominciare a fumare

i figli dei notai
hanno più probabilità di fare i notai,
così i figli dei farmacisti e dei dottori

i figli di puttana lo sono per diritto di nascita

il figlio di Laerte
ha più probabilità di diventare Ulisse

i figli degli zingari
hanno più probabilità di essere reietti

i figli dei re debbono attendere
i figli dei poeti in genere non hanno figli

i figli dei politici massoni
hanno più probabilità di cominciare la carriera

gli ascensori sembrano tutti guasti

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11 marzo 2019 Posted by | Diritti umani, Esperienze, Mondo, Storia | , , , , , , | 24 commenti

Mio fratello

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Io amo mio fratello. Lo amo da quando ne ho coscienza. Saranno più o meno 45 anni.

Si chiama Fedele. In effetti lo è di nome e di fatto. Nel bene o nel male lui è coerente con le proprie idee, è fedele alla sua coscienza, alle sue idee che a volte ho condiviso, soprattutto nell’adolescenza.

Quando andavo al liceo lui era il mio mito, oltre naturalmente a mio padre.

Lui era il mio punto di riferimento ideologico, sembrava sempre più grande di me e in effetti lo era sia dal punto di vista dell’età sia da quello fisico. Mio padre, invece, era il mio punto di riferimento affettivo. Non mi vergogno ad ammettere che ero la sua preferita, la sua cocca, insomma la sua “Cenza“.

Mi sono chiesta per anni, una volta cresciuta, se questa cosa avesse fatto soffrire gli altri miei fratelli – in famiglia eravamo quattro figli – e onestamente mi sono vergognata un po’ con me stessa di aver approfittato di tutto quel bene oltre la misura

Non ho avuto occasione nella vita di domandare quale fosse il loro pensiero, in realtà non ce n’è stato il tempo e forse neanche l’intenzione.

Fedele è cresciuto in fretta, viste le difficoltà che avevamo in famiglia. Difficoltà di tipo economico e poi anche di responsabilità rispetto ai fratelli più giovani e per di più problematici  dopo la malattia e la successiva morte di mio padre.

Io amo mio fratello. E sono certa che mio fratello ami me.

La felicità comincia da piccole cose. Tra noi due non ci sono mai state né grandi litigate né grosse smancerie. È come se avessimo già saputo che c’era qualcosa di prezioso, quasi segreto che ci legava e ci tiene uniti ancora oggi. Ci vediamo di rado. Anche le telefonate però sono brevi e concise. Qualche volta ci scambiamo messaggi sul telefonino.

Che cosa strana… È proprio in uno di questi messaggi che ho trovato il coraggio di dirgli apertamente “Ti voglio bene” oppure “Mi manchi”. Tra di noi c’è sempre stata una sorta di vergogna, anzi di ritrosia a manifestare così apertamente i propri sentimenti. Non le conosco il motivo, ma ho smesso di chiedermelo e sono passata ai fatti, anzi alle parole aperte e chiare.

Ma perché sto a raccontarvi tutte queste cose?

Perché io faccio così quando sono troppo felice e, grazie a Dio, lo sono! Perché ormai mi conoscete, Quando vivo un’esperienza forte, dopo essermi concessa spazio sufficiente a far decantare ciò che è avvenuto, ho bisogno di condividere la mia gioia con chiunque, dapprima con mia figlia, con la migliore amica e con voi ora attraverso questo post.

Parlo e rido con mia madre, con mio fratello Francesco, con mia sorella gemella Raffaella e non da ultimo con mio padre – che ci custodiscono e ci osservano dal cielo.

La mia festa è perfetta e la mia gioia infinita! Anche adesso mentre sto scrivendo!

Le mie emozioni due giorni fa si sono materializzate in un piatto di spaghetti con le cozze, uno di pesciolini fritti e verdure alla griglia. Seguite da calma euforia e piacere. 

Insomma il primo pranzo insieme a mio fratello, solo noi due, il primo in tutta la nostra vita finora! Non vi sembra un miracolo, una cosa meravigliosa?

A me sì. La vita corre e scorre in fretta, devo vivere di piccole e grandi gioie di tutti i giorni come anche di quelle straordinarie come questa che vi ho raccontato, per poter credere sempre di più che non siamo soli su questa terra.

Due brani di artisti che amo e che riflettono la mia anima.

Sempre più ricca, sempre Vicky!

 

 

 

3 marzo 2019 Posted by | amore, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Voglio essere così, un prete si racconta

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Amici miei,
quello per don Luigi Verdi della comunità di Romena (AR) è un affetto, un amore fraterno e piccolo nato stasera, sfogliando le pagine su Youtube.

So che il filmato è lungo: credetemi non si tratta di parole facili. È vita.

Senza maschere. Fragilità. Verità. Umanità.

Io, mentre lo ascolto, anzi lo assorbo e lo accolgo, mi ritrovo sul monte ad udire l’esperienza delle beatitudini insegnate da Gesù. È lui a rivelare con scandalo parole controcorrente. Quelle della felicità vera da vivere.

È lì che attende alla porta. Bussa con discrezione.

Ho sete e fame. 

E non parlo di cibo.

Parliamo e condividiamo. Io vorrei farmi conoscere da voi.

Sempre rinnovata. Sempre vostra Vicky!

 

17 febbraio 2019 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone | , , , , , , , , , , | 14 commenti

11 febbraio 2019

lourdes

 

Una giornata particolare, la mia di oggi.

L’11 febbraio è la giornata mondiale del malato. È la giornata dell’apparizione della Vergine Maria a Lourdes 160 anni fa. È il giorno in cui io ho amato Lorenzo più di quanto abbia fatto in tutta la mia vita con lui, giorno in cui mi ha lasciato fisicamente 14 anni fa.

Al mio risveglio stamattina il primo pensiero è stato per lui e per quanto amore ci siamo donati a vicenda a partire dal 20 agosto 1981 – giorno in cui ci siamo trovati su un lungo mare pugliese – fino alla fine dei suoi giorni. Proprio come ci eravamo promessi nel giorno del nostro matrimonio, il 26 marzo 1983 in chiesa a Milano.

A Lourdes c’era stato prima di me. Poi ci siamo andati insieme altre due volte. due esperienze di gioia pura, mai provata prima, non trovo paragoni. In un mare di sofferenza fisica, spirituale e psichica ho sperimentato l’ordine, la pace interiore e ovunque intorno a me, un’allegria nuova e fresca, come l’acqua della sorgente miracolosa.

La prima volta nel 1994 ero ancora fisicamente e apparentemente sana. Tuttavia non ero completamente felice, probabilmente non sapevo neanche che cosa fosse la felicità. quella che nessuno può più rubarti. Sono tornata a casa piena di una luce, di una forza sconosciute. Di lì a qualche mese ho capito che quel viaggio mi era servito per prepararmi a uno ben più lungo e difficile che dura ancora adesso, ancora oggi.

Sono tornata nelle due volte successive a pregare e ringraziare Dio per il dono della vita e della mia famiglia. Anche se stavo facendo quel sorriso interiore e sulle mie labbra seduta su una sedia a rotelle.

È il mio “trono” da 23 anni.

Stamattina molto presto ho fatto accendere la tv su TV2000 e a quell’ora trasmettevano il Santo Rosario e più tardi, alle 8.30, trasmettevano alla Santa Messa in diretta da Lourdes. Un modo bellissimo di iniziare la giornata!

Oggi il mio “trono su ruote” mi ha portato in pullman in una casa di riposo a Rozzano dove vado una volta al mese per farmi pesare.

È proprio lì che inaspettatamente ho visto tanta Bellezza.

Mi sono fermata per la messa delle 16 insieme ad anziani e al personale della casa di cura. Tantissime carrozzine, deambulatori, anziani stanchi eppure curati nel loro aspetto compatibilmente con le proprie limitazioni, i propri gusti, le necessità di ognuno.

Li ho guardati a lungo, disposti davanti a me e di fianco. Mi sono sentita in famiglia, quella spirituale di Dio, ho osservato uno ad uno quegli uomini e quelle donne, come se fossero evocati di mio padre e di mia madre.

Ho provato una tenerezza così profonda da farmi  sciogliere in lacrime di gioia, che non apparivano da non so quanti anni. Probabilmente le ultime le avevo spese osservando mia madre mentre dormiva sulla poltrona di casa mia. Dolce e indifesa, finalmente aveva inconsapevolmente sconfitto il muro che avevo costruito dentro di me ed ero riuscita ad accarezzarle i capelli, a dirle quanto l’amavo; è quanto ora sono capace di ripeterle libera e leggera, anche oggi mentre osservo altre teste bianche come la sua.

Questi casi mi fanno pensare al profondo agire dello Spirito che cambia le cose intorno a noi ma soprattutto cambia noi stessi. Recuperiamo la vista, recuperiamo il modo di volare che avevamo quando eravamo puri di cuore, quando le mani erano strumenti d’amore, le parole carezze ingenue d’infanzia.

Mi sono portata appresso questi momenti preziosi durante la mia passeggiata al centro commerciale e successivamente al ritorno verso casa, mentre in pullman cantavo.

Come al solito prima di raccontare a chiunque ciò che sento, lascio decantare per qualche momento. Non so se oggi qui a casa qualcuno si è accorto di quello che è successo. Io voglio comunque testimoniarlo. Per oggi qui sul blog, domani tra le persone più care.

Lorenzo, avrei voluto venire a trovarti a Basiglio, dove il suo corpo giace da 14 anni, ma sono sicura che tu avresti condiviso la mia scelta.

Una dedica a te, che amavi questo brano. Io continuo a cantarlo quando la mia anima è triste…

Ti amo, menestrello di Dio! Sempre la tua Vicky!

 

 

 

 

 

12 febbraio 2019 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 26 commenti

Fermata d’autobus

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E così grazie a Dio, come dice Fulvialuna, vedo ancora la bellezza.

Cara amica, in nome di quella bellezza oggi sono tornata lì, sperando di incontrarlo ancora.

Non è successo.

Quello che sicuramente è accaduto è che sento ancora gioia e ardore dentro il cuore.

Oggi, mentre mi avvicinavo a quella fermata di pullman, mi sono dimenticata di essere grande, mi sono dimenticata di tutto e tutti.

Sono innamorata dell’amore e del dolce tocco di una umanità gentile.

Quella che resta. Quella che ci lascia assetati.

Un abbraccio. Sempre Vicky!

 

26 gennaio 2019 Posted by | amore, Anima, Cose, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , | 28 commenti

Caro sconosciuto

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Un viso tra tanti
alla fermata del pullman
fa freddo e
tutti hanno fretta

Ti fermi
uno sguardo e un sorriso
aspetti
non ho ancora capito cosa

Un’ora di attesa
l’ennesimo guasto alla pedana
la gente corre via
tu rimani

Mi fai compagnia
mentre sto sospesa
e non solo in aria
con le mie ruote

Dopo tanto penare
si parte
ti siedi a un metro da me
troppo lontano

Arrivo alla mia quasi meta
scendi a chiedermi cose
io ti sento già calore familiare
avrei voluto toccare la tua mano

Voglio darmi tempo
la bontà non sfiorisce
la bellezza neppure
non conosco il tuo nome

Esistiamo

Leggera e sorridente, sempre Vicky

 

25 gennaio 2019 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, vita indipendente | , , , , , , , | 10 commenti

Cose dentro

 

 

Cari amici,

Prendo al volo questa occasione in cui il mio computer è apparentemente tornato a vivere e ne approfitto per stendere una lista dei pensieri che mi attraversano il cervello e il cuore.

Sento il bisogno di fermarli come su un foglio di carta, bianco come questo elettronico che ho davanti.

Me lo devo e lo devo anche a voi, persone preziose dalle quali mi sono allontanata un po’ per pigrizia e un po’ per sfortuna.

È da un lungo periodo che vorrei mettere giù quanto mi accadde. Per ora accennerò una breve pennellata sulla tela della mia vita che si apre davanti a voi che mi leggete.

Piano piano tornerò a essere in grado di affrontare le cose, di continuare a prendere le decisioni che mi rendono felice e mi fanno crescere come essere umano, come donna, come creatura. Sono rimasta parecchio indietro con la lettura dei vostri post, perdonatemi. Il vostro posto nel mio cuore però è rimasto sempre lì, intatto, come un fiore in attesa di acqua.

Ed ecco la piccola goccia, Vicky.

Pensieri e cose da scrivere e descrivere:

  • fine di una storia
  • Natale 2018
  • mia figlia
  • mia madre
  • vita
  • notte
  • ricordi
  • viaggio
  • blog
  • interessi
  • bambini
  • diritti umani
  • allegria
  • Dio
  • santi

 

lo piano piano riprenderò i contatti con me stessa, ricominciando a vivere attraverso le parole, le mie più care e fedeli amiche.

Vi abbraccio tutti! Sempre Vicky!

 

 

20 gennaio 2019 Posted by | amore, Anima, Cinema, Corpo, Cose, Dialogo, Dio, Esperienze, Idee, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, vita indipendente | , , , , , , , , , | 28 commenti

Posso venire in abbraccio?

Domani ti dico ciao e ti voglio bene

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