Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

I miei “viaggi”

Risultati immagini per auto decappottabile dal web

 

Due storie, una vita: la mia. Quale sarà quella vera?
1.

Ho sognato di guidare fin da quando ero bambina.
La prima volta avevo cinque o sei anni ed ero alla guida di un’auto sportiva decapottabile.
Ero felice.

Impegnavo le curve con sicurezza anche se ad una certa velocità.
Mi sentivo grande.
Avevo tutto il tempo e avevo tutto lo spazio.
Con quell’automobile rossa ero libera.

Fin da allora conoscevo il sapore della vita vera.

 

2.

Stare in piedi non è semplicemente acquisire una posizione e non cadere.
Mi hanno detto che tutto dipende dalla testa.
Alcuni altri dalla corretta postura del mio corpo.
Quindi più esercito il pensiero, più avrò la sicurezza di non cadere.

Il corpo umano, pur limitato nel tempo e nello spazio, è una realtà estremamente perfetta.

Il mio incedere dipende solo da me.

Io posso godermi ogni attimo, ogni sfumatura.

 
Vi saluto con affetto e aspetto i vostri pensieri e rispondervi.

Ascolto questo brano che vi dedico. Sempre Vicky!

 

Annunci

22 dicembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

Viaggio

Risultati immagini per viaggi

Parto dal cuore
un luogo non so dove
inizia da me
voglia di te
terra vergine
collina prima dello stupore
orizzonte del mio andare
ore minuti secondi infiniti
lancette fantasma
il tempo sta nelle viscere
fame e sete di esserci
che il sempre esista
e il mai non fugga via
scoglio del mare
sasso di fiume
sabbia incontabile
retta che viola il cerchio 
rompo l’infinito
vista sublime
occhi non bastano
un cuore nemmeno
il viaggio continua

 

Dedicato a me stessa e a tutti voi, sempre Vicky!

 

20 giugno 2017 Posted by | amore, Anima, Mondo, Musica, Persone, Viaggi | , , , , , , , , | 30 commenti

Assenza

Ciao a tutti, ragazzi e ragazze!

Non sono sparita, tutt’altro. il fatto è che ho in mente tante cose e devo riuscire a metterle a fuoco. In più, cosa non trascurabile, mi piace molto leggervi per tenere un filo di comunicazione aperta con voi e conoscervi.

Questa cura degli altri che mi arricchisce così tanto non è inferiore alla voglia di scrivere. Anzi direi che sono interdipendenti.

I vostri pensieri elaborati dalla mia fantasia e dalla mia interiorità fanno emergere vita nuova.

Occorre tempo e io me ne sto concedendo.

Un abbraccio, sempre Vicky!

 

10 marzo 2017 Posted by | Dialogo, Idee, News, Persone | , , , , , , , , , | 12 commenti

Le domande consuete

Risultati immagini per abbracci tra donneGoogle

Il mio regalo a me stessa e a tutte le anime femmine. Sempre Vicky ❤

 

Canzone delle domande consuete (Francesco Guccini)

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente

come se il tempo per noi non costasse l’uguale,

come se il tempo passato ed il tempo presente

non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei

per non strascinare le parole in linguaggio d’azzardo;

eri bella, lo so, e che bella che sei;

dicon tanto un silenzio e uno sguardo.

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi

quel che sono o sarei, quel che saro’ domani…

non parlare non dire piu’ niente se puoi,

lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,

trascinate dai giorni come piena di fiume

tante cose sembrate e credute diverse

come un prato coperto a bitume.

Rimanere cosi’ annaspare nel niente,

custodire i ricordi, carezzare le eta’,

e’ uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente

del diritto alla felicita’

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché?

Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?

Esser tutto, un momento, ma dentro di te.

Aver tutto, ma non il domani.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce

tutto cio’ che sta fermo, tutto cio’ che si muove;

non so dire se nasce un periodo o finisce,

se dal cielo ora piove o non piove,

pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”

a sorridere a “salve”, dire anch’io “come va?”

Non c’ vento stasera. Siamo o non siamo assieme?

Fuori c’e’ ancora una citta’

Se c’e’ ancora balliamoci dentro stasera,

con gli amici cantiamo una nuova canzone…

…tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera

tanti anni, ed ancora in pallone

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di noi.

8 marzo 2017 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 5 commenti

A casa col nemico

Risultati immagini per computer portatile fujitsu (Google)

Voleva essere all’inizio il commento a un post sul blog dell’amica Cimy , poi è diventato quello che leggerete di seguito.

Ciao, cerco di capire il motivo per cui ti senti così… come ti ho già scritto altrove anche io lotto col nemico numero uno che si chiama Web e dietro il quale si celano chissà quanti altri nemici sconosciuti, amplificati così dalla gelosia di una che ama e non sa chi c’è dall’altra parte o addirittura di fronte a sé.
Quante volte ho gridato che avrei voluto spaccarlo quel portatile che mi ruba la sua attenzione, le sue carezze, quasi tutto.

È una vittoria senza armi quella della rete, in cui si casca in modo più o meno consapevole. Io a volte ho dato la colpa alla mia solitudine, quando passavo ore in chat o qua e là per siti. In realtà sola lo ero davvero in quel tempo… ho trovato compagnia, sono stata fortunata. Ma quante ore però buttate via a non vivere fuori da questa stanza…

Cosa c’è di social in una vita chiusa in casa dietro un monitor, scrivendo a persone che si sa non vorranno mai incontrarci (80-90%), perché non vedono altro che un’immagine, non la verità. Quando poi arriva il momento in cui si vorrebbe concretizzare la conoscenza perché magari si è anche nella stessa città… ecco, la gente si tira indietro.

Viviamo in un mare di “mi piace” senza più essere capaci di assaporare la compagnia reale di un amico o un’amica con un corpo e abbiamo dimenticato l’impegno sociale, politico, amoroso.

La rabbia e la delusione mi aiutano a riprendermi da queste “crisi di rigetto“.
In questi momenti benedico il giorno in cui ho cominciato a scrivere su questo blog, un modo davvero sociale oltre che “social” di comunicare e concretizzare in alcuni casi la conoscenza in modo più profondo. Con altri, magari più lontani, è nata una comunicazione a voce – no Whatsapp – che mi dà emozioni e, talvolta, anche qualche arrabbiatura, dipende dagli argomenti… questa è la vita, non devo piacere per forza a nessuno.
Il resto, ce ne stiamo accorgendo tutti spero, è una grande menzogna. È il grande occhio del famoso “Big Brother”, che manipola la nostra attenzione, la nostra curiosità sana per trasformarla piano piano in dipendenza.

Stiamo diventando schiavi. Finché siamo in tempo spezziamo le catene!
Io mi sono proposta di dedicare più tempo al blog, alla scrittura e alla lettura di altro (altri blog che seguo o di recente, l’ascolto di audiolibri – questo è il secondo che ho finito ieri sera), che mi arricchisce molto durante l’ascolto di musica di qualsiasi tipo. Ho ripreso in considerazione di dedicare un piccolo tempo della giornata all’attività fisica che fa bene alla salute del corpo e della mente, oltre a disciplinare l’uso del mio tempo ridiventandone la padrona.
Sono sicura di vederne molto presto i frutti del mio impegno.
Nel frattempo vi dedico questo brano… sempre libera, sempre Vicky!

6 marzo 2017 Posted by | Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , , , , , , , , , , | 19 commenti

Io uccido

tempo-fermo-orologi (Google)

Tempo

 

Oggi mi sono lasciata vivere dal tempo.

Volevo ingannarlo…

poi ci siamo feriti a vicenda 

e infine

l’ho ucciso.

Per non dover soccombere.

Per non sentire più dolore.

Mi vorrò bene

finalmente.

 

Sempre Vicky!

17 gennaio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 19 commenti

V come Vicky

biblioteca-emozioni-620x336 (Google)

Accontentarmi non è arrendermi,
è mettere ordine tra gli obiettivi della mia vita.
Darmi tempo.
Lasciarmi fuggire da alcune schiavitù.

Non è paura.

Le viltà di questo tipo
le ho cedute ai grandi della Terra.
Darmi spazio.
Non ce n’è per me a questa grande abbuffata.

Non è vergogna.

È solo che voglio vivere,
nel timido e gioioso nascondimento 
che mi piacerebbe essere
e che mi cucio addosso sulle mie ferite.

È che sono fatta anche così.

Ubriaca di vita, eppure assetata.
In corsa verso l’alba che non tramonta eppure ferma.
Ho sete d’aria,
ho fame d anime salve.

Teniamoci stretti, mio scoglio umano.
Il mare dentro urla le sue onde,
attraversando me
bagnando e consumando l’amoroso te. 

 

Mi scopro fragile. Sempre Vicky!

 

 

27 novembre 2016 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Dieci

 

Foto0065

Venezia, compleanno

 

Uno. Il minuto passato tra l’istante in cui ci siamo guardati e quello in cui ho visto il tuo sorriso per me perfetto, per niente oscurato da tante cose e persone intorno.

Due. I secondi di perplessità che ho avuto nello scambiare con te il numero di cellulare.

Tre. I giorni che sono passati prima che ci ritrovassimo davanti a un caffè molto lungo, tanto quanto bastava per imparare il tuo viso e il suono della tua voce.

Quattro. Più o meno l’ora del pomeriggio in cui ti incontravo, sempre più spesso. La giornata di lì a poco sarebbe sembrata sempre più lunga fino al momento del tuo arrivo.

Cinque. Le dita della tua mano che mi ha accarezzato la prima volta. Mi sono sentita fiore e tu, in realtà, mi chiamavi così quando mi scrivevi messaggi.

Sei. I tuoi giorni lavorativi fino all’anno scorso. Poi quasi un giorno intero da passare insieme, con le ore che volavano.

Sette. Le note che fanno da intreccio alla nostra storia, la musica che abbiamo ascoltato, quella che continuiamo a conoscere, che ci avvicina e ci allontana secondo i gusti.

Otto. L’ora in cui di solito arriva l’infermiera di sabato. Non ti ho mai sentito sbuffare e innervosirti per il sonno interrotto, per l’intimità rubata e molto altro ancora.

Nove. I mesi necessari per partorire il figlio che non potrò mai darti. Ti basterà che io sia “la tua bambina”?

Dieci. È il voto che do alla tua pazienza, a volte anche troppo saggia rispetto alla mia irrequietezza e inquietudine.

Dedicato.

 

 

Sempre stregata dalla luna, sempre Vicky.

24 gennaio 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | Lascia un commento

Ho visto il tempo.


Scorreva davanti a me lentamente quando il cuore e la mente erano attenti, presenti,
fuggiva all’impazzata come un cavallo imbizzarrito quando portava con sè dolore.
Avrei voluto mettergli le briglie per farlo sostare presso di me nell’istante della gioia.

Ha ripreso la sua libertà,
non ho potuto trattenerlo.
Ora, ieri, domani non esistono più.

La briglia è l’unica testimone.
Resta. Ho bisogno di tempo, ho bisogno di te.
Non sparire, la mia mano vuole stringere qualcosa.

14 maggio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , | 5 commenti

Non mi basta.

 
Di seguito riporto il testo del mio post pubblicato su www.le-cercle.it/argomenti.php relativo alla riflessione sui cinque punti oppure regole di vita sopra esposti. È chiaro che non voglio stabilire nuove regole, poiché ognuno di noi ha la propria interiorità, il proprio bagaglio culturale, la propria esperienza di vita. È vero però che le regole di vita, dato che sono fondamentali per ogni nostra decisione, debbano essere prese per quello che sono: regole. Ecco perché ho intitolato il mio post “Non mi basta”…

 

Le Cercle – 5 settembre 2010

Non mi basta.

Ho trovato postate in un blog in un noto social network queste cinque regole di vita, che vorrebbero rappresentare probabilmente un invito a guardare la strada che porta alla felicità vera e ad avere il coraggio di intraprenderla e percorrerla. Eccole qui di seguito:

–          lavora come se non avessi bisogno di denaro

–          ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire

–          balla come se nessuno ti guardasse

–          canta come se nessuno ti ascoltasse

–          vivi come se il paradiso fosse sulla Terra.

Vorrei rivisitare, a modo mio, quanto sopra. Il titolo dato a questo post è motivato da due termini che hanno attirato la mia attenzione: “come se”.  

 Le parole, lo sapete, per me hanno un’importanza fondamentale, sia pronunciate sia scritte. Mi permetto di sostituire questi termini -chiave contenuti negli enunciati. Perciò li riscrivo così:

–          lavora perché hai bisogno di denaro

–          ama perché qualcuno almeno una volta ti ha fatto soffrire

–          balla perché qualcuno ti guarda

–          canta perché qualcuno ti ascolta

–          vivi perché il paradiso è sulla Terra.

Voglio percorrere idealmente questa strada una tappa per volta, brevemente, per lasciare spazio alle riflessioni che man mano affiorano al riguardo.

Lavora! Tutti abbiamo bisogno di lavorare per vivere poiché non esiste più la società retta sull’economia del baratto, dobbiamo arrenderci al denaro che in sé non ha nulla di negativo, se solo facciamo memoria del “Dare a Cesare quel che è di Cesare”.Il “come se” in questo caso sembra dare un’accezione negativa al bisogno. Il lavoro, al contrario, non è esclusivamente dettato da un bisogno economico, ma anche – e, mi piacerebbe pensare, soprattutto – dal sentirsi vivi, attivi sia mentalmente sia fisicamente, utili in quel ciclo di cui siamo parte che è la vita.

Ama! L’amore fondato sulla sola gioia non esiste. Tutti almeno una volta abbiamo sofferto per raggiungere il cuore della persona amata, senza successo… Quella spina ci ricorda la nostra capacità di trasmettere emozioni, intuizioni, sensazioni che altrimenti daremmo per scontate. La sofferenza passa, la nostra possibilità di amare invece si presenta sotto forme diverse e inaspettate e ci dà opportunità nuove attraverso innumerevoli volti.

Balla! Canta! Ballare e cantare per me è un tutt’uno, perché la voce fa parte del corpo, è l’espressione della mente e dell’anima verso l’esterno per cui la colloco di diritto nel movimento che è visibile, anche se in realtà è udita. Siamo sempre sotto lo sguardo di qualcuno, per me si chiama Dio oppure può essere l’occhiata sbadata di un passante oppure di un amante che non sa vedere né provare gioia per la danza e il canto…

Infine… Vivi! Vivo il Paradiso qui sulla Terra. Non tutti giorni, perché il nostro non riconoscerci perfetti già qui e ora ci impedisce di assaporare quanto è stato preparato già per noi. Diciamo di essere sempre in cammino ma è realtà restiamo fermi. E magari lo facessimo per intraprendere un percorso dentro di noi! Non lo dico io, ma l’Uomo perfetto che nascondiamo sotto tante regole vuote e inutili.”


Un abbraccio, sempre Vicky.

5 novembre 2010 Posted by | Persone, Sapienza, Vita nuova | , , | 6 commenti

unbloginfamiglia.wordpress.com/

Un Blog in Famiglia. Un piccolo angolo di web dove sentirsi a casa.

partyepartenze

alla ricerca della felicità...

ascanio massimo

Mediterranean dream

Read Treat

Welcome to my cozy nook where we dwell in fantasies and cast the magic spells of positivity.

Youth. Rise up!

Vivi e lascia vivere è un modo gentile per dirvi di non rompere i coglioni.

SIGNORASINASCE by Stefania Diedolo

Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Marco Cariati Blog

Area riservata agli orfani della libera informazione

Giornalista Indipendente

Riproduzione Riservata - Testata Giornalistica n.168 del 20.10.2017

mydaphne

this is my world, this is mydaphne

Giusy Carofiglio

And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare

Primo non sprecare

Una genovese in cucina: piatti liguri, altri inediti, oppure i classici in versione sprint. Per il massimo risultato con il minimo sforzo.

TwinMirrors

Look into our mirrors...You will see the most amazing things...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: