Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Il mio primo maggio

Risultati immagini per festa del primo maggio cascina segrona dal web

 

Da un po’ di anni questo giorno ha assunto per me un significato diverso, anzi un significato nuovo.

Ogni anno passo il pomeriggio del primo maggio in una comunità di recupero per ragazzi ex tossicodipendenti gestita da frati con l’aiuto di operatori.

Ci vado con tutta la famiglia o quella che io considero tale. Con mia figlia, suo marito, amici, parenti e conoscenti appartenenti a periodi diversi della mia vita.

E con alcuni dei miei compagni di vita. Oggi uno in certi momenti l’ho cercato con lo sguardo. Invano. Poi ho messo via quel pensiero proibito e la tentazione dei ricordi ad esso legati.

È una giornata passata in una famiglia allargata quella in comunità. Si arriva e viene voglia di sorridere entrando in cortile. Anzi, viene già mentre mi trovo per strada. È davvero una bella sensazione che ti fa sentire che sei attesa da Qualcuno.

I miei momenti comunitari sono ormai un piacevole rituale. La prima sensazione è totalizzante. Gente che si muove, aria aperta in una cascina con mulino restaurata, il verde e le piante ovunque, il profumo di frittelle dolci, l’odore lieve di poche gocce di pioggia evaporata e quelli persistenti di fieno e letame, l’intima sacralità della messa sull’erba e un dialogo a due nella cappella.

Sono stata quasi felice. Sto imparando ad esserlo. Sto cercando di imprimere simili lunghi attimi nella memoria così volatile…

Sì, oggi ho celebrato il primo maggio a modo mio.

Una dedica. Con affetto. Sempre Vicky!

 

1 maggio 2018 Posted by | Dio, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 7 commenti

Aspettando

autobus dal web

 

Può succedere di ritrovare la speranza e la gioia in un solo gesto gentile da parte di una sconosciuta, quella che in un attimo è entrata a far parte dell’Umanità che incontro, che  conosco, che voglio essere.

Arrivo a casa leggera… volevo dirvelo.

Sempre Vicky!

 

27 marzo 2018 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , , | 38 commenti

Autismo: una mamma americana racconta/2

fmejeb
La mamma americana nel titolo è qui su ritratta con uno dei suoi due gemelli nel post originale in inglese che trovate a questo link.

Per la seconda volta mi sono permessa di tradurre nel miglior modo possibile il testo di questo post, perché l’ho ritenuto veramente toccante e soprattutto reale. Un vero aiuto a chi vive questo e anche altri problemi in solitudine.

Potremmo indicare questo metodo di comunicazione a tante altre situazioni di vita in cui le persone restano emarginate.

Un ringraziamento e un abbraccio a questa mamma!

Di seguito trovate il testo tradotto in italiano. Vi saluto tutti! Sempre Vicky.

 

“AUTISMO: UNA MAMMA AMERICANA RACCONTA/2

 

Sì, mi dispiace che a tuo figlio sia stato appena diagnosticato l’autismo.

Un paio di mesi fa ho avuto una conversazione con una conoscente. Non ci frequentavamo da molto tempo, ma avevamo interessi in comune e ci piaceva la compagnia reciproca.

Lei sapeva che a mio figlio era stato diagnosticato l’autismo, si trovava bene a parlare con me. Mi disse che anche a suo figlio avevano appena diagnosticato la stessa cosa.

Prima che potessi pensare ho detto, “Oh cavolo. Mi dispiace di sentire questo”.

Questo tipo di gaffe non è nuova per me. Non sono mai stata brava con il linguaggio “politicamente corretto”. Ma ciò nonostante la nostra conversazione ha pesato molto nella mia mente.

Quello che ho detto è vero. Mi dispiace di aver saputo che a suo figlio è stato diagnosticato l’autismo. Ma non perché l’autismo sia una condizione così terribile da vivere…

Sto tirando su quattro figli. E tutti hanno i propri problemi. Due di loro di recente hanno beccato “Teenager” e potrebbero non riuscire ad arrivare a fine settimana se il loro atteggiamento non sarà chiarito.

L’autismo è solo un problema duro da attraversare. Io conosco alcuni dei sentimenti che lei potrebbe avere nei mesi a venire.

Così quando ho detto “mi dispiace” questo è ciò che intendevo in realtà.

Mi dispiace che al tuo bambino sia stato diagnosticato l’autismo…

Mi dispiace perché comincerai a fare ricerche sulle condizioni di tuo figlio, solo per diventare ancora più confusa di quello che già sei.

Mi dispiace che ci siano più domande che risposte.

Mi dispiace che sentirai il bisogno di diventare un genetista, un neurologo, uno psicologo, un gastroenterologo e un avvocato tutto in una volta.

Mi dispiace per i sentimenti di colpa e inadeguatezza che sperimenterai.

 

Mi dispiace perché la tua assicurazione non approverà la spesa per il trattamento che  tu stai cercando e dovrai combattere con le unghie e con i denti per ottenere i servizi dei quali la tua famiglia ha bisogno.

Mi dispiace perché qualche volta ti sentirai sola, perché penserai che nessuno capisca quello che tu stai passando.

Mi dispiace perché in certe notti sarai sdraiata a letto, chiedendoti cosa avresti potuto fare di più.

Mi dispiace che gente ignorante fisserà la tua famiglia quando uscirete per divertirvi.

Mi dispiace che la consapevolezza dell’autismo non sia lo stesso che l’accettazione dell’autismo.

Mi dispiace che a un certo punto ti troverai intrappolata in un infinito dibattito sui vaccini. Se dovessi usare la parola “cura” pagherai  il prezzo massimo dal gruppo Facebook Support Group Gods.

 

Questo è ciò che intendevo quando ho detto “Mi dispiace”. Ma ancora non era la cosa giusta da dire.

Non è il mio compito tirare fuori tutta l’energia negativa da una madre che ha appena cominciato il suo viaggio attraverso lo spettro. Il mio compito è di spianarle la strada.

 

Ora che ho avuto del tempo per riflettere, so cosa le dirò la prossima volta:

 

Grazie per aver condiviso questo con me!

Come ti senti riguardo alla diagnosi?

Questo ti aprirà così tante porte per il tuo piccolo. Fammi sapere se hai delle domande.

Questo è il mio numero. Sentiti libera di chiamarmi oppure di scrivermi in qualsiasi momento.

Nella nostra zona c’è una bellissima rete di supporto, piena di genitori pronti ad aiutarsi gli uni con gli altri. Mi piacerebbe presentarti a qualcuno di loro.

Abbiamo degli incontri tra genitori e eventi per famiglie spesso. Ti inserirò nella mailing list.

Sono disponibile, in qualsiasi momento tu abbia voglia di parlare.

Benvenuta nella nostra tribù.”

 

4 marzo 2018 Posted by | Dialogo, Esperienze, Idee, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 41 commenti

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(Google)

È la parola magica che spalanca universi, contaminando viralmente tutto quanto tocca. È quanto vorrei sentirmi dire da te quando senti che qualcosa non va o ancora quando la piena delle mie emozioni è talmente incontenibile che vuoi esserne investito. Ho bisogno delle parole. Quelle scritte, quelle dette, quelle sussurrate… poi l’improvviso il tuo invito, il passepartout: condividi.

Hai appena infilato la chiave nella toppa, hai scoperto che la porta era già aperta, ci voleva solo il coraggio di spingersi un po’ più in là. Non c’è bisogno di abbattere nulla. Vieni qui. È cominciato un gioco serio, quello in cui ci scambiamo i ruoli senza vergogna. Ci siamo solo noi due.
Non mi ricordo più chi ero, chi sono stata. Ti regalo il mio passato, non hai bisogno di aprirlo.

Sono quella che vedi, ora. Quanto tempo è passato dal tuo primo sguardo? Condividi.

Ho voglia di te. Di quello che ti precede, la scia dell’incontro, la comunicazione interrotta. Voglia delle tue mani, voglia di aria per respirare insieme, nostra. Che bellissima parola… per molti significa annullarsi in senso negativo, per me assomigliarti interiormente appropriandomi di ciò che di bello e buono trovo in te. Non ho paura di mescolarmi alla tua materia. Condividila.

Condividi. È stata la prima parola che mi ha colpito di te. Di solito si dice, nella migliore delle ipotesi: “Raccontami, dimmi”. Condividi mai. È sinonimo di donazione, regalo, fusione. Azzurro. Cielo e Mare insieme.

Sarà questa l’espressione del vero amore?

Sempre Vicky!

https://www.youtube.com/watch?v=v6DsNuZgr-E

1 marzo 2014 Posted by | Esperienze, Idee, Musica, Persone | , , | 7 commenti

   

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